Giorgio Pontico

USA: Spazio, buio profondo

Obama potrebbe cancellare Constellation e con esso il futuro della presenza statunitense al di fuori della troposfera. Intanto si apprestano a partire gli ultimi Shuttle

Roma - Neanche tre mesi fa il primo vero collaudo del vettore Ares X-I appariva come una vera e propria ancora di salvezza per il programma spaziale statunitense che ora rischia seriamente di subire un consistente ridimensionamento. Il presidente Obama non avrebbe intenzione di concedere i fondi necessari per proseguire lo sviluppo del programma Constellation: pedina fondamentale per rimpiazzare gli Shuttle in via di pensionamento e trampolino di lancio verso Luna e Marte.

Agli Stati Uniti non rimarrà altro che l'attuale ruolo di cooperazione per il mantenimento della Stazione Spaziale Internazionale e poco altro. Le mire spaziali degli USA, che non meno di qualche anno fa si proponevano di rilanciare l'esplorazione spaziale con l'avvio proprio del progetto Constellation, sono cambiate. L'eventualità di un affossamento del programma costringerebbe gli astronauti statunitensi, ormai appiedati, a improvvisarsi cosmonauti e chiedere un passaggio alla prima Soyouz russa in partenza.

Il problema che affligge i dirigenti NASA è di natura finanziaria: non ci sono i soldi per mantenere in piedi l'agenzia spaziale così com'è strutturata adesso. I 18,7 miliardi di dollari che Obama dovrebbe concedere serviranno per sfruttare al meglio la fitta rete di satelliti scientifici che orbitano intorno alla Terra. Occhi rivolti non più allo Spazio ma ai problemi del nostro Pianeta.
NASA nei prossimi anni si troverà dunque a svolgere un ruolo diverso da quello che ha interpretato negli ultimi 40 anni: Marte, Shuttle e tutti gli obiettivi verso cui l'agenzia puntava rimarranno congelati in attesa di una congiuntura economica più felice.

Tuttavia c'è ancora tempo per qualche ultima missione dello Space Shuttle: nel corso del 2010 per cinque volte il complesso di lancio 39 del centro spaziale di Cape Canaveral sarà utilizzato da Endeavour, Atlantis e Discovery per missioni di supporto alla ISS.

La stessa stazione spaziale sarebbe uno dei punti principali del ridimensionamento che l'amministrazione USA avrebbe in serbo per le proprie attività: i fondi elargiti serviranno per allungarne la vita operativa fino al 2020, circa 5 anni in più di quanto originariamente preventivato. Inoltre per sopperire alla mancanza di un vettore proprio per effettuare missioni di routine, il governo potrebbe decidere di destinare parte delle proprie risorse a enti privati.

Impossibile dunque non pensare a Richard Branson e alla sua SpaceShipTwo, unica navicella facente parte della flotta di Virgin Galactic messa in piedi dal miliardario britannico per cambiare volto ai viaggi suborbitali trasformandoli in un business da milioni di dollari.

Giorgio Pontico
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