Roma - La
Number Resource Organization, l'ente che riunisce i registri Internet continentali, ha avvertito che sono
rimasti disponibili meno del 10 per cento degli indirizzi
IPv4: è tempo, insomma, di iniziare seriamente ad adottare
IPv6.
L'allarme è scattato quando APNIC (il registro che gestisce gli indirizzi destinati alla regione Asia-Pacifico) ha ottenuto 33,5 milioni di ulteriori indirizzi dalla IANA,
Internet Assigned Numbers Authority, facendo scendere il pool a disposizione da 26 a 24 blocchi (ogn'uno composto da 16.777.216 indirizzi): 1.370 milioni di indirizzi IPv4 sono andati, 722 milioni sono
ancora disponibili.
La sirena fatta scattare dalla NRO, seppur in lieve anticipo visto che occorrerà ancora qualche mese prima che gli indirizzi messi a disposizione ai cinque registri addetti addetti alla gestione per le singole regioni (
Regional Internet Registries) vengano effettivamente impiegati, è comunque utile per spingere a non arrivare in ritardo con IPv6. Anche perché il
consumo va avanti molto velocemente. Anche la ARIN (il registro che si occupa del Nord America), infatti, sta per finire le scorte.
E bisogna esser pronti ad avere operativi gli indirizzi IPv6 per il 2012: l'anno
segna, per gli esperti della ARIN, il limite massimo concesso.
Claudio Tamburrino