Mauro Vecchio

NEXA, un manifesto per il pubblico dominio

Online un documento che intende spingere cittadini e istituzioni sulla strada della libera condivisione della cultura. Contro una durata del copyright non in linea con i nuovi tempi della Rete

Roma - Il ruolo svolto dal pubblico dominio sarebbe oggi di vitale importanza, mentre sia la Rete che le tecnologie digitali permettono agli utenti di accedere ad un universo culturale condiviso e ridistribuito. Così il Public Domain Manifesto, documento recentemente pubblicato online per ricordare a cittadini e istituzioni la necessità di difendere un territorio di tutti dalle lunghe mani del copyright.

A lanciare l'iniziativa, il progetto europeo COMMUNIA, coordinato dal Centro NEXA su Internet & Società del Politecnico di Torino. Un manifesto che cerca di riaffermare l'importanza del pubblico dominio nelle cosiddette società della conoscenza, per sottolineare quanto sarebbe anacronistica la progressiva estensione dei termini del diritto d'autore nell'era di Internet.

"Il pubblico dominio, così come noi lo intendiamo, garantisce una ricchezza di libera informazione - si legge nel preambolo al documento - libera dalle barriere all'accesso o al riutilizzo da parte degli utenti. Riutilizzo spesso limitato dalla protezione del copyright". Un pubblico dominio inteso come materiale grezzo su cui costruire sempre nuove opere dell'ingegno.
Tutelare la sua natura - secondo il Public Domain Manifesto - costituirebbe un requisito essenziale per tutelare i principi dell'articolo 27 della Dichiarazione universale dei diritti umani. "Ognuno ha il diritto di partecipare liberamente alla vita culturale della sua comunità, di godere delle arti e di condividere i benefici provenienti dal progresso scientifico".

Il documento si affianca a quella che è stata la giornata del pubblico dominio, celebrata per indicare il giorno in cui ogni anno le opere di svariati autori e artisti cessano di essere coperte dal diritto d'autore. In genere, 70 anni dopo la morte dell'autore stesso. Una durata che, stando agli autori del Manifesto, sarebbe pressoché infinita, in particolare nell'era della Rete.

Questo perché grazie a Internet il concetto di pubblico dominio si sarebbe ampliato, in particolare tenute presenti le varie forme di accesso open alla conoscenza, come le opere rilasciate con una licenza di tipo Creative Commons. Il riferimento - all'interno del documento - è a tutte quelle opere i cui detentori dei diritti optano per il sentiero della libera condivisione.

Tra i firmatari del Public Domain Manifesto ci sono intellettuali come Lawrence Lessig della Harvard University e organizzazioni come Creative Commons, Open Knowledge Foundation e l'olandese Knowledgeland.

Mauro Vecchio
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18 Commenti alla Notizia NEXA, un manifesto per il pubblico dominio
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  • ... fai il bravoooooooo. Perche' non tiri fuori l'Asso? Perche'? Soricicchio!
  • - Scritto da: mik.fp
    > ... fai il bravoooooooo. Perche' non tiri fuori
    > l'Asso? Perche'?
    > Soricicchio!
    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • MS non consente l'esecuzione di programmi privi del malefico file manifest.
    Praticamente impone l'acquisto di un certificato (per la modica somma di circa 80$ l'anno...) da includere nel codice eseguibile.
    Se produco software open, o comunque freeware, chi me lo fa fare di regalare 80$ a pinco pallino per un certificato?

    Perchè l'antitrust non interviene su questo argomento?
    non+autenticato
  • è leggermente off-topic, ma nessuno di voi ha notato questa cosa?
    Vi pare giusto?
    non+autenticato
  • - Scritto da: commento
    > è leggermente off-topic, ma nessuno di voi ha
    > notato questa
    > cosa?
    > Vi pare giusto?

    A parte OT mi sembra anche falsoSorride.

    Mai comperato un nonsocoso per 80$
  • Ti confondi con Apple e iPhone?
    non+autenticato
  • L'informazione, a differenza degli oggetti fisici, è infinitamente replicabile.

    Quindi l'informazione non si può sottrarre, ma solo copiare.

    Introdurre delle limitazioni alla libera circolazione dell'informazione induce una scarsità artificiale che ha il solo scopo di far ingrassare i pochi che si ergono arbitrariamente a proprietari di tale risorsa, che invece per sua natura può soddisfare tutti illimitatamente.

    Per fare un parallelo, è come se il cibo fosse replicabile senza limiti ma arrivasse uno che decide, in modo del tutto arbitrario, che è vietato replicarlo perché invece lo dovete comperare da lui. Probabilmente verrebbe linciato dalla folla.

    Eppure questo è ciò che accade all'informazione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Omnia sunt communia
    > L'informazione, a differenza degli oggetti
    > fisici, è infinitamente
    > replicabile.
    >
    > Quindi l'informazione non si può sottrarre, ma
    > solo
    > copiare.
    >
    > Introdurre delle limitazioni alla libera
    > circolazione dell'informazione induce una
    > scarsità artificiale che ha il solo scopo di far
    > ingrassare i pochi che si ergono arbitrariamente
    > a proprietari di tale risorsa, che invece per sua
    > natura può soddisfare tutti
    > illimitatamente.
    >
    > Per fare un parallelo, è come se il cibo fosse
    > replicabile senza limiti ma arrivasse uno che
    > decide, in modo del tutto arbitrario, che è
    > vietato replicarlo perché invece lo dovete
    > comperare da lui. Probabilmente verrebbe linciato
    > dalla
    > folla.
    >
    > Eppure questo è ciò che accade all'informazione.


    Non avrei saputo dirlo meglio!
    non+autenticato
  • > Quindi l'informazione non si può sottrarre, ma
    > solo copiare.

    in molti casi è vero, ma in molti no.

    i risultati di una ricerca si possono copiare non sottrarre, però per recuperare i costi di ricerche ci vogliono anni.

    so che per fare una ricerca/sviluppo ci vogliono XXXXXXX euro ma so che appena ho i risultati tutti li copiano gratis e non ho un ritorno.
    Semplice mi fermo a non fare ricerca/sviluppo.

    Poi che in molti casi ci sono degli avvoltoi da corsa, anche questo è vero.

    >
    > Eppure questo è ciò che accade all'informazione.

    diciamo che far fare il lavoro ad uno per poi copiarlo spudoratamente non è sempre bello.
  • - Scritto da: pippo75
    > > Quindi l'informazione non si può sottrarre, ma
    > > solo copiare.
    >
    > in molti casi è vero, ma in molti no.
    >
    > i risultati di una ricerca si possono copiare non
    > sottrarre, però per recuperare i costi di
    > ricerche ci vogliono
    > anni.

    chi fa ricerca ?

    > so che per fare una ricerca/sviluppo ci vogliono
    > XXXXXXX euro ma so che appena ho i risultati
    > tutti li copiano gratis e non ho un
    > ritorno.
    > Semplice mi fermo a non fare ricerca/sviluppo.

    Semplice le societa' si sono gia' tutte fermate, tutte le R&D mondiali sono cofinanziate e sono all'interno di università o altri centri in cui si munge il succo da nuove menti che non hanno ancora annusato il gatto e la volpe che stanno dietro l'angolo !

    Le ricerche di cui parli o pensi di parlare sono tutte robe da anni 60, in cui ormai le multinazionali ci pasteggiano sopra da secoli e che hanno si e no bisogno un restyle di tanto in tanto, questo non e' R&D ! e' upgrade e bugfixing, o il 60% delle volte solo un eyecandy restile !

    > Poi che in molti casi ci sono degli avvoltoi da
    > corsa, anche questo è
    > vero.
    >
    > >
    > > Eppure questo è ciò che accade all'informazione.
    >
    > diciamo che far fare il lavoro ad uno per poi
    > copiarlo spudoratamente non è sempre
    > bello.

    no ma pero' se il lavoro fosse libero ed a te' magari passa per la mente che avendo tu la mano piu' piccola o piu' grossa di 3 cm puoi creare lo stesso prodotto piu' piccolo e piu' grosso.

    per me ci vuole si una franchigia di salvezza su idea e prodotto ma questa franchigia oggi come oggi potrebbe essere benissimo 1 o 2 anni ! dopo di che chi produce meglio vince !

    facendo quello che dico io salveresti capra e cavoli dando :
    a) un periodo di startup per creare un brand e stabilizzare una produzione
    b) creeresti concorrenza VERA successivamente per rimanere il migliore !

    e tutto questo vale sia come prodotto fisico che come musica o altro ! se pensi che tutti i prodotti di media prendono i loro 80% dei guadagni nei primi 2 mesi ti rendi conto che proteggere il prodotto per 70 anni e' una stupidata ! proteggilo per il periodo di picco !
    non+autenticato
  • > e tutto questo vale sia come prodotto fisico che
    > come musica o altro ! se pensi che tutti i
    > prodotti di media prendono i loro 80% dei
    > guadagni nei primi 2 mesi ti rendi conto che
    > proteggere il prodotto per 70 anni e' una
    > stupidata ! proteggilo per il periodo di picco
    > !
    Q-U-O-T-O-N-E
    non+autenticato
  • Omnia sunt communia

    (tutto è di tutti)
    non+autenticato
  • cui prodest?
    non+autenticato
  • > cui prodest?

    All'Umanità intera.

    Sapere è potere. (Francis Bacon)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Omnia sunt communia
    > > cui prodest?
    >
    > All'Umanità intera.
    >
    > Sapere è potere. (Francis Bacon)

    saggio e diretto
    non+autenticato
  • - Scritto da: Omnia sunt communia
    > > cui prodest?
    >
    > All'Umanità intera.
    >
    > Sapere è potere. (Francis Bacon)
    Ma se tutti sanno e hanno eguale potere, ognuno comanda
    su se stesso? Chi sarà il capo?
    O si dovrà arrivare fino al punto di avere ognuno
    il suo piccolo staterllo individuale?
    non+autenticato
  • ??? ma che sstai a dì? troppe grappe al mattino?
    non+autenticato
  • ma mortacci! (latino moderno)
    non+autenticato