Interviste/ Browser, c'è vita oltre Mozilla

A. Del Rosso ha intervistato Marco Pesenti Gritti, fondatore del progetto open source Galeon e attuale maintainer di Epiphany, un nuovo browser free basato su Mozilla che ha due sole parole d'ordine: semplicità e integrazione

Interviste/ Browser, c'è vita oltre MozillaMarco Pesenti Gritti ? 25 anni, studente di lettere presso l'università di Milano - ha dato vita, pochi anni fa, al progetto Galeon, un browser open source per Linux basato sul motore di rendering di Mozilla. Di recente ha deciso di lasciare il progetto, di cui era mantainer, per fondarne uno nuovo chiamato Epiphany. Gritti ha spiegato a Punto Informatico i motivi che lo hanno portato ad abbandonare Galeon e gli obiettivi del nuovo progetto, fornendoci inoltre la sua opinione su molti aspetti dello sviluppo di un browser.

Punto Informatico: Che esperienza hai nel campo dello sviluppo di software per Linux?
Marco Pesenti Gritti: Tempo fa iniziai un mio progetto, il browser Galeon, che mi diede la possibilità di prendere dimestichezza con Linux. Non ho partecipato ad altri progetti in modo continuo, ma ho contribuito a Gnome e Mozilla con delle patch. Quando ho iniziato Galeon non sapevo molto di programmazione Linux.

PI: Perché hai sentito l'esigenza di varare un nuovo progetto, Epiphany, per lo sviluppo di un browser basato sul motore di rendering di Mozilla?
MPG: Fin dall'inizio dello sviluppo di Galeon ci sono state guerre cicliche tra chi voleva mantenere l'interfaccia molto semplice (tra cui io) e chi voleva implementare tutte le funzionalità possibili e immaginabili per accontentare il maggior numero di persone. All'inizio c'era un certo equilibrio, nel senso che almeno metà del team di sviluppo era d'accordo con la mia linea di pensiero, poi per ragioni di lavoro e simili, alcuni di coloro che stavano dalla mia parte hanno dovuto lasciare: così mi sono trovato a sostenere lunghe discussioni contro tutti gli altri programmatori. Nel frattempo anche altre persone in Gnome, tipo Havoc Pennington, hanno sostenuto la necessità di creare applicazioni piu semplici e con meno funzionalità. Galeon, invece, stava andando nel senso opposto e cominciava ad essere una delle applicazioni Gnome più complesse.
Per farla breve, dopo mesi di accese discussioni portate avanti nelle mailing-list del progetto ho deciso che era arrivato il momento di dedicarmi a qualcosa di più costruttivo: così ho lasciato la carica di maintainer di Galeon. Dato che mi dispiaceva gettare al vento tutta l'esperienza accumulata, ho deciso di scrivere qualcosa di molto semplice, per uso mio e di alcune altre persone a cui l'idea piaceva: Epiphany. Non mi aspettavo tutta questa attenzione da parte dei media e di molti programmatori del core di Gnome.
PI: Cosa differenzierà Epiphany da Galeon?
MPG: In generale non si tratta di cambiamenti allo spirito con cui abbiamo iniziato Galeon, ma semplicemente un tornare indietro a quei principi ispiratori. Il primo obiettivo è l'integrazione con il sistema: questo significa anche seguire le linee di sviluppo delle interfacce comuni a Gnome, cosa che stava diventando impossibile con Galeon. I programmatori impegnati in quest'ultimo progetto pensavano di sapere cosa fosse giusto e ignoravano il problema della consistenza con le altre applicazioni.
Il secondo obiettivo è la semplicità: questo implica anche leggerezza e velocità. Epiphany, nonostante non abbia fatto alcuno sforzo di ottimizzazione, è già un bel po ' più veloce di Galeon, per esempio nell'aprire nuove finestre. Ma semplicità significa anche pulizia dell'interfaccia, il che, secondo me, implica il tenere ben presente il target di utenti a cui il prodotto si rivolge: accontentare tutti significa sacrificare la pulizia dell'interfaccia. E così Galeon, che era nato proprio per offrire un rimedio alla complessità e alla ridondanza di Mozilla, ha finito per intraprendere la stessa strada.
Il terzo obiettivo è la conformità agli standard: questo è un fattore essenziale per contrastare l'emergere di funzionalità non standard che minacciano la libertà e l'omogeneità del web.

PI: Credi che la tua cultura umanistica influenzi positivamente il tuo modo di gestire e portare avanti un progetto di sviluppo?
MPG: Credo che mi aiuti soprattutto nel progettare per gli utenti non tecnici, che sono la stragrande maggioranza. Il fatto che la maggior parte del software per Linux sia scritto per hacker o power user è, a mio avviso, il motivo principale per cui Linux non ha avuto successo nel desktop.
Comunque intendiamoci, non voglio dire che un umanista sia per forza un buon designer di interfacce: credo semplicemente che nelle varie decisioni da prendere, e che includono anche la selezione di quali funzionalità valga la pena implementare, non si debba mai perdere di vista l'uomo e le necessità vere dell'utente, altrimenti si produce qualcosa di tecnicamente perfetto, con magari fantastiche potenzialità, che però la stragrande maggioranza delle persone non è in grado di usare.

PI: E di cui spesso non ha neppure bisogno...
MPG: Esatto. Una cosa assurda di Linux è che ci sono tool fantastici che spesso possono fare più e meglio di quanto facciano costosi software commerciali, ma che necessitano, per essere usati, di una laurea in informatica. È impressionante come la maggior parte degli hacker ignori anche la semplice esistenza di utenti che non comprendono dettagli tecnici come i cookie o la struttura degli URL.
59 Commenti alla Notizia Interviste/ Browser, c'è vita oltre Mozilla
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  • > http://dot.kde.org/1048780349/1048849685/

    bellissimo
    gli utenti linux hanno un OS gratis e vari WM sempre gratis
    possono scegliere si dice sempre
    si lamentano sempre perche' linux e' migliore di windows ma non prende piede sui desktop
    allora i vari team che sviluppano i WM o i DE tipo gnome e kde, cercano di semplificare le cose per attrarre piu' utenti
    a quel punto si scatenano gli zealot che dicono che e' tutto troppo semplice, banale e noioso
    dove sono le mie vecchie opzioni da power user che non servono a un cazzo ma fanno figo?
    e tutto questo nonstante il fatto che il 90% degli utenti linux non contribuisca in nessun modo allo sviluppo
    ne economicamente, ne col proprio lavoro
    prendono, installano e poi hanno anche il coraggio di lamentarsi
    da sviluppatore, anche di software GPL, mi sento preso per culo da questa gente!!!
    non ti piace la direzione che ho preso?
    fai un fork e vai nella tua direzione!!!!
    non rompere le palle con le tue lagne...
    il bello dell'open e' proprio l'essere slegati dalle logiche di mercato.
    Faccio quello che mi pare, perche' mi va di farlo in quel modo!
    altrimenti si diventa tutti tante piccole MS che per non scontentare nessuno dei suoi utenti, aggiunge opzioni a screzio, senza una logica
    e a questo punto penso che facciano bene loro...
    cosi' il power user ha tutte le sue opzioni avanzate e l'utonto usa solo l'1% delle funzioni senza venir confuso dalle tante potenzialita' aggiuntive del software (perche' il software non fa nulla per rendergliele note) , ed e' felice...

    l'esempio lampante e' il browser Galeon, abbandonato dal suo autore originale perche' gli altri sviluppatori non erano d'accordo sulla SUA visione dell'evoluzione del SUO progetto!!!
    assurdo...
    se si va avanti cosi, si muore...
    non+autenticato
  • Personalmente, non definirei le funzionalità di Mozilla degli inutili o incomprensibili orpelli. Né trovo funzioni ridondanti al suo interno. Probabilmente, è perché sono un informatico e non faccio assolutamente fatica ad usare le mille features di Mozilla. Naturalmente, riconosco che chi non è un informatico possa ritenere caotica l'interfaccia di Mozilla. Nonostante questo, credo che la soluzione sia sempre in una via di mezzo. Ok la semplicità, che fa bene a tutti, ma le funzionalità avanzate dovrebbero sempre esserci (almeno le principali, non dico certo il DOM Inspector). Penso che sarebbe buono avere la maggiore possibilità di personalizzazione possibile. A mio avviso, un gestore di cookie come quello di Mozilla è una manna del cielo, per tutti. Il software deve essere semplice, ma anche completo e *facilmente personalizzabile*. Se l'utente non sa usare il cookie manager, ok, può non usarlo. Si forniscono impostazioni predefinite ottimali, e pace fatta. Ma concediamo questro strumento a chi sa usarlo, e magari cerchiamo di studiarlo in un modo che gli utenti meno esperti possano, prima o poi, comprenderlo ed usarlo.
    Riconosco che Mozilla possa apparire troppo complesso, ma non credo che la soluzione consista nello sfoltire la maggior parte delle sue funzionalità. Credo che bisognerebbe solo riorganizzarle meglio.

    Personalmente, apro una parentesi, proprio non tollero che i PDF o altri documenti di questo tipo vengano aperti direttamente dentro il browser. Ma questa è solo la mia preferenza.

    In definitiva, non condivido a pieno gli scopi di questo nuovo browser, tuttavia faccio un grande augurio a tutti i suoi sviluppatori. Più scelta c'è, meglio è! Buon lavoro!
    non+autenticato
  • Potremo scegliere, questo è il vantaggio di avere un nuovo progettoSorride
    non+autenticato
  • E di cui spesso non ha neppure biogno...

    "bisogno"

    :)
    non+autenticato
  • Corretto, grazieOcchiolino

    - Scritto da: Anonimo
    > E di cui spesso non ha neppure biogno...
    >
    > "bisogno"
    >
    > Sorride
  • la morale di parecchi interventi che ho letto qui sotto e':

    "un umanista non puo' programmare".


    qualcuno e' cosi' cortese di DIMOSTRARMI la validita' di questo enunciato?

    ho una laurea in filosofia e sto prendendone un'altra in matematica.

    io programmo, quando lo faccio, per divertimento e spesso e' successo che ho dato una mano -con qualche ottimo suggerimento- a degli amici informatici con i quali il rapporto e' ottimo.

    uno di questi poi si sta laureando in fisica teorica...ma allora una volta presa la laurea non sara' piu' "informatico"?
    oppure sara' un "fisico-informatico?"

    ed io: hi mi vieta, nonostante che sia "filosofo-(quasi)-matematico" di avere qualche buona idea e di tradurla in un buon programma?

    morale della favola (a mio parere):

    ....mamma mia, "informatici-professionisti-non-umanisti":

    quanto siete limitati!!!

    questo a casa mia si chiama ragionare a compartimenti stagni e non penso che porti a nulla di buono.

    ciauuuu, "boys"!



    non+autenticato
  • Tutta la mia solidarietà!!! (sono un altro filosofo che lavora nel webOcchiolino)
    Sergio
  • ciao,

    sono sempre quello che ha fatto il primo post.
    Ho dimenticato che -a parziale difesa di chi ragiona (penso in totale buona volonta') a compartimenti stagni- c'e' da notare che oramai da tempo immemorabile la cultura italiana si e' scissa in due: "umanistica" e "tecnico-scientifica".

    Io ho "assaggiato" tutte e due le "torte" e vi assicuro che sono:

    1) entrambe ghiottissime & gustosissime
    2) perfettamente digeribili & compatibili!

    ...mah forse non sono bravo a fare la pubblicita' ma un invito (anzi due...) mi sento di farlo:


    1) "Informatici": quando avete 2 minutini di tempo, provate a leggere la storia della filosofia occidentale di bertrand russell

    2) "Umanisti": quando avete 2 minutini di tempo, provate a leggere "i trent'anni che sconvolsero la fisica" di geroge gamow

    vi giuro che vi pago una cena se resterete delusi!.....


    ciao a tutti & gia' che ci sono compliment alla redazione per tutto l' "ensemble"!






    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ho dimenticato che -a parziale difesa di chi
    > ragiona (penso in totale buona volonta') a
    > compartimenti stagni- c'e' da notare che
    > oramai da tempo immemorabile la cultura
    > italiana si e' scissa in due: "umanistica" e
    > "tecnico-scientifica".

    Aveva ragione Gino Bramieri. Che, come tutti gli umoristi (v. Twain, Wodehouse, Campanile, Jerome...) era un ottimo filosofo.
    "Non esistono barzellette «nuove», solo barzellette che qualcuno non ha ancora sentito".

    E infatti eccoci qui su PI a rinverdire la disputa tra William Blake ("la scienza ha ridotto il mistero divino dell'esperienza immediata agli
    atomi di Democrito e alle particelle di luce di Newton"), e Charles Darwin (dall'autobiografia: "Milton mi appare intollerabilmente sciocco, e Shakespeare tanto noioso da provarne un malessere fisico").

    Atteggiamenti che, in mancanza di sostanza, si
    perpetuano (soprattutto, occorre dirlo per correttezza, da parte umanista) ancor oggi, negli innumerevoli epigoni dei due personaggi.
    Come ai tempi di Charles Snow (a cui si deve appunto l'espressione "due culture") vs F.R.
    Leavis, o come nella recente (e cocente) beffa di Alan D. Sokal.

    A quanto pare nessuno si è mai preso la briga di leggere (e capire !) J. D. Barrow, oppure Quine... scienza ed arte come facce complementari, ed ambedue indispensabili, di un'unica moneta.

    A discapito degli "informatici" vi è poi un ulteriore, grossolano equivoco: un informatico è solo un matematico applicativo specializzato. Dunque a fortiori un Matematico, un fisico teorico particolarmente versati nella logica e nell'uso del calcolatore e dei linguaggi di programmazione (scienza ed arte che s'apprende al 90% SUL CAMPO) possono fare ANCHE quello che fa un informatico in una vasta maggioranza di casi, che non dipendono da fogli di carta ma dall'inclinazione e capacità personale. Si possono altresì citare numerosi settori di nicchia nei quali, senza una solidissima preparazione matematica o fisico-modellistica specifica, l'informatico medio in-quanto-tale serve a poco o nulla davanti ad una tastiera, dai controlli industriali al calcolo numerico.
    E l'esperienza degli anni 80 dimostra che gli alfieri dell'informatica fattuale erano giustappunto matematici, fisici applicativi, ed anche ingegneri (elettronici, giocoforza). Esisteva una laurea in informatica, come no, filiata da matematica alla fine degli anni '60: ma frequentata pochissimo, per la verità, fino ai primi '90. Le statistiche del CNR e dei vari headhunters parlano assai chiaro in merito.
    non+autenticato
  • -
    > Ho dimenticato che -a parziale difesa di chi
    > ragiona (penso in totale buona volonta') a
    > compartimenti stagni- c'e' da notare che
    > oramai da tempo immemorabile la cultura
    > italiana si e' scissa in due: "umanistica" e
    > "tecnico-scientifica".
    >
    > Io ho "assaggiato" tutte e due le "torte" e
    > vi assicuro che sono:
    >
    > 1) entrambe ghiottissime & gustosissime
    > 2) perfettamente digeribili & compatibili!


    e per chi non ci credesse...
    http://www.enel.it/it/enel/magazine/golem/Puntata2...=
    SiN
    1120
  • - Scritto da: Anonimo
    > "un umanista non puo' programmare".
    > qualcuno e' cosi' cortese di DIMOSTRARMI la
    > validita' di questo enunciato?
    nessuno, suppongo.

    > ho una laurea in filosofia e sto prendendone
    > un'altra in matematica.
    congratulazioni.

    > io programmo, quando lo faccio, per
    > divertimento e spesso e' successo che ho
    > dato una mano -con qualche ottimo
    > suggerimento- a degli amici informatici con
    > i quali il rapporto e' ottimo.
    Io programmo per diletto e per professione. Consenti che ti esprima il mio punto di vista (da "formichina").
    Gli informatici, gli ingegneri informatici ed in genere i "tecnici del byte" vengono spesso accusati di "razzismo tecnologico" ogni volta che rivendicano le proprie competenze professionali. Pare che sia opinione diffusa che "per scrivere quattro righe di codice" non occorra una gran preparazione. Il risultato di questo atteggiamento e' che ci troviamo tra i piedi migliaia di sistemi software malfunzionanti, scomodi, irrazionali e chi piu' ne ha piu' ne metta, scritti da persone che non avevano le conoscenze necessarie. Il mercato dell'informatica e' rovinato da personaggi che falsano i costi lavorando per quattro soldi, con pesanti impatti sulla qualita' dei sistemi; potrei continuare per ore a descriverti il disagio di chi fa l'informatico di professione.

    Per carita', io non voglio istituire un sistema di caste chiuse, ma proprio non ci sto a sentirmi dire che il mio lavoro lo puo' fare chiunque. Questa e' una bugia enorme e credervi porta danni, tanto quanto credere che chiunque sia capace di insegnare, di scrivere sui giornali, di fare il cuoco ecc. ecc. ecc.


    > questo a casa mia si chiama ragionare a
    > compartimenti stagni e non penso che porti a
    > nulla di buono.

    puo' essere, ma dubito che tu ti faresti curare da un matematico o che affideresti la manutenzione della tua auto al fruttivendolo o il rifacimento del tuo impianto elettrico al dentista. Va bene, lo ammetto, non e' escluso a priori che il tuo dentista sia anche un genio degli interruttori, ma da qui a generalizzare...
    non+autenticato
  • > ogni volta che rivendicano le proprie
    > competenze professionali. Pare che sia
    > opinione diffusa che "per scrivere quattro
    > righe di codice" non occorra una gran
    > preparazione. Il risultato di questo
    > atteggiamento e' che ci troviamo tra i piedi
    > migliaia di sistemi software malfunzionanti

    Condivido al 100%
    La scorsa settimana ho messo mano ad un DB di un programma (scritto da questi informatici della domenica)... non era neppure normalizzato! Certo, il programma apparentemente "funzionava", ma l'archivio, come puoi ben immaginare, era un vero caos, con conseguente difficoltà nel recupero dei dati.
    non+autenticato
  • Ciao a tutti

    sono ancora quello che ha aperto il thread.
    OK: i denti me li faccio curare dal dentista ed il PC me lo faccio curare dall'informatico.

    ma chi e' ESATTAMENTE l'informatico?

    1) il laureato in informatica
    2) il laureato in informatica OR ingegneria
    3) ...

    non voglio fare polemica od offendere la professionalita' di nessuno, credetemi!

    il problema e' che ammetto che sull'argomento io sono il primo ad avere le idee poco chiare!!!

    ciao a tutti e comunque (senza scherzi) complimenti a tutti per la vostra "vivacita' intellettuale"!!


    non+autenticato
  • > ma chi e' ESATTAMENTE l'informatico?
    >
    > 1) il laureato in informatica
    > 2) il laureato in informatica OR ingegneria
    > 3) ...

    1) L'informatico (come professione) non esite, o meglio, si divide in: Programmatore, analista,tecnico,amministratore di sistema ecc..
    2) Per essere una figura legata all'informatica, prima di tutto si devono avere i titoli (diploma o laurea in informatica o affini). Non vedrai MAI un concorso pubblico come programmatore in cui NON chiedono un diploma o laurea in informatica o equivalenti, come NON potrai MAI iscriverti all'albo degli informatici se non hai un titolo di studio specifico, come NON verrai MAI chiamato da tribunali per fare perizie su apparati informatici se non hai i titoli per farlo, come non diventerai mai tecnico o insegnante di informatica ecc...

    Il problema è che gente che oggi, chiunque ha una conoscenza di base dell'informatica, si sente programmatore, analista, tecnico, amministratore di sistema ecc.. anche senza titoli o studi specifici e si buttano nell'informatica aprendo aziende, spacciandosi come esperti nel settore.
    Una cosa che dico sempre è questa: "Siamo in un mondo di informatici"

    ## mia opinione personale ##
    Tutti gli "informatici" autodidatti (quelli che imparano la programmazione a casa), li considero hobbisti e nulla più e difficilmente diventeranno capaci come chi ha studiato e ha le basi di informatica.
    #######################

    non+autenticato
  • > ## mia opinione personale ##
    > Tutti gli "informatici" autodidatti (quelli
    > che imparano la programmazione a casa), li
    > considero hobbisti e nulla più e
    > difficilmente diventeranno capaci come chi
    > ha studiato e ha le basi di informatica.
    > #######################

    Tutti gli informatici ad alti livelli hanno cominciato da hobbisti, poi possono anche aver proseguito con la laurea. Diversamente da altri campi, lo studio individuale ed hobbistico, ha una preponderanza su quello istituzionale. Uno non diventa Avvocato perchè a 16 anni si mette a studiare il codice civile, mentre un informatico si. In questo campo puoi anche prendere il pezzo di carta, ma sono la passione e l'approfondimento individuale che fanno la differenza. Gli esempi di persone che hanno fatto la storia dell'informatica senza laurea si sprecano. Linus Torvalds ha scritto un sistema operativo senza avere la laurea; l'italiano Arcangeli, uno dei principali programmatori del kernel di Linux, ha il diploma dell'ITIS...e potrei andare molto avanti.
    non+autenticato
  • Ciao,

    sono ancora quello della prima post.

    senti..saro' imbranato io (da buon filosofo e quasi-matematico...) ma con una ricerca su google l'albo dell'ordine degli informatici non l'ho trovato.
    mi puoi dare la URL?

    in compenso ho trovato che:

    1)l'odine degli ingegneri ha riservato agli specializzati in informatica una loro sezione d'albo

    2) diverse associazioni (AIP, ALSI, ecc) premono per avere un ordine

    ma finora niente....ovviamente se sbaglio sono ben felice di essere corretto.


    sbaglio?


    ciao a tutti



    non+autenticato
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