Alfonso Maruccia

BigG prova a salvare Buzz

Tutti parlano del nuovo servizio di social networking di Mountain View, anche se quasi sempre in negativo. Le associazioni pro-privacy promuovono inchieste, gli esperti di sicurezza scovano bug. Google? Chiede scusa e va avanti

Roma - La prima settimana di Buzz, il nuovo servizio di microblogging e social networking lanciato da Google, è stata una vera e propria settimana di passione. I problemi che, sin da subito, hanno piagato Buzz e hanno esposto la sua scarsa considerazione di regole di privacy elementari continuano ad alimentare discussioni e reazioni, nessuna delle quali positive. Al Googleplex ammetto gli errori ma promettono: continueremo ad aggiornare il servizio finché gli utenti ce lo chiederanno. Sempre che i suddetti utenti non cadano vittima di una vulnerabilità appena scovata dai ricercatori di sicurezza.

Le scuse ufficiali di Google nei confronti degli utenti vengono affidate al manager di prodotto Todd Jackson, che sul blog ufficiale di Gmail sostiene come la corporation si sia accorta quasi subito del fatto che qualcosa in Buzz non era andata per il verso giusto. "Siamo molto dispiaciuti per le preoccupazioni che abbiamo causato e stiamo lavorando sodo per migliorare le cose sulla base del vostro feedback" dice Jackson, preannunciando che lo sforzo di tweaking alle funzionalità continuerà anche dopo il primo update già implementato in precedenza.

Jackson ammette che i cambiamenti sin qui apportati sono insufficienti rispetto alle esigenze dell'utenza, ragion per cui a breve Buzz cambierà radicalmente il meccanismo di "abbonamento" automatico ai "buzz" dei propri contatti Gmail trasformandolo in un semplice suggerimento, chiedendo espressa autorizzazione all'utente per avviare il "following".
Altre misure che secondo Jackson andranno a rispondere efficacemente alle lamentele dei netizen sono la non automaticità della connessione ai web album Picasa e agli elementi condivisi del feed reader Google Reader, e la presenza di una nuova scheda nelle impostazioni di Gmail in modo da facilitare la separazione tra la webmail e Buzz o la completa (e da molti richiesta) disabilitazione del nuovo social network.

Che Buzz sia stato un parto problematico lo ammette anche Eric Schmidt, CEO della corazzata Google che nel respingere le accuse di "cattive intenzioni" e danni alla privacy degli utenti parla di "molta confusione" e di un grosso problema di comunicazione da parte di Mountain View. "Penso che l'errore sia stato nostro" dice Schmidt, "ma la cosa importante è che non è successo davvero nulla di male nel senso che nessuno si è ritrovato con le proprie informazioni personali rese pubbliche". Schmidt, per dare un significato concreto alle parole, è lo stesso che aveva declassato la privacy a questione secondaria invitando gli utenti a "non fare nulla di male" per mettersi l'animo in pace e smettere di preoccuparsi di ciò che capitava ai loro dati.

Il problema che attanaglia Buzz, e che continuerà molto probabilmente a condizionarne l'esistenza sul breve e sul lungo periodo, è il fatto che il servizio sia stato imposto agli oltre 170 milioni di utenti di Gmail senza alcun preavviso o richiesta di opt-in, condizione che ha comprensibilmente generato la reazioni di rigetto di molti e le perduranti polemiche sul servizio come d'altronde già capitato in passato ad altri network social.

Nell'attesa che gli altri player dei social network (potenziali o già affermati che siano) e Google stessa traggano le dovute lezioni dal pasticciaccio di Buzz, Mountain View deve cominciare a preoccuparsi anche dal punto di vista legale in virtù di due iniziative a difesa della privacy, in Canada e negli Stati Uniti, tese a dare un'occhiata ravvicinata alle problematiche effettive sollevate dal servizio.

In Canada è l'Office of the Privacy Commissioner a muoversi, presumibilmente prendendo di mira proprio la tanto discussa tendenza di Buzz a selezionare in automatico gli utenti di cui seguire gli stream e i micropost. Negli States si è invece attivata la Electronic Privacy Information Center (EPIC) con una richiesta di indagine alla Federal Trade Commission, lamentando le presunte violazioni alle aspettative degli utenti, la diminuzione della riservatezza, la violazione della politica per la privacy promossa da Google stessa e la potenziale infrazione delle leggi federali sulle intercettazioni.

Preoccupazioni legali a parte, a Google non va molto meglio dal punto di vista meramente tecnologico con gli spammer già attivi nel trasformare Buzz nel nuovo campo di battaglia dei messaggi spazzatura. Se Google si dice pronta a ricevere l'assalto con filtri e tecnologie ad hoc, la capacità dei cybercriminali di abusare del servizio entro pochissimi giorni dalla sua apertura non promette nulla di buono.

La ciliegina sulla torta per la nascita di Buzz, infine, è una vulnerabilità di tipo Cross-Site-Scripting (XSS) che potrebbe permettere a un malintenzionato di prendere il controllo degli account utente e persino di sapere dove i suddetti utenti si trovino grazie al servizio di geo-localizzazione di Mountain View. I tecnici ammettono il problema (sebbene solo per le piattaforme mobile) e dicono di essere al lavoro per risolverlo.

Alfonso Maruccia
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59 Commenti alla Notizia BigG prova a salvare Buzz
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  • se su 10 cose 1 nn va bene....stica
    non+autenticato
  • C'erano degli issues sulla privacy, mi pare che Google abbia apportato le dovute modifiche. Se tutte le multinazionali si comportassero come Google i sinistroidi anticapitalisti non saprebbero più che dire.

    Google è un esempio magistrale di Capitalismo meritocratico, da mettere su tutti i libri di economia aziendale. Che poi non lavorino gratis mi pare ovvio, ci mancherebbe pure.
    non+autenticato
  • eih! the real gordon! grande ciaoSorride

    come l'hai passata la crisi? fatto qualche cantiere all'Aquila?
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > eih! the real gordon! grande ciaoSorride

    ciao

    > come l'hai passata la crisi?

    Poteva andare peggio, situazione stabile.

    >fatto qualche
    > cantiere
    > all'Aquila?


    Faccio l'ingegnere informatico, non il palazzinaro. E agli appalti pubblici non partecipo comunque. Voglio essere pagato, io. Mica sono generoso come i flexible! Rotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • "Capitalismo meritocratico"
    Bello! Questo ossimoro mi mancava!
    Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • ...come motore di ricerca é eccezionale.
    google maps e street view, fenomenali, per non parlare si gmail.

    Poi peró ci sono tante altre cose che mi sembrano dei vicoli ciechi, o meglio, io non li vedo cosí "profittevoli" come gli altri servizi, visti gli alti costi... sto parlando di Android per esempio, adesso Buzz, SketchUP... insomma mi sembrano tutte cose che google puó "permettersi" di fare anche in perdita, sovvenzionata dal motore di ricerca... peró non so... mi sembra stiano perdendo "compattezza" ma potrebbe essere semplicemente una mia carenza nel riuscire ad analizzare Google nel suo complesso.
    MeX
    16897
  • Ehm, no: Google è sovvenzionato dalla pubblicità, non dal motore di ricerca. Differenza non da poco Occhiolino
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    Modificato dall' autore il 18 febbraio 2010 09.02
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  • ?

    é quello che ho detto!
    Il motore di ricerca é ció che fa business (veicolo principale di pubblicitá)

    Con l'introito derivato dalla vendita pubblicitaria finanziano altri progetti... come gmail, che a sua volta veicola pubblicitá, come google maps... ma sketch up?

    Android? certo ha google maps e gmail e ti fa accedere al web... ma la gente lo farebbe giá con i prodotti attualmente in commercio... Android che esperienza d'uso in piú da rispetto ad altri smartphone che accedono ad internet? é questo che mi sembra "debole" nella strategia di google.

    Mi sembra che stiano puntando a diventare una software house (Android, Chrome e Chrome OS) peró non vedo una strategia solida in merito...
    MeX
    16897
  • Secondo me invece stanno solo cercando di diversificare il business dell'azienda(sono entrati anche in settori come ISP, DNS e addirittura produzione di energia elettrica!), semplicemente perchè sanno che non posso sempre e solo vivere di "search"; potrebbero sempre venire fuori da un garage un paio di ragazzi che tirano fuori un algoritmo migliore Sorride A parte quest'ultima la battuta, fanno bene a diversificare, perchè così in periodi di crisi per un determinato settore, non è tutta l'azienda che ne risente. Poi certo, la qualità dei prodotti può essere buona o no, ma la strada che stanno inseguendo secondo me è corretta.
    non+autenticato
  • ma infatti non dico che sbagliano a diversificare... soprattutto quando investono in cose che in realtá gli tolgono dei costi e li aiutano a migliorare il servizio di punta (il search) come appunto ISP, DNS e produzione di energia elettrica.

    Peró Android e Chrome OS (passi Chrome) non riesco a inquadrarli...
    MeX
    16897
  • > Peró Android e Chrome OS (passi Chrome) non
    > riesco a
    > inquadrarli...

    Google sta facendo come la Cina: ha una enorme disponibilità finanziaria, e sta comprando di tutto (ovvero si sta mettendo in tutti i campi). E fa bene, dal suo punto di vista. Perché oggi le cose stanno così, ma non è escluso che in un domani molto prossimo anche una sola scoperta tecnologica cambi le carte in tavola. Mettere un piede in tutte le scarpe significa essere preparati a un cambio di situazione in cui i prodotti di punta saranno quelli del settore Y invece di X.
    Chrome OS ti lascia perplesso? Anche a me. Oggi. Ma domani chissà. Magari ci sarà una registrazione all'atto dell'acquisto che lo assegnerà automaticamente al tuo account, e lo renderà praticamente immune da furti, perché potrai sempre conoscere la sua geolocalizzazione anche quando non lo usi. Magari conterrà una nuova procedura software, o si avvarrà di qualche accrocchio hardware, per la sincronizzazione automatica e trasparente, anche a distanza, con i dispositivi mobili Android. Magari... qualunque cosa succeda, Google si sta preparando. E' una strategia. Invece di prevedere il futuro, e spostare la ricerca o le acquisizioni in un area che oggi viene considerata di vitale importanza dagli analisti, si butta a capofitto dappertutto.
  • ma il fatto che si butti "a capofitto d'appertutto" é ció che mi lascia perplesso.

    Prendi la Apple (la tiro in ballo solo perché sono piú informato, non per altro)

    Dai computer é passata anche ai lettori MP3, ma li ha creati in modo da sfruttare anche l'ecosistema musicale che gli si forma intorno (HW+SW quello che hanno sempre fatto)

    Con iPhone, hanno fatto l'HW, il SW e creato un ecosistema per le applicaizoni.

    Poi hanno creato Mobile Me, cloud, che si inserisce perfettamente nell'ecosistema iPhone e Mac (quindi rifornisce anche il core business dell'azienda)

    Adesso hanno comprato Lala (streming online di musica...) e Quattro (contenuti pubblicitari) e se ricordo bene anche un'azienda che fa mappe... e tutto si riconduce a iPhone e introiti pubblicitari geolocalizzati...

    Ma Chrome OS... cosa da in piú a Google? Android?
    MeX
    16897
  • > Ma Chrome OS... cosa da in piú a Google? Android?

    Cambia prospettiva. Cosa da in più Google all'utente rispetto ai concorrenti? Chrome OS. Android.
    Ecco perché si può permettere che siano progetti in perdita.
  • quindi una sola operazione di "marketing" e di immagine? un modo per "rafforzare" il brand?
    MeX
    16897
  • > quindi una sola operazione di "marketing" e di
    > immagine? un modo per "rafforzare" il
    > brand?

    No. Un modo per legare a se più strettamente i propri utenti.

    Convergenza totale. Questa secondo me è la strategia di Google.
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    Modificato dall' autore il 18 febbraio 2010 10.30
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  • ok... la convergenza la capisco... ma non la capisco se fai un OS che dai a n. produttori che poi se lo personalizzano...

    Che differenza c'é ad accedere a gmail e google maps tra usare un Symbian, un iPhone, un Palm etc etc... ?
    MeX
    16897
  • "Penso che l'errore sia stato nostro" dice...

    che vuoi che sia colpa nostra !?

    Schmidt nasconditi! Dillo che non te ne frega una mazza della privacy

    più passano i mesi e più vedo google diventare l'ennesima microsoft, vittima di sè stessa e maniaca del controllo globale....
    non+autenticato
  • hai confusione in testa non sono maniaci del controllo, quella era microsof, sono maniaci di apertura totale.

    - Scritto da: Ningo
    > "Penso che l'errore sia stato nostro" dice...
    >
    > che vuoi che sia colpa nostra !?
    >
    > Schmidt nasconditi! Dillo che non te ne frega una
    > mazza della
    > privacy
    >
    > più passano i mesi e più vedo google diventare
    > l'ennesima microsoft, vittima di sè stessa e
    > maniaca del controllo
    > globale....
    non+autenticato
  • finchè c'è gente che crede a queste baggianate in casa google stanno tranquilli...

    tutte le aziende sono money-driven, "aprite gli occhi" ®
    non+autenticato
  • è sempre stato così, nascondono il loro obiettivo dietro alla "figosità" dei loro servizi.. ma rispetto ad altri "big" non cambia nulla..
  • - Scritto da: Ningo
    > "Penso che l'errore sia stato nostro" dice...

    > che vuoi che sia colpa nostra !?

    > Schmidt nasconditi! Dillo che non te ne frega una
    > mazza della privacy

    > più passano i mesi e più vedo google diventare
    > l'ennesima microsoft, vittima di sè stessa e
    > maniaca del controllo globale....


    Hai scoperto che anche google e' una corps al pari delle altre, complimenti.
    krane
    22544
  • Per quanto mi riguarda, l'unica misura efficace è stata quella di darmi finalmente la possibilità di disabilitare completamente buzz.

    Gran brutto passo falso, questo di google.
    non+autenticato
  • XD pui sempre usare un'altro fornitore di servizi mail, ce ne sono tanti in giro e tutti a "gratis"

    Noi italiani abbiamo un morbo brutto quello di lamentarci sempre.
    non+autenticato
  • Come hai fatto?
    non+autenticato
  • in fondo alla pagina di gmail c'è disabilita buzz, ecc...
  • La prima cosa che farò andando a casa!
    Grazie!
    non+autenticato
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