Giovanni Arata

Istantanee dal diritto d'autore che verrà

Equo compenso e libere utilizzazioni, Legal Bay e Creative Commons. Un seminario dell'Università di Bologna fa il punto sul diritto d'autore in rete. Con molti temi aperti e poche certezze

Bologna - C'era una volta il sistema del diritto d'autore. Era un sistema ordinato, con regole più o meno chiare, giurisdizioni precise ed un perimetro ben definito da presidiare. Poi quel regime è andato in crisi, scosso fin dalle fondamenta da un combinato di fenomeni tecnologici e sociali - bande larghe, social media, smartphone e tutto il resto - che ne hanno sfidato i capisaldi e scompigliato il campo d'azione. Ma dire crisi, spiegano i giuristi riconoscendo il problema, non significa dire superamento del diritto d'autore. Significa invece che gli istituti e le soluzioni tradizionali devono essere adeguate al nuovo panorama, e le misure a tutela degli autori ricalibrate rispetto ai problemi emergenti. Salvo che, quando si tratta di tradurre tali intenzioni in iniziative concrete, gli stessi addetti ai lavori faticano a trovare soluzioni condivise.

È questa la fotografia che si ricava dallo workshop su "Diritto d'Autore in internet", organizzato lo scorso 19 febbraio nel quadro del ciclo di Incontri su Diritto e Innovazione Tecnologica dell'Università di Bologna. Durante la giornata si è parlato tra l'altro di distinzione tra "pirateria commerciale" e "pirateria altruistica", di responsabilità degli intermediari, di Decreto Bondi ed equo compenso per la copia privata. Ma i due relatori - Ferdinando Tozzi, giurista esperto del Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore e Paolo Agoglia, Direttore dell'Ufficio Legislativo della SIAE - e la stessa ideatrice del seminario Giusella Finocchiaro hanno provato anche ad andare oltre i singoli nodi problematici, allargando il quadro all'(in)adeguatezza complessiva del diritto d'autore vigente ed alle sfide emergenti proposte dagli spazi di rete.

"L'attuale sistema del diritto d'autore avrebbe urgente bisogno di interventi di riforma" ha dichiarato Ferdinando Tozzi. Anzitutto perché, come illustrato dallo stesso rappresentante del Comitato consultivo sul diritto d'autore "mentre i principi contenuti nella disciplina originaria restano validi, molte delle modifiche normative successive sono soltanto delle pezze, inserite per rispondere ad esigenze locali e disarmoniche rispetto all'impianto complessivo". E poi, ha continuato, anche in ragione dei cambiamenti copernicani intervenuti con internet e le reti sociali, che "hanno determinato un radicale mutamento delle piattaforme di fruizione e produzione delle opere dell'ingegno".
A giudizio di Tozzi, una possibile via d'uscita dall'attuale impasse del diritto d'autore potrebbe venire da una più estensiva interpretazione dell'istituto delle utilizzazioni libere, quelle che il diritto chiama "eccezioni e limitazioni". "Il pagamento di un corrispettivo economico - ha spiegato - dovrebbe essere richiesto nei casi in cui il reimpiego delle opere dell'ingegno risponde a finalità di carattere commerciale, mentre tutte le fattispecie collegate ad istanze culturali e sociali andrebbero ricondotte al regime delle utilizzazioni libere, e quindi sottoposte ad un prelievo ridotto o nullo".

Più radicale la lettura di Giusella Finocchiaro, a giudizio della quale anche la normativa vigente sarebbe possibile introdurre innovazioni più incisive rispetto alla semplice reinterpretazione delle utilizzazioni libere. "Nel nuovo scenario creato dalla rete - spiega la docente dell'Università di Bologna - la remunerazione economica non è più l'unico caposaldo intorno al quale far ruotare le norme ed altre soluzioni, come ad esempio le licenze Creative Commons, possono essere utilmente incorporate nell'impianto normativo esistente". Secondo Finocchiaro, infatti, le nuove pratiche legate alla produzione ed alla circolazione della conoscenza in rete realizzano un vero e proprio salto di paradigma: cambia il concetto di mercato e cambia - o almeno è passibile di cambiamento - il concetto stesso di autore, che da individuale si fa collettivo ed apre la strada a forme di produzione innovative.

Sul mutamento di scenario indotto dall'avvento del digitale si è soffermato a lungo anche il Direttore dell'Ufficio Legislativo SIAE Paolo Agoglia. "Oggi ci troviamo di fronte al sovvertimento di categorie non solo giuridiche ma anche logiche - ha spiegato - e gli agglomerati di interessi che si manifestano nel panorama della rete sono diversi da quelli del passato". Tuttavia, a giudizio di Agoglia, queste trasformazioni non comportano cambiamenti nel ruolo e nelle funzioni della SIAE, giacché nel mondo digitale l'esigenza di proteggere le prerogative economiche degli autori risulta se possibile ancor più stringente. "Certamente è necessario individuare modalità innovative - ha spiegato - ma il nostro compito storico di tutelare i diritti patrimoniali degli autori non viene meno. Sono gli stessi autori a chiedercelo, perché da soli non riuscirebbero a farlo".

È per sviluppare questa prospettiva, ha spiegato l'alto funzionario, che SIAE sta elaborando per una piattaforma di distribuzione legale dei contenuti, la già preannunciata Legal Bay. Tuttavia, a quanto è dato capire dalle sue parole, il progetto si trova ancora lontano dalla fase attuativa. "In questo periodo - ha detto infatti il dirigente - stiamo lavorando per definire un tavolo con tutti i soggetti che possono essere interessati all'iniziativa. Se esiste un interesse condiviso, ci ritroveremo e ragioneremo sull'attuazione concreta del progetto".

Molto più concrete e tangibili le prospettive collegate al molto discusso provvedimento riguardante l'"equo compenso" per copia privata, che secondo le stime di Altroconsumo potrebbe fruttare all'ente qualcosa come 250 milioni di euro all'anno. Agoglia ha difeso l'iniziativa spiegando come misure analoghe esistano in tutta Europa, e come i provvedimenti recenti siano di fatto semplici adeguamenti rispetto a regole già da tempo in vigore. "Quello di cui stiamo parlando - ha spiegato - è un principio che esiste fin dal 1992, e che è stato riaffermato anche dal legislatore comunitario. Con il provvedimento inserito nel Decreto Bondi abbiamo soltanto inteso aggiornare la normativa rispetto agli sviluppi tecnologici più recenti".

Un altro profilo di interesse sollevato durante il dibattito è quello riguardante la necessità di concentrare le energie investigative e repressive sulla pirateria "commerciale" - quella animata da fini di lucro - e parallelamente alleggerire la pressione sulle forme di "pirateria" motivate da istanze culturali e altruistiche. Secondo Tozzi l'adozione di un approccio di questo genere offrirebbe il doppio vantaggio di rafforzare la pressione nei confronti dei pirati "veri" e di togliere argomenti a coloro che approfittano dell'attuale situazione appellandosi alla sua eccessiva rigidità. Su una linea sostanzialmente analoga Agoglia, a giudizio del quale "la modalità sanzionatoria non paga, o meglio serve soltanto per inibire il comportamento di coloro che agiscono per ragioni commerciali", mentre nei confronti degli altri utenti serve piuttosto "un lavoro culturale e quasi semantico" volto a chiarire che la pirateria non è di per sé né romantica né bella.

Giovanni Arata
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26 Commenti alla Notizia Istantanee dal diritto d'autore che verrà
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  • E' un articolo penosamente pro-pirateria, come tutti quelli di PI d'altronde.

    Che senso ha un dibattito all'universita' tra gente che non produce nulla e non vende alcun prodotto ?

    ci mancherebbe che a lor signori dispiacciano cose come warez, ftp, youtube, p2p, e compagnia bella.

    e' proprio grazie a questo tipo di articoli che PI si riconferma una testata giornalistica di m...

    siete il nulla, non producete e non create nulla, se domani scompariste nessuno se ne accorgerebbe.

    e non mi si dica che l'articolo e' solo la cronaca del workshop romano.
    c'e' modo e modo di coprire un avvenimento, chi lo fa onestamente, e chi come voi incita al furto di proprieta' intellettuale, a scaricare e ladrare e chi vivra' vedra' perche' tanto chiuso un buco se ne aprono altri cento eh ?
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > E' un articolo penosamente pro-pirateria, come
    > tutti quelli di PI
    > d'altronde.
    >
    > Che senso ha un dibattito all'universita' tra
    > gente che non produce nulla e non vende alcun
    > prodotto ?
    >
    >
    > ci mancherebbe che a lor signori dispiacciano
    > cose come warez, ftp, youtube, p2p, e compagnia
    > bella.
    >
    > e' proprio grazie a questo tipo di articoli che
    > PI si riconferma una testata giornalistica di
    > m...
    >
    >
    > siete il nulla, non producete e non create nulla,
    > se domani scompariste nessuno se ne
    > accorgerebbe.
    >
    > e non mi si dica che l'articolo e' solo la
    > cronaca del workshop
    > romano.
    > c'e' modo e modo di coprire un avvenimento, chi
    > lo fa onestamente, e chi come voi incita al furto
    > di proprieta' intellettuale, a scaricare e
    > ladrare e chi vivra' vedra' perche' tanto chiuso
    > un buco se ne aprono altri cento eh
    > ?

    cheppalle. Per forza alcuni usano il tuo nickname per scrivere, sei l'apoteosi del troll su internet. Da manuale.Rotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > E' un articolo penosamente pro-pirateria, come
    > tutti quelli di PI
    > d'altronde.

    Quindi perchè continui a leggere?

    > Che senso ha un dibattito all'universita' tra
    > gente che non produce nulla e non vende alcun
    > prodotto ?

    Lo sapevo che sei pure berlusconiano, e incapace di capire la necessità dell'istruzione superiore, che evidentemente ti manca.

    > ci mancherebbe che a lor signori dispiacciano
    > cose come warez, ftp, youtube, p2p, e compagnia
    > bella.
    >
    > e' proprio grazie a questo tipo di articoli che
    > PI si riconferma una testata giornalistica di
    > m...

    Quindi te ne vai? Eh? Eh?

    > siete il nulla, non producete e non create nulla,
    > se domani scompariste nessuno se ne
    > accorgerebbe.
    >
    > e non mi si dica che l'articolo e' solo la
    > cronaca del workshop
    > romano.
    > c'e' modo e modo di coprire un avvenimento, chi
    > lo fa onestamente, e chi come voi incita al furto
    > di proprieta' intellettuale, a scaricare e
    > ladrare e chi vivra' vedra' perche' tanto chiuso
    > un buco se ne aprono altri cento eh
    > ?

    poveraccio, come farai a campare d'ora in poi?
    Suggerimento: trovati un lavoro, un lavoro vero però
    Funz
    12992
  • Ah l'universtità non produce nulla ? Ma senti questo...
    non+autenticato
  • Faccio finta di prenderti sul serio.
    - Scritto da: Pepito il breve
    > E' un articolo penosamente pro-pirateria, come
    > tutti quelli di PI
    > d'altronde.
    Si chiama "Taglio Giornalistico" e rispecchia quella che e' l'opinione condivisa dalla maggioranza dei lettori.

    > Che senso ha un dibattito all'universita' tra
    > gente che non produce nulla e non vende alcun
    > prodotto ?
    Questa frase si commenta da sola. Se c'e' qualcuno che produce innovazione questi sono i ricercatori universitari, la "bassa manovalanza" della ricerca (il termine e' usato per ribadire, casomai ce ne fosse bisogno, il fatto che i nostri ricercatori sono pagati poco, male e raramente).


    > ci mancherebbe che a lor signori dispiacciano
    > cose come warez, ftp, youtube, p2p, e compagnia
    > bella.
    Warez non credo, ma tutto cio' che stai usando per trascrivere su P.I. le tue elucubrazioni e' nato in una universita'. Non male per qualcuno che "non produce nulla".


    > e' proprio grazie a questo tipo di articoli che
    > PI si riconferma una testata giornalistica di
    > m...
    m che? Madre?

    > siete il nulla, non producete e non create nulla,
    > se domani scompariste nessuno se ne
    > accorgerebbe.
    Producono informazione, ti piaccia o meno,questo fa.

    > e non mi si dica che l'articolo e' solo la
    [...]
    > un buco se ne aprono altri cento eh
    > ?
    Vedi quanto detto sul taglio a inizio messaggi.

    Rilassati pepo', che la vita e' breve.
  • Quante porcherie tutte insieme.

    Addirittura workshops nelle universita'.

    Gente che vive di rendita, baroni universitari, professori, saccenti, tutti uniti nello schifare il copyright in quanto pagati dallo STATO che loro tanto schifano.

    Quanti brevetti sono usciti da queste universita' che tanto alzano la voce ? Che so, Padova, Milano, Torino, Bologna ?

    Molto comodo fare i liberali "col culo altrui".

    Peccato che chi inventa qualcosa non stia dalle loro parti, o magari abbia persino solo la terza media come gran parte degli imprenditori del
    nord.
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > Quante porcherie tutte insieme.
    >
    > Addirittura workshops nelle universita'.
    >
    > Gente che vive di rendita, baroni universitari,
    > professori, saccenti, tutti uniti nello schifare
    > il copyright in quanto pagati dallo STATO che
    > loro tanto
    > schifano.
    >
    > Quanti brevetti sono usciti da queste universita'
    > che tanto alzano la voce ? Che so, Padova,
    > Milano, Torino, Bologna
    > ?
    >
    > Molto comodo fare i liberali "col culo altrui".
    >
    > Peccato che chi inventa qualcosa non stia dalle
    > loro parti, o magari abbia persino solo la terza
    > media come gran parte degli imprenditori del
    >
    > nord.


    BRAVA, BRAVA, SEI PROPRIO BRAVA. Condivido tutto.
    Basta con 'sto cazzo di laureati, una volta che uno sa leggere e far di conto basta e avanza. Così si fa in tutti i paesi civili, dove tra l'altro le videoteche sono più tutelate.
    La brava gente noleggia almeno 2 film a settimana, gli altri sono puzzoni.
    non+autenticato
  • Sei decisamente la persona più ignorante e sgradevole che si aggira per PI.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MaestroX
    > Sei decisamente la persona più ignorante e
    > sgradevole che si aggira per
    > PI.

    Sgradevole sarai tu, scroccone!
    non+autenticato
  • Forse... ma l'ignorante resti tu. E non poco!
    non+autenticato
  • - Scritto da: MaestroX
    > Forse... ma l'ignorante resti tu. E non poco!


    Ma pensa, vuoi forse negare che gli imprenditori nel nord hanno soprattutto la terza media? A che servono 'ste cazzo di lauree, a usare meglio emule? Leonardo da vinci non era laureato!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > - Scritto da: MaestroX
    > > Forse... ma l'ignorante resti tu. E non poco!
    >
    >
    > Ma pensa, vuoi forse negare che gli imprenditori
    > nel nord hanno soprattutto la terza media?

    Non lo nego ma lo critico.
    La laurea è solo un titolo, non è obbligatorio averla per dimostrare di essere intelligenti e acculturati.
    non+autenticato
  • e' un troll.

    non sono io.
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > e' un troll.
    >
    > non sono io.
    Ma tu no, sei tu che hai dichiarato che i grandi imprenditori "del nord" hanno probabilmente la terza media. Certo se mi fai un po di nomi, ti presento invece quelli che sono laureati, con master e che sanno cosa vuoldire lavorare e fare ricerca e non fuffa come te. Solo nella nostra nazione si crede che si spossa diventqare grandi imprenditori con la terza media, mi spiace, ma quei tempi sono largamente finiti
    non+autenticato
  • troll.

    e smettetela di usare il mio nome.
  • FreeBSD è stato realizzato in un'università.
    non+autenticato
  • Ma ci vuole anche per le videoteche, non solo per gli autori! Ci smeniamo anche noi videotecari, conduciamo imprese ad alto valore aggiunto distrutte da 'sto cazzo di internet! Che poi ormai internet è una tecnologia vetusta, il digitale terrestre l'ha ampiamente sorpassato, e poi spesso si sconnette...

    Incasso 20 euri al giorno ormai! Che vergogna, come faccio a pagare le rate della panda? GALERA a chi scarica, vedi che gli passa la voglia!
    non+autenticato
  • In galera ci devi andare tu per le caxxxte che dici.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MaestroX
    > In galera ci devi andare tu per le caxxxte che
    > dici.

    Noi videotecari abbiano fatto passare tante serate piacevoli a MILIONI di famiglie per DECENNI! Adesso per colpa di sta minchia di internet non si noleggiano più neanche i pornazzi!

    Viva il DMCA, viva la legge urbani, manette a chi usa emule!!!
    non+autenticato
  • Stai screditando uno degli avanzamenti tecnologici più importanti della storia dell'uomo. Ma probabilmente non sai nemmeno quello che dici.
    Piantala con questi interventi: dimostri solo la tua ottusità e pochezza culturale.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MaestroX
    > Stai screditando uno degli avanzamenti
    > tecnologici più importanti della storia
    > dell'uomo. Ma probabilmente non sai nemmeno
    > quello che
    > dici.
    > Piantala con questi interventi: dimostri solo la
    > tua ottusità e pochezza
    > culturale.


    Ma quale avanzamento e avanzamento, non vorremo mica paragonare 'sto internet col cinema, la tv, i videoregistratori! I film esistono dall''800, i videotecari da 50 anni, 'sto internet invece da quanto? 15 anni? Vedremo quanto durerà, non serve a un TUBO, se non a far chiudere le videoteche!
    non+autenticato
  • ..in effetti quello che dici è veramente ridicolo.. non è mia intenzione criticare le idee altrui, sono solo stupito perché non pensavo che qualcuno potesse pensarla così..
    non+autenticato
  • la rete non è vetusta è grande ma molti "signori" la usano per scopi ileciti e andrebbero puniti...
    chiunque con un po di materia grigia sulle spalle dovrebbe ammetere che un controlo sulla rete ci vuole...
    tranne per quei "signori" che usano la rete per scopi illeciti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nik
    > la rete non è vetusta è grande ma molti "signori"
    > la usano per scopi ileciti e andrebbero
    > puniti...
    > chiunque con un po di materia grigia sulle spalle
    > dovrebbe ammetere che un controlo sulla rete ci
    > vuole...
    > tranne per quei "signori" che usano la rete per
    > scopi
    > illeciti.

    "controlo", "ileciti", "ammetere". Che è, la saga dei videotecari analfabeti?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > Ma ci vuole anche per le videoteche, non solo per
    > gli autori! Ci smeniamo anche noi videotecari,
    > conduciamo imprese ad alto valore aggiunto
    > distrutte da 'sto cazzo di internet! Che poi
    > ormai internet è una tecnologia vetusta, il
    > digitale terrestre l'ha ampiamente sorpassato, e
    > poi spesso si
    > sconnette...

    E allora, se la tecnologia di internet e' vetusta che ti frega?
    Aspetta che muoia.

    > Incasso 20 euri al giorno ormai!
    > Che vergogna,
    > come faccio a pagare le rate della panda?

    Trovati un lavoro e finiscila di lamentarti.

    > GALERA
    > a chi scarica, vedi che gli passa la
    > voglia!

    Tu non hai ancora capito che quelli che oggi scaricano, se gli togli internet, non vengono mica a fare la fila a prendere le tue cassette.
    Ogni film scaricato non e' un film in meno noleggiato da te, e' un film scaricato e basta.
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > Ma ci vuole anche per le videoteche, non solo per
    > gli autori! Ci smeniamo anche noi videotecari,

    Sarà che lo sei.