Mauro Vecchio

Wikileaks: siamo senza benzina

Raggranellati finora meno di 100mila euro. Ne servono almeno quattro volte tanti. Il sito delle rivelazioni scottanti chiude i battenti: si spera temporaneamente

Roma - Il 2010 non sembra essere iniziato nel migliore dei modi per Wikileaks. Il noto sito delle soffiate ha annunciato sul proprio spazio online di aver raggranellato per il corrente anno una cifra di poco superiore ai 130mila dollari (circa 93mila euro). Liquidità non certo sufficiente a dissetare il suo staff, bisognoso di una cifra complessiva che si aggira intorno ai 600mila dollari (430mila euro).

Per questo, Wikileaks ha reso noto ai suoi utenti di aver temporaneamente interrotto la sua attività. Una sospensione necessaria - stando al comunicato apparso sul sito - per tentare di raccogliere i fondi necessari alla sopravvivenza nel 2010, in attesa di ritornare presto a mostrare il volto più nascosto dell'informazione sul web.

Il team di Wikileaks ha infatti sottolineato alla sua comunità di utenti come abbia già ricevuto nuove documentazioni sulla guerra in Iraq, sulla Cina, sulle Nazioni Unite. Informazioni impossibili da pubblicare, perché prive di un sostentamento economico alla base. Basterebbero, sempre stando al comunicato, 10 dollari per fare in modo che uno di questi documenti arrivi online a 10mila persone.
La proposta di Wikileaks non sembra dunque aver convinto la giuria della Knight Foundation, che avrebbe potuto smuovere verso il sito delle soffiate una cifra pari a 500mila dollari. Un problema, dato che Wikileaks non accetta finanziamenti da parte di aziende e istituti governativi. Si spera ora nei gesti generosi degli utenti, in stile Wikipedia. Perché - come spiegato dallo stesso team del sito - i grandi riconoscimenti internazionali non aiutano affatto a pagare le bollette.

Mauro Vecchio
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31 Commenti alla Notizia Wikileaks: siamo senza benzina
Ordina
  • la struttura centralizzata tipo sitone alla wikipedia (che dietro l'ip dopo ci sia una cloud piuttosto che un serverone o un commodore64 overclockato, cambia poco) e' LA PEGGIORE POSSIBILE per garantire la sopravvivenza di informazioni sensibili per ragioni ovvie.

    Se andassero su freenet - o gnunet se e' maturo - risparmierebbero e creerebbero un circolo virtuoso in cui l'utente naviga anonimo, non dipende da un motore di ricerca centralizzato, e cerca qualcos'altro oltre al porno illegale e alle ricette su come fare il terrorista.
    non+autenticato
  • capperi che bella collezione di sciocchezze e luoghi comuni.
    non+autenticato
  • Augh!

    E' bellissimo togliersi i sassolini dalle scarpe:

    come era facile prevedere (io certo non ero nè l'unico nè tantomeno il più accreditato) anche questa fonte di DISINFORMAZIONE potrebbe finalmente togliersi di mezzo e consentire una maggiore lìbertà di informazione agli internauti.

    Ho parlato.
    Nilok
    Nilok
    1925
  • @Nilok: Mi piacerebbe che citassi almeno 3 fonti di INFORMAZIONI sicure.

    "Oggi tutto é notizia e nulla é informazione".
    non+autenticato
  • ops, il mi hanno moderato il post

    Mi riscrivo in modo più pacato: è naturale che Nilok, in quanto scientologista, abbia delle riserve nei confronti di Wikileaks:

    http://punto-informatico.it/2222043/PI/News/scient...
    http://punto-informatico.it/2250081/PI/News/scient...

    leggi i commenti e ti farai un panorama sul personaggio
    non+autenticato
  • Suggerisco al Nilok di leggersi il libro "Come funzionano i servizi segreti" http://www.ibs.it/code/9788862200653/giannuli-aldo... e di stare attento a tutte le fonti: non si sa mai!



    "Oggi tutto è notizia e nulla è informazione" - approposito, questa la ho creata io, quindi se nessuno trova una fonte precedente questa "signature" é da attribuire a me, ma la potrete ridistribuire citando la fonte e senza scopo di lucroSorride
    non+autenticato
  • scientolo..cosa?! ma esistono ancora?!
    non+autenticato
  • > Ho parlato.
    > Nilok

    OMMFG!!!!

    PS:avere parlato è diverso da non avere detto delle ca**ate
    non+autenticato
  • Ma quanta tenerezza che mi faiSorride

    Se vuoi vengo a coccolarti, mi sembra che ti senti davvero solo... Imbarazzato
    non+autenticato
  • Nel sommario dell'articolo si dice raggranellati meno di 10 mila euro, in realtà dall'articolo sembra che se ne siano raggranellati meno di 100 mila.
  • Sistemato, grazie.Occhiolino

    L
  • Non accettano finanziamenti da istituzioni, non collaborano con siti di notizie on-line (che sarebbero felici di condividere gli scoop) risultato:
    sono senza soldi e devono chiudere.

    Capita a voler fare i duri e puri, il mondo reale é diverso.
    non+autenticato
  • accidenti, mi hai svegliato! mi hai aperto un mondo che non conoscevo, grazie, amico, grazie! Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • Sai cosa vuol dire "informazione indipendente" e quale ne é lo scopo?
  • - Scritto da: Fiamel
    > Sai cosa vuol dire "informazione indipendente" e
    > quale ne é lo> scopo?

    SÝ, relegare informazioni estremamente interessanti e potenzialmente in grado di influenzare notevolmente la politica e l'informazione ad una nicchia dove vengono ignorati dal 99% del pubblico.
    non+autenticato
  • ╚ la tua occasione: realizza un clone di wikileaks (il software per gestirlo è liberamente disponibile, e i dati anche) e prova a farti finanziare da aziende (o prova altri modelli, se vuoi).

    Hic Rhodus, hic salta
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > [CUT] e prova a farti
    > finanziare da aziende (o prova altri modelli, se
    > vuoi).

    Da aziende? Anche questo stride un tantino con il concetto di "indipendente", in teoria neanche la pubblicitß andrebbe bene, ma sarebbe forse accettabile con una azienda non di rilievo.
  • - Scritto da: Undertaker
    > - Scritto da: Fiamel
    > > Sai cosa vuol dire "informazione indipendente" e
    > > quale ne é lo> scopo?
    >
    > SÝ, relegare informazioni estremamente
    > interessanti e potenzialmente in grado di
    > influenzare notevolmente la politica e
    > l'informazione ad una nicchia dove vengono
    > ignorati dal 99% del
    > pubblico.

    1) Questo é stato l'effetto, non é la definizione di "informazione indipendente". Te l'ho chiesto perché la definizione fa decisamente a pugni col tuo primo post. Ripeto: cosa vuol dire "informazione indipendente"? Quale ne é lo scopo?
    2) Aggiungo, visto che parli del caso specifico: hai descritto gli effetti dell'amministrazione di Wikileaks. Qual é la cura? Se ne hai una buona, proponi.
  • - Scritto da: Fiamel
    > 1) Questo é stato l'effetto, non é la definizione
    > di "informazione indipendente". Te l'ho chiesto
    > perché la definizione fa decisamente a pugni col
    > tuo primo post. Ripeto: cosa vuol dire
    > "informazione indipendente"? Quale ne é lo> scopo?

    indovino:
    tu sei un altro mammone fancazzista uscito da qualche "liceo", fai
    l'editor di wikipedia e ti senti importante a fare il grillo parlante nei forum

    > 2) Aggiungo, visto che parli del caso specifico:
    > hai descritto gli effetti dell'amministrazione di
    > Wikileaks. Qual é la cura? Se ne hai una buona,
    > proponi.

    i giornali hanno informazioni e le vendono
    wikileaks potrebbe fare lo stesso: passare gli scoop a siti di informazione come cnn, farsi conoscere e pagarsi la connessione.
    A cosa serve pubblicare informazioni scottanti e scomode se nessuno sa nemmeno che esisti ?
    I siti che pubblicano le foto di Paris Hilton hanno pi˙ influenza di wikileaks, che é un sito di nicchia con pochi liberal spocchiosi come visitatori.
    Quando mai, per televisione o nei giornali si é mai sentito un riferimento a notizie filtrate da wikileaks, che pure ha pubblicato documenti riservati scottanti su Iraq ed Afghanistan ?
    Lo scopo di chi fa informazione é raggiungere il grande pubblico, starsene rintanati nel sito misterioso che solo pochi eletti conoscono non serve a niente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Undertaker
    > - Scritto da: Fiamel
    > > 1) Questo é stato l'effetto, non é la
    > definizione
    > > di "informazione indipendente". Te l'ho chiesto
    > > perché la definizione fa decisamente a pugni col
    > > tuo primo post. Ripeto: cosa vuol dire
    > > "informazione indipendente"? Quale ne é lo>
    > scopo?
    >
    > indovino:
    > tu sei un altro mammone fancazzista uscito da
    > qualche "liceo", fai
    >
    > l'editor di wikipedia e ti senti importante a
    > fare il grillo parlante nei
    > forum

    Da chi hai imparato a fare l'indovino? da Otelma? Giucas Casella?
    O forse piuttosto dalla classe politica italiana, visto che non hai ancora risposto alla prima domanda e sei passato alle offese per sviare la domanda?
    Su una cosa hai ragione, perˇ: mi sento importante, quando esprimo la mia opinione, perché partecipo al dibattito. Sinceramente vorrei anch'io che WikiLeaks continuasse e sto meditando pure di fare una donazione, ma ho risposto a questo thread per capire - scetticissimo - che soluzione avevi tu alla faccenda. (Vediamo sotto).

    >
    > > 2) Aggiungo, visto che parli del caso specifico:
    > > hai descritto gli effetti dell'amministrazione
    > di
    > > Wikileaks. Qual é la cura? Se ne hai una buona,
    > > proponi.
    >
    > i giornali hanno informazioni e le vendono
    > wikileaks potrebbe fare lo stesso: passare gli
    > scoop a siti di informazione come cnn, farsi
    > conoscere e pagarsi la
    > connessione.

    Ok, condivido il ragionamento, ma anche questo cozza contro la definizione di indipendenza: CNN é pagata, controllata da qualcuno e quel qualcuno potrebbe non volere parte di quelle informazioni, per qualsiasi motivo (politico, economico, veritß troppo scomoda, paura di esser citati per diffamazione, ed altre paure in genere). A quel punto non pagherebbe a WikiLeaks altro che le notizie che vuole. Se la questione finisse qua, non sarebbe neanche male, perché semplicemente le notizie "passabili" avrebbero pi˙ visibilitß, ma la sopravvivenza di WikiLeaks dipenderebbe comunque dalle motivazioni di chi li paga, mentre con un finanziamento dal basso, ad offerte questo non succede. Questa é indipendenza. E povertß. Nessuno ha detto che sia comoda e facile. Non sostengo nemmeno che sia fattibile: se non hai i fondi, non pubblichi, ma se pubblichi informazione condizionata, sei punto e a capo. Cioé, finché regge il modello attuale, almeno sei sicuro che la loro informazione é indipendente. Se non ce la faranno con le donazioni, allora cerceheranno la via che dici tu, ma probabilmente come ultima risorsa, per paura di influenze.

    Ah, ora un'altra domanda mi sorge spontanea: cosa vieta tutt'ora a CNN di riportare le notizie di WikiLeaks? C'é qualche divieto in gioco? La domanda é seria, il perché non lo so, ma se la risposta é "niente", vorrei capire perché non lo fanno, se non perché non gli interessino. Del resto potrebbero anche offrirsi di pagarle.

    > A cosa serve pubblicare informazioni scottanti e
    > scomode se nessuno sa nemmeno che esisti

    Senti, sono d'accordo anch'io che sarebbe MOLTO meglio che le informazioni di WikiLeaks avessero diffusione maggiore, ma sto solo contestando il fatto che questo non é compatibile con la diffusione di massa per motivi vari, che spaziano dalla pecorositß della gente (me compreso, visto che non lo leggo!) ai motivi politico/economici detti sopra. Sul fatto che WikiLeaks farebbe un lavoro 100 volte pi˙ utile se riuscisse a diffondere le notizie a 100 volte tanto il numero attuale di lettori, io e te siamo perfettamente d'accordo!

    Ora, l'unico punto su cui non sono d'accordo o almeno piuttosto critico é che WikiLeaks riuscirebbe a non essere influenzata da finanziamenti corporativi, sotto forma di sponsorizzazioni, vendita di spazi pubblicitari o di notizie che dir si voglia.
  • > i giornali hanno informazioni e le vendono
    > wikileaks potrebbe fare lo stesso: passare gli
    > scoop a siti di informazione come cnn, farsi
    > conoscere e pagarsi la
    > connessione.

    Questo per te sarebbe il rimedio? ╚ un controsenso: l'obbiettivo di Wikileaks è far circolare documenti che gli altri vorrebbero nascondere, e tu proponi invece di nascondere questi documenti a chi non paga; ti rendi conto che è esattamente il contrario dello scopo per cui esiste Wikileaks? Per fare una cosa del genere, tanto vale chiuderlo, perchè è meglio non avere nessuna istituzione piuttosto che averne una che fa esattamente l'opposto di ciò che si vorrebbe fare.
    non+autenticato
  • Basterebbero 400$ annuali per un hosting di tutto rispetto e con parecchi GB di spazio, e magari una persona o due.

    Morto un papa, se ne fa un'altro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: fruttolo
    > Basterebbero 400$ annuali per un hosting di tutto
    > rispetto e con parecchi GB di spazio ...
    Non sono i GB di spazio che costano, ma i TB di traffico ... perché non stiamo parlando del tuo blog ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: LuigiT
    > - Scritto da: fruttolo
    > > Basterebbero 400$ annuali per un hosting di
    > tutto
    > > rispetto e con parecchi GB di spazio ...
    > Non sono i GB di spazio che costano, ma i TB di
    > traffico ... perché non stiamo parlando del tuo
    > blog
    > ...

    se non ho capito male anche il costo del personale è un problema ^^
    non+autenticato
  • -OT- Esistono ancora risorse che paghi a traffico in casi di grossi network dove hanno cmq una costanza di altri fattori. Se opero su scala mondiale in modalità burst con numero di utenti sconosciuto, sceglierei un webhosting con una banda discreta senza garanzia di servizio, ovvero con server dedicato e 1 Gb/s.
    L'esempio dei 400$ non è dunque una baggianata: http://serverdedicati.aruba.it/?ref=77Goo qualunque sia il traffico generato.
    Certo se le connessioni riempiono presto il singolo Gb/s a disposizione, ovvero se il nodo del provider (nonostante i suoi 47 Gb/s nell'esempio specifico) risulta saturo... beh, ti accontenti di quel che resta per servire i tuoi "clienti". Ma ad un costo fisso contenuto... ovvero "salti" su un altro provider che faccia + al caso tuo, sempre a COSTI FISSI!
    -OT-

    Riguardo alle informazion numeriche fornite da wikileaks e riportate qui da PI ho l'impressione che siano solo frutto di un'analisi schematica per quantificare parametricamente i costi/benefici (tipico, no?)

    Esempio semplificato (tutti i dati sono pure e personali assunzioni):
    * Peso Articolo medio = 100 Mbit = 12,5 MB (testo articolo, scansioni, immagini, registrazioni...)
    * Costo medio di pubblicazione per articolo = 1000 euro (10 gg lavoro per 1 persona per verifiche, telefonate, fotocopie, impaginazione, costi d'ufficio e ammortamento distribuiti sui 10 gg: 1 PC, 1 stampante, 1 scanner, 1 linea xDSL, 1 server con banda 1 Gb/s
    * Costo per distribuire 1 articolo a 1000 utenti in modo "decente"*** = 1000 euro/articolo * 1 articolo : 1000 utenti serviti decentemente = 1 euro

    ***Cosa vuol dire in modo decente?
    * Banda = 1 Gb/s (assumendo per semplicità tutta la banda come payload); * Banda download dell'utente medio = 1 Mb/s (Wow!)
    * Max utenti contemporanei = 1 Gb/s : 1 Mb/s = 1000 (stanno scaricando al massimo della loro banda)
    * Tempo medio per servire tutto il materiale di un articolo = 100 Mb : 1 Mb/s = 100 s (un tempo di attesa decente, no?)

    Nemmeno il costo per leak di 10.000 $ risulta - a mio avviso e alla luce dell'esempio riportato - troppo esagerato.

    "Oggi tutto è notizia e nulla è informazione"
    non+autenticato
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