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Power 7, il ritorno di IBM

Big Blue ha mostrato al pubblico italiano le novitÓ del suo processore dedicato ai prodotti professionali. VelocitÓ sopra i 3GHz, con un occhio al consumo e all'efficienza

Milano - "Una rete elettrica intelligente ha bisogno di aggiornare continuamente i propri dati per fornire energia dove serve maggiormente e intervenire tempestivamente quando necessario. Nella pratica, questo significa capacità di elaborare dati provenienti da milioni di contatori in pochi secondi". L'esempio portato da Paolo Degl'Innocenti, responsabile della divisione systems and technology group di IBM Italia, offre un'idea del target a cui è indirizzata l'ultima novità di Big Blue: Power 7, famiglia di processori a 45 nanometri che per la prima volta integrano al loro interno otto core, ciascuno con una capacità fino a quattro processi in parallelo.

Ogni processore integra 1,2 miliardi di transistor con una superficie complessiva pari a 567 millimetri quadrati. Il processore opera a una frequenza compresa tra 3 e 4,4 GHz. L'erede di Power 6 è, quindi, un guanto di sfida lanciato ai principali competitor nella fascia alta del mercato, Hp e Sun.

In linea con una tendenza diffusa nel mercato, IBM ha posto l'accento anche sugli aspetti relativi al risparmio energetico: a parità di core, la nuova linea consuma all'incirca la metà rispetto al predecessore. Inoltre, attraverso la funzionalità Unique Intelligent Energy, l'utente può spegnere o attivare parti del sistema in base ai carichi di lavoro. I sistemi di Power7 sono compatibili con gli ambienti Unix, i for Business, Aix e Linux.
Il modello di punta della nuova offerta server collegata alla nuova CPU è il Power 780, soluzione fino a 64 processori che integra la nuova funzionalità TurboCore, secondo IBM in grado di raddoppiare le prestazioni per core rispetto ai sistemi basati su Power6. Un'altra innovazione dell'architettura Power7 è la gestione di thread intelligenti, che possono variare dinamicamente in base alle richieste del carico di lavoro. Per i carichi di lavoro particolarmente complessi è prevista poi Active Memory Expansion, funzionalità che comprime la memoria in corso d'opera in modo da ampliarne la disponibilità. Tutte soluzioni che si sposano con la tendenza più forte in questa fase di mercato, ovvero con l'ottimizzazione delle risorse disponibili che ha conquistato quel primato fino a qualche anno fa detenuto dai concetti di virtualizzazione.

La famiglia è completata da Power 770, fascia media con particolare attenzione sui consumi energetici, che possono ridursi fino al 70 per cento rispetto al predecessore Power 570; Power 775, soluzione fino a 32 processori dedicati ai nodi di cluster HPC; e da Power 750 Express, server certificato Energy Star e destinato alle PMI. Questi ultimi due saranno lanciati sul mercato il 19 febbraio, mentre Power 770 e 780 debutteranno il 16 marzo.

Di pari passo con il lavoro sul nuovo processore, IBM ha rinnovato le principali applicazioni della sua piattaforma - come DB2, Cognos, Lotus Domino e Websphere - per adeguarne le funzionalità alle nuove capacità del Power7.

Secondo quanto rivelato, complessivamente IBM ha investito 3 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo per la fascia alta di mercato in cui rientra appunto la linea di Power7. A conclusione della presentazione, Paolo Degl'Innocenti ha fornito un dato sulla market share in Italia dei sistemi Power, ricavato da una ricerca IDC: il 2009 si sarebbe chiuso a quota 49 per cento, rispetto al 24 per cento detenuto da IBM a inizio anno.

Luigi Dell'Olio
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