Alfonso Maruccia

Lituania, Microsoft si scontra col tracker

Il colosso del software muove guerra a uno dei siti più visitati del paese dell'Europa orientale. Pesanti le richieste monetarie per una violazione, dice l'admin del sito, che Microsoft avrebbe potuto evitare con una semplice richiesta

Roma - Se il caso di OiNK e Allan Ellis nel Regno Unito è finito più o meno bene, le cronache dell'antipirateria con obiettivo BitTorrent registrano ora l'apertura di una nuova controversia nell'est europeo, e più precisamente in Lituania. Nel mirino c'è il tracker BT LinkoManija, a puntare le armi legali è Microsoft con la collaborazione dell'organizzazione antipirateria LANVA.

Kestas Ermanas (che con la sua società gestiva il sito) e più di un centinaio di utenti di LM sono stati accusati di violazione del copyright, e nel caso del primo l'accusa si aggrava diventando favoreggiamento dell'infrazione del diritto d'autore. Microsoft sostiene che il tracker - il più grande del paese e uno dei dieci siti più visitati localmente - ha contribuito alla proliferazione di copie non autorizzate dei pacchetti applicativi Office 2003 e Office 2007.

Come risarcimento per il "danno" subito, il colosso del software in scatola pretende che Ermanas paghi la ragguardevole cifra di 107 milioni di litas pari a quasi 43 milioni di dollari (31 milioni di euro). Una cifra ancor più eccessiva se si considera che per quel tipo di reato la legge lituana prevede ammende non più consistenti di 40mila euro.
Contattato da TorrentFreak, Kestas Ermanas si è detto sconvolto e sorpreso perché lui e la sua società con LinkManja non hanno più rapporti diretti dallo scorso dicembre, e comunque a Microsoft era stata fatta presente la volontà di cooperare rimuovendo i file torrent incriminati. Al contrario, Redmond ha deciso di procedere per vie legali.

Le proprietà e gli asset societari di Ermanas sono stati posti sotto sequestro prima ancora dell'inizio del processo, mentre per i 106 utenti del tracker è scattata la denuncia. Almeno uno di questi utenti è atteso davanti al giudice a partire dal mese prossimo.

Alfonso Maruccia
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