Mauro Vecchio

FCC, neutralità dietro le quinte

Electonic Frontier Foundation lancia l'allarme. L'attuale proposta di legge prevederebbe una scappatoia a disposizione dei provider, autorizzati a bloccare il trasferimento di contenuti illeciti

Roma - Uno scenario paradossale sembra attendere al varco sia le autorità che tutti i netizen degli Stati Uniti. Qualora i nuovi principi sulla neutralità della Rete - dettati dalla Federal Communications Commission (FCC) - venissero adottati nella loro forma attuale, si fornirebbe agli operatori di Internet la concreta possibilità di bloccare servizi come quelli legati al file sharing.

Il che garantirebbe a provider come Comcast la facoltà di intervenire con tanto di forbici su protagonisti della condivisione come BitTorrent. Ad annunciarlo, un apprensivo articolo pubblicato sul sito di Electronic Frontier Foundation (EFF), che ha subito sottolineato come ci sia un rapporto diretto tra le regole di FCC sulla neutrality e l'esclusione coatta dalla rete dei torrentisti.

E questo, per EFF, sarebbe più che paradossale, dato l'impegno del CEO di FCC Julius Genachowski nel preservare una Rete aperta e non discriminata. Impegno che sembra naufragare all'interno di alcune previsioni dell'attuale proposta legislativa della commissione statunitense, contenente i sei principi a tutela della net neutrality.
A catturare l'attenzione di EFF, un pugno di paragrafi in cui FCC ha sottolineato come i provider non siano obbligati a lasciare che il trasferimento di contenuti non autorizzati avvenga in maniera libera. In altre parole, potrebbero decidere di comportarsi in maniera tutt'altro che neutrale e non discriminatoria.

"Inoltre, non abbiamo intenzione di proteggere le attività illecite della Rete con questa regolamentazione". Così si può leggere nel documento ufficiale attualmente proposto dalla commissione guidata da Genachowski. Per Fred Von Lohmann, avvocato di EFF esperto in diritto d'autore, si tratterebbe di una vera e propria scappatoia a disposizione degli ISP.

A suo parere, finché un provider sbandiererà lo slogan dell'anti-pirateria, verrà di fatto esentato dal rispetto dei principi di FCC, finendo per bloccare anche servizi perfettamente legali. La scappatoia prevista dal documento ufficiale andrebbe inserita in un concetto più vasto: la gestione ragionevole dei network. In pratica, FCC tutelerebbe sì la neutralità, ma solo relativamente a contenuti del tutto legali.

Mauro Vecchio
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