Claudio Tamburrino

2012, l'anno della fine per IPv4

Rimangono a disposizione meno del 10 per cento degli indirizzi IP attualmente in uso. Occorre prepararsi per IPv6, ormai non si può più rimandare

Roma - La Number Resource Organization, l'ente che riunisce i registri Internet continentali, ha avvertito che sono rimasti disponibili meno del 10 per cento degli indirizzi IPv4: è tempo, insomma, di iniziare seriamente ad adottare IPv6.

L'allarme è scattato quando APNIC (il registro che gestisce gli indirizzi destinati alla regione Asia-Pacifico) ha ottenuto 33,5 milioni di ulteriori indirizzi dalla IANA, Internet Assigned Numbers Authority, facendo scendere il pool a disposizione da 26 a 24 blocchi (ogn'uno composto da 16.777.216 indirizzi): 1.370 milioni di indirizzi IPv4 sono andati, 722 milioni sono ancora disponibili.

La sirena fatta scattare dalla NRO, seppur in lieve anticipo visto che occorrerà ancora qualche mese prima che gli indirizzi messi a disposizione ai cinque registri addetti addetti alla gestione per le singole regioni (Regional Internet Registries) vengano effettivamente impiegati, è comunque utile per spingere a non arrivare in ritardo con IPv6. Anche perché il consumo va avanti molto velocemente. Anche la ARIN (il registro che si occupa del Nord America), infatti, sta per finire le scorte.
E bisogna esser pronti ad avere operativi gli indirizzi IPv6 per il 2012: l'anno segna, per gli esperti della ARIN, il limite massimo concesso.

Claudio Tamburrino
TAG: Internet, IP, ipv4, ipv6
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125 Commenti alla Notizia 2012, l'anno della fine per IPv4
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  • La transizione IPv4 > IPv6 non avverra' per "sostituzione", ma per implementazione graduale.
    Le classi di IPv4 assegnate ai provider residenziali cominceranno gradualmente ad essere "NATtate", questo consentira' di continuare ad utilizzare IPv4 per *molti* anni, almeno per chi potra' sopportarne le limitazioni che implica stare dietro a una NAT (direi un vasto numero di utenti che si limita ad utilizzare internet esclusivamente per il "surfing").
    Chi poi vorra' avere un IP "reale", potra' decidere successivamente e autonomamente la migrazione, dotandosi degli opportuni strumenti hw (se necessari) e sw (se non gia' implementati).
    Tutti gli altri servizi, a maggior ragione quelli che fanno uso di IP statico, continueranno a funzionare come oggi per un bel po'.

    In altre parole, il passaggio IPv4>IPv6 non sara' cosi' "drammatico" o repentino come si possa credere (es: dovro' cambiare router se il mio non supportera' ipv6?), ma avverra' in modo (molt) lento e graduale.

    (nota personale: cominciare a nattarci tutti su sottoreti separate, magari inizialmente con un pool ristretto di utenti e non in larga scala come avviene con fastweb ad esempio, potrebbe essere un ottima "scusa" per gli ISP nostrani di limitare enormemente il p2p)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco Girardi
    > La transizione IPv4 > IPv6 non avverra' per
    > "sostituzione", ma per implementazione
    > graduale.
    > Le classi di IPv4 assegnate ai provider
    > residenziali cominceranno gradualmente ad essere
    > "NATtate", questo consentira' di continuare ad
    > utilizzare IPv4 per *molti* anni, almeno per chi
    > potra' sopportarne le limitazioni che implica
    > stare dietro a una NAT (direi un vasto numero di
    > utenti che si limita ad utilizzare internet
    > esclusivamente per il
    > "surfing").

    Il "NAT" su larga scala da molti problemi (scalabilità numero di sessioni aperte memoria necessaria, numero di porte ecc.) non è una soluzione praticabile anche FASTWEB che è l'unico ISP di una certa dimensione a utilizzare questa tecnica ha i suoi problemi e inoltre non ha una base utenza paragonabile a quella di telecom (per non fare nomi).

    > Chi poi vorra' avere un IP "reale", potra'
    > decidere successivamente e autonomamente la
    > migrazione, dotandosi degli opportuni strumenti
    > hw (se necessari) e sw (se non gia'
    > implementati).
    > Tutti gli altri servizi, a maggior ragione quelli
    > che fanno uso di IP statico, continueranno a
    > funzionare come oggi per un bel
    > po'.

    Guarda che quello che fa il provider rispetto alla possibilità di avere un IPv6 statico (e sottolineo statico) è relativamente irrilevante.
    Io, ad esempio utilizzo IPv6 (con lo stesso IP) anche quando mi connetto tramite Fastweb (pur essendo dietro NAT ipv4) e addirittura in mobilità (via operatori mobili tipo tre, vodafone ecc.).

    La cosa è di una comodità inusitata per diversi motivi:
    Posso usare sip voip (su vodafone devi cambiare la porta perchè cercano di filtrarla...Sorride ) gli altri (in ufficio) possono fare download dei miei file anche se sono in treno... posso raggiungere il mio portatile (e i miei fissi) ovunque io sia e su qualunque rete sia connesso.

    E il tutto è veramente comodo e una volta messo in piedi il marchingegno pure facilissimo da utilizzare.

    >
    > In altre parole, il passaggio IPv4>IPv6 non sara'
    > cosi' "drammatico" o repentino come si possa
    > credere (es: dovro' cambiare router se il mio non
    > supportera' ipv6?), ma avverra' in modo (molt)
    > lento e
    > graduale.

    Questo invece è senz'altro vero ma non lato ISP, in realtà gli utenti (che lo sappiano o meno) sono "pronti" da un pezzo in termini di O.S. ecc.
    è il lato ISP che è in ritardo "imbarazzante".

    >
    > (nota personale: cominciare a nattarci tutti su
    > sottoreti separate, magari inizialmente con un
    > pool ristretto di utenti e non in larga scala
    > come avviene con fastweb ad esempio, potrebbe
    > essere un ottima "scusa" per gli ISP nostrani di
    > limitare enormemente il
    > p2p)

    Seh Fresca!
    come ti ho spiegato questo è very unlikely e il NAT tutto sommato non "aiuta" e non facilita la cosa rispetto alla situazione "normale".

    Buona giornata e buon lavoro
    non+autenticato
  • Solo Apple ha un OS certificato per far funzionare IPv6 e IPv4 contemporaneamente, e questo succede anche sulle loro macchine consumer.

    Se hai un Macbook Intel puoi già oggi fare delle prove.

    Apple, sempre avanti. Fan Apple Fan Apple
    non+autenticato
  • - Scritto da: Birba
    > Solo Apple ha un OS certificato per far
    > funzionare IPv6 e IPv4 contemporaneamente, e
    > questo succede anche sulle loro macchine
    > consumer.
    >
    > Se hai un Macbook Intel puoi già oggi fare delle
    > prove.
    >
    > Apple, sempre avanti. Fan Apple Fan Apple

    Perfetto!
    Stanti così le cose non ti sarà difficile fare questa piccola prova per fare vedere a tutti come si fa:
    scrivi un messaggio di mail a questo indirizzo che ho appena creato per te
    L'indirizzo è:

    provaci@provacipure.broker.freenet6.net
    Non sto scherzando.. lo ho attivato sul serio.

    Però lo ho lasciato esclusivamente IPv6
    Occhiolino
    Per verifica puoi provare anche a "pingarlo" facendo
    "ping6 provacipure.broker.freenet6.net"

    Se riceverò quindi il tuo messaggio (occhio che controllerò che arrivi effettivamente da un indirizzo IPv6 non già registrato a nome di un provider) sai... non è che non mi fido... ma vorrei proprio fare gli applausi a te e non alla persona sbagliata....
    sapremo tutti che non sei un troll e che grazie al tuo "magico apple" hai potuto settare correttamente (mail compresa) il tuo IPv6 con pochi click.
    Sorride
    Giusto?
    Su mac è tutto facile no?
    Quindi dove stà il problema.

    P.S.
    Vale anche per tutti gli altri utenti mac e non mac non ho paura di spam tanto entro domani a diciamo.... mezzogiorno...
    questo indirizzo non esisterà più

    Fatevi sotto ragazzi!
    Occhiolino
    non+autenticato
  • Sono le 13 e spiccioli...
    Non sono arrivati messaggi da parte tua sull'IPv6 predisposto a questo scopo...
    Prima di bollarti a vita come troll ti lascio altre 8 ore...
    Poi ....

    A bocca aperta
    - Scritto da: ullala
    > - Scritto da: Birba
    > > Solo Apple ha un OS certificato per far
    > > funzionare IPv6 e IPv4 contemporaneamente, e
    > > questo succede anche sulle loro macchine
    > > consumer.
    > >
    > > Se hai un Macbook Intel puoi già oggi fare delle
    > > prove.
    > >
    > > Apple, sempre avanti. Fan Apple Fan Apple
    >
    > Perfetto!
    > Stanti così le cose non ti sarà difficile fare
    > questa piccola prova per fare vedere a tutti come
    > si
    > fa:
    > scrivi un messaggio di mail a questo indirizzo
    > che ho appena creato per
    > te
    > L'indirizzo è:
    >
    > provaci@provacipure.broker.freenet6.net
    > Non sto scherzando.. lo ho attivato sul serio.
    >
    > Però lo ho lasciato esclusivamente IPv6
    > Occhiolino
    > Per verifica puoi provare anche a "pingarlo"
    > facendo
    >
    > "ping6 provacipure.broker.freenet6.net"
    >
    > Se riceverò quindi il tuo messaggio (occhio che
    > controllerò che arrivi effettivamente da un
    > indirizzo IPv6 non già registrato a nome di un
    > provider) sai... non è che non mi fido... ma
    > vorrei proprio fare gli applausi a te e non alla
    > persona
    > sbagliata....
    > sapremo tutti che non sei un troll e che grazie
    > al tuo "magico apple" hai potuto settare
    > correttamente (mail compresa) il tuo IPv6 con
    > pochi
    > click.
    > Sorride
    > Giusto?
    > Su mac è tutto facile no?
    > Quindi dove stà il problema.
    >
    > P.S.
    > Vale anche per tutti gli altri utenti mac e non
    > mac non ho paura di spam tanto entro domani a
    > diciamo....
    > mezzogiorno...
    > questo indirizzo non esisterà più
    >
    > Fatevi sotto ragazzi!
    > Occhiolino
    non+autenticato
  • Tempo scaduto per i trolloni!

    A bocca aperta
    - Scritto da: ullala
    > Sono le 13 e spiccioli...
    > Non sono arrivati messaggi da parte tua sull'IPv6
    > predisposto a questo
    > scopo...
    > Prima di bollarti a vita come troll ti lascio
    > altre 8
    > ore...
    > Poi ....
    >
    > A bocca aperta
    > - Scritto da: ullala
    > > - Scritto da: Birba
    > > > Solo Apple ha un OS certificato per far
    > > > funzionare IPv6 e IPv4 contemporaneamente, e
    > > > questo succede anche sulle loro macchine
    > > > consumer.
    > > >
    > > > Se hai un Macbook Intel puoi già oggi fare
    > delle
    > > > prove.
    > > >
    > > > Apple, sempre avanti. Fan Apple Fan Apple
    > >
    > > Perfetto!
    > > Stanti così le cose non ti sarà difficile fare
    > > questa piccola prova per fare vedere a tutti
    > come
    > > si
    > > fa:
    > > scrivi un messaggio di mail a questo indirizzo
    > > che ho appena creato per
    > > te
    > > L'indirizzo è:
    > >
    > > provaci@provacipure.broker.freenet6.net
    > > Non sto scherzando.. lo ho attivato sul serio.
    > >
    > > Però lo ho lasciato esclusivamente IPv6
    > > Occhiolino
    > > Per verifica puoi provare anche a "pingarlo"
    > > facendo
    > >
    > > "ping6 provacipure.broker.freenet6.net"
    > >
    > > Se riceverò quindi il tuo messaggio (occhio che
    > > controllerò che arrivi effettivamente da un
    > > indirizzo IPv6 non già registrato a nome di un
    > > provider) sai... non è che non mi fido... ma
    > > vorrei proprio fare gli applausi a te e non alla
    > > persona
    > > sbagliata....
    > > sapremo tutti che non sei un troll e che grazie
    > > al tuo "magico apple" hai potuto settare
    > > correttamente (mail compresa) il tuo IPv6 con
    > > pochi
    > > click.
    > > Sorride
    > > Giusto?
    > > Su mac è tutto facile no?
    > > Quindi dove stà il problema.
    > >
    > > P.S.
    > > Vale anche per tutti gli altri utenti mac e non
    > > mac non ho paura di spam tanto entro domani a
    > > diciamo....
    > > mezzogiorno...
    > > questo indirizzo non esisterà più
    > >
    > > Fatevi sotto ragazzi!
    > > Occhiolino
    non+autenticato
  • ...mi sembra di ricordare che ci sono tantissimi IPV4 assegnati e mai utilizzati (almeno come si leggeva in un articolo di PI di qualche tempo fa); non dimentichiamoci poi di quegli indirizzi IPV4 abbandonati per inutilizzo.
    Un censimento diverso, forse, risolverebbe l'ingiustificato allarme.
    non+autenticato
  • Lo spazio di indirizzamento dell'IPv4 è diviso in 'classi', identificate da A ad E.
    In particolare, la classe A identifica subnet da oltre 16 milioni di indirizzi (classe B = 65536 indirizzi, e classe C = 256 inidirizzi); le aziende che sono riuscite ad aggiudicarsi tali classi (e soprattutto gli spazi in classe A) dispongono in generale una quantità spropositata di indirizzi rispetto a quelli realmente utilizzati, ma ... ormai sono assegnati a loro.

    Si potrebbe procedere ad una requisizione coatta degli indirizzi non utilizzati, ma probabilmente verrebbe fuori il finimondo.

    E comunque si posticiperebbe soltanto il problema.

    In ogni caso IPv6 non significa soltanto più indirizzi: significa soprattutto uno spazio unico di indirizzi (anche per la telefonia, etc.), nonché servizi integrati nel protocollo di sicurezza, qualità del servizio, etc.

    Insomma, una rivoluzione epocale in termini di opportunità.
  • - Scritto da: Silmarillio n
    > ...mi sembra di ricordare che ci sono tantissimi
    > IPV4 assegnati e mai utilizzati (almeno come si
    > leggeva in un articolo di PI di qualche tempo
    > fa); non dimentichiamoci poi di quegli indirizzi
    > IPV4 abbandonati per
    > inutilizzo.
    > Un censimento diverso, forse, risolverebbe
    > l'ingiustificato
    > allarme.

    I blocchi "abbandonati" esistono, ma non sono la soluzione del problema.
    Innanzitutto per una questione di numero (non sono poi così tanti) poi ci sono questione di policy...
    Li convinci tu (ad esempio) quelli del DOD che hanno allocato un numero elevato di "classi A" fin dall'inizio a restituire i "buchi" non usati?
    La vedo complicata no?
    L'allarme è più che giustficato ed è basato sul "consumo" verificato.
    Tieni presente che "il colpo di grazia" lo sta dando l'asia.
    India e Cina erano fino a poco tempo fa quasi irrilevanti ma col progressivo superamento del digital divide hanno superato in un batter d'occhio USA e EUROPA e sono ancora in crescita esponenziale (un conto sono le grandi aree urbane e un conto sono le aree urbane e rurali emergenti).. o pensi che si possa dire a indiani, cinesi e africani "siete fuori festa finita"?
    Il problema è reale, forse conviene bere piuttosto che affogare!
    E poi non ci sono difficoltà vere da superare è da tempo che si sa e si sapeva.
    Fare gli struzzi (quando la soluzione è stata fortunatamente prevista e testata, e provata come funzionante) che scopo ha?
    Quello di finire nella pancia del leone e ingrassare le iene?
    non+autenticato
  • all universita, anni 80...si studiava gia l IPv6
    possibile che si stia ancora aspettando ?
    non+autenticato
  • All'università si studiano tante cose inutili
    non+autenticato
  • - Scritto da: luciano gemme
    > all universita, anni 80...si studiava gia l IPv6
    > possibile che si stia ancora aspettando ?
    Cos'è, una battuta ?
    non+autenticato
  • La portante non tutta supporta IPv6, molto gira su IPv4 + MPLS. Non so come faranno tra due anni?
    non+autenticato
  • Dubito anche io, molto e' stato fatto ma se non si fissa un termine nessuno si muove. Per me due anni sono piu' che sufficienti, visto che sono almeno 10 anni che se ne parla ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippo pipposki
    > La portante non tutta supporta IPv6, molto gira
    > su IPv4 + MPLS. Non so come faranno tra due
    > anni?

    Non è determinante come ho già detto in altri post... il fatto che pezzi di rete siano IPv4.
    MPLS poi non c'entra nulla!
    non+autenticato
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