Mauro Vecchio

New York Times, per qualche dollaro in più

Fonti interne al quotidiano statunitense hanno svelato un piano relativo al prossimo modello pay per la lettura di news online. L'annuncio previsto per il 27 gennaio, in concomitanza con la presunta presentazione del tablet di Apple

Roma - C'è chi ha parlato di una scelta che potrebbe rappresentare una pietra miliare all'interno del dibattito culturale sulla necessità da parte dei grandi quotidiani di far pagare per i propri contenuti online. Stando ad alcune fonti interne alla sua newsroom, il New York Times dovrebbe annunciare entro la fine di questo mese l'avvio di un particolare modello pay da imporre ai lettori per la lettura di news online.

Si tratta ancora di speculazioni, data una certa ritrosia mostrata dal portavoce del quotidiano statunitense, Diane McNulty. Nessun dettaglio è trapelato, dal momento che il miglior approccio di business non sarebbe stato ancora stabilito in via definitiva. Ma tutto farebbe pensare all'introduzione di un modello definito metered, da attivarsi dopo un certo numero di pagine visitate e lette in maniera gratuita.

Una scelta, quella del NYT, che era stata già fiutata dagli utenti registrati al suo sito. Un particolare con un sondaggio giunto nelle loro caselle email si era chiesto loro se fossero stati intenzionati a pagare tra i 2,5 e i 5 dollari per accedere a nytimes.com. Pare dunque essere stato accantonato l'alternativo modello di tipo membership, contenente servizi e privilegi altrimenti non disponibili per gli utenti non paganti.
E non era stato soltanto il sondaggio a dipingere il futuro panorama a pagamento del quotidiano di New York. Nel 2005, Times Select aveva proposto una lettura pay di alcuni contenuti editoriali, successivamente abbandonata per esigenze di massimizzazione degli accessi alle pagine per motivi pubblicitari.

L'annuncio ufficiale da parte dei vertici del NYT non dovrebbe comunque farsi troppo attendere, almeno stando ad un articolo del New York Magazine. Pare infatti che questo dovrebbe verificarsi proprio il 27 gennaio, ovvero il tanto chiacchierato giorno in cui Apple potrebbe presentare al mondo il suo fantomatico nuovo tablet. E non si tratterebbe di una semplice coincidenza.

Arthur Ochs Sulzberger Jr, chairman del New York Times, avrebbe praticamente stretto accordi con Cupertino per una futura distribuzione dei suoi nuovi contenuti a pagamento attraverso il tanto atteso dispositivo della Mela. Intanto, una recente ricerca di Harris Interactive ha scoperto che il 77 per cento dei lettori statunitensi non pagherebbe alcunché per leggere le notizie fresche del web.

Mauro Vecchio
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95 Commenti alla Notizia New York Times, per qualche dollaro in più
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    http://attivissimo.blogspot.com/2010/01/repubblica...

    E soprattutto i commenti di alcuni utenti, che spiegano bene come si lavora nei giornali, ed in cosa consiste la "serietà" e la "qualità" di certi giornalisti
    non+autenticato
  • Bello avere tutto gratis.
    Poi però le news si finanziano con la pubblicità
    e gli inserzionisti pubblicitari comunque faranno
    sentire il loro peso sulla testata giornalistica.
    Nella migliore delle ipotesi (la peggiore è che la notizia scomoda non verrà data per niente) la notizia scomoda sarà data
    parzialmente, senza approfondimenti o con correttivi
    che la renderanno più comoda per l'inserzionista che potrebbe esserne danneggiato.
    vero che già oggi ciò succede, ma la cosa potrebbe aggravarsi.
    Quindi?
    Una soluzione per chi volesse fruire tutto gratis sarebbe quella di leggere le stesse news da fonti diverse,
    ma questo richiederebbe molto tempo e non tutti ce lo hanno.
    Allora? A qualcuno potrebbe tornare o no utile
    avere le news a pagamento,
    le più imparzialmente possibile divulgate e
    con testate giornalistiche le meno possibile
    influenzate da inserzionisti pubblicitari?
    Secondo me si.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hiperlon
    > ma questo richiederebbe molto tempo e non tutti
    > ce lo hanno.

    Per questo esistono gli aggregatori!
  • > Bello avere tutto gratis.

    Pienamente d'accordo

    > Poi però le news si finanziano con la pubblicità
    > e gli inserzionisti pubblicitari comunque faranno
    > sentire il loro peso sulla testata giornalistica.

    Cosa che fanno anche sui giornali a pagamento; e comunque, la maggiore influenza non arriva dagli inserzionisti, ma dal proprietario del giornale.

    > Nella migliore delle ipotesi (la peggiore è che
    > la notizia scomoda non verrà data per niente) la
    > notizia scomoda sarà
    > data
    > parzialmente, senza approfondimenti o con
    > correttivi
    > che la renderanno più comoda per l'inserzionista
    > che potrebbe esserne
    > danneggiato.

    Anche quando c' erano solo i giornali a pagamento era già così. Anzi, personalmente trovo che le notizie sui giornali (cartacei) gratuiti siano molto più imparziali (anche se meno approfondite) di quelle sui giornali a pagamento, perchè riprendono direttamente i comunicati ANSA.


    > Una soluzione per chi volesse fruire tutto gratis
    > sarebbe quella di leggere le stesse news da
    > fonti
    > diverse,

    Quello che faccio di solito

    > ma questo richiederebbe molto tempo e non tutti
    > ce lo
    > hanno.

    No, basta usare un aggregatore (Google, Bing o chi vuoi); leggi titolo e sottotitolo, poi scegli gli articoli che ti interessano.

    > Allora? A qualcuno potrebbe tornare o no utile
    > avere le news a pagamento,
    > le più imparzialmente possibile divulgate e
    > con testate giornalistiche le meno possibile
    > influenzate da inserzionisti pubblicitari?

    Ma come fai a dire che se sono a pagamento sono imparziali? Questo passaggio mi sfugge.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros

    >
    > > Poi però le news si finanziano con la pubblicità
    > > e gli inserzionisti pubblicitari comunque
    > faranno
    >
    > > sentire il loro peso sulla testata
    > giornalistica.
    >
    > Cosa che fanno anche sui giornali a pagamento; e
    > comunque, la maggiore influenza non arriva dagli
    > inserzionisti, ma dal proprietario del
    > giornale.
    Bhe, se tu pagassi di più il giornale (tipo il doppio del prezzo medio odierno, per es.),

    teoricamente anche

    l'editore dovrebbe preoccuparsi di fare un
    giornale pochissimo influenzato dalla
    pubblicità (anche perchè potrebbe permettersi
    di inserirne meno).
    Certo che poi potrebbe uscire l'editore avido,
    ma la libera concorrenza ne frenerebbe i
    disegni di arricchimento
    facile con news a pagamento e abbondante
    pubblicità che le influenzano.


    >
    > > Nella migliore delle ipotesi (la peggiore è che
    > > la notizia scomoda non verrà data per niente) la
    > > notizia scomoda sarà
    > > data
    > > parzialmente, senza approfondimenti o con
    > > correttivi
    > > che la renderanno più comoda per l'inserzionista
    > > che potrebbe esserne
    > > danneggiato.
    >
    > Anche quando c' erano solo i giornali a pagamento
    > era già così. Anzi, personalmente trovo che le
    > notizie sui giornali (cartacei) gratuiti siano
    > molto più imparziali (anche se meno approfondite)
    > di quelle sui giornali a pagamento, perchè
    > riprendono direttamente i comunicati
    > ANSA.
    >
    Ma il valore vero dei giornali (meglio, dell'informazione vera che dovrebbero
    fornire) non è
    la mera notizia ANSA, ma il commento,
    dall' l'editoriale articolato
    ai riferimenti storici, dalla indivuduazione
    delle contraddizioniin cui un tal personaggio
    (politico o altro)
    è caduto alle vignette di satira
    (spesso in grado di aprire gli occhi o far riflettere più della
    notizia stessa); ecc. ecc.
    >
    > > Una soluzione per chi volesse fruire tutto
    > gratis
    > > sarebbe quella di leggere le stesse news da
    > > fonti
    > > diverse,
    >
    > Quello che faccio di solito
    >
    > > ma questo richiederebbe molto tempo e non tutti
    > > ce lo
    > > hanno.
    >
    > No, basta usare un aggregatore (Google, Bing o
    > chi vuoi); leggi titolo e sottotitolo, poi scegli
    > gli articoli che ti
    > interessano.
    No, il punto è questo.
    Leggere le stesse notizie commentate in modo diverso da diversi commentatori da diverse fonti informative (giornali tradizionalei o on line).
    Ammetterai che la cosa richiede una enormità di tempo a disposizione.

    >
    > > Allora? A qualcuno potrebbe tornare o no utile
    > > avere le news a pagamento,
    > > le più imparzialmente possibile divulgate e
    > > con testate giornalistiche le meno possibile
    > > influenzate da inserzionisti pubblicitari?
    >
    > Ma come fai a dire che se sono a
    pagamento sono
    > imparziali? Questo passaggio mi
    > sfugge.
    Bhe, parto dal presupposto che chi paga per
    le info abbia
    abbastanza argume per distinguere una notizia
    di parte da una informazione
    bilanciata, a meno che non è talmente
    stupido da prender per oro colato tutto quel che legge.
    Peggio: talmente stupido da non sapere che una informazione così la può trovare gratis.
    non+autenticato
  • > Bhe, se tu pagassi di più il giornale (tipo il
    > doppio del prezzo medio odierno, per
    > es.),

    Il doppio di zero è sempre zero

    >
    > teoricamente anche
    >
    > l'editore dovrebbe preoccuparsi di fare un
    > giornale pochissimo influenzato dalla
    > pubblicità (anche perchè potrebbe permettersi
    > di inserirne meno).

    E perchè mai dovrebbe inserirne meno? La tiene uguale, così guadagna di più (tanto, sui giornali online, i lettori che non vogliono la pubblicità usano adblocker, quasi mai sono disposti a pagare solo per non avere la pubblicità); ed ai suoi lettori racconterà qualcosa del tipo "useremo i soldi in più per offrire un servizio migliore"; il lettore non può neanche sapere se tali soldi saranno usati per assumere altri giornalisti, o per aumentare gli stipendi di quelli che ci sono (o magari, per aumentare gli stipendi del direttore e dei suoi collaboratori).

    > Certo che poi potrebbe uscire l'editore avido,
    > ma la libera concorrenza ne frenerebbe i
    > disegni di arricchimento
    > facile con news a pagamento e abbondante
    > pubblicità che le influenzano.



    Falso: Pensa a tele+ e stream: stream costava di più ed offriva un prodotto peggiore, così Murdoch ha guadagnato di più, e si è comprato tele+ (formando la piattaforma Sky, che aveva qualità peggiore e costava di più).

    Il più avido guadagna di più, e si compra i concorrenti. Oppure, la concorrenza livella i prezzi, e allora i prezzi scendono al minimo (cioè a zero) e siamo da capo.

    > > Anche quando c' erano solo i giornali a
    > pagamento
    > > era già così. Anzi, personalmente trovo che le
    > > notizie sui giornali (cartacei) gratuiti siano
    > > molto più imparziali (anche se meno
    > approfondite)
    > > di quelle sui giornali a pagamento, perchè
    > > riprendono direttamente i comunicati
    > > ANSA.
    > >
    > Ma il valore vero dei giornali (meglio,
    > dell'informazione vera che
    > dovrebbero
    > fornire) non è
    > la mera notizia ANSA, ma il commento,
    > dall' l'editoriale articolato
    > ai riferimenti storici, dalla indivuduazione
    > delle contraddizioniin cui un tal personaggio
    > (politico o altro)

    E perchè dovrebbe essere a pagamento? Una volta, per trovare questi riferimenti, dovevi girare diverse biblioteche, ma adesso basta un copia e incolla, perchè emeroteche ed enciclopedie sono consultabili online

    > è caduto alle vignette di satira
    > (spesso in grado di aprire gli occhi o far
    > riflettere più
    > della
    > notizia stessa); ecc. ecc.

    Un giornale a vignette sarebbe un giornale di qualità? Con la lingua fuori


    > > No, basta usare un aggregatore (Google, Bing o
    > > chi vuoi); leggi titolo e sottotitolo, poi
    > scegli
    > > gli articoli che ti
    > > interessano.
    > No, il punto è questo.
    > Leggere le stesse notizie commentate in modo
    > diverso da diversi commentatori da diverse fonti
    > informative (giornali tradizionalei o on
    > line).

    Ti contraddici: hai detto che ciò che ti interessa è il commento, e che non vuoi che il commento sia "di parte": avere i commenti di diverse persone, che lavorano per giornali diversi, è meglio che avere solo il commento di un giornalista (del giornale a pagamento)

    > Ammetterai che la cosa richiede una enormità di
    > tempo a
    > disposizione.

    No (almeno, a me non ne richiede, a te non so)


    > > Ma come fai a dire che se sono a
    > pagamento sono
    > > imparziali? Questo passaggio mi
    > > sfugge.
    > Bhe, parto dal presupposto che chi paga per
    > le info abbia
    > abbastanza argume per distinguere una notizia
    > di parte da una informazione
    > bilanciata

    Allora parti da un presupposto errato, perchè se il lettore avesse tale capacità, non avrebbe bisogno del giornale, gli basterebbe il bollettino ansa.


    >, a meno che non è talmente
    > stupido da prender per oro colato tutto quel che
    > legge.

    Questo è il tipo di lettore che avrebbe bisogno di una informazione bilanciata: peccato che, anche se gliela fornisci, non è capace distinguerla dalla "disinformazione" di parte.

    > Peggio: talmente stupido da non sapere che una
    > informazione così la può trovare
    > gratis.

    Secondo me, è il caso di quelli che comprano le news online Indiavolato
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > > Bhe, se tu pagassi di più il giornale (tipo il
    > > doppio del prezzo medio odierno, per
    > > es.),
    >
    > Il doppio di zero è sempre zero
    Se parlo di pagare, concedimi almeno il doppio di 1 è 2!!!
    Facciamo a capirci senza i disegnini, va bene?

    >

    > E perchè mai dovrebbe inserirne meno? La tiene
    > uguale, così guadagna di più (tanto, sui giornali
    > online, i lettori che non vogliono la pubblicità
    > usano adblocker, quasi mai sono disposti a pagare
    > solo per non avere la pubblicità); ed ai suoi
    > lettori racconterà qualcosa del tipo "useremo i
    > soldi in più per offrire un servizio migliore";
    > il lettore non può neanche sapere se tali soldi
    > saranno usati per assumere altri giornalisti, o
    > per aumentare gli stipendi di quelli che ci sono
    > (o magari, per aumentare gli stipendi del
    > direttore e dei suoi
    > collaboratori).

    Ma il lettore dopo un pò se ne accorge, vede se la qualità è aumnetata o no.
    Poi lascia perdere strumenti come adblocker
    e simili: se
    uno vuole piratre le info a pagamento
    (il blocco della pubblicità potrebbe essere contrastato
    dagli editori con altre soluzioni tecniche comunque)
    probabilmete lo farà comunque, cio però esula da
    questa discussione, che si basa mi pare sull'utilità di
    far pagare o meno le news.

    >

    >
    > Falso: Pensa a tele+ e stream: stream costava di
    > più ed offriva un prodotto peggiore, così Murdoch
    > ha guadagnato di più, e si è comprato tele+
    > (formando la piattaforma Sky, che aveva qualità
    > peggiore e costava di
    > più).
    >
    Non conosco quella vicenda.

    > Il più avido guadagna di più, e si compra i
    > concorrenti. Oppure, la concorrenza livella i
    > prezzi, e allora i prezzi scendono al minimo
    > (cioè a zero) e siamo da
    > capo.
    Conocrrenza non vuol dire monopolio nel primo caso;
    perchè -nel secondo caso- la concorrenza nei
    settori che non sono news porta i prodotti
    a prezzi zero?

    >


    > E perchè dovrebbe essere a pagamento? Una volta,
    > per trovare questi riferimenti, dovevi girare
    > diverse biblioteche, ma adesso basta un copia e
    > incolla, perchè emeroteche ed enciclopedie sono
    > consultabili
    > online
    >
    Tu confondi un periodo di transizione come l'attuale
    in cui c'è ancora una certa quantità di materiale, emeroteche e biblioteche, "saccheggiabili", con quello che
    succederà poi, quando da "saccheggiare" sarà rimasto ben poco.
    Non dimentichiamoci poi che l?ANSA è a pagamento, la paga lo Stato,
    quindi tutti noi.


    >
    > Un giornale a vignette sarebbe un giornale di
    > qualità?
    > Con la lingua fuori
    >
    Potrebbe esserlo, anche. ma non era questo che volevo dire se rileggi bene.
    >
    > >

    > Ti contraddici: hai detto che ciò che ti
    > interessa è il commento, e che non vuoi che il
    > commento sia "di parte": avere i commenti di
    > diverse persone, che lavorano per giornali
    > diversi, è meglio che avere solo il commento di
    > un giornalista (del giornale a
    > pagamento)
    >
    Intendevo il commento di più persone
    che la pensano diversamente su un certo argomento.
    Che siano stipendiati da un solo grande giornale,
    solo on line oppure cartaceo qui non importa.

    > > Ammetterai che la cosa richiede una enormità di
    > > tempo a
    > > disposizione.
    >
    > No (almeno, a me non ne richiede, a te non so)
    Cioè sei un supermen.
    Complimenti!!!!!!!!!!!!!


    > Allora parti da un presupposto errato, perchè se
    > il lettore avesse tale capacità, non avrebbe
    > bisogno del giornale, gli basterebbe il
    > bollettino
    > ansa.
    >
    E dagli con questa ansa. Quali variegati
    commenti articolati e altro come ho detto sopra,
    che sono il plus dell'informazione,
    trovi sull'ANSA?

    >
    non+autenticato
  • > Se parlo di pagare, concedimi almeno il doppio di
    > 1 è
    > 2!!!

    Dai, non possiamo neanche scherzare un po'? Sorride

    > > il lettore non può neanche sapere se tali soldi
    > > saranno usati per assumere altri giornalisti, o
    > > per aumentare gli stipendi di quelli che ci sono
    > > (o magari, per aumentare gli stipendi del
    > > direttore e dei suoi
    > > collaboratori).
    >
    > Ma il lettore dopo un pò se ne accorge, vede se
    > la qualità è aumnetata o
    > no.

    E se vede che la qualità non è aumentata, che fa?

    > Poi lascia perdere strumenti come adblocker
    > e simili:

    Va bene: il discorso era solo basato sul fatto che la gente preferisca il sito gratuito con pubblicità piuttosto che quello a pagamento senza pubblicità, a parità di contenuti; e mi serviva solo per dire che un giornale a pagamento non avrebbe quindi meno pubblicità (anche se si ingrandisse, non farebbe altro che aumentare sia i contenuti che la pubblicità)


    > > Falso: Pensa a tele+ e stream: stream costava di
    > > più ed offriva un prodotto peggiore, così
    > Murdoch
    > > ha guadagnato di più, e si è comprato tele+
    > > (formando la piattaforma Sky, che aveva qualità
    > > peggiore e costava di
    > > più).
    > >
    > Non conosco quella vicenda.

    Su wikipedia ne parlano (io parlo per esperienza personale: avevo tele+, quando è diventato Sky la qualità è peggiorata, e ho disdetto)

    >
    > > Il più avido guadagna di più, e si compra i
    > > concorrenti. Oppure, la concorrenza livella i
    > > prezzi, e allora i prezzi scendono al minimo
    > > (cioè a zero) e siamo da
    > > capo.
    > Conocrrenza non vuol dire monopolio nel primo
    > caso;
    > perchè -nel secondo caso- la concorrenza nei
    > settori che non sono news porta i prodotti
    > a prezzi zero?

    Porta i prezzi al minimo possibile; se io vendo un prodotto simile al tuo ad un prezzo più basso, tu o riduci i prezzi o fallisci, perchè nessuno compra da te: ovviamente, nessuno può scendere sotto il prezzo di costo (perchè lavorerebbe in perdita), quindi i prezzi scenderanno fino a poco più del prezzo di costo, e si fermeranno lì.
    Per un giornale, il prezzo di costo è vicino allo zero (e se controbilanci i costi con la pubblicità, puoi arrivare a zero), quindi il prezzo di vendita tenderà anch'esso a zero.


    > Tu confondi un periodo di transizione come
    > l'attuale
    > in cui c'è ancora una certa quantità di
    > materiale, emeroteche e biblioteche,
    > "saccheggiabili", con quello
    > che
    > succederà poi, quando da "saccheggiare" sarà
    > rimasto ben
    > poco.

    Se io consulto una biblioteca, non la "consumo", rimane esattamente come era prima; quindi, in futuro rimarranno tutte le risorse che ci sono già, e se ne aggiungeranno di nuove.
    Se consulto wikipedia, non la impoverisco, anzi, a volte la arricchisco (perchè trovo e correggo un refuso), quindi la quantità di informazioni aumenta.

    Perchè dici che dovrebbe "rimanere ben poco"?

    > Non dimentichiamoci poi che l?ANSA è a pagamento,
    > la paga lo
    > Stato,
    > quindi tutti noi.

    Anche la sanità è a pagamento, paga lo stato, e se vai in ospedale ti curano gratis.

    > > Ti contraddici: hai detto che ciò che ti
    > > interessa è il commento, e che non vuoi che il
    > > commento sia "di parte": avere i commenti di
    > > diverse persone, che lavorano per giornali
    > > diversi, è meglio che avere solo il commento di
    > > un giornalista (del giornale a
    > > pagamento)
    > >
    > Intendevo il commento di più persone
    > che la pensano diversamente su un certo
    > argomento.
    > Che siano stipendiati da un solo grande giornale,
    > solo on line oppure cartaceo qui non importa.

    Torno a chiederti: perchè mai a stipendiarle dovrebbe essere un solo giornale e non tanti giornali più piccoli?

    > > Allora parti da un presupposto errato, perchè se
    > > il lettore avesse tale capacità, non avrebbe
    > > bisogno del giornale, gli basterebbe il
    > > bollettino
    > > ansa.
    > >
    > E dagli con questa ansa. Quali variegati
    > commenti articolati e altro come ho detto sopra,
    > che sono il plus dell'informazione,
    > trovi sull'ANSA?

    Tu quali trovi, sui giornali a pagamento?
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros

    > E se vede che la qualità non è aumentata, che fa?
    Cambia giornale e se lo vuole di qualità sarà pure quello
    a pagamento.

    >
    > > Poi lascia perdere strumenti come adblocker
    > > e simili:
    >

    > pubblicità, a parità di contenuti; e mi
    > serviva solo per dire che un giornale a pagamento
    > non avrebbe quindi meno pubblicità (anche se si
    > ingrandisse, non farebbe altro che aumentare sia
    > i contenuti che la
    > pubblicità)
    >
    Che in un giornale a pagemto ci sia anche pubblicità
    in modo tollerabile potrebbe anche ssere, ma non vedo come
    tu possa giungere automaticamente alla tua conclusione.
    Infatti io dicevo:
    se tu pagassi di più per non averci pubblicità, la
    cosa potrebbe cambiare in quel giornale. Altrimenti cambi
    tu giornale.

    >

    > > Conocrrenza non vuol dire monopolio nel primo
    > > caso;
    > > perchè -nel secondo caso- la concorrenza nei
    > > settori che non sono news porta i prodotti
    > > a prezzi zero?
    >
    > Porta i prezzi al minimo possibile; se io vendo
    > un prodotto simile al tuo ad un prezzo più basso,
    > tu o riduci i prezzi o fallisci, perchè nessuno
    > compra da te: ovviamente, nessuno può scendere
    > sotto il prezzo di costo (perchè lavorerebbe in
    > perdita), quindi i prezzi scenderanno fino a poco
    > più del prezzo di costo, e si fermeranno
    > lì.
    > Per un giornale, il prezzo di costo è vicino allo
    > zero (e se controbilanci i costi con la
    > pubblicità, puoi arrivare a zero), quindi il
    > prezzo di vendita tenderà anch'esso a
    > zero.
    >
    Se un giornale ha una certa reputazione la gente lo compra,
    se no cambia giornale. Non esisterà mai un giornale
    uguale ad una altro che possa vivere a lungo.

    E' la stessa cosa per ogni cosa.
    >

    >
    > Se io consulto una biblioteca, non la "consumo",
    > rimane esattamente come era prima; quindi, in
    > futuro rimarranno tutte le risorse che ci sono
    > già, e se ne aggiungeranno di
    > nuove.
    > Se consulto wikipedia, non la impoverisco, anzi,
    > a volte la arricchisco (perchè trovo e correggo
    > un refuso), quindi la quantità di informazioni
    > aumenta.
    >
    > Perchè dici che dovrebbe "rimanere ben poco"?

    Se nessuno paga per commenti (rimaniamo ai giornali, qui)
    di qualità nessuno li scrive.
    Dove li andrai poi a trovare?

    >
    > > Non dimentichiamoci poi che l?ANSA è a
    > pagamento,
    > > la paga lo
    > > Stato,
    > > quindi tutti noi.
    >
    > Anche la sanità è a pagamento, paga lo stato, e
    > se vai in ospedale ti curano
    > gratis.
    >
    Certo, ma a parte il fatto che la sanità è considerata
    come diritto alla salute più importante
    dell'informazione ( e per questo lo Stato la finanzia ben
    più che i "miseri" 2 miliardi di euro che da come contributo
    ai giornali
    -non dico qui che faccia bene o no)
    , quante volte ti è capitato di vedere gente
    che per avere cure migliori ha fatto ricorso
    alla sanità privata?


    > Torno a chiederti: perchè mai a stipendiarle
    > dovrebbe essere un solo giornale e non tanti
    > giornali più
    > piccoli?
    >
    Certo, potrebbero anche essere più piccoli giornali, dal costo
    ridotto, giornali quindi acquistabili insieme ad altri:
    è la somma da spendere
    che conta poi per il lettore. Ci sarebbe però il fastidio della
    mancanza di un coordinamento editoriale e quindi
    l'alta probabilità
    di dover perder tempo rileggendo la stessa notizia
    mischiata a commneti diversi.



    > > >
    > > E dagli con questa ansa. Quali variegati
    > > commenti articolati e altro come ho detto
    > sopra,
    >
    > > che sono il plus dell'informazione,
    > > trovi sull'ANSA?
    >
    > Tu quali trovi, sui giornali a pagamento?
    Certo più che non leggendo semplicemente l'ANSA.
    non+autenticato
  • > > E se vede che la qualità non è aumentata, che
    > fa?
    > Cambia giornale e se lo vuole di qualità sarà
    > pure
    > quello
    > a pagamento.

    Oppure torna a quello gratuito, quando vede che più o meno la qualità è uguale.

    > Che in un giornale a pagemto ci sia anche
    > pubblicità
    >
    > in modo tollerabile potrebbe anche ssere, ma non
    > vedo
    > come
    > tu possa giungere automaticamente alla tua
    > conclusione.
    > Infatti io dicevo:
    > se tu pagassi di più per non averci pubblicità,
    > la

    Cosa che non intendo fare, ma ammettiamo pure che invece lo voglia fare

    >
    > cosa potrebbe cambiare in quel giornale.

    No, se solo io sono disposto a pagare per togliere la pubblicità: il giornale la toglierebbe solo se i soldi provenienti dagli utenti disposti a pagare pur di non avere la pubblicità fossero di più di quelli provenienti dalla pubblicità stessa (e non so se gli conviene correre il rischio... molti utenti rispondono "io pagherei", poi invece si defilano)

    > Altrimenti
    > cambi
    > tu giornale.

    Con il modello "tutto gratis" non ho bisogno di cambiare: li posso leggere entrambi.

    > Se un giornale ha una certa reputazione la gente
    > lo
    > compra,
    > se no cambia giornale.

    Ci risiamo: come fai a farti una reputazione? Facendoti pubblicità? Strapagando qualcuno, e facendo finta che la sua opinione sia una verità assoluta?

    O dicendo "io non ho mai dato una notizia sbagliata"? O pubblicando notizie che nessun altro ha (ma a quel punto, dove le prendi? Te le inventi?)

    > Non esisterà mai un
    > giornale
    > uguale ad una altro che possa vivere a lungo.

    Infatti: se un giornale è uguale ad un altro, la gente sceglie quello che costa meno (e come fa a costare meno di gratis?)



    > > Se io consulto una biblioteca, non la "consumo",
    > > rimane esattamente come era prima; quindi, in
    > > futuro rimarranno tutte le risorse che ci sono
    > > già, e se ne aggiungeranno di
    > > nuove.
    > > Se consulto wikipedia, non la impoverisco, anzi,
    > > a volte la arricchisco (perchè trovo e correggo
    > > un refuso), quindi la quantità di informazioni
    > > aumenta.
    > >
    > > Perchè dici che dovrebbe "rimanere ben poco"?
    >
    > Se nessuno paga per commenti (rimaniamo ai
    > giornali,
    > qui)
    > di qualità nessuno li scrive.

    Io sto scrivendo un commento, tu stai scrivendo dei commenti; qualcuno ti paga? A me no.

    E qui, di commenti interessanti ce ne sono (ci sono anche commenti-spazzatura, ma questo è inevitabile)

    Quindi, evita di dire "nessuno li scrive" (anche perchè in genere chi scrive una opinione lo fa per convincere gli altri, non per i soldi: se è costretto a farlo per guadagnarsi da vivere, non è veramente convinto, e i suoi ragionamenti cadranno a pezzi quasi subito).

    Quando sono nati i giornali, credi che i soldi che spendevano servissero per pagare i commenti? Servivano per pagare i cronisti e i fotografi che andavano sul posto, e raccoglievano informazioni, e servivano per pagare i sistemi di comunicazione con cui tali informazioni venivano spedite alla sede centrale, dove le rotative stampavano milioni di copie che poi venivano ridistribuite. Ora, però, è raro che un giornale mandi in giro i suoi cronisti, tranne per le notizie locali (anche perchè esistono talmente tanti giornali, che quando si verifica un evento importante se tutti inviassero un loro cronista sul posto ne arriverebbe un esercito)

    > Dove li andrai poi a trovare?

    Non c' è mai stata penuria di gente che voleva scrivere la sua su qualsiasi evento, in tutta la storia umana.


    > Certo, ma a parte il fatto che la sanità è
    > considerata
    > come diritto alla salute più importante
    > dell'informazione ( e per questo lo Stato la
    > finanzia
    > ben
    > più che i "miseri" 2 miliardi di euro che da come
    > contributo
    >
    > ai giornali
    > -non dico qui che faccia bene o no)
    > , quante volte ti è capitato di vedere gente
    > che per avere cure migliori ha fatto ricorso
    > alla sanità privata?

    Peccato che se vai in clinica non ottieni cure migliori, anzi, spesso ottieni cure peggiori: ad esempio, nelle cliniche a pagamento non c' è il reparto di rianimazione, perchè non rende; se devi fare un intervento chirurgico in clinica, e hai delle complicazioni, ti devono portare nell' ospedale pubblico, perdendo tempo prezioso (infatti la mortalità operatoria nelle cliniche è mediamente più alta che negli ospedali pubblici)
    Quello che ottieni in clinica è semplicemente un trattamento alberghiero migliore (ad esempio, camera singola invece che con altri malati), e liste di attesa più brevi (ma neanche sempre)

    >
    >
    > > Torno a chiederti: perchè mai a stipendiarle
    > > dovrebbe essere un solo giornale e non tanti
    > > giornali più
    > > piccoli?
    > >
    > Certo, potrebbero anche essere più piccoli
    > giornali, dal
    > costo
    > ridotto, giornali quindi acquistabili insieme ad
    > altri:

    o anche dal costo così ridotto da essere gratuiti, perchè la pubblicità basta a finanziarli (come accade adesso)

    >
    > è la somma da spendere
    > che conta poi per il lettore.

    Se i giornali sono gratuiti, la somma di tanti zeri è zero.

    > Ci sarebbe però il
    > fastidio della
    >
    > mancanza di un coordinamento editoriale e quindi
    > l'alta probabilità
    > di dover perder tempo rileggendo la stessa notizia
    > mischiata a commneti diversi.

    Il coordinamento editoriale, però, non è necessariamente neutrale, e questo rende impossibile l' imparzialità del giornale.


    > >
    > > Tu quali trovi, sui giornali a pagamento?
    > Certo più che non leggendo semplicemente l'ANSA.

    Qualche esempio?
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > > > E se vede che la qualità non è aumentata, che
    > > fa?
    > > Cambia giornale e se lo vuole di qualità sarà
    > > pure
    > > quello
    > > a pagamento.
    >
    > Oppure torna a quello gratuito, quando vede che
    > più o meno la qualità è
    > uguale.
    E' una opzione,certo.
    Ma non l'unica.
    >

    > > Infatti io dicevo:
    > > se tu pagassi di più per non averci pubblicità,
    > > la
    >
    > Cosa che non intendo fare, ma ammettiamo pure che
    > invece lo voglia
    > fare
    >
    > >
    > > cosa potrebbe cambiare in quel giornale.
    >
    > No, se solo io sono disposto a pagare per
    > togliere la pubblicità: il giornale la
    > toglierebbe solo se i soldi provenienti dagli
    > utenti disposti a pagare pur di non avere la
    > pubblicità fossero di più di quelli provenienti
    > dalla pubblicità stessa (e non so se gli conviene
    > correre il rischio... molti utenti rispondono "io
    > pagherei", poi invece si
    > defilano)
    E chi dice che la qualità di un giornale si valuta
    dal numero di copie vendute?
    L'importante è che ci sia una tiratura a pagamento adeguata, anche se a te sembra impossibile che pagare possa dare più qualità del gratis.
    >
    > > Altrimenti
    > > cambi
    > > tu giornale.
    >
    > Con il modello "tutto gratis" non ho bisogno di
    > cambiare: li posso leggere
    > entrambi.
    >
    Si, quelli gratis.
    Quello che si può dedurre dal tuo ragionamento, ma qui andiamo fuori topic forse, è che comunque i vecchi lettori gratis continueranno non tanto a trovare altre fonti gratis da cui attingere le notizie con lo stesso standard qualitativo del loro giornale ora divenuto a pagamento, ma
    semplicemente grazie alla loro furbizia ottenere gratis quello che è ora divenuto a pagamento (pirateria, ecc.).
    > > Se un giornale ha una certa reputazione la gente
    > > lo
    > > compra,
    > > se no cambia giornale.
    >
    > Ci risiamo: come fai a farti una reputazione?
    > Facendoti pubblicità? Strapagando qualcuno, e
    > facendo finta che la sua opinione sia una verità
    > assoluta?
    Allo stesso modo con cui tutti, produttori di notizie o costruttori edili si fanno una reputazione: ci vuole tempo, fatica, impegno.

    >
    > O dicendo "io non ho mai dato una notizia
    > sbagliata"? O pubblicando notizie che nessun
    > altro ha (ma a quel punto, dove le prendi? Te le
    > inventi?)
    Più che altro dando notizie sempre vere, verificate e soprattutto commentate bene.




    > >
    > > Se nessuno paga per commenti (rimaniamo ai
    > > giornali,
    > > qui)
    > > di qualità nessuno li scrive.
    >
    > Io sto scrivendo un commento, tu stai scrivendo
    > dei commenti; qualcuno ti paga? A me
    > no.
    Forse perchè io e te abbiamo tempo in questo momento e perchè in fondo noi non
    viviamo di questo, ma d'altro e la qualità dei nostri commenti non ci fara
    certo, almeno secondo me, mai vincere un premio di giornalismo!!!

    >
    > E qui, di commenti interessanti ce ne sono (ci
    > sono anche commenti-spazzatura, ma questo è
    > inevitabile)
    >
    > Quindi, evita di dire "nessuno li scrive" (anche
    > perchè in genere chi scrive una opinione lo fa
    > per convincere gli altri, non per i soldi: se è
    > costretto a farlo per guadagnarsi da vivere, non
    > è veramente convinto, e i suoi ragionamenti
    > cadranno a pezzi quasi
    > subito).
    Non son d'accordo.
    Il giornalista professionista che vive scrivendo se vuole essere davvero professionale deve
    documentarsi bene, il che costa fatica, ricerche, ecc.

    >
    > Quando sono nati i giornali, credi che i soldi
    > che spendevano servissero per pagare i commenti?
    > Servivano per pagare i cronisti e i fotografi che
    > andavano sul posto, e raccoglievano informazioni,
    > e servivano per pagare i sistemi di comunicazione
    > con cui tali informazioni venivano spedite alla
    > sede centrale, dove le rotative stampavano
    > milioni di copie che poi venivano ridistribuite.
    > Ora, però, è raro che un giornale mandi in giro i
    > suoi cronisti, tranne per le notizie locali
    > (anche perchè esistono talmente tanti giornali,
    > che quando si verifica un evento importante se
    > tutti inviassero un loro cronista sul posto ne
    > arriverebbe un
    > esercito)
    Infatti se la notizia vale ne arriva un esercito eccome!
    Nessuna notizia di valore che potrebbe interessare moltissime persone
    prevede che manchi un giornalista di un giornale degno di questo nome sul
    posto, poichè tutti cercherebbero di avere qualcosa in più della concorrenza.
    >
    > > Dove li andrai poi a trovare?
    >
    > Non c' è mai stata penuria di gente che voleva
    > scrivere la sua su qualsiasi evento, in tutta la
    > storia
    > umana.
    >
    >
    Certo, ma un conto sono i commenti di qualità e altro sono i commenti da bar.



    > Il coordinamento editoriale, però, non è
    > necessariamente neutrale, e questo rende
    > impossibile l' imparzialità del
    > giornale.
    >
    Nessun giornale sarà mai imparziale al cento per cento, questo sì.
    >
    > > >
    > > > Tu quali trovi, sui giornali a pagamento?
    > > Certo più che non leggendo semplicemente l'ANSA.
    >
    > Qualche esempio?
    Basta leggere qualsiasi giornale e lo troverai già molto più ricco di commenti ad una notizia di quanto non faccia l'ANSA.
    Tu credi che quelli gratis ti diano lo stesso, io no.
    Ma ciò sarà ancora più vero in futuro, superato questo periodo di transizione in cui di fatto si leggono free i giornali a pagamento che si comprano in edicola-almeno solo in parte se si esclude la pirateria.
    Ma in futuro son sicuro che gli editori metteranno con le spalle al muro la pirateria, una specie di ultimatum: o paghi oppure ti accontenti delle notizie,poche,free che ti daranno finaziate dalla pubblicità.Ma soprattutto dovrai pagare per i commenti, il vero valore aggiunto alla notizia. Non so ancora in quali forme, certo aiutati da legislazioni ferree che faranno passare la voglia
    a chiunque o quasi di provare a piratare.
    Questo semplicemente perchè purtroppo niente di valore è gratis a questo mondo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hiperlon
    > Questo semplicemente perchè purtroppo niente di
    > valore è gratis a questo
    > mondo.

    Sta tranquillo che questa non la capisce.
    ruppolo
    33147
  • Scusate ma quanto costano i giornali negli USA?

    Cioè in pratica OLTRE alle inserzioni pubblicitarie che si sposteranno sempre piu' sul web vorrebbero far pagare sopra i 2,5 verdoni???

    NOn credo sia proponibile quà in Italia un prezzo del genere ANCHE senza sovvenzioni pubbliche.

    Far pagare anche solo 2 euro sarebbe molto piu' del costo di un giornale cartraceo.
  • Infatti, secondo me se vogliono mettere prezzi del genere l' unica soluzione sarebbe di offrire in cambio qualcosa che veramente non può essere ottenuto gratis: ad esempio (come avevo già detto in altri post), potrebbero offrire una garanzia sulle notizie: se la notizia è sbagliata, il giornale ti paga i danni (tu hai comprato una notizia pagandola due dollari, il giorno dopo si scopre che quella notizia era una bufala, il giornale da a te (e a tutti gli altri che hanno comprato quella notizia) 100 dollari di risarcimento, perchè ti ha potenzialmente danneggiato vendendoti un prodotto difettoso (se mi aveva detto che una azienda stava per fallire, e io avevo le azioni di tale azienda e le ho vendute, ho avuto veramente un danno, del resto); se il giornale deve pagare a tutti quelli che hanno comprato la notizia sbagliata, paga parecchio, ed a questo punto è veramente motivato a controllare bene le sue notizie e a non sbagliare mai (uno sbaglio costa caro...); ovviamente un giornale gratuito non potrebbe offrire un servizio del genere (i lettori non hanno sottoscritto nessun contratto con il giornale), e quindi in questo modo il giornale a pagamento potrebbe offrire un valore aggiunto (io magari ho anche già letto la notizia sui giornali gratuiti, ma se voglio essere sicuro vado a comprarmela, sapendo che chi lo scrive ha controllato al meglio delle sue capacità, e che anche molti lettori che hanno comprato la stessa notizia controlleranno bene (se per caso scoprissero un errore, del resto, potrebbero ottenere un po' di soldi).

    Per le notizie, secondo me, non c' è un vero mercato (come non c' è per tutto ciò che si può ottenere a costo zero), ma c'è un mercato per tanti altri beni immateriali, che pur non essendo "informazione", si possono legare all' informazione, e che non sono duplicabili a costo zero: una garanzia su un prodotto, o una assicurazione, ad esempio, sono beni immateriali, si possono abbinare a qualsiasi cosa (materiale o immateriale... anche un software può avere una garanzia, ad esempio), hanno una utilità intrinseca abbastanza alta e non sono replicabili a costo zero, quindi possono avere un prezzo anche elevato, e possono essere comprate e vendute esattamente come se fossero beni materiali. Secondo me, una possibile strada è questa, per il mercato dei beni non materiali: non differenziare più le informazioni (o il software, o i libri...) tra gratuiti o a pagamento, ma iniziare a vendere i "beni accessori"
    non+autenticato
  • Garantire una notizia è una bella trovata!
    Peccato che esista la falsa testimonianza quindi la catena di conseguenze (anche in ambito giornalistico) sarebbe insostenibile, per fare giusto un esempio.

    Tutt'altra cosa è la garanzia su un servizio (assicurazione o software) ma sono un altro film.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Claudio
    > Garantire una notizia è una bella trovata!
    > Peccato che esista la falsa testimonianza quindi
    > la catena di conseguenze (anche in ambito
    > giornalistico) sarebbe insostenibile, per fare
    > giusto un
    > esempio.

    Scusa, il tuo esempio non è molto chiaro, cosa intendi?

    Vuoi dire che un informatore potrebbe dare al giornale informazioni sbagliate? Perchè se è così, ti rispondo che un giornale serio non deve basarsi su un solo testimone, deve parlare con più persone, e documentare dei fatti, non delle chiacchiere, basandosi su prove e su fonti attendibili (altrimenti, se mi accontento delle voci di corridoio, vado a leggermele gratis su blog e su forum)
    non+autenticato
  • Infatti accade quello che dici tu ovvero tutti vanno su fonti alternative d'informazione, alleluia direi io.
    non+autenticato
  • Ma soprattutto non riportare pezzi di video di svariati anni fa e decisamente di bassa qualità come notizie di attualità.
    Wolf01
    3342
  • Complimenti: bella idea!
    non+autenticato
  • al mese non al giorno Sorride

    Il Corsera tanto per dirne uno ha piantato un bel 0,20 in più da gennaio, motivo? un bel 7 milioni di euro belli freschi per avere lo stesso "prodotto" degli anni passati.

    In Italia il problema dell'informazione non è il costo ma la qualità.
    Oltretutto anche se tutti i giornali da domani mattina facessero il loro lavoro, quello per cui sono pagati con i soldi dei contribuenti, nessuno saprebbe leggerli per tanti fattori, uno su tutti la scolarità media italiana.

    Qui si parla di news fatte da giornali USA su di un supporto tecnologicamente avanzato, apple a parte che lo fa per strategia associata. Ben fanno NYT ed Apple ad approfittare delle rispettive condizioni di vantaggio (target e prodotto).

    Qui in Italy se dovessi andare dalla casalinga media o dal lettore medio con un prodotto tecnologicamente avanzato non saprebbe neanche utilizzarlo, oltre ai problemi di banda, wifi, leggi e cavilli ecc.

    Buona Italia a tutti
    non+autenticato
  • > Il Corsera tanto per dirne uno ha piantato un bel
    > 0,20 in più da gennaio, motivo? un bel 7 milioni
    > di euro belli freschi per avere lo stesso
    > "prodotto" degli anni
    > passati.

    Infatti: perchè mai pagare di più dovrebbe offrire una qualità migliore? Le persone che lavorano al giornale sono sempre le stesse, e lavorano nello stesso modo: ovviamente a loro piacerebbe essere pagati di più, e se la gente è tanto tonta da pagarli di più in cambio di niente, loro sono contenti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > Infatti: perchè mai pagare di più dovrebbe
    > offrire una qualità migliore?

    Davvero non sai la risposta?

    Ma forse la domanda giusta per te è: "perché mai pagare di più dovrebbe offrire una qualità migliore?"
    ruppolo
    33147
  • Per l'intrinseco motivo che accompagna, purtroppo non sempre, la spesa per produrre qualità.
    Paghi di più per una Ferrari e meno per una panda giusto? Hanno lo stesso identico ruolo al semaforo giusto? Scusa il parallelismo molto rasoterra è per rendere chiaro il concetto. E' ovvio che in campo aleatorio, direi moooooooooooooooolto aleatorio Sorride , come quello dell'informazione...
    non+autenticato
  • Evidentemente gli utenti Apple (che sono abituati a pagare per tutto), sono gli unici che sarebbero disposti a pagare per le news.
    non+autenticato
  • Non credo proprio.
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: angros
    > Evidentemente gli utenti Apple (che sono abituati
    > a pagare per tutto), sono gli unici che sarebbero
    > disposti a pagare per le
    > news.

    Gli utenti apple pagherebbero anche per vedere la pubblicità.
    non+autenticato
  • Come quelli della RAI
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome e cognome
    > Gli utenti apple pagherebbero anche per vedere la
    > pubblicità.

    Io ho mac, e oserei dire che sono contento. Cmq non pago per le news nè mai pagherò per leggerle. Ci sono sempre fonti per leggersele gratis.
  • Per ora sì . . . .
    non+autenticato
  • Mi sfugge qualcosa: in cosa gli utenti Apple pagano altro rispetto a quelli di Windows? Io uso entrambi e non c'è nulla di diverso in termini di cosa si compra e di cosa si può avere gratis.................
  • - Scritto da: Sirio63
    > Mi sfugge qualcosa: in cosa gli utenti Apple
    > pagano altro rispetto a quelli di Windows? Io uso
    > entrambi e non c'è nulla di diverso in termini di
    > cosa si compra e di cosa si può avere
    > gratis.................

    Senz'altro pagano in più per avere il disegno di una mela morsicata sul loro pezzo di tecnologia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: IoMio
    > - Scritto da: Sirio63
    > > Mi sfugge qualcosa: in cosa gli utenti Apple
    > > pagano altro rispetto a quelli di Windows? Io
    > uso
    > > entrambi e non c'è nulla di diverso in termini
    > di
    > > cosa si compra e di cosa si può avere
    > > gratis.................
    >
    > Senz'altro pagano in più per avere il disegno di
    > una mela morsicata sul loro pezzo di
    > tecnologia.

    ma no.. e' inteso che siccome gli utenti apple, ricchie e onesti, pagano tutto anche i software come photoshop,
    gli utenti windows, i barboni, scaricano tutto a sbafo gratis.
    non+autenticato
  • la frase "non pagherebbe alcunché" è intesa che non è disposta a pagare o che non paga perché non ne sente la necessità ? Nel senso che pensano di trovare comunque gratis notizie migliori, uguali, peggiori, nuove...?
    Il NYT è un carrozzone che per stare in piedi abbisogna lui di "quattrini freschi".... Si son venduti tutto, a tutti, pure la coscienza!
    Il giornalismo è ad una svolta e i grandi editori stanno svoltando verso una strada senza uscita se continuano di questo passo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Claudio

    > Il giornalismo è ad una svolta e i grandi editori
    > stanno svoltando verso una strada senza uscita se
    > continuano di questo
    > passo.

    La svolta sta nel separare il giornalismo dall'editoria.

    Il giornalista cerca le notizie e le scrive.
    L'editore le pubblica.

    E' l'editoria che sta cambiando, nel giornalismo, come in tutto il resto.
    La rete sostituisce l'editore.
    Ognuno diventera' editore di se stesso.
    Oppure nasceranno nuovi editori web based, ma con servizi e costi del secolo XXI non del secolo XX.

    Per esempio P.I. e' un buon modello di informazione del XXI secolo.
    Notizie gratuite (ok, il prezzo da pagare per averle gratuite e' quello di averle in ritardo, averle di parte, e averle mal tradotte, ma pazienza): tutto questo e' soppesato dal forum che e' un valore aggiunto immenso. Il forum garantisce la qualita' della notizia, la rettifica della stessa in tempo reale. Ne attesta la veridicita' delle fonti.
    La notizia diventa attiva, non piu' una verita' passiva caduta dall'alto.

    Certo, nel settore tecnologico e' molto piu' semplice perche' l'ideologia esasperata dei fanboys winari che tenta di occultare la verita' tecnologica col fud e col marketing, e' facilmente sgamabile e si puo' tenere sotto controllo.

    Pero' mi rendo conto che e' gia' piu' difficile ottenere una cosa del genere con un notiziario sportivo, dove le opposte tifoserie, invece di limitarsi al confronto dialettico, passano per le vie di fatto negli autogrill.

    E ancora piu' difficile ottenerlo con un notiziario politico, perche' nel mondo sono scoppiate guerre per molto meno...

    Pero' e' un buon inizio.
  • quoto tutto tranne

    > perche' l'ideologia esasperata dei
    > fanboys winari che tenta di occultare la verita'
    > tecnologica col fud e col marketing

    è una frase da troll Troll chiacchierone

    e se fai attenzione la maggior parte dei post con "ideologia esasperata" non è certo dei fanboy winariOcchiolino
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 19 gennaio 2010 10.52
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: p4bl0
    > quoto tutto tranne
    >
    > > perche' l'ideologia esasperata dei
    > > fanboys winari che tenta di occultare la verita'
    > > tecnologica col fud e col marketing
    >
    > è una frase da troll Troll chiacchierone

    Intendi dire che non e' vero che i fanboys winari occultano la verita' tecnologica col fud e col marketing?
    Vuoi qualche esempio?

    > e se fai attenzione la maggior parte dei post con
    > "ideologia esasperata" non è certo dei fanboy
    > winari
    >Occhiolino

    Dipende come fai il conteggio di questi post.
    Io osservo che c'e' sempre un topic di apertura che piu' o meno dice "Windows e' il miglior sistema operativo a 360 gradi" a cui seguono decine di risposte che portano fatti concreti di smentita.

    Se le decine di messaggi di confutazione ad un fanboy winaro li conti come "ideologia esasperata" allora i tuoi conti tornano.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: p4bl0
    > > quoto tutto tranne
    > >
    > > > perche' l'ideologia esasperata dei
    > > > fanboys winari che tenta di occultare la
    > verita'
    > > > tecnologica col fud e col marketing
    > >
    > > è una frase da troll Troll chiacchierone
    >
    > Intendi dire che non e' vero che i fanboys winari
    > occultano la verita' tecnologica col fud e col
    > marketing?

    può anche essere vero ma rimane una frase da troll che non serviva nel tuo (quasi) ottimo postOcchiolino

    > Vuoi qualche esempio?
    >
    > > e se fai attenzione la maggior parte dei post
    > con
    > > "ideologia esasperata" non è certo dei fanboy
    > > winari
    > >Occhiolino
    >
    > Dipende come fai il conteggio di questi post.
    > Io osservo che c'e' sempre un topic di apertura
    > che piu' o meno dice "Windows e' il miglior
    > sistema operativo a 360 gradi" a cui seguono
    > decine di risposte che portano fatti concreti di
    > smentita.
    >
    > Se le decine di messaggi di confutazione ad un
    > fanboy winaro li conti come "ideologia
    > esasperata" allora i tuoi conti
    > tornano.

    di solito il topic di apertura è "win$ozz m€rda" (de Il Profeta)
    e topic del tipo "Windows e' il miglior sistema operativo a 360 gradi" non ne vedo più da un pezzo, da quando dovella e lRoby non scrivono più da queste parti.
    se compaiono sono messi lì apposta per generare flame e farsi due risate con le risposte (serie) che arrivano
  • - Scritto da: p4bl0
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: p4bl0
    > > > quoto tutto tranne
    > > >
    > > > > perche' l'ideologia esasperata dei
    > > > > fanboys winari che tenta di occultare la
    > > verita'
    > > > > tecnologica col fud e col marketing
    > > >
    > > > è una frase da troll Troll chiacchierone
    > >
    > > Intendi dire che non e' vero che i fanboys
    > winari
    > > occultano la verita' tecnologica col fud e col
    > > marketing?
    >
    > può anche essere vero ma rimane una frase da
    > troll che non serviva nel tuo (quasi) ottimo post
    >Occhiolino

    Guarda che io non ho mica la presunzione di essere al di sopra delle parti e in un forum non e' richiesto di essere politically correct.

    E se poi una frase che dica chiaramente pane al pane e vino al vino deve essere tacciata di trolleria, allora sono un troll!


    > > Vuoi qualche esempio?
    > >
    > > > e se fai attenzione la maggior parte dei post
    > > con
    > > > "ideologia esasperata" non è certo dei fanboy
    > > > winari
    > > >Occhiolino
    > >
    > > Dipende come fai il conteggio di questi post.
    > > Io osservo che c'e' sempre un topic di apertura
    > > che piu' o meno dice "Windows e' il miglior
    > > sistema operativo a 360 gradi" a cui seguono
    > > decine di risposte che portano fatti concreti di
    > > smentita.
    > >
    > > Se le decine di messaggi di confutazione ad un
    > > fanboy winaro li conti come "ideologia
    > > esasperata" allora i tuoi conti
    > > tornano.
    >
    > di solito il topic di apertura è "win$ozz m€rda"
    > (de Il Profeta)
    Grazie! Lo dice pure il governo della Germania (ok, lo avra' detto in tedesco, ma il senso e' quello).

    > e topic del tipo "Windows e' il miglior sistema
    > operativo a 360 gradi" non ne vedo più da un
    > pezzo, da quando dovella e lRoby non scrivono più
    > da queste parti.

    Per fortuna da redmond esce un sistema operativo ogni 3 anni circa, altrimenti li vedremmo piu' spesso.

    > se compaiono sono messi lì apposta per generare
    > flame e farsi due risate con le risposte (serie)
    > che arrivano

    E tutto fa brodo...

    Di fatto, tanto per tornare in argomento, forum che hanno il coraggio di aprire le notizie ai commenti e alle critiche sono ben pochi.
    E quei giornali come Repubblica, che hanno uno spazio per i commenti dei lettori, hanno una procedura di registrazione assurda, e comunque ben si guardano dall'aprire ai commenti anche le notizie piu' critiche, ma solo quelle di gossip, di costume, di meteorologia, e altra roba che non da' fastidio...
  • Non è una frase da troll, serve solo per attivare il generatore di commenti

    http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Punto_Informat...
    non+autenticato
  • Sono d'accordo con te, ottimo post ma rovinato da quel "winari", se non ci fosse stata quella parola almeno avrebbe consentito alle varie "fazioni" di considerare la frase abbastanza neutrale, anche se tra le linee si capiva comunque il riferimento.
    Ma soprattutto non avrebbe messo panda rossa in una posizione di parzialità che avrebbe potuto tranquillamente risparmiarsi
    Wolf01
    3342