Claudio Tamburrino

Internet: i giovani non usano precauzioni

Italiani i meno responsabili. Nella giornata della sicurezza online, aziende e istituzioni non risparmiano parole per sottolineare i pericoli dell'inconsapevolezza

Internet: i giovani non usano precauzioniRoma - Oggi è il Safer Internet Day 2010, la giornata europea per la sicurezza in Rete organizzata da InSafe, ovvero la rete europea di cooperazione per la promozione dell'uso sicuro di Internet costituita e cofinanziata dalla Commissione Europea.

La giornata vedrà il susseguirsi di una serie di iniziative in ogni paese dell'UE, volte a sensibilizzare sul tema dei pericoli che si nascondono in Rete e in particolare, quest'anno, sulla necessità di comprendere che qualsiasi cosa si posta in Rete può arrivare potenzialmente a chiunque. Fra i consigli: selezionare gli amici online di cui ci si può fidare, non divulgare foto potenzialmente imbarazzanti per sé o per altri, usare correttamente le impostazioni per la privacy offerte dai social network.

In tale occasione Microsoft mostra una ricerca condotta in 11 paesi europei su 14 mila utenti (sia genitori che minori), fotografando un quadro di inconsapevolezza diffusa tra i navigatori della Rete. Il 79 per cento dei teenager europei, infatti, ha oggi almeno una propria pagina su un social network e il 43 per cento ritiene sia pienamente sicuro postare e condividere informazioni personali attraverso i social media: tanto da inserire online anche dati e riferimenti particolarmente sensibili. Ciò ha determinato che due terzi dei teenager europei fossero contattati online da sconosciuti.
L'Italia, poi, ha il primato su questo dato, arrivando a contare il 73 per cento di adolescenti che hanno contatti con sconosciuti. Il 26 per cento dei ragazzi italiani, poi, condivide il proprio indirizzo di casa, poco più della metà indica il nome della propria scuola, addirittura il 76 per cento si scambia foto e video anche di amici e il 59 l'indirizzo di posta elettronica o di instant messaging. Non solo: più del 46 per cento dei ragazzi spesso risponde online a persone non fidate.

Secondo lo studio di Microsoft, inoltre, la situazione non sarebbe arginabile con il contrllo dei genitori: il 59 per cento si dichiara sereno rispetto alla navigazione in Rete dei propri ragazzi, convinto che sappiano adottare tutte le precauzioni per proteggere e condividere responsabilmente le informazioni online e il 40 per cento non controlla affatto le navigazioni o i post pubblicati. Solo 1 su 10 si è dotato di un sistema di parental control e appena il 15 per cento limita l'utilizzo di Internet al PC "condiviso" del soggiorno. D'altronde, anche se il 77 per cento dei genitori si dichiara abbastanza esperto di computer, a sentire i giovani sarebbero solo poco più della metà ad avere sufficienti competenze tecniche.

Poprio la mancanza di consapevolezza, sia degli adulti che dei ragazzi, sarebbe la causa di tali sconsideratezze. Per questo le istituzioni hanno deciso di produrre alcuni spot in tutte le lingue dell'UE dal titolo "Think B4 U post!" (tradotto in italiano "Posta con la testa").

Per i bambini nel Regno Unito è stata anche preparata dalla Child Exploitation and Online Protection Centre (Ceop) una campagna specifica con cartoni animati che spiegano l'importanza di non condividere dati personali con sconosciuti: l'80 per cento dei bambini oggi usano Internet, per questo è importante iniziare con contenuti adeguati e con l'educazione fin dai primi anni di scuola.

Jim Gamble, vertice del Ceop, ha colto l'occasione per sottolineare l'assurdità di alcune realtà, come il fatto che a molti bambini sia resa accessibile la webcam: "Questo è il mondo in cui viviamo" ha sentenziato. Per questo alcuni siti sono stati dotati di un bottone per "segnalare un abuso", che ha già permesso di disinnescare situazioni potenzialmente molto pericolose.

Sul banco degli imputati ideale di questa giornata, inoltre, i social network e le tecnologie correlate che permettono di postare foto, video e altri materiali sensibili (propri ma anche di amici), senza rendersi conto di rischi e con grande facilità. Il fenomeno di video e foto con il telefonino, per esempio, in Italia ha avuto una forte eco sui media.

Aziende hanno affermato tutto il loro impegno a tutelare i giovani: la statistica fornita da Microsoft è stata anche l'occasione per ribadire il proprio impegno e interesse per l'argomento. Così Microsoft Italia guiderà il proggetto SicuramenteWeb che, in collaborazione con il Ministero della Gioventù, quello delle Comunicazioni, la Polizia Postale e Save the Children, porterà nelle scuole e sulle pagine dei quotidiani locali oltre 650 dipendenti con l'obiettivo di educare ed informare.

Non è mancato poi l'intervento del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni: "Il futuro dei nostri giovani, le loro opportunità di crescita sono e saranno sempre più nella Rete. Da una parte dobbiamo quindi garantire a tutti i ragazzi l'accesso alla nuova società digitale, dall'altra rendere quest'ultima un luogo sicuro e senza rischi in particolare per le nuove generazioni".



Claudio Tamburrino
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78 Commenti alla Notizia Internet: i giovani non usano precauzioni
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  • Pensavo le nuove generazioni sarebbero stati un esercito di hacker furbissimi e capacissimi ...

    Invece sn molto deluso sembrano tutti dei vecchi babbi che non sanno manko settare i livelli di provicy...

    Vivono su facebook e nn sanno mandare una mail.

    Il che non cambia nulla alla mia persona però alla società forse si e mi dispiace...
    non+autenticato
  • complimenti per il titolo...
    non+autenticato
  • Il fatto che i genitori(e gli italiani in generale), si ritengono esperti di computer è già comitragica di suo,io riparo PC da10anni, li conosco abbastanza bene, ho anche progammato, e non mi ritengo un esperto, so usare abbastanza bene il pc ma un esperto è tutt'altro, un esperto in questo momento è al MIT.
    PS, le persone sono convinte di essere esperti perchè sanno mettere le scritte tutte rosa sbrilluccicose su myspace, o perchè riescono andare su youporn(con conseguente vanto con gli amici)
    non+autenticato
  • - Scritto da: wolfintheda rk
    > Il fatto che i genitori(e gli italiani in
    > generale), si ritengono esperti di computer è già
    > comitragica di suo,io riparo PC da10anni, li
    > conosco abbastanza bene, ho anche progammato, e
    > non mi ritengo un esperto, so usare abbastanza
    > bene il pc ma un esperto è tutt'altro, un esperto
    > in questo momento è al
    > MIT.
    > PS, le persone sono convinte di essere esperti
    > perchè sanno mettere le scritte tutte rosa
    > sbrilluccicose su myspace, o perchè riescono
    > andare su youporn(con conseguente vanto con gli
    > amici)

    Senza tirare in ballo il MIT, utente esperto e' colui che riesce ad usare il computer anche senza il mouse.
  • > Senza tirare in ballo il MIT, utente esperto e'
    > colui che riesce ad usare il computer anche senza
    > il
    > mouse.

    Un vero esperto (informatico) e' quello che il computer non lo usa per pensare gli algoritmi e mediamente sa molta ma molta matematica.
    Tutti gli altri si chiamano utenti utilizzatori e programmatori (di basso livello).
    non+autenticato
  • I am not able rightly to apprehend the kind of confusion of ideas that could provoke such a sentence.
  • - Scritto da: panda rossa

    > Senza tirare in ballo il MIT, utente esperto e'
    > colui che riesce ad usare il computer anche senza
    > il
    > mouse.

    Ma anche no, questa definizone è ridicola.
    E' colui che ha una profonda conoscenza dello strumento informatico, che sa scegliere esattamente cosa gli serve per fare ciò che deve e lo sa usare.
    Se deve fare CAD usa il mouse, se deve scrivere la tastiera, se deve usare normalmente il PC usa mouse, tastiera, trackpad e quant'altro ma è in grado anche di usare soluzioni alternative (se non va il mouse usa la tastiera e via). Sa scegliere il SW in base alle esigenze e non si lascia prendere dalle discussioni Win-Mac-GNU/Linux-BSD-Solaris-QNX o altri, semplicemente valuta e decide, l'unico metro di giudizio ammesso è: "Fa quello che voglio, come lo voglio, alle mie condizioni e nella maniera migliore possibile."
  • - Scritto da: DarkSchneider
    > - Scritto da: panda rossa
    >
    > > Senza tirare in ballo il MIT, utente esperto e'
    > > colui che riesce ad usare il computer anche
    > senza
    > > il
    > > mouse.
    >
    > Ma anche no, questa definizone è ridicola.
    > E' colui che ha una profonda conoscenza dello
    > strumento informatico, che sa scegliere
    > esattamente cosa gli serve per fare ciò che deve
    > e lo sa
    > usare.

    Per l'appunto. Una profonda conoscenza dello strumento informatico presuppone il sapere come interfacciarsi con il sistema operativo e gli applicativi mediante tutti gli input devices, e non solo quello con la pallina sotto.

    > Se deve fare CAD usa il mouse,
    Ma anche no: per tracciare un segmento dal punto (x,y) al punto (x1, y1) e' molto piu' preciso digitare le coordinate da tastiera.

    > se deve scrivere
    > la tastiera, se deve usare normalmente il PC usa
    > mouse, tastiera, trackpad e quant'altro ma è in
    > grado anche di usare soluzioni alternative (se
    > non va il mouse usa la tastiera e via).

    Appunto, ma deve saperla usare la tastiera...

    > Sa
    > scegliere il SW in base alle esigenze e non si
    > lascia prendere dalle discussioni
    > Win-Mac-GNU/Linux-BSD-Solaris-QNX o altri,
    > semplicemente valuta e decide, l'unico metro di
    > giudizio ammesso è: "Fa quello che voglio, come
    > lo voglio, alle mie condizioni e nella maniera
    > migliore
    > possibile."

    ...e al miglior prezzo possibile.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: DarkSchneider
    > > - Scritto da: panda rossa
    > >
    > > > Senza tirare in ballo il MIT, utente esperto
    > e'
    > > > colui che riesce ad usare il computer anche
    > > senza
    > > > il
    > > > mouse.
    > >
    > > Ma anche no, questa definizone è ridicola.
    > > E' colui che ha una profonda conoscenza dello
    > > strumento informatico, che sa scegliere
    > > esattamente cosa gli serve per fare ciò che deve
    > > e lo sa
    > > usare.
    >
    > Per l'appunto. Una profonda conoscenza dello
    > strumento informatico presuppone il sapere come
    > interfacciarsi con il sistema operativo e gli
    > applicativi mediante tutti gli input devices, e
    > non solo quello con la pallina
    > sotto.
    >

    Ok ma la tua definizione era estremamente riduttiva.

    > > Se deve fare CAD usa il mouse,
    > Ma anche no: per tracciare un segmento dal punto
    > (x,y) al punto (x1, y1) e' molto piu' preciso
    > digitare le coordinate da
    > tastiera.
    >
    Beh, rotazioni, zoom, fence per dire operazioni banali, un CAD con la sola tastiera lo vedo duro da disegnare.

    > > se deve scrivere
    > > la tastiera, se deve usare normalmente il PC usa
    > > mouse, tastiera, trackpad e quant'altro ma è in
    > > grado anche di usare soluzioni alternative (se
    > > non va il mouse usa la tastiera e via).
    >
    > Appunto, ma deve saperla usare la tastiera...
    >

    ovvio ma non è quella la discriminante.

    > > Sa
    > > scegliere il SW in base alle esigenze e non si
    > > lascia prendere dalle discussioni
    > > Win-Mac-GNU/Linux-BSD-Solaris-QNX o altri,
    > > semplicemente valuta e decide, l'unico metro di
    > > giudizio ammesso è: "Fa quello che voglio, come
    > > lo voglio, alle mie condizioni e nella maniera
    > > migliore
    > > possibile."
    >
    > ...e al miglior prezzo possibile.

    L'ho implicitamente incluso nelle condizioni, alla fine potrebbe benissimo essere preferibile un Sistema più costo se nel lungo periodo si rivela più efficiente o, perchè no, permette di risparmiare sui costi di formazione perchè più semplice da usare o sulla manutenzione. Valutare l'aspetto economico come preponderante potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio e portare costi maggiori in seguito. Ovviamente più in la del budget non si può andare.
  • - Scritto da: DarkSchneider

    > Ok ma la tua definizione era estremamente
    > riduttiva.

    Era un modo semplice per descrivere un test banale, che funziona alla perfezione.

    >
    > > > Se deve fare CAD usa il mouse,
    > > Ma anche no: per tracciare un segmento dal punto
    > > (x,y) al punto (x1, y1) e' molto piu' preciso
    > > digitare le coordinate da
    > > tastiera.
    > >
    > Beh, rotazioni, zoom, fence per dire operazioni
    > banali, un CAD con la sola tastiera lo vedo duro
    > da disegnare.

    Vabbe' ma anche tu mi vai a prendere il CAD come controesempio.
    Il CAD e' una applicazione ben precisa, usata da utenti consapevoli, che conoscono bene sia l'applicazione sia quello che stanno facendo.
    E comunque non si richiede che un buon utilizzatore di cad sia anche un buon utilizzatore di computer.

    Io per esempio il cad non lo so usare: non sono capace, non mi ci metto, non e' mestiere mio.

    > > ...e al miglior prezzo possibile.
    >
    > L'ho implicitamente incluso nelle condizioni,
    > alla fine potrebbe benissimo essere preferibile
    > un Sistema più costo se nel lungo periodo si
    > rivela più efficiente o, perchè no, permette di
    > risparmiare sui costi di formazione perchè più
    > semplice da usare o sulla manutenzione. Valutare
    > l'aspetto economico come preponderante potrebbe
    > rivelarsi un'arma a doppio taglio e portare costi
    > maggiori in seguito. Ovviamente più in la del
    > budget non si può
    > andare.

    Aggiungiamo al capitolo "costi" anche il formato libero da produrre.

    Che se un domani la Autodesk dovesse chiudere, sai dove se li mettono tutti quanti i loro files.dwg?
  • - Scritto da: panda rossa

    > Vabbe' ma anche tu mi vai a prendere il CAD come
    > controesempio.
    > Il CAD e' una applicazione ben precisa, usata da
    > utenti consapevoli, che conoscono bene sia
    > l'applicazione sia quello che stanno
    > facendo.
    > E comunque non si richiede che un buon
    > utilizzatore di cad sia anche un buon
    > utilizzatore di
    > computer.
    >
    Si, è un esempio particolare, era solo per mettere in risalto che il rifiuto totale di un dispositivo non sia comunque sintomo di buon utilizzatore.

    > Aggiungiamo al capitolo "costi" anche il formato
    > libero da
    > produrre.
    >
    > Che se un domani la Autodesk dovesse chiudere,
    > sai dove se li mettono tutti quanti i loro
    > files.dwg?

    Beh Formati e protocolli standard e con specifiche pubbliche sono fondamentali per la libera scelta. Sinceramente ritengo che siano i punti principali sui quali battersi, open & closed passano in secondo piano, quando l'accesso alle informazioni ed ai dati è libero, il modello di sviluppo del front end è secondario.
  • Se deve fare CAD usa il mouse

    da quando ? autocad si usa con la tastiera.
    esempio ? http://www.logickeyboard.com/images/varekort/2009/...
    uno dei millemila modelli di tastiere studiate per autocad.
    il mouse si usa pochissimo, se non ZERO.
    non+autenticato
  • vabbè ma questi sono gli utenti che si ritengono "esperti" di pc perché ieri hanno installato linux e oggi hanno scritto "sudo apt-get upgrade", ovviamente senza sapere perché l'hanno scritto
    riguardo ad autocad, chi lo fa di mestiere usa solo la tastiera su autocad, io sinceramente non sono capace nemmeno col mouse a tracciare una riga dritta, ma non è il mio lavoro, conosco gente che con autocad progetta palazzi senza usare il mouse e sono assurdamente veloci
    non+autenticato
  • Think before you post

    semmai sarà "pensa prima di postare" non "posta con la testa"

    anche perché a quanto pare molti la testa ce l'hanno ma non pensano
    Occhiolino

    Claudio
  • Piu' che altro si rischiano un sacco di bernoccoli...
    non+autenticato
  • Laureata in giurisprudenza 110lode.

    Questa registrazione

    http://www.youtube.com/watch?v=MTMKeEfEwL4

    (1/3, gli altri nel mio canale)

    l'ho fatta con un telefono messo sotto gli occhi dell'altra persona.
    Una utente Facebook che due mesi prima si era lamentata di Google Latitude dicendo: "ma La Gente non si preoccupa di queste violazioni della privacy?".

    Sempre "Gli Altri". Persone infantili che scappano per mancanza di fiducia in se stessi ("sicurezza basale"), paura del futuro, della morte, dell'infelicita' (di cui non ricordano il significato originale; Eudamonia; cioe' molto piu' gonfio di sfumature del nostro termine moderno).

    E quando li cogli in flagrante si sentono talmente stupidi da dare fuoco a te che glielo hai fatto notare, piuttosto che rendersi conto di dover essere piu' fiduciosi sia con te che con gli sconosciuti PROPRIO PER fare l'enforcement di "medaglie" (ie: due lati) come onore&dignita' nel caso di politica e commercio,

    http://www.beppegrillo.it/

    amore&responsabilita' nel caso di amici/amanti/familiari

    http://www.youtube.com/watch?v=La7uJSnzi7c

    esperienza gia' maturata (e per la quale abbiamo gia' pagato prezzi altissimi) nel caso delle tecnologie dell'informazione

    http://www.winstonsmith.org/

    Se i giovani non mettono impegno sulla privacy e' perche' chi ha quell'esperienza non e' messo in grado di parlare loro al posto di chi non ce l'ha o, peggio, la sfrutta per usarli (es: per fargli comprare i gadget del personaggio cinematografico, i servizi SaaS di Google&Co, etc).

    E' come quando in TV si vede parlare di droga il vippetto del momento, viziato di bacchettoneria, al posto del prof sardo che l'ha studiata tutta la vita in un laboratorio e tra le persone. In questo senso la recente uscita di Morgan e' stata importante... il PWS e' importante... tutti coloro che sono cresciuti con un computer in mano - tecnologia che magari tende ad essere miniaturizzata in cellulari e nanocosi, ma di cui non cambia la sostanza e di certo non scompare - sono importanti.

    Se quando a Ballaro' hai Rodota', tecnico sopraffino, con esperienza pluridecennale sulla privacy, ma non lo fai parlare perche' la squaletta del partitello politico - cresciuta a pnl&marketing - lo aggredisce retoricamente in continuazione, e' chiaro che poi i risultati sono questi.

    Augh!
  • - Scritto da: mik.fp
    > Laureata in giurisprudenza 110lode.
    >
    > Questa registrazione
    >
    > http://www.youtube.com/watch?v=MTMKeEfEwL4
    >
    > (1/3, gli altri nel mio canale)
    >
    > l'ho fatta con un telefono messo sotto gli occhi
    > dell'altra
    > persona.
    > Una utente Facebook che due mesi prima si era
    > lamentata di Google Latitude dicendo: "ma La
    > Gente non si preoccupa di queste violazioni della
    > privacy?".
    >
    > Sempre "Gli Altri". Persone infantili che
    > scappano per mancanza di fiducia in se stessi
    > ("sicurezza basale"), paura del futuro, della
    > morte, dell'infelicita' (di cui non ricordano il
    > significato originale; Eudamonia; cioe' molto
    > piu' gonfio di sfumature del nostro termine
    > moderno).
    >
    > E quando li cogli in flagrante si sentono
    > talmente stupidi da dare fuoco a te che glielo
    > hai fatto notare, piuttosto che rendersi conto di
    > dover essere piu' fiduciosi sia con te che con
    > gli sconosciuti PROPRIO PER fare l'enforcement di
    > "medaglie" (ie: due lati) come onore&dignita' nel
    > caso di politica e commercio,
    >
    >
    > http://www.beppegrillo.it/
    >
    > amore&responsabilita' nel caso di
    > amici/amanti/familiari
    >
    > http://www.youtube.com/watch?v=La7uJSnzi7c
    >
    > esperienza gia' maturata (e per la quale abbiamo
    > gia' pagato prezzi altissimi) nel caso delle
    > tecnologie
    > dell'informazione
    >
    > http://www.winstonsmith.org/
    >
    > Se i giovani non mettono impegno sulla privacy e'
    > perche' chi ha quell'esperienza non e' messo in
    > grado di parlare loro al posto di chi non ce l'ha
    > o, peggio, la sfrutta per usarli (es: per fargli
    > comprare i gadget del personaggio
    > cinematografico, i servizi SaaS di Google&Co,
    > etc).
    >
    > E' come quando in TV si vede parlare di droga il
    > vippetto del momento, viziato di bacchettoneria,
    > al posto del prof sardo che l'ha studiata tutta
    > la vita in un laboratorio e tra le persone. In
    > questo senso la recente uscita di Morgan e' stata
    > importante... il PWS e' importante... tutti
    > coloro che sono cresciuti con un computer in mano
    > - tecnologia che magari tende ad essere
    > miniaturizzata in cellulari e nanocosi, ma di cui
    > non cambia la sostanza e di certo non scompare -
    > sono
    > importanti.
    >
    > Se quando a Ballaro' hai Rodota', tecnico
    > sopraffino, con esperienza pluridecennale sulla
    > privacy, ma non lo fai parlare perche' la
    > squaletta del partitello politico - cresciuta a
    > pnl&marketing - lo aggredisce retoricamente in
    > continuazione, e' chiaro che poi i risultati sono
    > questi.
    >
    > Augh!

    In Italia non tutti perseguono alti ideali...e soprattutto il sistema
    non crede nell'expertise...non ci ha mai creduto...ne quando c'era la DC ne quando c'era il PD...ne ora che c'e' il PDL...poi questo e' un paese
    che e' stato totalmente inquinato dallo statalismo...poche persone credono
    in loro stesse e nelle loro capacita'...poche persone spengono la tv quando parla di cronaca nera...o propaganda la solita retorica del
    "futuro nero"...altrove la gente e' incoraggiata ad innovare ed a darsi da fare... qui viene insultata derisa... e demotivata....
    tu credi veramente che la gente lasci il proprio indirizzo di casa sui social network ?
    Io non ho mai visto nessuno profilo con l'indirizzo di casa...!!!
    E' il solito studio commissionato dai governi per dimostrare la loro tesi...ossia che internet e' il "regno del male"...e la censura e' fatta per il bene dei cittadini...tutte cavolate...ovviamente!!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Franky
    > - Scritto da: mik.fp
    > > Laureata in giurisprudenza 110lode.
    > >

    > > Se quando a Ballaro' hai Rodota', tecnico
    > > sopraffino, con esperienza pluridecennale sulla
    > > privacy, ma non lo fai parlare perche' la
    > > squaletta del partitello politico - cresciuta a
    > > pnl&marketing - lo aggredisce retoricamente in
    > > continuazione, e' chiaro che poi i risultati
    > sono
    > > questi.
    > >
    > > Augh!
    >

    > E' il solito studio commissionato dai governi per
    > dimostrare la loro tesi...ossia che internet e'
    > il "regno del male"...e la censura e' fatta per
    > il bene dei cittadini...tutte
    > cavolate...ovviamente!!!!

    La genuinita' dello studio in questione non la conosco, Franky. Io al piu' posso riportare quello che vedo intorno a me.
    E intorno a me, oltre alla mia ex riportata qui sopra, vedo il ragazzo che la settimana scorsa mi chiede di Facebook e io gli posso dire solo "te sei iscritto col tuo nome vero: bravo coglione", mi fa vedere una gnocca e mi chiede "ma e' vera?" dopo averci chattato per mesi... gli e' venuto qualche dubbio...

    E poi penso a tutti quelli che magari attribuiscono autorevolezza alle fotine dei profili, o a titoli di carta, o a ... immagine insomma.

    E infine penso al modello implicitamente pericoloso (in termini di privacy) su cui si basa Facebook. SaaS. I dati che risiedono su server ignoti, nella cloud, piuttosto che sulla propria macchina.
    Se stanno sulla tua macchina li puoi poi comunicare con controllo granulare; perche' ovviamente vanno comunicati, ma controllandone la divulgazione granularmente... non di certo mettendoli su una macchina remota, di un'altra giurisdizione, di un altro circuito infoeconomico che coniuga - tra le altre cose - la propria giurisdizione con una delle capacita' belliche piu' pericolose del mondo.
    Inoltre la privacy e' una questione individuale; la piu' individuale di tutte; e' una speculazione sul proprio nome. Se non se ne occupa ogni singolo individuo i risultati dello studio sono credibili. Non e' un caso che nella nostra Costituzione c'e' un articolo - tra i primi - che parla del nome...

    Insomma, la gestione della propria privacy in un mondo connesso, dovrebbe essere insegnata nelle scuole; e quindi e' bene che il problema sia sollevato anche se poi magari studi come questi sono strumentalizzati, e i temi parassitati, dal politico di turno. Tanto quelli mettono il cappello su qualunque cosa... non a caso andrebbero eliminati e il movimento di opinione che li vuole fuori dalle scatole cresce costantemente... oggi (come gia' 40 anni fa) siamo tutti abbastanza istruiti da non aver piu' bisogno dei pastori.
  • - Scritto da: mik.fp
    > E intorno a me, oltre alla mia ex riportata qui
    > sopra, vedo il ragazzo che la settimana scorsa mi
    > chiede di Facebook e io gli posso dire solo "te
    > sei iscritto col tuo nome vero: bravo coglione",
    > mi fa vedere una gnocca e mi chiede "ma e' vera?"
    > dopo averci chattato per mesi... gli e' venuto
    > qualche dubbio...
    Giusto l'altra sera io e un mio amico ci siamo registrati con un profilo fasullo su facebook tanto per farci i cazzi degli altri e non farci riconoscere (e come da copione tutti i nostri amici hanno prima accettato l'amicizia e poi chiesto chi è, alcuni l'hanno capito subito altri ancora non lo sanno però l'amicizia l'hanno accettata comunque), lui voleva vedere cosa ha di tanto attraente facebook e l'ho accontentato.
    Io sinceramente non mi iscriverò mai, e se per caso dovessi farlo mi iscriverei come ragazza sui 17-20 anni, giusto per farmi quattro risate alle varie proposte dei predatori sessuali.
    Wolf01
    3342
  • io penso a chi attribuisce autorevolezza a wikipedia "perché sta scritto su internet" invece, guarda un po'...
    facebook non c'entra niente (non che mi piaccia, anzi, mi fa abbastanza schifo), il discorso è che le persone saranno sempre di più a loro agio se gli altri gli dicono cosa è vero e cosa no (se facebook mi dice che questa è una ragazza con la sesta sarà vero no? sta scritto su internet)
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > io penso a chi attribuisce autorevolezza a
    > wikipedia "perché sta scritto su internet"
    > invece, guarda un
    > po'...
    > facebook non c'entra niente (non che mi piaccia,
    > anzi, mi fa abbastanza schifo), il discorso è che
    > le persone saranno sempre di più a loro agio se
    > gli altri gli dicono cosa è vero e cosa no (se
    > facebook mi dice che questa è una ragazza con la
    > sesta sarà vero no? sta scritto su
    > internet)

    Ma questo e' inevitabile e indipendente dal media.

    Scusa, come fai a sapere cosa e' accaduto ... che so ... in Iran, ieri? Chiedi a qualcuno. Ma anche fosse nel tuo ufficio/scuola, nella casa affianco, mentre tu invece eri a casa tua: come fai a sapere cosa accade? Chiedi a qualcuno. Che sia un giornalista in TV o un tuo amico che e' li' in quel posto... poco cambia... se entrambi hanno motivo di mentirti (ie: dolo), o entrambi hanno valutato male una situazione (ie: errore), entrambi ti riporteranno una informazione sbagliata.

    Internet ti permette di chiedere a tante persone, evitare quelle che ti hanno gia' dimostrato essere inaffidabili, e farti un'idea ricca di diversita' fornita da ognuna di quelle persone; in tempi rapidissimi.
    E dare quindi una tua risposta probabilistica alla domanda che ti eri posto; e risposta statisticamente piu' verosimile di quanto possa fare il solito giornalista su uno dei 7 canali televisivi o una delle 20 testate nazionali; cioe' ti evita di doverti chiedere se una cosa e' vera o falsa; e magari rimanere piantato a chiedertela all'infinito perche' e' una cosa non decidibile (ti manca informazione necessaria, o non puoi andare a toccare con mano, etc); "tutto qui". E wikipedia fa la stessa cosa usando una wiki; "tutto qui".

    Se tu dai per buono il teorema d'incompletezza, d'indeterminazione, e un'altro centinaio di teorie ed evidenze empiriche, ti rendi conto che la verita' e la falsita' sono funzioni di probabilita'... non dei valori assoluti. Allora ci aggiungi un po' di curiosita' per la vita, un po' di paranoietta da PubblicoMinistero/Rasta, etc... e cercando, cercando, cercando... ottieni una immagine sempre piu' nitida.

    Non e' nulla di nuovo. Con Internet e' solo piu' efficiente, rapido, e meno manipolabile da chi campa di fesserie.
  • - Scritto da: ...
    > io penso a chi attribuisce autorevolezza a
    > wikipedia "perché sta scritto su internet"
    > invece, guarda un
    > po'...
    > facebook non c'entra niente (non che mi piaccia,
    > anzi, mi fa abbastanza schifo), il discorso è che
    > le persone saranno sempre di più a loro agio se
    > gli altri gli dicono cosa è vero e cosa no (se
    > facebook mi dice che questa è una ragazza con la
    > sesta sarà vero no? sta scritto su
    > internet)

    Wikipedia e' soggetta al controllo di migliaia di iscritti che rettificano in continuazione le informazioni non corrette...inoltre se ci fai caso ci sono i supervisori...che si assicurano che le varie voci siano obiettive e non ci siano "conflitti di interesse" tra il tema trattato e chi lo scrive...in uno studio pubblicato su Nature si afferma che wikipedia versione inglese e' solo di poco meno accurata rispetto alla prestigiosa enciclopedia britannica... le informazioni che tu dai nel tuo profilo invece non vengono controllate da nessuno...se non da te...per cui e' un discorso diverso... riguardo all'autoschedarsi...se uno
    e' tanto scemo da farlo...non e' colpa di nessuno...e' colpa sua...!!!!
    Anche se facebook & C. non possono divenire padroni assoluti dei dati che ti riguardano...devi poter avere il diritto di rettificarli o cancellarti al servizio...chiaro che se e' un social network..i profili saranno in chiaro...perche' il suo scopo e' quello di mettere in comunicazione gente nuova...che condivida i tuoi stessi interessi...personalmente io non sono iscritto a Facebook...ne' voglio iscrivermi...la mia non e' una forma di razzismo nei confronti di tutti i social network...solo non amo quelli generici...c'e' ne sono alcuni veramente utili e belli come palabea.net,
    livemocha,italki il cui scopo e' quello di insegnarti le lingue straniere attraverso l'interazione con altre persone che sono interessate a conoscere la tua lingua e che vivono in posti dove si parla la lingua che desideri imparare...offrono anche corsi di lingua sia gratuiti che professionali...poi c'e' ne sono alcuni finalizzati a farsi le vacanze e girare il mondo a basso costo, altri finalizzati a cotruire network lavorativi...quindi la mia e' una avversione solo verso i social network generici come Facebook e myspace..non verso tutti i social network...
    non+autenticato
  • - Scritto da: mik.fp

    > http://www.youtube.com/watch?v=La7uJSnzi7c

    Lo dicevo che da qualche parte ti avevo già visto!

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pippo
    > - Scritto da: mik.fp
    >
    > > http://www.youtube.com/watch?v=La7uJSnzi7c
    >
    > Lo dicevo che da qualche parte ti avevo già visto!
    >
    > [img]http://www.thechestnut.com/banana/dropper.jpg

    Eheh, non ho mica capito pero'... non conosco quel personaggio televisivo. Io nel mio video non avevo un costume di scena... era solo il poncho che m'aveva appena riportato mio fratello dal sudamerica. Fondamentalmente la prima cosa che ho avuto a tiro quando mi sono svegliato. Che centra con quella serie?
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