Roma - Il governo britannico ha
inaugurato il sito
Data.gov.uk, con l'intenzione esplicita di
rilasciare gratuitamente i dati non-personali riguardanti il settore pubblico affinché vengano riutilizzati da privati o anche commercialmente.
L'obiettivo è quello di incentivare la
creazione di
dati aggregati e individuare eventuali tendenze: l'annuncio del sito è stato accompagnato dall'
invito a sviluppatori terzi di creare applicazioni con valore pubblico.
Sir Tim Berners-Lee era stato
chiamato a patrocinare e guidare l'iniziativa dal Primo Ministro Gordon Brown, i cui suggerimenti sono stati importanti per la realizzazione del progetto. Supporter dell'iniziativa sono stati anche il professore Nigel Shadbolt e il Ministro per la digitalizzazione Stephen Timms.
Altri paesi anglosassoni si stanno adottando le medesime iniziative per
garantire la trasparenza nel settore pubblico (online gli omologhi
statunitense,
australiano e
neozelandese, ma anche un
datastore del comune di Londra). La versione britannica risulta ancora in fase di sviluppo, ma non dovrebbe sorprendere vista la mole di dati superiore anche a quella gestita dal sito statunitense, che
ha subito critiche per lo scarso numero di dati rilevanti messi a disposizione, e la totale assenza delle cifre militari. I dati raccolti nel Regno Unito, invece, sono i più vari: dal numero di veicoli abbandonati, all'indice di mortalità dovuta all'alcol, passando per i suicidi nell'
esercito di sua Maestà.
Per 6 mesi il servizio è già stato in fase di beta testing e ha visto coinvolti oltre 2.400 sviluppatori che hanno creato 10 applicazioni, come
FillThatHole che permette di notificare eventuali dissesti nel manto stradale (con tanto di geotag).
I dati, soprattutto per l'interessamento di Berners-Lee, sono organizzati in vista degli standard del web semantico. Uno degli obiettivi che si attendono per il futuro del sito è quello di fornire tali informazioni pubbliche in formati standardizzati in grado di rendere in ogni caso effettiva la trasparenza.
Claudio Tamburrino