Luca Annunziata

De Benedetti vuole un Google per amico

di Luca Annunziata - L'editore del Gruppo L'Espresso scrive di nuovo al Sole 24 Ore. Proponendo nuovamente la ricetta delle news a pagamento, la tassa sull'ADSL. E riconoscendo, fatto nuovo, a BigG il ruolo di mediatore

Roma - Con scadenza ormai stagionale, Carlo De Benedetti scrive a Il Sole 24 Ore: il patron del Gruppo L'Espresso, che comprende tra l'altro il quotidiano cartaceo e la sua controparte online La Repubblica, torna a proporre la sua ricetta per salvare l'editoria e in particolare i giornali dall'apocalisse di Internet. A distanza di quasi 9 mesi dal suo esordio sull'argomento, le tesi non sono cambiate: i contenuti vanno pagati, su Internet c'è chi ci lucra indebitamente, mettiamo una tassa sulla connessione per recuperare altri introiti.

Dalle parole di De Benedetti si apprende che "L'esperienza del consorzio Premium Publisher Network per la pubblicità a performance, che vede il Gruppo Espresso collaborare con Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, Stampa, Ansa e tanti altri, è tra le più studiate in Europa". Un successo che dimostra, secondo De Benedetti, che "Gli editori devono superare le antiche rivalità e lavorare insieme, fare appunto sistema. Solo così si contrastano i competitor globali". E chi sono questi competitor? Ovviamente Google, che "non può sfruttare i contenuti prodotti da altri senza dare nulla in cambio".

Sono passati mesi, ma la questione è rimasta sempre la stessa: "╚ un problema che gli editori tedeschi hanno denunciato nei giorni scorsi alle proprie autorità regolatorie, proprio come l'associazione italiana della categoria aveva fatto ad agosto con un esposto all'Antitrust. Google deve restituire una parte del valore immenso creato ogni giorno dai giornalisti, che il motore monetizza grazie alla pubblicità AdSense". De Benedetti dimentica di ricordare che, tramite servizi come Google News e simili, anche gli editori si giovano del traffico generato dal search di Mountain View. Ma si tratta evidentemente di una dimenticanza veniale.

"Come Google, molti altri soggetti, dagli aggregatori alle rassegne stampa, non rispettano le regole che tutelano i diritti di proprietà intellettuale - continua De Benedetti - Questi diritti devono trovare una definizione legislativa più netta e, soprattutto, ampliarsi. Dobbiamo pertanto rilanciare la protezione del copyright, studiando l'adozione di software e sistemi che consentano un reale controllo dell'uso e del rispetto dei diritti connessi a ciascun contenuto". La differenza rispetto al passato è che, questa volta, De Benedetti arriva a ipotizzare un ruolo di mediatore tra i diversi interessi svolto da BigG: "Se lo volesse, Google potrebbe così trasformarsi in un equo distributore della ricchezza creata grazie al lavoro altrui; e avremmo bell'e pronto il sistema di pagamento universale".
Anche in questo caso, c'è un tarlo che rode la tesi dell'editore di Repubblica: ovvero che il suo stesso giornale e altri della concorrenza (e non solo), in più occasioni, sono stati pizzicati a giovarsi di contenuti altrui senza rispettare il principio di attribuzione o riconoscere il giusto compenso agli autori originali. Qualche volta, anche "consultando" repository tematici su Internet per utilizzarli in media "più tradizionali". Senza dimenticare che l'affermazione di De Benedetti "Finora non era così, nel senso che tutto quanto immagazzinato nei server dell'azienda di Mountain View era, per definizione, fruibile gratuitamente online" denota come non tutti abbiano ancora completamente compreso i meccanismi (anche tecnici) di funzionamento della Rete: Google indicizza, non replica (a meno di casi particolari).

Le tesi di De Benedetti, d'altronde, ricalcano in tutto e per tutto quelle dei discografici e delle major di Hollywood, replicate allo sfinimento in questi anni: di fronte a un mercato che cambia, a una platea mutevole e con esigenze differenti, i detentori dei diritti hanno deciso spesso di tentare il muro contro muro, provando a ostacolare un cambiamento inevitabile e inarrestabile che li ha visti semplici spettatori invece che protagonisti. Mentre gentaglia come Cory Doctorow e gli altri scagnozzi di EFF e FSF continuavano a mettere in guardia tutti dal DRM e da ogni tentativo di ostacolare la circolazione della cultura, di volta in volta le scelte di chi ha controllato fino a 10 anni fa questi mercati sono andate verso la creazione di scatole dentro cui infilare un prodotto. Dimenticandosi, però, che in Rete non esistono né scatole né prodotti: la replica di un vecchio modello di business è destinata a fallire.

Tanto più, come ricordava mesi or sono Massimo Mantellini su queste stesse pagine, che se un film, una canzone, un libro, hanno un valore tangibile nel tempo, la fruizione di notizie di attualità è più annoverabile nel concetto dell'usa e getta: non ci sono "code lunghe" che tengano, e davanti ad alternative tra gratuito e a pagamento, gli utenti sceglieranno sempre la prima opzione. Perché "su Internet" non ci sono monete da scambiare con l'edicolante, non ci si porta a casa un pezzo di carta: basta un clic per passare ad altro, bastano frazioni infinitesime per confrontare originali e copie, fonti e commenti, per effettuare rassegne stampa in proprio.

La reazione di quelli che qualcuno ha definito "dinosauri" dei contenuti - e si badi bene che sono loro a definire quello che vendono o che provano a vendere "contenuti": noi continuiamo e continueremo a chiamarla "cultura", o nel gergo digitale "informazione" - è sempre la stessa: davanti hanno la prospettiva di veder ridotti i propri margini, e non ci stanno. Di fronte alla prospettiva di veder ridimensionati i propri guadagni si chiudono a riccio: e arrivano a proporre di tassare la connessione per ripianare queste potenziali perdite.

Vale a dire che, in un paese dove non si trovano i soldi per avviare il passaggio alle reti di nuova generazione, l'idea è quella di gravare le tariffe di un ulteriore balzello per tenere in piedi un business altro. Alla fine di tutto, De Benedetti riesce a partorire l'equo compenso per l'editoria: se io, mettiamo il caso, la connessione la uso solo per mettere online le mie foto delle vacanze, devo pagare 1, 2, 5 euro per tenere in vita i giornali. Ma, siccome potenzialmente potrebbe capitarmi di leggere un giornale online, allora devo pagare a priori. Tutto per il bene dell'informazione libera e di qualità.

Luca Annunziata
153 Commenti alla Notizia De Benedetti vuole un Google per amico
Ordina
  • Vuoi mettere i contenuti a pagamento? fallo.
    - blocca l'indicizzatore di google (con apposito robot.txt)
    - metti i contenuti dietro un accesso a pagamento.

    Se e' un modello di business superiore, il libero mercato ti premiera'.

    HAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAA
    ehm scusate
    non+autenticato
  • - Scritto da: boh
    > Vuoi mettere i contenuti a pagamento? fallo.
    > - blocca l'indicizzatore di google (con apposito
    > robot.txt)
    > - metti i contenuti dietro un accesso a pagamento.
    >
    > Se e' un modello di business superiore, il libero
    > mercato ti
    > premiera'.

    in effetti è questo che dovrebbero fare, se gli dà fastidio google, che qui sul web c'era da ben prima che loro si svegliassero.

    un'altra cosa la potrebbero fare: andare via da internet.

    contemporaneamente massacrare chiunque copi i loro contenuti; sarebbe corretto e di sicuro ci sono ben pochi generatori di contenuti sul web, gli altri sono tutti fotocopia¶frasa.

    In effetti è comunque una schifezza, ad essere onesti: siccome quello che si paga è solamente la creatività e non il LAVORO, allora va a finire che il cronista che raccoglie la realtà, in un mercato dove tutti non pagano niente, a raccogliere la realtà NON CI ANDRA'.
    Guadagnerà di più un moderno Salgari che si inventa qualcosa.

    Purché non sia così sciocco da pubblicarlo su internet.

    Lo stesso vale (e ben prima di internet) per le fotografie: un fotografo professionista esperto, attrezzato, capace, non detiene alcun diritto per foto che richiedono spesso tutta la sua abilità (e talento!) perché "ritrae solamente la realtà".
    "L'artista" che fotografi sfocato un passante, smanetti due dominanti e applichi un effetto (magari tagliando un pezzo con la forbice e fotocopiando) allora godrebbe comunque della protezione del diritto d'autore per SETTANTA anni, oltre all'obbligo di citazione dell'autore.

    Ma sapete che fotografare cristalleria e acciai lucidi per il mondo dell'industria non è propriamente una puttanata.
    Chiaro, ti pagano per QUEL lavoro.

    Ma un domani, in teoria, il committente potrebbe mettere il tuo lavoro su istockphotos: non serve una liberatoria per una pignatta, anche se per fotografarla come dio comanda ci hai messo 2 ore e ti serve uno studio con le palle.
    non+autenticato
  • - Scritto da: illo
    > - Scritto da: boh
    > > Vuoi mettere i contenuti a pagamento? fallo.
    > > - blocca l'indicizzatore di google (con apposito
    > > robot.txt)
    > > - metti i contenuti dietro un accesso a
    > pagamento.
    > >
    > > Se e' un modello di business superiore, il
    > libero
    > > mercato ti
    > > premiera'.
    >
    > in effetti è questo che dovrebbero fare, se gli
    > dà fastidio google, che qui sul web c'era da ben
    > prima che loro si
    > svegliassero.
    >
    > un'altra cosa la potrebbero fare: andare via da
    > internet.
    >
    > contemporaneamente massacrare chiunque copi i
    > loro contenuti; sarebbe corretto e di sicuro ci
    > sono ben pochi generatori di contenuti sul web,
    > gli altri sono tutti
    > fotocopia¶frasa.
    >
    > In effetti è comunque una schifezza, ad essere
    > onesti: siccome quello che si paga è solamente la
    > creatività e non il LAVORO, allora va a finire
    > che il cronista che raccoglie la realtà, in un
    > mercato dove tutti non pagano niente, a
    > raccogliere la realtà NON CI
    > ANDRA'.
    > Guadagnerà di più un moderno Salgari che si
    > inventa
    > qualcosa.
    >
    > Purché non sia così sciocco da pubblicarlo su
    > internet.
    >
    > Lo stesso vale (e ben prima di internet) per le
    > fotografie: un fotografo professionista esperto,
    > attrezzato, capace, non detiene alcun diritto per
    > foto che richiedono spesso tutta la sua abilità
    > (e talento!) perché "ritrae solamente la
    > realtà".
    > "L'artista" che fotografi sfocato un passante,
    > smanetti due dominanti e applichi un effetto
    > (magari tagliando un pezzo con la forbice e
    > fotocopiando) allora godrebbe comunque della
    > protezione del diritto d'autore per SETTANTA
    > anni, oltre all'obbligo di citazione
    > dell'autore.
    >
    > Ma sapete che fotografare cristalleria e acciai
    > lucidi per il mondo dell'industria non è
    > propriamente una
    > puttanata.
    > Chiaro, ti pagano per QUEL lavoro.
    >
    > Ma un domani, in teoria, il committente potrebbe
    > mettere il tuo lavoro su istockphotos: non serve
    > una liberatoria per una pignatta, anche se per
    > fotografarla come dio comanda ci hai messo 2 ore
    > e ti serve uno studio con le
    > palle.

    Psst hey ...pssst senti... c'è un modo sicuro (l'unico che io conosco) per proteggere i famosi "contenuti"... basta non metterli su una rete pubblica!
    Sai funziona così non è che su scrivi una cosa in piazza poi dopo puoi pretendere che io ti paghi per averla vista in questo modo sono capaci tutti di pretendere soldi
    Ce la hai messa tu in piazza?
    Vuol dire che ti conveniva e ti è convenuto! (altrimenti non lo facevi).
    Ora se già ti è convenuto a te bada bene non a me... (in altre parole ne ai tratto vantaggio o profitto diretto o indiretto) pretendi di essere pagato per una cosa che è a tuo vantaggio?
    Ma chi sei il moltiplicatore infinito?
    L'inventore del moto perpetuo?
    Guarda che il moto perpetuo non esiste neppure in finanza e economia non solo in fisica!
    Il lavoro non produce valore INFINITO e non lo produce un numero infinito di volte (sia in fisica che in economia) produce un valore esattamente proporzionale (per l'appunto) al lavoro stesso!
    Il resto è il gioco delle tre carte (una delle specialità nazionali) e di solito non lo fa la gente onesta a napoli mi pare li chiamano "mariuoli".
    Vedi te!
    non+autenticato
  • .....non c' è altro termine per descrivere quello che sembra avvenire in questo periodo.
    "Equo compenso" di cosa? Cosa ottengo in cambio se non usufruisco della prestazione e me la fanno comunque pagare?
    La verità è che non sanno reinventarsi e adattarsi all' evoluzione: sembra di stare allo zoo a guardare specie in estinzione verso cui si sente l' obbligo (nel caso della natura più che giustificato) di dare loro protezione dal mondo che li vorrebbe distruggere....
    I parassiti sono un male e un danno: vanno debellati e non protetti......
    non+autenticato
  • - Scritto da: M.R.
    > .....non c' è altro termine per descrivere quello
    > che sembra avvenire in questo
    > periodo.
    > "Equo compenso" di cosa? Cosa ottengo in cambio
    > se non usufruisco della prestazione e me la fanno
    > comunque
    > pagare?

    e se un altro la usa e ci guadagna lui?

    questo non è parassitismo forse?
    e quando leggi tu un articolo copiaincollato da un giornale? non è forse parassitismo? non è parassitismo quando leggi il giornale alle spalle di uno che lo ha comprato, oppure al bar?
    non+autenticato
  • - Scritto da: illo

    > e se un altro la usa e ci guadagna lui?
    > questo non è parassitismo forse?

    Infatti ho detto pretendere soldi a prescindere dall' effettivo utilizzo o meno : se utilizzi in effetti paghi 2 volte.


    > e quando leggi tu un articolo copiaincollato da
    > un giornale? non è forse parassitismo? non è
    > parassitismo quando leggi il giornale alle spalle
    > di uno che lo ha comprato, oppure al
    > bar?

    Purtroppo le notizie non è possibile "apprenderle" in prima persona quindi sei costretto ad attingere a tutte le fonti a tua disposizione: sta a te farti poi una tua opinione in merito e questo proprio grazie alla pluralità dell' informazione sotto diversi punti di vista.

    Leggere il giornale al bar è un "servizio" offerto dal gestore ai clienti che si suppone siano entrati a consumare e quindi pagare: aumentando il tempo di "sosta" si suppone aumentino anche le consumazioni.
    In quanto al leggere il giornale pagato da qualcun' altro (a meno che non sia stato rubato) si suppone sia stato VOLONTARIAMENTE PRESTATO: è in questa volontarietà che sta la differenza. Chi è che si alza tutte le mattine e VOLONTARIAMENTE REGALA SOLDI A CHIUNQUE GLIE LI CHIEDA PER PRESTAZIONI NON RICEVUTE?
    non+autenticato
  • Ma li state ancora a sentire? Ogni cosa che toccano è condannata. Non toccheranno mai Google. Sarà Google che toccherà loro... e vorrei esserci a quell'ora, ma non a difenderere l'italianità che tutti invocheranno, a condannarla!
    non+autenticato
  • - Scritto da: no_acca
    > Ma li state ancora a sentire? Ogni cosa che
    > toccano è condannata. Non toccheranno mai Google.
    > Sarà Google che toccherà loro... e vorrei esserci
    > a quell'ora, ma non a difenderere l'italianità
    > che tutti invocheranno, a
    > condannarla!

    non starli a sentire significa non partecipare, lasciare che loro facciano, decidano, legiferino e poi facciano rispettare con la forza la loro decisione.

    starli a sentire, rispondere, ribattere e PARTECIPARE ti fa prima sopravvivere e poi vivere: progredire.
    non+autenticato
  • I Newsauri non hanno ancora voluto accettare che il modello di business sia ormai cambiato.
    Non dico che sia cambiato in meglio o in peggio. ╚ cambiato e basta.
    Un tempo dovevano essere pagati per stipendiare giornalisti che andassero in giro per il mondo a cercare notizie.
    Oggi sono loro stessi a raccattare notizie da Internet e ce le spacciano in televisione e su Internet come se fossero opera loro (a volte falsificandole o non pagando i dovuti diritti).

    ╚ ovvio che il confronto tra contenuti a pagamento e quelli gratuiti è già perso in partenza.
    E allora che fare? Riempire i giornali online di pubblicità, in modo da lucrare qualcosa su tutti i rimbalzi fatti dai motori di ricerca?
    Improponibile: gli utenti ci mettono un attimo ad andare a 'sfogliare' un altro giornale in Rete.

    L'ennesima gabella, questa volta sull'ADSL?
    Se anche una follia del genere dovesse passare, non durerebbe molto (a parte il diritto costituzionale alla libera informazione, tale tassa sarebbe difficilmente proporzionabile alla connettività disponibile).

    Resta soltanto una soluzione: offrire, e quindi giustamente farsi pagare, un valore aggiunto.
    Ed il valore aggiunto può essere soltanto uno: l'analisi approfondita delle notizie, tagliata per le diverse tipologie di lettori.
    In pratica, si tornerebbe a dare più importanza ai giornalisti piuttosto che ai reporter.
    Il reporter ormai è Internet.
  • Quoto in pieno
    non+autenticato
  • Il problema è che i dinosauri non vogliono ancora capire questa evidenza. Cercano in tutti i modi di allontanarla.. Tirano tirano tirano l'elastico.. ma prima o poi si spezza!
  • - Scritto da: andy61
    > I Newsauri non hanno ancora voluto accettare che
    > il modello di business sia ormai
    > cambiato.
    > Non dico che sia cambiato in meglio o in peggio.
    > ╚ cambiato e
    > basta.
    > Un tempo dovevano essere pagati per stipendiare
    > giornalisti che andassero in giro per il mondo a
    > cercare
    > notizie.

    Qui ti quoto


    > Oggi sono loro stessi a raccattare notizie da
    > Internet e ce le spacciano in televisione e su
    > Internet come se fossero opera loro (a volte
    > falsificandole o non pagando i dovuti
    > diritti).

    Come in questo caso:

    http://attivissimo.blogspot.com/2010/01/luna-blu-i...



    > .................
    > Resta soltanto una soluzione: offrire, e quindi
    > giustamente farsi pagare, un valore
    > aggiunto.

    E su questo sono abbastanza d'accordo: un valore aggiunto che non sia possibile ottenere gratuitamente dovrebbe essere la soluzione. Il fatto è che tale "valore aggiunto" all'informazione (che, per definizione, è copiabile a costo zero, e quindi non si può "vendere") non deve essere esso stesso una informazione, o parte dell'informazione, altrimenti siamo da capo: gli altri copiano, e la offrono a meno, o gratis.

    > Ed il valore aggiunto può essere soltanto uno:
    > l'analisi approfondita delle notizie, tagliata
    > per le diverse tipologie di
    > lettori.

    Qui non sono d'accordo: l'analisi di una notizia significa semplicemente una notizia più lunga e più dettagliata, e non risolve un bel niente. Come dicevo sopra, il valore aggiunto non deve essere una informazione, ma un qualche altro tipo di bene, anche un bene immateriale, ma non duplicabile a costo zero. Alcuni esempi potrebbero essere:

    -Garanzia: un bene immateriale, ma di sicuro non replicabile in un prodotto gratuito: in pratica, se ottieni un servizio imperfetto (vale a dire una notizia errata), hai diritto ad un indennizzo (così sai con certezza che chi scrive ci starà attento, perchè se sbaglia pagherà caro); chiunque può copiare la notizia in sè, ma la notizia copiata non è più garantita (come fai a sapere che io l'ho copiata e non me la sono inventata? Se ti racconto una balla, tanto io non ti pago niente, e il giornale nemmeno, perchè non sei suo cliente)

    -Anteprima: fornire informazioni prima di tutti gli altri (magari tramite sms o email, per fartela arrivare immediatamente): la notizia è copiabile, ma tanto se anche si diffonde arriva comunque più tardi a chi non ha pagato (e, se a te interessa l'anteprima, probabilmente è perchè vuoi sapere le cose prima degli altri, ad esempio per il trading online, quindi non desideri affatto comunicare le notizie che hai avuto, perchè perderesti tutto il vantaggio)

    -Personalizzazione: il giornalista potrebbe realizzare servizi "su ordinazione": se io voglio sapere, ad esempio, quali sono gli sviluppi di un processo, faccio la domanda al giornale, il giornale manderà un inviato in tribunale a raccogliere informazioni, preparerà un articolo, poi mi manderà l'articolo e il conto (io posso poi copiare l'articolo quanto voglio, tanto l'ho già pagato, ma visto che è una cosa che interessava praticamente solo a me, non tolgo clienti al giornale)

    Sono sicuro che esistono anche altre possibilità, ma per ora mi vengono in mente queste.
    non+autenticato
  • Qualche precisazione, sulle parti su cui non concordi.
    In realtà i tuoi commenti derivano dal fatto che o non sono stato sufficientemente chiaro, oppure ho omesso approfondimento.

    Con 'analisi della notizia' non intendevo il prendere una notizia qualunque e farci su un tema, ma prendere la notizia e tutte quelle in qualche modo correlato, e farne una sintesi; ovviamente a seconda del contesto in cui ti poni (economico, scientifico, geopolitico, ...), e dell'audience a cui ti rivolgi (professionisti, privati cittadini, ...), imposti forma e contenuto dell'articolo.

    Ottimo il contributo, che condivido, sulle forme che può assumere il 'valore aggiunto': se ci fai caso, l'aspetto della garanzia sulla notizia è esattamente una di quelle attività che competono ad un vero giornalista, ovvero la verifica della completezza e dell'attendibilità della notizia stessa e delle fonti.
  • - Scritto da: andy61

    > Un tempo dovevano essere pagati per stipendiare
    > giornalisti che andassero in giro per il mondo a
    > cercare
    > notizie.
    ma perchè oggi a rccogliere notizie in giro per il mondo
    i giornalisti non ci vanno più? O gli inviati sul posto ti risulta siano spariti?

    > Oggi sono loro stessi a raccattare notizie da
    > Internet e ce le spacciano in televisione e su
    > Internet come se fossero opera loro (a volte
    > falsificandole o non pagando i dovuti
    > diritti).
    >
    Questo in alcuini casi potrà anche esser vero, ma ci sono
    anche agenzie come L'ANSA
    che le notizie devono
    raccolgierle e non solo per sentito dire, ma grazie anche ad inviati.
    Che poi alcuini giornalisti si limitino a coommentare solo da quelle, può essere.




    >
    > Resta soltanto una soluzione: offrire, e quindi
    > giustamente farsi pagare, un valore
    > aggiunto.
    > Ed il valore aggiunto può essere soltanto uno:
    > l'analisi approfondita delle notizie, tagliata
    > per le diverse tipologie di
    > lettori.
    > In pratica, si tornerebbe a dare più importanza
    > ai giornalisti piuttosto che ai
    > reporter.
    > Il reporter ormai è Internet.
    Ma perchè, vedi sopra, dietro internet non
    ci sono persone che gli danno contenuto?
    Poi come li paghi i giornalisti se tutti pensano
    che su internet si possa copiare
    allegramente anche quel valore aggiunto
    che tu dici, senza scrupoli?
    non+autenticato
  • ╚ ovvio che i reporter esistono, e suppongo continueranno ad esistere per un bel po'.
    Occorre tuttavia considerare che:
    1) i reporter costano molto, e vengono inviati soltanto dove vi sono eventi di una tale importanza e durata da giustificarne costo e permanenza sul luogo.
    2) la necessità di essere tempestivi (ovverosia di battere la concorrenza sul tempo, o comunque di 'non perdere il treno') porta i giornali ad informarsi essi stessi attraverso Internet, con informazioni riportate anche in blog e forum, o su giornali di altre parti del mondo.
    3) la necessità di risparmiare: inviare un reporter, invece che utilizzare informazioni raccolte sul posto da locali, può non essere sufficientemente rapido, ed è sostenibile a livello globale (ecco lo scopo dell'ANSA: il costo viene ripartito tra tutti i giornali);
  • - Scritto da: andy61
    > ╚ ovvio che i reporter esistono, e suppongo
    > continueranno ad esistere per un bel
    > po'.
    Secondo me invece aumenteranno.
    Più ci sarà fame di notizie e soprattutto ben commentatwe, più ci vorranno
    persone ben informate sul posto.
    Interent ha bisogno per prosperare di contenuti e chi
    glieli darà?

    > Occorre tuttavia considerare che:
    > 1) i reporter costano molto, e vengono inviati
    > soltanto dove vi sono eventi di una tale
    > importanza e durata da giustificarne costo e
    > permanenza sul
    > luogo.
    Per questo molti sostengono che è meglio
    pagare per avere buona informazione.

    > 2) la necessità di essere tempestivi (ovverosia
    > di battere la concorrenza sul tempo, o comunque
    > di 'non perdere il treno') porta i giornali ad
    > informarsi essi stessi attraverso Internet, con
    > informazioni riportate anche in blog e forum, o
    > su giornali di altre parti del
    > mondo.
    Solo da letture superficilai da blog ecc. mi sembra
    un pò poco. Se po si riportano notizie da altri giornali, se ne cita la fonte.

    Ma tu non preferisti che dal tuo giornale
    preferito vengano le fonti dirette sul posto
    in cui la notizia è nata?

    > 3) la necessità di risparmiare: inviare un
    > reporter, invece che utilizzare informazioni
    > raccolte sul posto da locali, può non essere
    > sufficientemente rapido, ed è sostenibile a
    > livello globale (ecco lo scopo dell'ANSA: il
    > costo viene ripartito tra tutti i
    > giornali);
    Infatti l'ansa da una prima informativa,
    poi i reporter sul posto
    appofondiscono, scavano, ecc.
    Affidarsi solo a locali può essere molto rischioso
    per chi volgia fare informazione seria.
    Non capisco perchè ci si dovrebbe
    rassegnare al risparmio a tutti
    i costi solo perchè
    le notizie le si
    vogliono free (accettando passivamente
    il copia-incolla dei
    pirati con peggioramento qualitativo)e non si è
    dispoti a pagare.
    Soprattutto considerando che Internet aumenterà
    il suo peso
    in futuro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: andy61
    > I Newsauri non hanno ancora voluto accettare che
    > il modello di business sia ormai
    > cambiato.
    > Non dico che sia cambiato in meglio o in peggio.
    > ╚ cambiato e
    > basta.

    "accettare e basta" non è certo il leitmotif dell'imprenditoria o degli uomini d'azione.

    A dire il vero è invece il nostro e si vede.


    > Un tempo dovevano essere pagati per stipendiare
    > giornalisti che andassero in giro per il mondo a
    > cercare
    > notizie.

    non è corretto dire "cercare".
    andare dove c'era un fatto e farne la cronaca per noi ... non lo svaluterei tanto.

    > Oggi sono loro stessi a raccattare notizie da
    > Internet e ce le spacciano in televisione e su
    > Internet come se fossero opera loro (a volte
    > falsificandole o non pagando i dovuti
    > diritti).

    questo fa schifo e va denunciato.

    ma vedi, se dovessimo applicare la massima da te espressa sopra, dovremmo dire "ormai è così e devi accettarlo".
    e invece no, giusto?Sorride

    > ╚ ovvio che il confronto tra contenuti a
    > pagamento e quelli gratuiti è già perso in
    > partenza.

    il confronto qualitativo?

    > E allora che fare? [...]

    > Resta soltanto una soluzione: offrire, e quindi
    > giustamente farsi pagare, un valore
    > aggiunto.
    > Ed il valore aggiunto può essere soltanto uno:
    > l'analisi approfondita delle notizie, tagliata
    > per le diverse tipologie di
    > lettori.

    analisi che poi copierebbe qualcuno, parafrasandola e dandola via gratis.

    > In pratica, si tornerebbe a dare più importanza
    > ai giornalisti piuttosto che ai
    > reporter.
    > Il reporter ormai è Internet.

    questa SEMBRA la strada di wikipedia.
    con tutto ciò che però questo comporta: incertezza del documento, della fonte, mancanza di autorevolezza.

    il tutto per cosa?
    scroccare.
    non+autenticato
  • Un imprenditore "normale" sa benissimo cosa accade se per caso un anno va peggio del precedente (in questo momento economico è quasi normale) rogne a non finire, ecc. ecc.
    Un imprenditore "normale e piccolo" non ha "amici degli amici" e paga puntualmente e per giunta sul guadagno "presunto" non su quello effettivo.
    Se ha la "sfortuna" di finire in "credito di imposta" per farsi restituire i soldi in più pagati (i suoi soldi e dei suoi dipendenti!) deve sputare sangue e attendere anni!
    Non parliamo poi se fa qualcosa per la Pubblica amministrazione.
    Pagamenti a "babbo morto" se ti va bene (intanto però le tasse si pagano lo stesso e subito) e via di questo passo.
    Questi sono gli "aiuti" che una "normale" impresa ha.
    E se è piccola e chiude (siccome non fa notizia) dipendenti sul lastrico (senza cassa integrazione se sono meno di 15) fatti suoi chissenefrega.
    Nessuno piange nessuno si preoccupa e un altro pezzo di economia (l'italia è fatta oltre all'90% di queste aziende) se ne va!

    Questi "giornalai" imprenditori sovvenzionati, con i nostri soldi (quelli di tutti) non solo non stanno in questa condizione ma hanno il coraggio di piangere miseria e battere cassa un giorno sì e l'altro pure!

    Un minimo di decenza potrebbero pure sforzarsi di averla no?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ullala


    > Questi sono gli "aiuti" che una "normale" impresa
    > ha.
    > E se è piccola e chiude (siccome non fa notizia)
    > dipendenti sul lastrico (senza cassa integrazione
    > se sono meno di 15) fatti suoi
    > chissenefrega.

    su questa strada non si evolve per nulla, amico.
    Ascoltati: se tu fossi un cinese, un brasiliano, un africano che vive nei sobborghi fatti di immondizia, ora staresti dicendo che noi europei "spacciamo per civiltà e progresso i nostri vizi e le nostre comodità"

    Stai dicendo che siccome c'è chi sta male, allora DEVONO STARE MALE ANCHE GLI ALTRI.

    invece di migliorare tutti, tu vuoi trascinare nel fango, invidioso, chi male non sta, siccome tu non hai garanzie, invece di lottare per averne pure per te, lotti - invidioso - perché si degradi il sistema di chi invece ne ha.

    Perché non dai fuoco ai belli allora?

    Perché quando vedi un fiore non lo schiacci, perché non è freddo come una roccia?

    perché quando starai per morire non porterai tutti con te, perché "non è giusto, io muoio e voi vivete... troppo facile!"


    [...]

    > Questi "giornalai" imprenditori sovvenzionati,
    > con i nostri soldi (quelli di tutti) non solo non
    > stanno in questa condizione ma hanno il coraggio
    > di piangere miseria e battere cassa un giorno sì
    > e l'altro
    > pure!

    se ci sono le sovvenzioni è un conto, ma non sviamo dal discorso:
    questi fanno un lavoro e il contenuto che producono gode di un diritto.

    Tu vorresti che: non venissero pagati, in un modo o nell'altro.

    Ora, se nessuno usa quel che fanno, d'accordo.
    Ma se non è così ... parliamoci chiaro: essere LADRI non ci fa molto onore e apre la strada perché CHIUNQUE faccia così con noi.

    > Un minimo di decenza potrebbero pure sforzarsi di
    > averla
    > no?

    questa medicina dovresti assaggiarla anche tu prima di pretendere di propinarla SOLO agli altri.
    non+autenticato
  • - Scritto da: illo
    > - Scritto da: ullala
    >
    >
    > > Questi sono gli "aiuti" che una "normale"
    > impresa
    > > ha.
    > > E se è piccola e chiude (siccome non fa notizia)
    > > dipendenti sul lastrico (senza cassa
    > integrazione
    > > se sono meno di 15) fatti suoi
    > > chissenefrega.
    >
    > su questa strada non si evolve per nulla, amico.
    > Ascoltati: se tu fossi un cinese, un brasiliano,
    > un africano che vive nei sobborghi fatti di
    > immondizia, ora staresti dicendo che noi europei
    > "spacciamo per civiltà e progresso i nostri vizi
    > e le nostre
    > comodità"

    No questo lo dici TU.

    >
    > Stai dicendo che siccome c'è chi sta male, allora
    > DEVONO STARE MALE ANCHE GLI
    > ALTRI.

    lo dici sempre e solo TU.
    E te ne assumi TU la responsabilità

    >
    > invece di migliorare tutti, tu vuoi trascinare
    > nel fango, invidioso, chi male non sta, siccome
    > tu non hai garanzie, invece di lottare per averne
    > pure per te, lotti - invidioso - perché si
    > degradi il sistema di chi invece ne
    > ha.

    Farina del TUO sacco!

    >
    > Perché non dai fuoco ai belli allora?
    >
    > Perché quando vedi un fiore non lo schiacci,
    > perché non è freddo come una
    > roccia?
    >
    > perché quando starai per morire non porterai
    > tutti con te, perché "non è giusto, io muoio e
    > voi vivete... troppo
    > facile!"
    >
    >
    > [...]

    Meno male che qui è finita!
    >
    > > Questi "giornalai" imprenditori sovvenzionati,
    > > con i nostri soldi (quelli di tutti) non solo
    > non
    > > stanno in questa condizione ma hanno il coraggio
    > > di piangere miseria e battere cassa un giorno sì
    > > e l'altro
    > > pure!
    >
    > se ci sono le sovvenzioni è un conto, ma non
    > sviamo dal
    > discorso:

    Quello è il DISCORSO NON CE NE SONO ALTRI!
    Il mercato è fatto di regole UGUALI per tutti.
    In caso contrario si chiama economia assistita, economia di stato, piano quinquennale o come diavolo ti pare!

    > questi fanno un lavoro e il contenuto che
    > producono gode di un
    > diritto.

    Chiunque fa un lavoro gode dello stesso IDENTICO diritto dove sta il problema?

    >
    > Tu vorresti che: non venissero pagati, in un modo
    > o
    > nell'altro.

    Affatto voglio che vengano pagati (a patto che lavorino) dai proventi che derivano DAL LORO LAVORO e non da quelli che derivano dal MIO e gli vengono passati già ora in forma più che abbondante in forma di contributi che io COL MIO lavoro pago!

    >
    > Ora, se nessuno usa quel che fanno, d'accordo.
    > Ma se non è così ... parliamoci chiaro: essere
    > LADRI non ci fa molto onore e apre la strada
    > perché CHIUNQUE faccia così con
    > noi.
    Quando dici non "ci" fa molto onore ti riferisci a te e altri e in ogni caso non escludi te stesso dato quel "ci"?
    In ogni caso quel ci non include il sottoscritto se vuoi puoi parlare per te e per chi conosci!

    >
    > > Un minimo di decenza potrebbero pure sforzarsi
    > di
    > > averla
    > > no?
    >
    > questa medicina dovresti assaggiarla anche tu
    > prima di pretendere di propinarla SOLO agli
    > altri.

    Io questa medicina la PRENDO TUTTI I GIORNI infatti non godo di alcun aiuto di stato e i miei dipendenti lavorano e producono tutti i giorni (me compreso) senza chiederti una lira.
    Prova a pensarci la prossima volta!
    L'economia di questo è fatta non di rendite di posizione!
    Se fai un mestiere (o impresa) che non rende chiudi (porti i libri in tribunale) non pretendi di succhiare (in forma di aiuti di stato pagati da chi invece "rende") soldi ai tuoi concittadini!
    Questo non è ne etico ne economico ne "socialmente utile" vai pure a mendicare (perchè di questo stiamo parlando) altrove ma almeno (è un consiglio che ti do gratis) ricordati di dire grazie !
    non+autenticato
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