Claudio Tamburrino

Italia.it, problemi per la traduzione

Lettera aperta di traduttori e interpreti al ministro Brambilla che, attraverso un'agenzia specializzata, avrebbe offerto compensi irrisori in cambio delle loro competenze

Roma - Dopo aver sollevato dubbi circa le modalità di selezione dei fornitori e degli appaltatori durante la realizzazione dell'attuale versione beta del portale e la sua implementazione; i problemi e i ritardi di alcune applicazioni previste; le discussioni per il nuovo logo; le critiche per la nuova versione definita dal ministro del turismo Michela Brambilla solo "demo"; l'indignazione per i costi esorbitanti e l'imbarazzato per la somiglianza a spain.info; il portale Italia.it, che idealmente dovrebbe rappresentare l'homepage con cui il Belpaese si mostra al resto del mondo, riesce a far infuriare anche i traduttori e gli interpreti professionisti, indignati per il compenso che il Ministero avrebbe offerto per le loro competenze.

I professionisti hanno infatti deciso di presentare una lettera aperta al ministro Brambilla: sarebbe infatti apparso su un portale internazionale per le traduzioni questo annuncio: "Gentili Traduttori, stiamo ricercando nuovi collaboratori da inserire in un progetto di traduzione del ministero del turismo. L'ente ci sta inviando e ci invierà per tutto il 2010 materiale del sito www.italia.it da tradurre in inglese, francese, tedesco e spagnolo. La cartella dettata dal ministero è di 2600 caratteri (??) e il prezzo è di 9 euro lordi con pagamento a 90 giorni (sono sempre condizioni del ministero)".

Il Ministero sembra infatti aver affidato ad agenzie specializzate l'esternalizzazione dei servizi di traduzione del suo portale: con la presumibile conseguenza che le risorse a disposizione siano state da subito diluite anche a favore dell'intermediario. E sembrerebbe inoltre che sia stato lo stesso Ministero a proporre un compenso definito "irrisorio".
I traduttori e interpreti italiani che si sono trovati davanti questa proposta hanno visto il proprio lavoro sminuito e sottopagato: statistiche alla mano, considerato come l'impiego di "sottoproletari indonesiani". Una condizione "inaccettabile e mortificante" per una categoria "già bistrattata". Si legge così nella lettera già sottoscritta da oltre 1160 professionisti: "Gradiremmo sapere, in quanto membri di una categoria di liberi professionisti, se quanto indicato nell'annuncio, in merito a tariffe e condizioni di pagamento corrisponde a verità. Un traduttore professionista che faccia bene il suo mestiere traduce fino a un massimo di 10-12 cartelle da 1500 caratteri al giorno, equivalenti a circa 6-7 cartelle da 2600 caratteri. Quella proposta corrisponde, quindi, a una tariffa massima di 54-63 euro lordi al giorno, pari in media a 25-30 euro, al netto di contributi previdenziali e imposte".

Prosegue, quindi, sottolineando l'esasperazione della categoria: "Se le tariffe che offre il Ministero ai suoi traduttori sono queste, non meraviglia che il sito www.italia.it sia pieno di strafalcioni grossolani e imbarazzanti, che danno una pessima immagine del nostro Paese nel mondo. Ci chiediamo se l'immagine dell'Italia all'estero e la valorizzazione delle sue risorse umane non valgano forse un investimento più allineato con il tipo di servizio richiesto e il suo campo di applicazione".

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