Gabriele Niola

WebTheatre/ La diretta non muore mai

di Gabriele Niola - L'Italia sperimenta con lo streaming. Creando l'evento, lavorando sui tempi della pirateria, anticipando contenuti rispetto alle finestre tradizionali

Roma - In un momento in cui la tecnologia di streaming video conosce il suo momento di più alta evoluzione, in cui si comincia finalmente ad immaginare un uso non solo per il video in rete ma anche per la sua versione live, dopo i consueti anni di promesse mancate, anche in Italia cominciano a muoversi i primi esperimenti interessanti tra on demand e streaming puro, cioè una trasmissione che riproponga la logica dell'appuntamento e dell'evento.
Mentre negli Stati Uniti si discute e molto sulla pessima copertura online che la NBC ha fornito per le Olimpiadi invernali (che come altri grossi eventi funziona da dimostrazione dello stato dell'arte della tecnologia in un certo momento storico), mentre nel Regno Unito si registra il fatto che nell'ultimo anno gli utenti di iPlayer sono raddoppiati (anche in virtù delle sempre nuove piattaforme che lo supportano) e mentre tutto il mondo d'improvviso si diletta a scambiare flussi video live con Chatroulette, in Italia la tecnologia di streaming è utilizzata da tempo con una certa efficienza dalla RAI che ha fatto un lavoro meritevole sulla propria presenza Internet, come già si era notato.

Ma se la televisione di stato pur con cognizione di causa non va più in là della trasmissione online dei propri canali e della distribuzione on demand di molti contenuti, sono i privati ad aver cominciato a tentare, finalmente, qualcosa di un po' più audace, stimolati anche dalla virtuosa esigenza di gareggiare contro la pirateria sul suo medesimo terreno.
Sulla frontiera si pongono infatti Telecom Italia e MyMovies, il grande papà delle telecomunicazioni italiane e il principale sito di cinema del nostro paese, l'uno pronto a distribuire le puntate di Lost in anteprima come esperimento promozionale per Cubovision, l'altro con una serie di anteprime cinematografiche (anch'esse a scopo promozionale) a posti limitati. La questione però per entrambi è come un tipo di fruizione data per morta, quella appunto del video in diretta, abbia invece ancora molto senso d'esistere in rete e anzi possa trovare sbocchi nuovi.
Solo la miopia di chi non mastica di tecnologia ed è convinto che, presa una strada, la rete si evolva in maniera coerente e continuativa lungo un unico percorso, può indurre a pensare che ci sia spazio unicamente per i contenuti on demand o in download quando questi in realtà sono solo quelli tecnologicamente più facili da mettere in piedi e dunque i primi ad essere realizzati. In realtà con l'aumento delle disponibilità di connessioni veloci, l'aumento medio della banda e lo sviluppo di tecnologie migliori per la condivisione di video in streaming si ritorna a parlare di visione in diretta dopo anni di minacciata morte.

Il calcio d'avvio al cinema trasmesso in streaming l'ha dato La bocca del lupo, il primo film italiano a vincere il festival di Torino in 27 anni d'esistenza della manifestazione, mandato in onda (è il caso di dirlo) sul sito di MyMovies il 15 febbraio alle 21.15 per circa 300 invitati. Non potendo contare su tecnologie proprie il sito si è appoggiato ad Akamai per lo streaming che funzionava, come si conviene in questi casi, a livelli di qualità diversi per ognuno a seconda della velocità di connessione.
Per l'occasione la platea virtuale era composta da giornalisti specializzati, addetti ai lavori e un certo numero di utenti del sito, selezionati attraverso meccanismi casuali, premiazioni e richieste. Per le prossime anteprime invece gli inviti saranno circa il doppio (comunque limitati) di cui i 4/5 presi tra gli utenti. Ma poco importa. La cosa più importante che la sperimentazione di MyMovies ha dimostrato è stata la volontà delle produzioni e soprattutto distribuzioni italiane di aprirsi alla rete (sebbene con la solita moderazione) assecondando modi e tempi della pirateria. Benché infatti l'operazione del sito di cinema sia perfettamente legale, la sua logica, cioè la visione gratuita in streaming di un film non ancora uscito al cinema, ricalca in pieno quella dell'offerta pirata. Non a caso il risultato è stato un successo. Certo molto del merito va all'accurata scelta di un film come La bocca del lupo, in bilico tra impegno sociale, alibi intellettuale e orgoglio nazionale (per il premio ricevuto), non a caso la prossima "proiezione" in streaming dal sito (prevista per il primo marzo) sarà un poliziesco autoriale europeo, una pellicola ancora in equilibrio tra appeal d'intrattenimento, raffinatezza cinematografica e alibi intellettuale. Forse film più estremi come un blockbuster americano o un dramma armeno non susciterebbero il medesimo interesse e le medesime reazioni.
Sempre in linea con quanto si fa nel mondo della fruizione pirata è stata anche l'idea di Cubovision di Telecom che in vista dell'inizio della sesta e ultima stagione di Lost, uno dei momenti di massima aggregazione del pubblico della rete come si nota anche dal fiorire dei meme a tema, ha deciso di mutuare il modello di distribuzione dalla pirateria offrendo a 24 ore dalla messa in onda statunitense di ogni puntata, la stessa in versione sottotitolata e in streaming anche se on demand e non in diretta per 2 euro.
Sebbene non esistano ancora dati su come stia andando la fruizione o su come il servizio abbia inciso sul "mercato" della sottotitolatura non ufficiale, anche in questo caso come per il precedente sembra più importante il fatto che ci si stia muovendo sul fronte di una forma di distribuzione online, coerente e in linea con i tempi e le abitudini di fruizione pirata ma consolidate degli utenti, che l'effettivo successo di un'operazione comunque di nicchia.

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

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L'autore del commento lavora come collaboratore per MyMovies
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12 Commenti alla Notizia WebTheatre/ La diretta non muore mai
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  • Vorremmo ricordare che esiste da ben 1 anno tv-surf la prima piattaforma in grado di leggere praticamente tutto, megavideo,justin,coolstreaming,youtube e supporta molti codec.

    www.coolstreaming.us/tv-surf

    thx.
    non+autenticato
  • Questo articolo tocca di striscio l'argomento fansub, sarebbe bello ne parlaste più estesamente.

    io seguo vari fansub di anime giapponesi, come altri qua dentro.
    La situazione è questa: appena una puntata di una nuova serie è trasmessa in Giappone, immediatamente viene sottotitolata dai gruppi anglosassoni, praticamente tutte le puntate di tutte le serie (e sono tante!), in alta risoluzione e con una cura nella traduzione e adattamento che spesso fanno impallidire i lavori professionali.

    Dopo poco tempo, che va da pochi giorni a qualche settimana, appaiono i sub italiani, di moltissime serie, in pratica tutte quelle interessanti. Anche qui con una qualità che va da buono all'eccellente, specie per i gruppi di subber più noti e meglio organizzati.

    Ovviamente è tutti illegale, anche se chi potrebbe rivendicare i diritti sta in Giappone e la cosa sarebbe come minimo difficoltosa. E quando una serie viene acquistata in Italia (poche serie per la verità, e spesso dopo mesi o anni), i sub vengono fatti immediatamente sparire dai siti e dai tracker.

    Cosa potrebbero fare i detentori dei diritti?
    1) guerra totale: spendere un mare di soldi, risultati risibili, in pratica non cambia niente.
    Non lo fa nessuno ovviamente, solo in Giappone ci sono periodici arresti di chi mette in rete le puntate raw. Senza nessun risultato pratico, si trovano tanto quanto prima.

    2) mettere sul sito le puntate in streaming in contemporanea col Giappone, gratis, togliendo la ragione di esistere ai fansub.
    Hanno iniziato a farlo MTV con "Time of Eve" e "Full metal Alchemist" (questo con dei sub fatti coi piedi, dicono), e Dynit con l'atteso "Dance in the vampire Bund".
    Si rinuncia per ora al video 720P e alle sigle col karaoke, ma si resta nella legalità.
    Mi sembra l'unica soluzione sensata, e speriamo che prende piede, non solo per gli anime.
    Funz
    12995
  • Bhe sinceramente preferirei che gli editori italiani fossero più celeri con le pubblicazioni. Se io pago voglio un edizione italiana fatta come dio comanda è parlo pure del doppiaggioA bocca aperta

    La cosa che non sopporto è l'ipocrisia di alcuni editore che prima dicono che i fansub sono un elemento di disturbo (Dynit), poi chi sa come mai le serie che in italia hanno un certo seguito, poi vengono acquistati in italia... curioso, no ?

    Full Metal Alchimist è fatto con i piedi perchè ci lavorava la defunta panini video.
    Sgabbio
    26178
  • Mentre tutti i fornitori italiani annaspano alla ricerca del futuro dei media online, e la Rai usa sperimentalmente tecnologie proprietarie chiuse come silverlight, i fornitori di contenuti stranieri sanno che esiste gia' e non in via sperimentale, ed esiste da anni, itunes di Apple, che pur essendo ugualmente una soluzione chiusa, non e' una piattaforma-plugin miope non performante e poco funzionale, dedicato da/per microsoft e svolto in maniera pioneristica per pochi, ma una piattaforma per molti, a livello planetario, ben sperimentata, in uso da parte di fornitori di media piu' grandi e piu' avanzati di Rai, una piattaforma che proprio oggi raggiunge la cifra astronomica mai raggiunta e neanche pensata prima di Apple, i dieci miliardi di downloads audiovisivi, rendendosi il vero e unico risolutore, per ora, della faccenda media- su itunes per gli anglofoni ci sono contenuti come films e telefilms in alta qualita' a basso costo con una tecnologia che e' una verra killing app stra-rodata, che prevede download e streaming- ma naturalmente lo stato con la Rai (che e' statale) preferisce restare indietro e soggiacere a 90° a microsoft, tra l'altro non so' se abbiano neanche fatto un bando o una gara per assegnare l'affare e spendere i soldi dei contribuenti a favore di bill gates per tagliare fuori gli utenti basati su opensource come Linux, FreeBSD o Macosx. Quanto ci metteranno a fallire miseramente? bho? io dico poco..e ci godo, cosi' come ho fatto con tutti i detrattori che disprezzavano e disprezzano la filosofia good-karma lanciata dai download legali di Steve Jobs, adesso che e' il leader incontrastato del campo, posizione conquistata sul campo e non grazie a posizioni predominanti, anzi.. proprio da posizioni di inferiorita', ma e' chiaro che in italia la storia non insegna nulla in campo informatico (ma anche in altri campi).
    non+autenticato
  • si, certo, dalla padella di una piattaforma chiusa ad un'altra padella di piattaforma chiusa.
    Ci sono soluzioni aperte e pronte da usare.
    Funz
    12995
  • - Scritto da: Funz
    > si, certo, dalla padella di una piattaforma
    > chiusa ad un'altra padella di piattaforma
    > chiusa.
    > Ci sono soluzioni aperte e pronte da usare.

    Chiediamo per esempio alla tv di stato norvegese NRK che mette online alcuni propri programmi in HD, via BITTORRENT, SENZA drm ... e consigliano l'uso di Miro..

    http://video.nrkbeta.no/torrents/

    :)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fabrix
    > Chiediamo per esempio alla tv di stato norvegese
    > NRK che mette online alcuni propri programmi in
    > HD, via BITTORRENT, SENZA drm ... e consigliano
    > l'uso di
    > Miro..
    >
    > http://video.nrkbeta.no/torrents/

    Interessante, peccato il dettaglio da nulla del norrenoA bocca aperta
    Funz
    12995
  • Il servizio di streaming della RAI sarà lodevole nei contenuti, ma non certo nei mezzi.
    Avendo adottato Silverlight come piattaforma, gli utenti Linux e Mac sono tagliati fuori.
    Tant'è che sono nate community che cercano in qualche modo di bypassare il problema, tipo questa:
    http://flavio.tordini.org/dirette-raitv-senza-silv...
    La nota dolente è che tali community sono evidentemente monitorate da GAIA (il fornitore dei servizi RAI) e quindi è un continuo rincorrersi: la community trova il modo di bypassare e GAIA cambia sistema, allora la community trova una nuova soluzione e GAIA cambia di nuovo... e così via.

    Questo avviene nonostante nelle loro condizioni d'uso sia specificato più volte che il servizio deve rispettare una neutralità tecnologica.

    Cito l'articolo 6 del "Contratto di Servizio 2007-2009 – TRA IL MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI E LA RAI S.P.A"

    Articolo 6 “offerta multimediale” comma 3 lett.b) La Rai si impegna, per quanto riguarda l’offerta di contenuti sui propri siti, a “rendere disponibili, compatibilmente con il rispetto dei diritti dei terzi ed escludendo ogni sfruttamento a fini commerciali da parte di terzi, i contenuti radiotelevisivi trasmessi nell’ambito dell’offerta televisiva e radiofonica di cui all’articolo 4, comma 1, e all’articolo 5 direttamente dal portale Rai.it agli utenti che si collegano attraverso internet dal territorio nazionale e risultano in regola con il pagamento del canone di abbonamento Rai, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica”.

    Il testo intergrale si trova qui:
    http://www.segretariatosociale.rai.it/regolamenti/...

    Non sarebbe male che Punto Informatico si occupasse della faccenda e chiedesse lumi a RAI e GAIA...
    Davvero complimentoni...
    non+autenticato
  • "Davvero complimentoni..." alla fine non è diretto a PI. Tutta colpa di un copia e incolla fatto male. ^__^
    non+autenticato
  • infatti su windows ci sono SteamRai e TVLC che ora sono inutilizzabili.
    Sgabbio
    26178
  • Sarebbe bene organizzare una massiccia protesta, visto che loro devono garantire la suddetta neutralità.
    Purtroppo la vedo dura che questa storia riesca anche solo ad avere visibilità... Triste
    non+autenticato
  • Sono daccordo con il principio di ciò che esprimi.

    Solo una cosa... Abbandona Safari e riuscirai a vedere rai.tv anche su OS X. Esiste il plugin Silverlight ma solo per Firefox. Su linux non so quale sia la situazione con Moolight.