Claudio Tamburrino

Social network, condividere la privacy

Chiamato in causa nel discorso del Commissario europeo Reding, Facebook si trova nuovamente al centro del dibattito sulla privacy. Aperta anche una nuova indagine in Canada

Roma - Il Commissario Viviane Reding è intervenuta nella giornata europea per la protezione dei dati: il discorso è stata l'occasione per sottolineare alcune posizioni a proposito dei temi più caldi.

Il Commissario ha innanzitutto posto l'accento sulla necessità di chiarire come funzionano in pratica i principi del consenso e della trasparenza: ha quindi chiamato in causa Facebook, MySpace, e Twitter cui ha chiesto concretezza e, praticamente, che i profili di bambini siano considerati privati di default.

Sul tracciamento degli utenti per fornire pubblicità comportamentale, poi, si è espressa riferendosi direttamente al caso Phorm: "è evidente che senza previo consenso informato i dati dei cittadini non possono essere utilizzati".
Al centro del dibattito sulla privacy, poi, restano ancora le linee guida di Facebook, cui molti imputano, al momento, responsabilità non indifferenti, se non altro per l'elevato numero di informazioni personali e interpersonali che si trova a dover inevitabilmente gestire.

È ancora il Canada a investigare più approfonditamente la questione, in risposta a varie denunce ricevute e dopo un primo compromesso raggiunto con il social network in blu. La nuova indagine, volta ad esemttere ebentuali raccomandazioni, si concentra in particolare sulle impostazioni consigliate da FB nelle nuove policy sulla privacy, che spingono in certi casi a condividere più informazioni di quanto si fosse scelto in passato. Nuove opzioni, paradossalmente, che sono state predisposte da Facebook proprio per rispondere alle prime raccomandazioni della commissione canadese. Non solo avrebbero determinato per alcuni un aumento dei dati divulgati, ma con tali cambiamenti sarebbe diventato più difficile per gli utenti capire con chi si stanno condividendo le informazioni.

Intanto un portavoce di Facebook ha ribadito la tranquillità dell'azienda: "le nuove impostazioni per la privacy sono entrate in vigore da oltre un mese con un processo trasparente, coerente con le aspettative degli utenti e le disposizioni di legge. Ogni modifica è stata chiaramente mostrata e spiegata all'utente. E non è stata messa in pratica prima di un'esplicita accettazione da parte dell'utente".

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
1 Commenti alla Notizia Social network, condividere la privacy
Ordina
  • Vi racconto la mia esperienza riguardo la questione privacy.

    Ieri il mio account è stato disabilitato dall’Amminstratore ma non ho ben capito per quale motivo.

    L'unica ragione potrebbe essere che ho scritto "Anonimo" laddove avrebbe dovuto esserci il mio cognome, ma se l'ho fatto, vi sono stata portata da cause serie che espongo subito: prima che venissero cambiate le impostazioni sulla privacy in facebook, io (come tutti gli utenti, credo), riuscivo a rendere visibile solo agli amici il mio nome e cognome (mentre chi non era nella mia lista visualizzava solo il nome), idem per quanto riguardava la foto del profilo.

    Sicura che la mia privacy fosse tutelata, sicura che TUTTI GLI INTERNAUTI NON PRESENTI NELLA MIA LISTA AMICI POTESSERO LEGGERE SOLO IL MIO NOME, ho fondato un gruppo su facebook mettendo un link in un sito esterno (ossia nel mio canale di youtube).

    Non lo avessi mai fatto! Mi sono imbattuta in uno stalker che per un paio di giorni è andato pubblicando il mio nome e il mio cognome in giro per tutti i siti web, ragion per cui mi sono vista costretta a cambiare il mio cognome in "Anonimo".

    Quindi il mio account per cosa sarebbe stato disattivato? Per aver voluto tutelare la mia privacy messa a repentaglio dal loro stesso sito? Perché se le impostazioni fossero rimaste come prima, non avrei avuto di sicuro questi problemi.

    Se davvero il mio account è stato disabilitato per questa sciocchezza, non ci tengo proprio a riaverlo: sinceramente non so che farmene di una piattaforma che non mette al sicuro i miei dati sensibili e la mia foto personale, che rischia di essere prelevata e utilizzata in maniera impropria dai tanti folli che spopolano nel web.

    Ho inviato una mail a disabled@facebook.com per far valere le mie ragioni e far sì che si rendano conto che non si trattano alla leggera i dati delle persone, facendo altresì presente che o ripristinano le vecchie impostazioni consentendo solo alla lista amici di visualizzare nome e cognome e foto dell'utente, oppure ho paura che ci sarà un brusco calo tra gli iscritti.

    ps anche voi, secondo me, non dovreste richiedere nome e cognome dei commentatori: io non l'ho messo e credo di avere tutte le mie ragioni...
    non+autenticato