Roma - Questo è un periodo decisamente ricco di novità per YouTube, che dopo aver annunciato la disponibilità dei
primi streaming a pagamento e le prime sperimentazioni reali con HTML 5 (che vuol dire video senza Adobe Flash), passa ora al design e a un nuovo servizio di "consigli musicali" offerto agli utenti. Gli esperimenti tecnici fanno scuola, e
Vimeo è costretta a seguire
annunciando a sua volta un player compatibile HTML 5: ma tornando a YouTube, la cosa più importante è che il portale dovrebbe presto cominciare a generare guadagni per il suo proprietario acquartierato al
Googleplex.
In pieno rispetto dello stile minimalista che piace a Google, la rinnovata interfaccia di GoogleTube è
ancora più essenziale e priva di fronzoli rispetto a quella precedente: sparisce il sistema di valutazione dei video "con le stelline", che a quanto pare nessuno usava se non per assegnare il voto maggiore o quello minore, cambiata la modalità di visualizzazione dei "video correlati" che ora è ancora più efficace nel restituire risultati pertinenti a quando desiderato dall'utente.
La parte più significativa del
re-design è stata però riservata al player multimediale vero e proprio che, a fronte di una
slide sostanzialmente invariata per muoversi attraverso il video, presenta ora comandi rinnovati per scegliere la risoluzione (da 360p fino a 1080 pixel), centrare la finestra di riproduzione o passare alla modalità a pieno schermo. La ricerca di nuovi video durante la visualizzazione non chiude il player, ma si limita a rimpicciolirlo e a riposizionarlo sul lato sinistro dello schermo.
Meno appariscente ma altrettanto significativa è poi l'introduzione del
Music Discovery Project and Playlist Creation Tool, un nuovo servizio che prova a imitare Pandora, Songza, Last.fm e simili dando agli utenti la possibilità di andare alla caccia di nuovi artisti e nuovi generi partendo da un nome noto. Al momento i risultati
non sembrano ancora del tutto soddisfacenti, ma le potenzialità di questo tipo di servizio visti i numeri in gioco ci sono tutte.
D'altronde ogni fattore può essere utile a far sì che la tanto discussa
via alla profittabilità di YouTube porti finalmente a destinazione, e stando alle
dichiarazioni che hanno fatto da contorno agli ultimi risultati trimestrali comunicati da Google - trasmessi
per la prima volta sul portale di video streaming - quel momento dovrebbe arrivare in un futuro non troppo lontano.
Alfonso Maruccia