
Roma - Google conferma le voci
circolate nei giorni scorsi circa una possibile svolta
social presentando Buzz, uno stock di nuove funzioni integrate in Gmail che
trasformano il servizio di posta di BigG in uno strumento di condivisione per immagini, documenti, notizie e cinguetti presi in prestito da Twitter.
Oltre ad aumentare l'affiatamento con le applicazioni native dell'ecosistema Google,
Buzz non si fa problemi ad inglobare contenuti esterni come le immagini da Flickr, di proprietà dell'ex-arcirivale Yahoo!. Spicca tuttavia
l'assenza di interazione con Facebook e, visti anche gli ultimi cambiamenti apportati dal social network in blu, ciò potrebbe essere il preludio di un nuovo dualismo all'interno del panorama Web. Trattandosi in entrambi i casi di un
cluster di funzionalità e applicazioni riunite in un unico ambiente non sarebbe così improbabile, facendo le dovute proporzioni, che i recenti cambi di rotta impostati sia da Palo Alto che da Mountain View possano
portare a una collisione.
Attualmente Facebook può contare su 400 milioni di utenti mentre gli account Gmail che Google può mettere sul piatto sono circa 176 milioni. BigG d'altra parte è il fornitore di advertising online più redditizio di un settore in cui Facebook sta invece
muovendo i suoi primi passi, avendo preso in carico solo di recente la gestione della pubblicità sulla propria piattaforma.
Ci si chiede quindi quale sia la strategia con la quale BigG intende strappare al social network attualmente più in voga una fetta dei suoi fedelissimi. Con un discorso a margine della presentazione di
Buzz, Sergey Brin
ha spiegato che durante lo sviluppo questo prodotto
è stato provato con soddisfazione dai dipendenti del Googleplex: dichiarazioni molto simili a quelle rilasciate ai tempi del lancio di Google Wave e che
potrebbero non costituire una garanzia di successo. Anche in quell'occasione i vertici di Google
non avevano esitato a sottolineare di essere stati immediatamente conquistati dallo strumento, il quale però
non ha finora ottenuto i risultati pronosticati.
È ancora troppo presto per definire
Buzz come un
Wave rivisto e corretto per una sorta di reload dopo il
fiasco iniziale: sono evidenti tuttavia alcune
funzioni proprie di entrambi i servizi che si sovrappongono. Non sembra esserci complementarietà e a questo punto non è chiaro quali siano gli attuali obiettivi che Google intende conseguire mantenendo due servizi simili, anche se basati su piattaforme differenti.
Buzz è condivisione ma anche
Wave era stato presentato come il futuro dello scambio di contenuti. Inoltre la scelta del nome per questa novità si presta come bersaglio per le reazioni di Yahoo!, un tempo crocevia del traffico Web che per voce del CEO Carol Bartz
ha ricordato in una mail indirizzata a
Business Insider di aver attivato oltre un anno e mezzo fa un servizio con funzioni analoghe a
Buzz.
Reazioni, non critiche, giungono anche da Redmond dove Dharmesh Mehta, product manager di Windows Live, ha tenuto a
sottolineare che gli utenti di Hotmail già da qualche tempo possono fruire di un servizio che integra contenuti provenienti da diverse piattaforme, aggregandoli in Windows Live Mail.
Tuttavia, mentre la concorrenza rilascia comunicati per rendere nota la propria esistenza, Google non perde tempo
integrando Buzz in Google Maps (rilasciando app specifica per Android e integrando un layer per browser desktop e mobile), coprendo quindi anche il mercato sul quale sta attualmente
concentrando una parte delle sue risorse.
Giorgio Pontico