Mauro Vecchio

La fibra ride con Google

BigG annuncia che nel corso del 2010 partiranno i lavori per la costruzione di una super-fibra da 1 gigabit al secondo. Lo chiamano un esperimento. ISP e utenti si interrogano sugli obiettivi: costerÓ oltre 1 miliardo di euro

La fibra ride con GoogleRoma - Che cosa è Google? Non certo un semplice motore di ricerca, non più ormai. Google è il suo Nexus One, giù nel mercato del mobile. Google è Buzz, nella mischia del social networking. Google è la rosa dei venti del web, un sistema di risoluzione DNS, alternativo a quelli che generalmente sono servizi di cui si fanno carico i provider. Ecco, provider: Google vuole diventare anche ISP.

C'è un post, recentemente apparso sul blog ufficiale di BigG. Lo hanno scritto due product manager dell'azienda di Mountain View, intitolandolo think big with a gig, pensa in grande con un giga(bit). Ovvero, prove tecniche di alta velocità nella Rete. Con un preciso obiettivo: giungere a ritmi cento volte più rapidi di quelli attualmente a disposizione della maggior parte dei netizen statunitensi.

Connessioni fiber-to-the-home che dovrebbero giungere alla velocità di 1 gigabit al secondo, prossimamente sugli schermi elettronici di un gruppo selezionato di abitazioni a stelle e strisce, dalle 50mila alle 500mila utenze. Un esperimento, in pratica, a cui sono stati invitati i rappresentanti dei governi locali, che avranno tempo fino al 26 marzo prossimo per aderire.
Nel corso del 2010, poi, Google annuncerà quali zone degli Stati Uniti potranno sperimentare la super-fibra da 1 gigabit al secondo. Quello che Mountain View deve ancora capire è se scegliere un quartiere residenziale in un'area urbana oppure optare per una zona rurale. Ciò di cui BigG è ben a conoscenza è tuttavia un'altra cosa. Anzi, tre.

Una fibra più veloce aprirebbe uno scenario in cui sviluppatori e utenti potranno giocare con applicazioni di nuova generazione, favorite da ritmi ora impossibili di banda. Lo sviluppo di questa stessa fibra potrebbe poi diffondere nel mondo nuove tecnologie su web, aiutando non di poco la comunità dell'informatica e dell'ingegneria.

Terzo fattore, Google ha reso noto che il suo network verrà mantenuto aperto e neutrale, nel rispetto di quelli che sono i principi dettati dalla Federal Communications Commission (FCC). Gli utenti potranno cioè scegliersi il provider preferito. Come ha detto il CEO di FCC Julius Genachowski dopo l'annuncio di Google, "una grande banda crea grandi opportunità".

Opportunità per chi? Per gli utenti, certo, che - come ha spiegato il post di BigG - potranno eseguire il download di un film in alta definizione in appena cinque minuti. Ma anche per la stessa Google, che in questo modo potrà decuplicare gli accessi al suo motore di ricerca, alla sua posta elettronica, al suo servizio di mappe o a quello d'informazione. E tutto questo si trasforma in soldi provenienti dalla pubblicità.

Secondo alcuni, la mossa di Mountain View ha mire parecchio precise. Primo, dimostrare al mondo che la costruzione di una super-fibra non sia così difficoltosa come spiegato da carrier come Verizon e AT&T. Secondo, mandare un messaggio chiaro alle telco affinché inizino a ridurre i prezzi, per evitare di essere schiacciate da un competitor agguerrito come Google.

E terzo, dimostrare ancora alle telco che un network gestito insieme alle autorità municipali potrebbe bypassare completamente il bisogno di intermediari, abbattendo i costi e aumentando le prestazioni. Quindi Google sta giocando a fare l'ISP amico della gente comune? Non proprio.

"Noi non stiamo entrando nel settore degli Internet Service Provider, né in quello della banda larga - ha spiegato Rick Whitt, telecom and media counsel di Google - questa è semplicemente una piccola spinta all'innovazione, un suggerimento per un particolare modello di business".

E quanto costerà a Google questa piccola spinta? Gli analisti si sono scatenati: l'esborso complessivo da parte di BigG potrebbe arrivare a 1,5 miliardi di dollari (1 miliardo di euro circa). Intanto, qualcuno ha lanciato un'ipotesi: dato il massiccio investimento, Google potrebbe essere tentata da sviluppi futuri, specie se la sua super-fibra si rivelerà un successo. Ora, bisognerà solo attendere un numero imprecisato di secondi. E di gigabit, ovviamente.

Mauro Vecchio
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39 Commenti alla Notizia La fibra ride con Google
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  • nel male e nel bene Google spende i soldi in ricerche, in assimilazioni di aziende, gli piace entrare in nuovi mercati... questa è una azienda, fatta dal nulla e che rompe le scatole ai big.
    Spero solo che non prenda una botta alla testa e chissà che casini potrebbe combinare...
    non+autenticato
  • Leggendo l'articolo ed i commenti, i vari riferimenti legislativi. Mi sembra di essere Asterix alle prese con la burocrazia romana, dove la gente impazziva seguendo le indicazioni dei vari sportelli.
    Una legge semplice e pulita non nè?
    Disquisizioni tra copia analogica e copia digitale, una non si può l'altra sì perchè i bit sono diversi? Li hanno contati? e se ne tolgo uno? Il Cd funziona ugualmente... e allora diventa lecito?
    E poi ci sono i punti da chiarire ed oscuri.
    Mi faccio una copia personale con il Cd equo compenso, poi presto a mia nonna la copia (faccio un illecito)...allora devo avvertire la nonna che dica a qualcuno (a chi? al vicino di casa o con una telefonata alla finanza?) che la copia l'ha fatta lei (dicendo la bugia come i bimbi) e siamo tutti a posto e felici!
    Suppongo che il legislatore si sia fatto una canna....Perplesso
    ╚ una supposizione naturalmente...ma forse molto veritiera....chissà...A bocca storta
  • Francamente non ci trovo nulla di sensazionalmente nuovo. Sono gli stessi identici obbiettivi che già aveva avuto fastweb (con 10 Mbps) ed altri provider di banda larga per reti domestiche. E poi oggi si sta spostando tutto sul WiFi e cellulari per l'accesso a internet.
    non+autenticato
  • Credo che sia errata l'idea di fondo dell'articolo a mio avviso un pò contrario a BigG.

    BigG ha dimostrato nel tempo che obbliga gli operatori sia nel settore software che dei cellulari o dei tablet che ora degli ISP che i mercati mondiali a livello nazionale sono troppo eterogenei e oligarchici.

    Ossia pochi operatori che dominano le varie nazioni e creano cartelli sui prezzi.

    Signor Mauro Vecchio si è mai chiesto quanto costa un SMS di un qualsiasi operatore italiano come costo effettivo (infrastrutture e software locale e remoto)? Bene costa qualche centesimo più tasse.

    Sa quanto guadagnano gli operatori delle reti mobili?
    dai 5 agli 8 centesimi ad SMS.

    Sa quanti SMS viaggiano in 1 giorno solo in Italia su un operatore come Wind o 3 (il meno diffuso) dai 10 ai 20 milioni.

    Bene faccia i conti e verifichi che gli operatori ISP guadagnano molto bene e applicano la stessa strategia dei petrolieri. Far finta che il prezzo sia giusto.

    Ora ampli la veduta ed inizi a pensare alle chiamate telefoniche ad internet fissa ed a internet mobile.

    Bene, Le sembra che siano degli innovatori? Le sembra che abbiano investito in infrastrutture in Italia ad esempio ?

    La fibra ottica è una realtà in Giappone da noi si va ancora con l'ADSL a 7Mbit/1Mbit se ti va bene.

    Le pare che non sia il caso che un mostro come BigG entri nel mercato per scoperchiare questi cartelli nel settore delle telecomunicazioni?

    Le innovazioni attuali sui cellulari, su internet, sul software molte sono nate da Google. Ricorda le mappe gratis mentre antecedentemente a ciò un navigatore aveva cifre spaventose?

    La stessa programmazione è cambiata con l'introduzione di Ajax o addirittura Microsoft si è dovuta innovare per evitare di perdere mercato nei social network o skype per le chiamate o per il servizio email la stessa Yahoo! ne ha timore. Per non parlare dell'informazione fatta dalle persone con i blog o social network o dei giornali on line attraverso Google news.

    Rompere i cartelli significa aprire i mercati alla competizione ed abbassare tariffe aumentando le prestazioni dei servizi.

    Non so se il suo punto di vista sia dettato da una riflessione non approfondita sul ruolo di BigG o da un interesse. Spero non sia quest'ultimo il caso.

    Credo che un mercato aperto e competitivo a parità di normative sia il mondo ideale perchè l'evoluzione del mercato è legata alle idee ed all'innovazione tecnologica.

    Chi non vuol giocare con queste regole presto o tardi sarà fuori dai giochi. Basti vedere il settore del petrolio. Dopo l'invenzione delle celle solari di ultima generazione della Sharp o degli impianti eolici di ultima generazione della Vestas. I petrolieri si ritrovano con un mercato che sta cambiando velocemente e per questo loro corrono dietro ai fondi di investimento di questi nuovi impianti perchè si rendono conto che il cartello per sopravvivere deve cambiare bene ma non settore.

    Un saluto
    non+autenticato
  • effettivamente in giappone e corea è cosa comune avere una 60mbit che gli costa credo 20 o 30 euro al mese (lo yen è più forte dell'euro? boh)

    Speriamo che Google spinga alla concorrenza più che ad alleanze e cartelli, come è ora...
    non+autenticato
  • Sono d'accordo in tutto e per tutto... Ottimo intervento!
    non+autenticato
  • Tutto quello che hai detto è sacrosanto: Google è un vero innovatore e con i suoi servizi gratuiti ha spinto la concorrenza a seguire la sua strada, come hai giustamente detto. Il punto forse è questo: non è che BigG dovrebbe restare sul software e lasciare il ferro agli altri? Si è gia visto che con Nexus One Google ha ricavato soltanto una bella botta in faccia, date le scarse vendite. Adesso ci riprova con le fibre ottiche, investendo un capitale enorme per non sapere nemmeno con certezza a cosa sta andando di fronte. Forse Google dovrebbe restare un po' dov'è, almeno fino a che non sia sicura al 100% che ogni sua mossa porti a qualcosa di buono. Certo, non dico mica che la fibra ottica sia inutile, ma penso che in questo momento l'introduzione di un sistema ottico completo sia prematuro.
    non+autenticato
  • Ma se ha voglia di spendere soldi per portarci l'adsl a casa che faccia pure.
    non+autenticato
  • Ora c'è il digitale terrestre, si può anche fare il televoto per i programmi della de filippi, è interattivo!Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • A parte gli scherzi, per prendersi i film e salvarseli su chiavetta o hard disk il digitale terrestre è molto più comodo dei vari muli/torrent/rapidshare, è gratis, il film si vede meglio, ed è pure legale.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > A parte gli scherzi, per prendersi i film e
    > salvarseli su chiavetta o hard disk il digitale
    > terrestre è molto più comodo dei vari
    > muli/torrent/rapidshare, è gratis, il film si
    > vede meglio, ed è pure
    > legale.

    sara' piu' comodo e forse meno rintracciabile come atto...ma non credo proprio sia legale....qualunque sia il mezzo con cui tu crei una copia di un opera protetta da copyrigth senza il consenso del proprietario e' un atto illegale.
    (questa e' la realta' dei fatti, il fatto che io creda sia una fellonia proteggere con leggi draconiane dei contenuti virtuali e' un altro discorso)
    non+autenticato
  • > sara' piu' comodo e forse meno rintracciabile
    > come atto...ma non credo proprio sia
    > legale....

    Allora credi male....

    http://www.attivissimo.net/diritti/copia_p2p/i_mie...
    non+autenticato
  • mmm non sono convintissimo, dal punto di vista legale sarebbe la medesima cosa allora riprendere un film in un cinema tramite telecamera...ma e' una cosa illegale...ho letto tutta la faq ed ho trovato il punto a cui ti riferisci, ma non e' citato l'articolo di legge da cui trae le conclusioni...lui ammette di non essere un giurista e di non prendere per oro colato le sue parole...
    Mettiamola cosi', se hai ragione ne son ben contento, ma se in italia cominciassero a punire per la pirateria e il possesso di copie illegalmente ottenute(cosa che per ora nn e') mi preoccuperei anche di quelle....aver paura e' meglio che esser bastonati...
    non+autenticato
  • - Scritto da: nemo230775
    > mmm non sono convintissimo, dal punto di vista
    > legale sarebbe la medesima cosa allora riprendere
    > un film in un cinema tramite telecamera...ma e'
    > una cosa illegale...ho letto tutta la faq ed ho
    > trovato il punto a cui ti riferisci, ma non e'
    > citato l'articolo di legge da cui trae le
    > conclusioni...lui ammette di non essere un
    > giurista e di non prendere per oro colato le sue
    > parole...

    Ok, eccoti la legge:
    http://www.interlex.it/testi/l41_633.htm#71-sexies



    > Mettiamola cosi', se hai ragione ne son ben
    > contento, ma se in italia cominciassero a punire
    > per la pirateria e il possesso di copie
    > illegalmente ottenute(cosa che per ora nn e') mi
    > preoccuperei anche di quelle....aver paura e'
    > meglio che esser
    > bastonati...

    Se incominciassero a punire, dovrebbero punire il 90% della popolazione, scoppierebbe praticamente una guerra civile (oppure sarebbe l'inizio di un regime dittatoriale), e tu avresti preoccupazioni ben più serie d una multa...
    Non metterti delle proibizioni che non esistono, ce ne sono già abbastanza così.
    non+autenticato
  • intendevo l'articolo preciso dove dice cio'....a trovare un testo integrale sul diritto d'autore ero capace anch'io XD
    Ho dato una spulciata ma non ho trovato nulla del genere...ma oltretutto e' una versione vecchia perche' da per gratuita e libera la fotocopia di qualsiasi libro, e son anni che nn e' piu' cosi'....
    Come dicevo prima so benissimo che ora come ora in italia non si fa nulla contro la pirateria, e per i motivi che porti tu...
    Ti ricordo pero' che in altre parti del mondo hanno cominciato la caccia alle streghe prendendo dei poveracci a campione e sanzionandoli con milioni di dollari...lo so rimane pur sempre un caso sfortuito...ma si pensa sempre debba succeder agli altri.
    non+autenticato
  • Tu puoi portare un solo argomento che indichi che non sia lecito? C'è stata una sola sentenza al riguardo? C'è una legge che dice esplicitamente che non si può? Altrimenti, vuol dire che è lecito (e tu non devi nemmeno pensare che non lo sia, rinunciando ai tuoi diritti: di solito, chi vive da schiavo è il primo a pensare che sia giusta la schiavitù)

    Se fosse come dici tu, il possesso e la vendita di un videoregistratore dovrebbero essere proibiti.

    Anzi, per quanto mi risulta, l'equo compenso serve proprio per pagare quello (quindi, non autorizza alla pirateria, teoricamente, ma autorizza a registrare copie di backup e programmi televisivi/radio)
    non+autenticato
  • - Scritto da: nemo230775
    > mmm non sono convintissimo, dal punto di vista
    > legale sarebbe la medesima cosa allora riprendere
    > un film in un cinema tramite telecamera...ma e'
    > una cosa illegale...

    Invece angros ha ragione, registrare il digitale è legale come lo era registrare l'analogico con il VCR.
    Basta che lo fai tu (niente conto terzi) e non su segnali crittati (solo canali free).
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  • > Invece angros ha ragione, registrare il digitale
    > è legale come lo era registrare l'analogico con
    > il
    > VCR.
    > Basta che lo fai tu (niente conto terzi) e non su
    > segnali crittati (solo canali
    > free).

    Infatti i decoder che permettono di registrare non hanno lo slot per la smartcard, e non permettono di ricevere programmi come Mediaset Premium; in effetti, è logico: se io registrassi una prima visione su mediaset premium, e la divulgassi, farei perdere clienti a mediaset; se invece registro un film su canale 5, se anche lo diffondessi online (anche se illegalmente), non cambierebbe nulla, perchè chi voleva vederlo l'aveva già visto.

    Probabilmente, la tecnologia per il digitale terrestre è standard, e relativamente aperta (così chiunque può produrre decoder), ma la tecnologia per la cifratura è brevettata, e viene concessa solo a chi costruisce decoder secondo certe specifiche (che non includono la registrazione, o al massimo la includono con DRM).


    Credo che sia un discorso analogo a quello per alcuni formati video proprietari: un player basato su software libero (come ad esempio VLC) può aprire tali formati (le specifiche sono pubbliche), ma non può usare gli algoritmi di decrittazione: quindi, se il filmato è in chiaro, vlc te lo legge, se è con DRM è anche criptato, e VLC non riesce a leggerlo (mentre il programma proprietario ci riesce, ma dispone anche di una serie di routine che controllano la licenza e autorizzano l'accesso solo in determinai casi; del rsto, tali routine non potrebbero essere inserite in un software open, perchè verrebbero subito rimosse)
    Allo stesso modo, il decoder digitale terrestre "aperto" può essere usato come si vuole (quindi anche per registrare), ma chi lo costruisce non può includere i componenti "proprietari" che permettono di mettere la smart card per i contenuti a pagamento, che invece si trova solo sui decoder "chiusi".
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > Infatti i decoder che permettono di registrare
    > non hanno lo slot per la smartcard, e non
    > permettono di ricevere programmi come Mediaset
    > Premium; in effetti, è logico: se io registrassi
    > una prima visione su mediaset premium, e la
    > divulgassi, farei perdere clienti a mediaset; se
    > invece registro un film su canale 5, se anche lo
    > diffondessi online (anche se illegalmente), non
    > cambierebbe nulla, perchè chi voleva vederlo
    > l'aveva già
    > visto.

    Infatti Media$set non ha fatto causa a TuTubo (quindi Google) per TUTTI i video (leggasi spezzoni) caricati dagli utenti.Sorride
    non+autenticato
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