massimo mantellini

Contrappunti/ Prove tecniche di pay-per-news

di M. Mantellini - Dove andranno i lettori una volta inaugurata l'era delle news a pagamento? La transizione è iniziata, la confusione pure: non è chiaro quale sarà il modello vincente

Roma - Mentre negli USA il New York Times ha deciso di rimandare di un anno il passaggio parziale dei propri contenuti web ad un modello a pagamento, gli editori italiani stanno scaldando i motori. Qualche giorno fa, durante un incontro privato con i dipendenti di RCS, il direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli ironizzava sugli scarsi introiti derivati dalla vendita della applicazione per iPhone di Corriere.it. "Abbiamo incassato 50mila euro - avrebbe detto De Bortoli - per un gruppo che ha qualche miliardo di debiti converrete che non è male".

Le applicazioni per iPhone sembrano essere diventate il luogo della sperimentazione dei nuovi modelli economici editoriali e in questa scelta c'è qualcosa di paradossale. Il piccolo schermo degli smartphone non è certo l'interfaccia ideale per leggere le notizie, inoltre non si tratta di un tipo di terminale così diffuso. Le prove tecniche di passaggio al modello a pagamento sono poi caratterizzate da una certa confusione che gli editori contribuiscono ad alimentare. L'applicazione di Corriere.it per iPhone per esempio è stata prima gratuita, poi per un certo periodo è costata 2,39 euro, poi è ritornata gratuita ma con una scadenza di 15 giorni oltre i quali i contenuti vengono offerti in abbonamento. Ma la stessa richiesta viene estesa anche a quanti, avendo pagato il fee iniziale, erano convinti di non dover corrispondere ulteriori oboli. Insomma una discreta indecisione dalla quale sembra difficile uscire. C'è poi da chiedersi quanti lettori decideranno di pagare per accedere su iPhone a contenuti che per ora sono ancora disponibili gratuitamente sul sito web dell'editore.

La complicazione principale riguarda infatti la tempistica: non è immaginabile che il passaggio dal free al fee, anche una volta deciso, avvenga in maniera troppo graduale. Così come è difficile pensare che possa interessare in tempi differenti i diversi grandi editori. In realtà le domande angoscianti non finiscono qui: quanti lettori fluiranno ordinatamente altrove, nel momento in cui la gran parte dell'offerta editoriale passerà a pagamento? E dove andranno? Uno scenario del genere, dimenticando per un istante il dramma dei conti dell'industria editoriale, apre anche concrete e grandi attese per un universo delle news più piccolo e alternativo, fino a ieri relegato alla periferia ma comunque esistente, cresciuto in maniera disomogenea in questi anni e fatto di blog, siti di nanopublishing, quotidiani locali e magazine tematici solo web. I cambiamenti in atto, per la prima volta, rendono plausibile la sussistenza di nuovi progetti alternativi. Chiunque di voi desiderasse aprire un quotidiano su Internet sappia che oggi, nel momento in cui i grandi gruppi editoriali si accordano per chiedere soldi per i propri contenuti in rete, è il momento giusto per scendere in campo.
Rimanendo ai dolori dei vecchi editori, è piuttosto evidente che le formule di pagamento pensate da RCS per i propri contenuti su iPhone non funzioneranno. La cifra è giusta (5 euro al mese, 50 euro all'anno) ma l'offerta è quantitativamente troppo modesta per raggiungere un ampio pubblico. Non è possibile chiedere denaro ai propri lettori in relazione allo strumento utilizzato per raggiungerli.

Nelle valutazioni sui modelli economici utili in rete ci sono pochissime certezze: una di queste, nonostante molti continuino ostinatamente a citare il modello iTunes, è quella della necessità di tariffe flat. Io lettore - se davvero vuoi i miei soldi - ti pago un unico abbonamento per tutto. La maggior complicazione a questo modello viene dalla moltiplicazione della catena di intermediari. Un esempio potrebbero essere i contenuti editoriali su Kindle. Oggi l'unico editore italiano che offre il proprio quotidiano su Kindle è La Stampa. Non esiste una ragione al mondo per cui io lettore de La Stampa debba pagare 20 dollari al mese per leggere il quotidiano su Kindle, un abbonamento per accedere alla futura sezione a pagamento del sito web e magari un altro abbonamento per accedere agli stessi contenuti da iPhone. C'è tutta una nuova complicata sincronia da immaginare.

Ogni valutazione sulla efficacia di un passaggio dal gratuito ad un modello a pagamento sarà ovviamente possibile solo nel momento in cui gli editori decideranno di ridurre in maniera significativa la parte web gratuita dei propri siti (pagando un prezzo alto in termini di raccolta pubblicitaria) trasferendo i propri contenuti dietro il cancello riservato agli abbonati.Anche in questo caso si tratta di un equilibrio molto difficile che andrà ben calibrato fra informazioni (poche) che si sceglierà di rendere pubbliche e altre (molte) per le quali si chiederà denaro.

Molto interessante sarà osservare anche cosa avverrà a margine delle grandi manovre dei primi sperimentatori, specie nel momento in cui molti fornitori di contenuti autorevoli come il New York Times, hanno deciso di mantenere gran parte dei propri articoli di libera consultazione. Interamente per tutto il 2010 e in buona parte anche dopo. Se i grandi editori italiani stringeranno la corda non è difficile immaginare che altri soggetti editoriali occuperanno lo spazio lasciato libero. Si dice sempre che il modello economico legato basato sulla pubblicità sul web non è sufficiente per far quadrare i conti delle grandi imprese editoriali. È certamente vero. Ma ci stiamo comunque riferendo ad aziende che perdono molti soldi altrove e che oggi vedono il web come una possibile via per attenuare i propri deficit che vengono invece da assai più lontano.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo
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80 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Prove tecniche di pay-per-news
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  • una cosa e' un quotidiano online, simile o uguale alla versione in stampa, li magari con un prezzo ragionevole col tempo dei lettori si abbonano.

    poi c''e il sito web di un gironale, e' una cosa diversa dal quotidiano a stampa, e secondo me deve vivere di pubblicita online, forse al massimo di un abbonamento a bassissimo costo, tenete presente che gia si paga un abbonamento per accedere a intenet.. personalmente do una sguardata a parecchi siti web quotidiani, tra cui anche questo di PI, e compro anche un quotidiano a stampa.
    non+autenticato
  • Si potrebbe quasi chiamare "la scomparsa dei fatti" per citare il buon Travaglio.

    Non basta parlare sempre e solo di Kindle, Amazon, Kindle, DX, Amazon e Kindle. E un po' di Sony Reader, iCrap, e le altre amenità spacciate per rivoluzionari e-reader.

    Questa volta arriviamo al colmo: si parla dell'edizione digitale de La Stampa, e si dice che è "per kindle", quando invece tale edizione e-paper è nata per iLiad e poi arrivata sugli altri dispositivi in un formato generico non ottimizzato (mobipocket o epub, comunque sempre reflowable).

    Toh, Mantellini, documentati:
    http://forum.simplicissimus.it/test-panel/

    Il forum è quello della società che realizza, fra l'altro, le edizioni digitali della stampa.
  • - Scritto da: JosaFat
    > Si potrebbe quasi chiamare "la scomparsa dei
    > fatti" per citare il buon
    > Travaglio.
    [CUT]

    Questo thread verrà certamente bloccato. Comunque definire "buon" un tizio che confonde l'indagine sulla colpevolezza di una persona con la sua condanna, che confonde indizi con fatti e conclusioni chiare, che ribalta il concetto di presunta innocenza fino a prova contraria ritenendo più giusto quello di presunta colpevolezza fino a prova contraria, mi pare sinceramente una esagerazione.
    Forse sarà molto loquace e prolisso, ma certamente non "buono".
    non+autenticato
  • - Scritto da: pinco pallino
    > - Scritto da: JosaFat
    > > Si potrebbe quasi chiamare "la scomparsa dei
    > > fatti" per citare il buon
    > > Travaglio.
    > [CUT]
    >
    > Questo thread verrà certamente bloccato. Comunque
    > definire "buon" un tizio che confonde l'indagine
    > sulla colpevolezza di una persona con la sua
    > condanna, che confonde indizi con fatti e
    > conclusioni chiare, che ribalta il concetto di
    > presunta innocenza fino a prova contraria
    > ritenendo più giusto quello di presunta
    > colpevolezza fino a prova contraria, mi pare
    > sinceramente una
    > esagerazione.
    > Forse sarà molto loquace e prolisso, ma
    > certamente non
    > "buono".

    Sai, avendo a che fare con tizi che confondono bellamente condanne che non vengono scontate solo causa prescrizione con assoluzioni piene; che nonostante la magistratura ne chieda l'arresto per mafia e camorra vengono salvati dai colleghi parlamentari e continuano a stare in politica e addirittura al governo; che gridano al complotto ogni volta che gli arriva in testa qualche processo o che qualcuno tira fuori materiale compromettente; che danno mandato ai loro killer mezzo stampa e TV di fare sistematicamente fuori tutti quelli a loro sgraditi; che raccontano balle giorno e notte ("non alziamo le tasse, non c'è la crisi, siamo il partito dell'amore") pretendendo pure che tutti gli credano per forza, è evidente che qualcuno possa diventare un po' loquace e prolisso nel tentativo di, se non altro, raccontare punti di vista diversi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Civil Servant
    > - Scritto da: pinco pallino
    > > - Scritto da: JosaFat
    > > > Si potrebbe quasi chiamare "la scomparsa dei
    > > > fatti" per citare il buon
    > > > Travaglio.
    > > [CUT]
    > >
    > > Questo thread verrà certamente bloccato.
    > Comunque
    > > definire "buon" un tizio che confonde l'indagine
    > > sulla colpevolezza di una persona con la sua
    > > condanna, che confonde indizi con fatti e
    > > conclusioni chiare, che ribalta il concetto di
    > > presunta innocenza fino a prova contraria
    > > ritenendo più giusto quello di presunta
    > > colpevolezza fino a prova contraria, mi pare
    > > sinceramente una
    > > esagerazione.
    > > Forse sarà molto loquace e prolisso, ma
    > > certamente non
    > > "buono".
    >
    > Sai, avendo a che fare con tizi che confondono
    > bellamente condanne che non vengono scontate solo
    > causa prescrizione con assoluzioni piene; che
    > nonostante la magistratura ne chieda l'arresto
    > per mafia e camorra vengono salvati dai colleghi
    > parlamentari e continuano a stare in politica e
    > addirittura al governo; che gridano al complotto
    > ogni volta che gli arriva in testa qualche
    > processo o che qualcuno tira fuori materiale
    > compromettente; che danno mandato ai loro killer
    > mezzo stampa e TV di fare sistematicamente fuori
    > tutti quelli a loro sgraditi; che raccontano
    > balle giorno e notte ("non alziamo le tasse, non
    > c'è la crisi, siamo il partito dell'amore")
    > pretendendo pure che tutti gli credano per forza,
    > è evidente che qualcuno possa diventare un po'
    > loquace e prolisso nel tentativo di, se non
    > altro, raccontare punti di vista
    > diversi.

    Il fatto è che uno non può voler dare fiducia alla magistratura per qualcuno e non darla per qualcun'altro.
    Oltretutto se uno è prescritto, è innocente per definizione, altrimenti equivarrebbe considerare colpevoli di reati tutti gli indagati i cui processi sono stati prescritti fino ad ora, e quindi sostenere la colpevolezza in mancanza di prova contraria (il che sarebbe evidentemente da terzo mondo dittatoriale).
    non+autenticato
  • - Scritto da: pinco pallino

    > Oltretutto se uno è prescritto, è innocente per
    > definizione, altrimenti equivarrebbe considerare
    > colpevoli di reati tutti gli indagati i cui
    > processi sono stati prescritti fino ad ora, e

    no, al massimo è "non condannato".
    Poteva essere assolto, certo, ma non lo sapremo mai.
    Poteva anche essere condannato, e invece l'ha fatta franca.

    > quindi sostenere la colpevolezza in mancanza di
    > prova contraria (il che sarebbe evidentemente da
    > terzo mondo
    > dittatoriale).

    Mah, in Italia siamo talmente garantisti che un B. a caso può patteggiare senza dichiararsi colpevole, e automaticamente ottenere la prescrizione!
    Ca**o, patteggi? Vuol dire che sei colpevole, altrimenti andresti alla sentenza e incasseresti l'assoluzione. Almeno, in un Paese normale...
    Funz
    12979
  • - Scritto da: pinco pallino
    > Questo thread verrà certamente bloccato. Comunque
    > definire "buon" un tizio che confonde l'indagine
    > sulla colpevolezza di una persona con la sua
    > condanna, che confonde indizi con fatti e
    > conclusioni chiare, che ribalta il concetto di
    > presunta innocenza fino a prova contraria
    > ritenendo più giusto quello di presunta
    > colpevolezza fino a prova contraria, mi pare
    > sinceramente una
    > esagerazione.

    Nessuna confusione: lui parla di accuse, atti di proce
    ssi, condanne, assoluzioni. Al lettore sta trarre le sue conclusioni.
    Se poi uno ha l'impressione che siano tutti colpevoli a prescindere (non si sbaglia di tanto), è colpa di questa classe politica di delinquenti. Mica di Travaglio.

    La politica invece pretende che di certe cose proprio non se ne parli.
    Funz
    12979
  • - Scritto da: JosaFat
    > Si potrebbe quasi chiamare "la scomparsa dei
    > fatti" per citare il buon
    > Travaglio.
    >
    > Non basta parlare sempre e solo di Kindle,
    > Amazon, Kindle, DX, Amazon e Kindle. E un po' di
    > Sony Reader, iCrap, e le altre amenità spacciate
    > per rivoluzionari
    > e-reader.
    >
    > Questa volta arriviamo al colmo: si parla
    > dell'edizione digitale de La Stampa, e si dice
    > che è "per kindle", quando invece tale edizione
    > e-paper è nata per iLiad e poi arrivata sugli
    > altri dispositivi in un formato generico non
    > ottimizzato (mobipocket o epub, comunque sempre
    > reflowable).

    Si sapevo che la versione elettronica de La Stampa è fatta per l'ILiad che però è caro. Comunque ho letto le sue caratteristiche e sono buone.

    Convengo che questo modo approssimato di parlare non sia giustificato su un giornale tecnico. Poi sono generalmente infastidito, ma questo è un altro discorso, da chi paragona l'epaper con uno schermo lcd e fa confusione tra l'ipad e il kindle solo per essere molto trendy o per motivi oscuri comunque sguazzando nell'ignoranza.
  • - Scritto da: Sandro kensan
    > Si sapevo che la versione elettronica de La
    > Stampa è fatta per l'ILiad che però è caro.
    > Comunque ho letto le sue caratteristiche e sono
    > buone.

    Beh, almeno chi commenta è informatoSorride
    Comunque, sarà pur caro, ma anche l'iPhone, per dire. Non per questo bisogna dire che iTunes e l'AppStore di Apple sono per il Sony Ericsson W200.

    Mi chiedo perché gli articolisti spesso rispondano a chi li chiama in causa, ma quando si parla di e-paper, e in particolare di iRex, non lo facciano.
  • La versione per Kindle de La Stampa e' come tutti i file direttamente scaricabili dal kindle store in formato proprietario amazon (azw). Tutto il resto del discorso (da dove venga e dove vada la versione elettronica del La Stampa) mi pare totalmente ininfluente (pur se espresso con ammirevole veemenza). In ogni caso non ho capito francamente riguardo a cosa dovrei informarmi. Saluti
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 13 febbraio 2010 22.40
    -----------------------------------------------------------
  • Se non ha capito, vedrò di chiarire: Kindle (ma anche i Sony Reader e gli altri futuribili lettori tipo Alex, eeeReader, o iPad) non è il solo, né il primo.

    Leggendo gli articoli su PI, sembra che e-book sia equivalente a un libro acquistato sul bookstore di Amazon e letto con il Kindle. Ed è decisamente sbagliato, visto che questo lettore (come pure il Sony) è in vendita in Europa da pochissimo, mentre già da anni in Italia si vendono (e si comprano) i lettori della iRex e della Bookeen, prodotti tecnologicamente superiori, che hanno un approccio *aperto* alla lettura digitale, e non sono solo degli strumenti per legare il cliente al proprio store.

    Non si capisce perché, ma di questi prodotti non parlate mai, nonostante che, come da nome, PI dovrebbe essere un quotidiano tecnologico e italiano.

    E il suo riferimento a "La Stampa" che avrebbe realizzato una propria edizione digitale, per Kindle, è proprio un esempio di questo modo di dare notizie parziali. Dunque, se non conosce come è nata (e com'è) l'edizione digitale de "La Stampa", a quel link potrà trovare molte informazioni utili. Spero che non giudichi "ininfluente" avere una buona documentazione sugli argomenti di cui discetta. A mio parere, le potrà servire a eliminare l'equazione "e-book = Kindle".
  • Sul cartaceo i finanziamenti pubblici all’editoria sono distribuiti anche in base alla tiratura (non alla diffusione), quindi molti giornali stampano più del dovuto per prendere finanziamenti e mandano al macero l’invenduto.
    Che abbiano trovato un modo per far risultare tutti i clienti mobile potenziali fruitori del giornale perché potenzialmente paganti e riescano in a prendere una percentuale di finanziamenti grazie alla “tiratura digitale”?
    Teo_
    2640
  • ma vi siete già dimenticati l'articolo di debenedetti sul sole24ore? ovvero tassare ogni singolo dispositivo con connettività internet per aiutare gli editori con un contributo?

    prova ad immaginare, ogni singolo cellulare, chiavetta internet, adsl di casa.

    sono tempi pericolosi questi. specie in questo stivale, che ormai inizia a puzzare di piede sporco.
    non+autenticato
  • con un po' di deox vedi che la puzza se ne va XDDD

    certo che se vogliono la rivolta vera e propria si accomodino....la gente si sta stufando e parecchio pure....per me è meglio che non calchino troppo la mano
  • - Scritto da: Vindicator
    > ma vi siete già dimenticati l'articolo di
    > debenedetti sul sole24ore? ovvero tassare ogni
    > singolo dispositivo con connettività internet per
    > aiutare gli editori con un
    > contributo?

    Beh, lo fanno gia per l'equo compenso... probabilmente nella loro testa non è nemmeno cosi' assurdo.

    Sarà il prossimo futuro dell'imprenditoria... è in crisi il tessile? Tassiamo qualsiasi dispositivo che si possa inserire in una tasca (cellulare, walkman). E' in crisi la vendita di frutta? Tassiamo tutti i dispositivi apple o somiglianti.

    > sono tempi pericolosi questi. specie in questo
    > stivale, che ormai inizia a puzzare di piede
    > sporco.

    Bisogna lottare per l'elezione diretta dei rappresentanti in parlamento, abolire questa merda di legge elettorale e tornare ad esprimere la preferenza (come e più di prima). Dici o fai una minchiata il prossimo giro stai a casa a riflettere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome e cognome
    > Bisogna lottare per l'elezione diretta dei
    > rappresentanti in parlamento, abolire questa
    > merda di legge elettorale e tornare ad esprimere
    > la preferenza (come e più di prima). Dici o fai
    > una minchiata il prossimo giro stai a casa a
    > riflettere.

    Io sarei più drastico. Ormai il pubblico italiano si è abituato alle nomination e a far uscire "dalla caaaasa" il personaggio meno simpatico.
    Fai o dici una vaccata? Fuori dal parlamento, e a pulire le stalle!
  • - Scritto da: JosaFat
    > - Scritto da: nome e cognome
    > > Bisogna lottare per l'elezione diretta dei
    > > rappresentanti in parlamento, abolire questa
    > > merda di legge elettorale e tornare ad esprimere
    > > la preferenza (come e più di prima). Dici o fai
    > > una minchiata il prossimo giro stai a casa a
    > > riflettere.
    >
    > Io sarei più drastico. Ormai il pubblico italiano
    > si è abituato alle nomination e a far uscire
    > "dalla caaaasa" il personaggio meno
    > simpatico.
    > Fai o dici una vaccata? Fuori dal parlamento, e a
    > pulire le
    > stalle!
    meraviglioso... facessero un referendum su questo, passerebbe di sicuro. C'e' solo un caxxo di problema.. a che gestore telefonico affidabile diamo in mano l'ammazzamento di un politico?Sorride
    non+autenticato
  • doic telekom
  • vuoi farmi pagare?

    cambio canale e bonanotte.

    ma di che vi spaventate? credete davvero che alla gente prema pagare per sapere quel che pubblicano nel corriere? ma non avete ancora capito che leggono solo i trafiletti dei feed rss appena dopo la pausa pranzo?

    il 99% di quel sito non se lo fila _N_E_S_S_U_N_O_
    non+autenticato
  • Sono d'accordo. Io, come quasi tutti, leggo i giornali online solo perché sono gratis. Vogliono farsi pagare? Se li tengano, non sono disposto a pagare per venire a conoscenza di fatti che, bene o male, sono di pubblico dominio. e, se proprio devo pagare, il giornale me lo compro di carta. Così almeno, dopo averlo letto, mi ci posso pulire il c...
    non+autenticato
  • Ricomincierò a comprare il giornale di carta. E tanti saluti.
    non+autenticato
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