Giorgio Pontico

Book Search, obiezioni dell'ultimo minuto

BigG deve far fronte alla carica degli editori che rivendicano il copyright su opere presunte orfane. Le case editrici italiane non stanno a guardare ma non escludono un futuro insieme a Google

Roma - Diversi soggetti, tra cui Authors Guild, Amazon e American Publisher Association, hanno presentato presso la Southern District Court di New York le obiezioni all'accordo proposto da Google nell'ambito dell'affaire Book Search.

Il progetto di BigG di creare una propria immensa biblioteca digitale continua a non piacere anche in Europa, dove anche gli editori italiani, fra gli altri, si sono sempre opposti alle modalità con cui Google intende gestire le opere orfane. I 125 milioni di dollari con i quali Google sperava di archiviare la controversia non hanno impressionato gli editori, che hanno finora mantenuto la propria posizione rispetto ai termini dell'accordo.

L'Associazione Italiana Editori (AIE) per voce del presidente Marco Polillo non approva l'estensione di alcuni benefici ai soli editori di Canada, Australia e Regno Unito: "È incongruo che i benefici accordati dal nuovo settlement ad autori ed editori di Regno Unito, Canada e Australia, per esempio in termini di partecipazione agli organi direttivi del Book Registry, o - continua Polillo - nell'uso di banche dati specifiche di quei paesi per la determinazione dello status di fuori commercio, non siano estesi anche ad autori ed editori italiani che continuano a essere inclusi nel settlement".
Tuttavia quello degli editori italiani non sembra essere un niet definitivo a Book Search: "Le obiezioni presentate non significano che gli editori italiani sono contro il futuro e l'innovazione: siamo contro ciò che non li rispetta. Le soluzioni per includere i libri europei nel rispetto del diritto d'autore ci sono. Per riuscire nell'obiettivo - prosegue Polillo - Google ha dichiarato più volte di voler utilizzare Arrow, il progetto europeo che a breve, a maggio, avrà pronta una prima architettura. Noi, in quanto capofila del progetto, siamo pronti a collaborare".

Giorgio Pontico
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4 Commenti alla Notizia Book Search, obiezioni dell'ultimo minuto
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  • "L'Associazione Italiana Editori (AIE) per voce del presidente Marco Polillo non approva l'estensione di alcuni benefici ai soli editori di Canada, Australia e Regno Unito: "È incongruo che i benefici accordati dal nuovo settlement ad autori ed editori di Regno Unito, Canada e Australia, per esempio in termini di partecipazione agli organi direttivi del Book Registry, o - continua Polillo - nell'uso di banche dati specifiche di quei paesi per la determinazione dello status di fuori commercio, non siano estesi anche ad autori ed editori italiani che continuano a essere inclusi nel settlement"
    Dai su che si scannano tra loro, io punto sul Canada.

    "Le obiezioni presentate non significano che gli editori italiani sono contro il futuro e l'innovazione: siamo contro ciò che non li rispetta."
    Cosa vuol dire?
    Loro sono contro il futuro e l'innovazione perchè non rispetta i loro ideali, questo era da scrivere.
    Wolf01
    3342
  • ma che la piantassero, ogni anno vendono gli stessi libri, parlo di quelli scolastici, dalle elementari ai classici universitari che son sempre gli stessi (e ci mancherebbe), se li liberassero e li mettessero in rete milioni e milioni di euro risparmiati dalle famiglie, e una accesso alla vera cultura come dovrebbe essere.

    e invece ci speculano, ok va bene, sei un azienda, ma non pontificare sul progresso , il giusto o lo sbagliato!
    non+autenticato
  • Se ho capito bene il problema è per le riproduzioni anastatiche di opere fuori diritti che uno non acquisterebbe più potendosele scaricare gratis da
    GoogleBooks.
    In effetti sto notando che di alcune opere di cui esistono edizioni attuali si fa fatica a trovare copia scaricabile su GoogleBooks. Sono quelle di cui nella stessa pagina che riporta mettiamo l'edizione del 1890 poi si notifica anche un'edizione più recente, mettiamo del 1974. Ebbene queste opere spesso risultano senza possibilità di visione o solo in modalità "visualizza frammento".
    non+autenticato
  • ed e' questo il problema del diritto d'autore:
    80 anni dopo la morte dell'autore o 100 se i diritti sono in mano ad una azienda, e, finiti questi, si mettono a piangere perche' se l'opera va' sulla rete gratuitamente scaricabile loro non possono piu' vendere le ristampe, che ormai sono copyleft...
    fanno realmente pena.
    non+autenticato