Alfonso Maruccia

Intel e i colossi dell'IT per il futuro degli USA

Promettono di investire miliardi di dollari per la crescita dell'industria e e per favorire il boom delle assunzioni tra laureati

Roma - Intel è tra le 17 aziende che, assieme a Google, Microsoft, Yahoo!, Cisco, eBay, Adobe e altre, darà linfa e donerà quattrini per l'iniziativa Invest in America Alliance. Con IAA i promotori (aziende specializzate e capitalisti di ventura) dicono di voler investire 3,5 miliardi di dollari in settori innovativi dell'industria statunitense e far crescere esponenzialmente il numero di laureati impiegati.

Nel corso dei prossimi due anni, rivela il CEO di Intel Paul Otellini, quei 3,5 miliardi di IAA andranno a favorire la nascita e la crescita di start-up in settori hi-tech quali la diagnosi molecolare, la bioinformatica, l'industria dei veicoli elettrici, infrastrutture wireless e via elencando. Il denaro promesso andrà a sommarsi ai piani di rilancio industriale già messi in campo dall'amministrazione Obama.

"Un'economia forte e duratura cresce solo grazie a una cultura di investimenti e impegno verso l'innovazione", ha dichiarato Otellini riguardo IAA. E siccome l'economia non gira certo da sola, prosegue il CEO di Intel, "noi tutti abbiamo semplicemente bisogno di una strategia chiara e consistente di promozione dell'innovazione, di investimenti e di aziende in avviamento".
Contro "l'errore a lungo termine" di lasciare che "i nostri futuri scienziati e ingegneri rimangano fermi dopo il diploma di laurea", Intel rivendica "l'importante ruolo giocato dagli investimenti in capitali di ventura nella creazione di posti di lavoro domestici e il mantenimento degli Stati Uniti ai massimi livelli della tecnologia nel mondo".

Grazie all'effetto benefico dei 3,5 miliardi in arrivo, il numero di ingegneri e scienziati suddetti assunti dai grandi gruppi (Intel stessa e le promotrici di IAA) e dalle piccole società che potranno proliferare in un clima nuovamente positivo per il business e gli investimenti dovrebbe raddoppiare rispetto alle cifre registrate nel 2009.

"Molti laureati sono stati tra i più colpiti dalla recessione economica e fornire loro un nuovo posto nell'economia di oggi è il miglior modo per assicurarsi l'innovazione e la competitività americana di domani" ha detto il responsabile delle risorse umane di Intel Richard Taylor. Il chipmaker prevede che la seconda parte del 2010 segnerà di nuovo una fase espansiva dell'industria dopo il periodo di magra degli ultimi anni.

Alfonso Maruccia
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5 Commenti alla Notizia Intel e i colossi dell'IT per il futuro degli USA
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  • Purtroppo le aziende italiane non fanno innovazione o prodotti innovativi, quindi spesso di figure così preparate e altamente qualificate non sanno cosa farsene! E poi, anche quelle, poche, grandi aziende che fanno un minimo di R&D non pagano adeguatamente il laureato italiano(parlo per esperienza personale)!
    Ma gli imprenditori italiani(e anche lo stato italiano) lo sanno che senza R&D non si va avanti nel mondo d'oggi?
    Speriamo in un futuro migliore!!
    non+autenticato
  • Se credi nei miracoli...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco Del Vecchio
    > Purtroppo le aziende italiane non fanno
    > innovazione o prodotti innovativi, quindi spesso
    > di figure così preparate e altamente qualificate
    > non sanno cosa farsene! E poi, anche quelle,
    > poche, grandi aziende che fanno un minimo di R&D
    > non pagano adeguatamente il laureato
    > italiano(parlo per esperienza
    > personale)!
    > Ma gli imprenditori italiani(e anche lo stato
    > italiano) lo sanno che senza R&D non si va avanti
    > nel mondo
    > d'oggi?
    > Speriamo in un futuro migliore!!

    Le cose stanno esattamente come dici.
    L'Italia, caro collega, e' un piccolo sultanato feudale.
    Si riservano i posti lavorativi meglio inquadrati
    ad amici, parenti, sostenitori e lacche'.
    Nelle aziende si si sfruttano le competenze dei "non raccomandati"
    al minore costo possibile tenendoli "a servizio" come si faceva
    con la servitu' nelle case padronali di una volta.
    In piu', dal momento che cio' che conta e' riempirsi le tasche,
    se si riesce a farlo utilizzando meno "servitu'" tanto meglio,
    cosi' si risparmiano anche quei miseri salari.

    E cosi' e' impensabile che si sviluppi un settore come quello
    elettronico/informatico dove gli investimenti sono ingentissimi
    nelle competenze delle persone (e non solo) e dove la concorrenza
    e' immediatamente globale e seria.
    Molto piu' facile speculare con il cemento, l'acqua, i rifiuti, le tette e i culi per dirne alcuni.
    non+autenticato
  • Hai fatto la fotografia reale della nostra situazione!
    non+autenticato
  • prrrr rr rr rrr rrrr...ah
    non+autenticato