Alfonso Maruccia

Jobs: Flash fa male a iPad

Nella presentazione a porte chiuse per il Wall Street Journal sarebbero volate parole pesanti. Flash sul banco degli imputati, e l'invito di Jobs a liberarsene

Roma - Che Flash non vada a genio a Steve Jobs non è certamente un mistero: Apple vuole avere il controllo totale delle tecnologie implementate sui suoi prodotti, e quando come nel caso di Adobe non può gestire tutto da sola preferisce tagliare i ponti con gli interessati. Secondo voci di corridoio emerse di recente, però, in occasione della presentazione di iPad Jobs sarebbe andato molto oltre le pur pesanti accuse rivolte alla software house in passato, descrivendo scenari che la dicono lunga sull'approccio che Apple intende seguire per iPad.

Le voci di corridoio riportate da Valleywag descrivono una dimostrazione di iPad tenuta a porte chiuse in esclusiva per lo staff del Wall Street Journal, giornale impegnato, come gli altri grandi produttori di contenuti presenti online, a investire non poche risorse su Adobe Flash per fornire un'esperienza utente adeguata alle esigenze dei lettori. E proprio la discussa ancorché scontata mancanza di Flash su iPad pare sia stato uno degli argomenti più caldi toccati nel corso della demo.

Sempre secondo quanto sostiene Valleywag, alle domande del WSJ su Flash Jobs avrebbe ripetuto il solito mantra che vuole il player Adobe pieno di bachi, difetti, vulnerabilità e con esigenze energetiche fuori scala. Flash è una "tecnologia in declino", avrebbe detto Jobs, e così come già successo in passato (chi ha detto floppy?) Apple non investe nel vecchio ma sempre e comunque nel nuovo (nel caso specifico HTML 5).
Le accuse di Jobs nei confronti di un Flash mangia-risorse a tradimento sarebbero arrivate al punto da snocciolare stime da autentico shock: con il player Flash a bordo, avrebbe detto il CEO di Apple, la durata della batteria del tablet si ridurrebbe da 10 a 1,5 ore. E non bastasse questo, avrebbe detto Jobs, per il Journal e altri sostituire Flash con l'uso del codec video H.264 sarebbe in fin dei conti un'operazione "triviale".

La risposta del WSJ alle dichiarazioni di Jobs non è nota, ma subito dopo sul quotidiano è apparso un editoriale a firma Holman Jenkins che paragona Apple a Microsoft nella sua tendenza a trasformarsi in un monopolista che la concorrenza, quando non la può comprare, la schiaccia. L'esistenza stessa dell'editoriale sarebbe dunque, secondo qualcuno, la conferma del fatto che Jobs ci è andato giù parecchio duro su Adobe nel meeting privato.

In quanto alla presunta "banalità" della sostituzione di Flash, i fatti provano ovviamente l'esatto opposto: Flash non è un "semplice" riproduttore di video in streaming ma una suite per lo sviluppo di contenuti interattivi e multimediali, e passare a qualcosa di diverso e più rispondente agli standard web come AJAX, per quanto possibile e anzi auspicabile, richiede un investimento di risorse economiche e professionali dalla convenienza tutta da provare e un cambiamento epocale che coinvolge l'intera Internet. Per contro, H.264 ha pure i suoi noti problemi con le licenze di utilizzo sul web.

Checché ne dica Jobs, infine, il presunto abuso di energia della batteria di iPad sarebbe classificabile come FUD: nessun riproduttore video tenuto aperto "a manetta" consentirebbe verosimilmente a iPad di funzionare per 10 ore di fila, che tale riproduttore lo sviluppi Apple o Adobe poco importa. La situazione si fa poi ancora più complicata con l'entrata in gioco dell'accelerazione hardware che Flash supporterà a partire dalla prossima versione, nel qual caso il "peso" specifico del player sulla CPU e quindi sui consumi complessivi del sistema dovrebbe diminuire e non di poco.

Alfonso Maruccia
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