Mauro Vecchio

PEC, Telecom-Poste in pole position

Conclusa la fase di selezione per la concessione del servizio di posta elettronica certificata. Al primo posto, il raggruppamento temporaneo d'impresa che si era formato a settembre. Battute, ma solo per ora, Fastweb e Lottomatica

Roma - La fase di selezione delle offerte per ottenere la concessione del servizio di Posta Elettronica Certificata (PEC) è giunta alla sua conclusione. A comunicarlo ufficialmente, il Dipartimento per la Digitalizzazione della pubblica amministrazione e l'Innovazione tecnologica (DDI), che ha poi sottolineato come ora si passi alla gara vera e propria.

Ci vorranno alcune settimane - come annunciato dal ministero della PA e Innovazione - per incoronare definitivamente il vincitore di un bando di gara da 50 milioni di euro. E a garantirsi la possibilità di erogare il servizio potrebbe essere il raggruppamento temporaneo di impresa costituito da Poste Italiane, Postecom e Telecom Italia.

Il gruppo si è infatti piazzato primo nella graduatoria relativa alla fase di selezione, battendo provvisoriamente la concorrenza di Fastweb e di Lottomatica. Poste Italiane e Telecom Italia avevano stretto un'alleanza lo scorso settembre, in modo da mettere la capillare presenza sul territorio della prima con l'esperienza in ambito tecnologico della seconda.
Si è così conclusa la fase sperimentale avviata a settembre, insieme a Inps e Aci. Ma i risultati sono sembrati particolarmente contraddittori. Secondo Renato Brunetta, a guida del DDI, questo periodo di testing avrebbe portato a un milione di indirizzi di posta elettronica certificata. Non di questo avviso, l'associazione dei Cittadini di Internet, che ha parlato di sole 30mila caselle PEC attivate.

Mauro Vecchio
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29 Commenti alla Notizia PEC, Telecom-Poste in pole position
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  • A me può anke servire una PEC ma non ho nessuno con cui usarla...


    Si può sapere quale è sto dannattissimo indirizzo di posta elettronica certificata (o anke solo di normalissima posta elettronica) di Telecom\Infostrada e resto del cartello ????


    E' possibile che non ne abbiano una ??!?!?!?!?!!?!?!!?!!!?!!?!!!!!!!
    non+autenticato
  • il mittente si firma con la sua chiave privata
    il MTA firma e pubblica log -anonimizzati- per cui si ha traccia di ora di trasmissione e ricezione /esito
    le compromissioni di chiavi etc vengono trattate con i certificati di revocazione etc.

    Il tutto rende il sistema, complesso ma non mastodontico, implementabile tramite standard e una firma pgp mi pare una garanzia perlomeno decente, in tribunale.
    non+autenticato
  • è LA soluzione.
    Funziona.
    ╚ standard.
    ╚ tecnologicamente riconosciuto ed accettato ovunque.

    Il difetto è che non consentirebbe di istituire un nuovo monopolio da 50.000.000 di Euro per la Telecom.
  • Personalmente sconsiglio le PEC individuali.

    Alcune considerazioni sono le seguenti (ma non esaurisco qui l'argomento):
    1) la PEC garantisce la conservazione dei documenti elettronici per 3 anni.
    Dato che la legge prevede che i documenti vengano conservati per un minimo di 5 anni (che poi diventano 6), o addirittura per 10 anni, tocca comunque stamparli e conservarli da qualche parte;
    2) a corredo di quanto sopra, semmai doveste far valere in giudizio un documento inviato via PEC, ricordatevi che i tempi medi della giustizia sono ben superiori ai 3 anni, di conseguenza, si ricade nel caso precedente: stampare e conservare;
    3) di fatto, con la PEC si elige un domicilio digitale, che può essere liberamente utilizzato al posto delle raccomandate A/R dall'Amministrazione, ma (e questa è la cosa importante) la PEC NON ╚ EQUIVALENTE AD UNA RACCOMANDATA A/R! Mentre per la seconda è prevista la prova della consegna nelle vostre mani, per la prima viene accettata come equivalente la data/ora di deposito nella vostra casella delle lettere (elettronica, natutalmente).
    4) la PEC non ha alcuna validità internazionale, non è riconosciuta da nessun altro stato altri che l'Italia, e non si basa su tecnologie standard.
    5) la PEC non è illimitata: viene garantito uno spazio massimo piuttosto limitato, per cui, oltre un certo numero di allegati, magari un po' 'ciccioni', vi troverete costretti a pagare per spazio aggiuntivo, e questo credo che avvenga anche per la casella in ricezione: in sostanza, se qualcuno vi invia delle mail di PEC con allegati troppo grandi, può limitare di fatto la vostra possibilità di inviare e ricevere messaggi di PEC, costringendovi a pagare l'upgrade dello spazio.
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    Modificato dall' autore il 27 gennaio 2010 12.58
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  • - Scritto da: andy61
    > Personalmente sconsiglio le PEC individuali.

    Perdonami andy, ma non sono d'accordo o meglio anche se definisco la PEC Porcheria Elettronica Certificata, non mi sembra giusto boicottarla in maniera cosi evidente visto che è legge dello stato e che "FORSE" qualche effetto positivo lo porterà.
    Credo che il primo DOVERE del cittadino sia quello di cercare di migliorare lo stato delle cose o non vivere in costante stato di rivoluzione. ripeto a me non piace ma cerco di farne venire fuori un qualche cosa quantomeno usabile e comprensibile.
    >
    > Alcune considerazioni sono le seguenti (ma non
    > esaurisco qui
    > l'argomento):
    > 1) la PEC garantisce la conservazione dei
    > documenti elettronici per 3
    > anni.

    La pec non conserva nulla se non una copia delle ricevute. Spesso si confonde la busta con il contenuto.
    Per essere precisi , quando si invia un messaggio PEC, all'utente che invia rimane solo la copia del messaggio inviato (se ha attivato la funzione di conservazione dello stesso dal suo client di posta o dal web mail che sta usando)

    Quando l'email raggiunge il server pec di spedizione, l'utente riceve la ricevuta di ACCETTAZIONE che è solo ricevuta, non contiene niente di quello che hai inviato. La ricevuta è firmata e marcata dal tuo server pec.

    Quando l'email raggiunge la casella di posta del destinatario ANCHE SE LUI NON L'HA APERTA , il mittente riceve una seconda ricevuta di CONSEGNA che contiene anche la copia della email inviata (allegato eml) anche questa ricevuta è firmata e marcata dal server

    Ritengo che la conservazione di questi documenti debba essere elettronica (in quanto si tratta di documenti formati elettronicamente che secondo il cad devono essere conservati elettronicamente) e potrai scegliere se farli conservare al tuo gestore pec cheovviamente vorrà dei soldi per questo o se conservarli autonomamente per cui farti un archivio digitale sul tuo pc.

    Questo dipenderà da come accedi alla pec, se accedi con un client pop3 e fai cancellare la posta del server, la responsabilità di conservazione sarà la tua, se li lasci sul server del provider per il periodo e la dimensione che hai concordato con lui.

    > 3) di fatto, con la PEC si elige un domicilio
    > digitale, che può essere liberamente utilizzato
    > al posto delle raccomandate A/R
    > dall'Amministrazione, ma (e questa è la cosa
    > importante) la PEC NON ╚ EQUIVALENTE AD UNA
    > RACCOMANDATA A/R! Mentre per la seconda è
    > prevista la prova della consegna nelle vostre
    > mani, per la prima viene accettata come
    > equivalente la data/ora di deposito nella vostra
    > casella delle lettere (elettronica,
    > natutalmente).

    Questo è l'aspetto credo più critico della PEC, la consegna è avvenuta con il recapito della email alla cassetta di posta e non alla persona.

    Qui Andy ha decisamente ragione, se io vado in brasile e nel trombare una bella gnocca mi prende un colpo e contemporaneamente l'inps mi scrive una pec dicendo che mi aumenta la pensione, risulterà che un morto ha firmato una ricevuta .
    c'è qualche cosa che non quadra


    > 4) la PEC non ha alcuna validità internazionale,
    > non è riconosciuta da nessun altro stato altri
    > che l'Italia, e non si basa su tecnologie
    > standard.

    verissimo, e approfitto per precisare che le pec gratuite che rilascerà il governo sono utilizzabili SOLO PER COMUNICARE CON LA P.A.

    Per quanto riguarda la validità giuridica mi sembra che la legge ha equiparato gli effetti giuridici della PEC a quelli della raccomandata (in Italia). Ma su questo lascio discutere i Legali.

    PERCHE' NON MI PIACE LA PEC
    La PEC è lo scimmiottamento elettronico di un procedimento tipicamente manuale e non è sicuramente lo strumento giusto per recapitare documenti.

    Come la raccomandata postale, è basata sullo scambio di buste tra utente, servizio postale dell'utente, servizio postale del destinatario e destinatario. un traffico enorme e inutile.

    Andy parlava di allegati ciccioni, bene la fortuna è che non paghiamo i bit trasmessi visto che con la pec il messaggio viene trasmesso in rete 3 volte e vengono inviate anche 2 ricevute.

    L'obbiettivo non credo sia quello di inviarsi buste ma quello di inviare e ricevere documenti con la prova che il destinatario lo ha ricevuto e allora a che serve il giro delle Email ???

    Un sistema specifico per trasferire i documenti , avrebbe il vantaggio di :

    1 far transitare il documento in rete solo una volta

    2 permettere di indicare con l'intestazione della trasmissione i dati significativi del documento , con l'email per sapere che cosa ti hanno inviato, devi aprire la busta aprire l'allegato e finalmente sai se è una sanzione o l'agognato aumento della pensione.

    2b - con i dati di cui sopra, nelle grandi organizzazioni sarebbe più facile organizzare la gestione e distribuzione automatica dei documenti

    3 - la ricevuta potrebbe essere una semplice impronta del documento ricevuto firmata dal ricevente (il che indicherebbe che è vivo)

    4 - La verifica di integrità potrebbe essere facilmente effettuata confrontando l'impronta firmata con quella originale inviata dal mittente.

    Come avviene il trasferimento del file a questo punto non avrebbe alcuna importanza poichè il server si dovrebbe preoccupare solo di validare le impronte di chi spedisce e di chi riceve e se sono uguali confermare l'avvenuta consegna .

    Un sistema siffatto sarebbe utilizzabile per la trasmissione di qualsiasi tipo di documento certificato e firmato digitalmente. Anche per le fatture, meno traffico, ricevuta direttamente dal destinatario, identificazione sicura del destinario (firma digitale) insomma un sacco di pregi.
  • 'Credo che il primo DOVERE del cittadino sia quello di cercare di migliorare lo stato delle cose o non vivere in costante stato di rivoluzione ...': ti quoto, e sono felice del tuo pensiero.

    D'altra parte il contributo del cittadino per migliorare lo stato delle cose può venire anche criticamente e propositivamente.

    Da quando si è iniziato a parlare di PEC, le critiche e le motivazioni a supporto di alternative più efficaci sono state fatte presenti a chi di dovere, e sono state bellamente ignorate; in cambio, i cittadini ora dovranno sborsare 50 milioni per non avere nulla più di prima.

    Parlando di miglioramento, è auspicabile che lo stato arrivi a concretizzare un rapporto telematico con i cittadini, ma questo deve venire, per legge, a nessun costo aggiuntivo per i cittadini.

    Ma veniamo allo spirito che dovrebbe soggiacere all'idea della PEC: l'obiettivo deve essere, evidentemente, quello di sostituire la carta con la trasmissione elettronica di documenti, riparmiando sui tempi, sui costi di trasporto e su quelli di archiviazione, conservazione e ricerca.

    Come ho evidenziato prima, la PEC non sostituisce la carta, ed obbliga comunque alla conservazione di una copia cartacea; in aggiunta, aggiunge un costo al cittadino, che si trova costretto a pagare tutti gli anni anche se non invia e non riceve messaggi di PEC, mentre con la posta tradizionale si paga soltanto se si invia (e certamente non si paga se si riceve).
  • > Come ho evidenziato prima, la PEC non sostituisce
    > la carta, ed obbliga comunque alla conservazione
    > di una copia cartacea; in aggiunta, aggiunge un
    > costo al cittadino, che si trova costretto a
    > pagare tutti gli anni anche se non invia e non
    > riceve messaggi di PEC, mentre con la posta
    > tradizionale si paga soltanto se si invia (e
    > certamente non si paga se si
    > riceve).

    E' peggio (o meglio dipende dai punti di vista) , la copia cartacea non avrebbe alcun valore , devi conservare quella elettronica
  • Che bello, avrò la mia amata PEC e così potro mandare facilmente "raccomandate virtuali" a MediasetPremium con cui ho un contenzioso che va avanti da mesi!!! Peccato che MediasetPremium NON accetti PEC... o se lo fa la relativa mail è molto ben nascosta sul sito!

    Ma immagino che a nessuno dei geni (geni?) che ci governano (governano??) sia venuto in mente di rendere obbligatoria in homepage -oltre alla partita IVA- la PEC
    non+autenticato
  • Le nuove aziende la devono attivare contestualmente alla costituzione; per quelle esistenti diventerà obbligatoria dal 29 novembre 2011.
    non+autenticato
  • - Scritto da: sono un suddito
    > Che bello, avrò la mia amata PEC e così potro
    > mandare facilmente "raccomandate virtuali" a
    > MediasetPremium con cui ho un contenzioso che va
    > avanti da mesi!!! Peccato che MediasetPremium
    > NON accetti PEC... o se lo fa la relativa mail è
    > molto ben nascosta sul
    > sito!
    non è obbligatorio che una azienda renda pubblica la sua pec, tra l'altro si creerebero dei problemi poichè i messaggi normali si mescolerebbero a quelli fiscalmente o civilmente rilevanti con le ovvie conseguenze.

    Lo è invece per gli enti pubblici , da giugno scorso anno.
    c'è anche un elenco Pec da qualche parte, credo nel sito del cnipa o ddi o digitapa o non so + come cacchio si chiamano.

    > Ma immagino che a nessuno dei geni (geni?) che ci
    > governano (governano??) sia venuto in mente di
    > rendere obbligatoria in homepage -oltre alla
    > partita IVA- la
    > PEC
  • Come da oggetto...
    Chi mai la userebbe oltre le istituzioni? Mi sembrano soldi buttati nel wc come per italia.it
  • - Scritto da: ggiannico
    > Come da oggetto...
    > Chi mai la userebbe oltre le istituzioni?

    chiunque abbia la necessità di inviare comunicazioni con valenza legale e non abbia tempo da perdere per andare a fare una raccomandata.

    certo, se uno ha dodici anni e tanto tempo da perdere, questi problemi non se li pone...
    non+autenticato
  • - Scritto da: infame
    > - Scritto da: ggiannico
    > > Come da oggetto...
    > > Chi mai la userebbe oltre le istituzioni?
    >
    > chiunque abbia la necessità di inviare
    > comunicazioni con valenza legale e non abbia
    > tempo da perdere per andare a fare una
    > raccomandata.
    >
    > certo, se uno ha dodici anni e tanto tempo da
    > perdere, questi problemi non se li
    > pone...

    Opopure se li pone e si rende conto che la pec è una classica puttanata all'italiana
    non+autenticato
  • La PEC in se non è una puttanata all'italiana.
    E' una delle applicazioni della crittografia a chiave pubblica.
    Serve a garantire (con i limiti intrinseci del sistema a chiave pubblica) l'identità di chi ha inviato il messaggio.
    La puttanata all'italiana è il servizio a cui si riferisce l'articolo, ovvero la CEC-PAC (Mauro Vecchio specificalo per favore).
    Come diceva anche Guido Scorza, se non sbaglio, il cittadino si ritrova ad avere n caselle di posta certificata tramite le quali le PA comunicano con lui senza sapere quale sia effetivamente quella buona.
    Questa è la vera puttanata all'italiana
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco
    > La PEC .... Serve a garantire .... l'identità di chi ha
    > inviato il messaggio.
    Non è esattamente cosi, non è previsto che il rilascio della PEC individui con esattezza il suo utilizzatore, l'identificazione avviene nel momento in cui in un atto pubblico indichi il tuo indirizzo pec.

    > La puttanata all'italiana è il servizio a cui si
    > riferisce l'articolo, ovvero la CEC-PAC (Mauro
    > Vecchio specificalo per
    > favore).
    > Come diceva anche Guido Scorza, se non sbaglio,
    > il cittadino si ritrova ad avere n caselle di
    > posta certificata tramite le quali le PA
    > comunicano con lui senza sapere quale sia
    > effetivamente quella
    Non mi risulta , se fai una società e non alleghi il tuo indirizzo pec, te ne viene assegnata una d'ufficio, addebitata nei diritti CCIA e comunicata attraverso il modulo di assegnazione partita iva. Perchè ora con una sola dichiarazione apri tutte le posizioni (iva inps inail ccia)
    di conseguenza tutti gli enti citati potranno usare la pec per le loro comunicazioni.

    Con questo non voglio dire che la pec è una grande invenzione, intendiamoci. anzi ha un difetto ENORME che poi spiego

    > buona.
    > Questa è la vera puttanata all'italiana

    una mezza puttanata, alcuni problemi li risolve non tutti e soprattuto è un pò "prepotente" come sistema .
  • - Scritto da: Francesco
    > La PEC in se non è una puttanata all'italiana.
    > E' una delle applicazioni della crittografia a
    > chiave
    > pubblica.
    > Serve a garantire (con i limiti intrinseci del
    > sistema a chiave pubblica) l'identità di chi ha
    > inviato il
    > messaggio.
    > La puttanata all'italiana è il servizio a cui si
    > riferisce l'articolo, ovvero la CEC-PAC (Mauro
    > Vecchio specificalo per
    > favore).
    > Come diceva anche Guido Scorza, se non sbaglio,
    > il cittadino si ritrova ad avere n caselle di
    > posta certificata tramite le quali le PA
    > comunicano con lui senza sapere quale sia
    > effetivamente quella
    > buona.
    > Questa è la vera puttanata all'italiana

    Ho risposto (e un pò trollato in effetti) in maniera superficiale, ma i dubbi restano
    L'applicazione della crittografia si ha solo usando una firma digitale valida (non obbligatoria mi pare) per garantire l'autenticità del mittente, si può fare anche con la posta tradizionale, la pec si limita a fornire una traccia temporale della trasmissione del messaggio.
    Tale traccia è garantita e valida solo tra caselle pec quindi il cittadino si deve dotare di almeno una di queste caselle, quale sia poi quella valida non si sà.
    Il problema di ottenere la certezza della ricezione di un messaggio non è di facile soluzione, però credo che la pec non sia la soluzione migliore, anche perchè è una roba fuori standard di cui non si parla all'infuori del nostro paese.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mr. X

    > Tale traccia è garantita e valida solo tra
    > caselle pec quindi il cittadino si deve dotare di
    > almeno una di queste caselle, quale sia poi
    > quella valida non si
    > sà.


    se invii da pec a un non pec, al ricevente viene evidenziato che la firma del messaggio non è valida o che il documento è stato modificato.

    per cui ricevere da pec su casella non pec è proprio una angoscia
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