Massimo Mattone

Intermediari o controllori?

di Massimo Mattone - Lo spettro del controllo preventivo da parte degli intermediari non Ŕ affatto scongiurato. A spiegarlo a Punto Informatico Ŕ l'avvocato Pisapia, legale di Google

Roma - La notizia la conosciamo. Le reazioni, peraltro, abbastanza prevedibili e non sempre capaci di scavare in profondità: "morte degli UGC", "fine dell'Internet libera", "censura alla cinese". Nei casi migliori, la stampa internazionale specializzata parla di pericoloso precedente.

Qualcuno però - è il caso, ad esempio, di Stefano Quintarelli - invita alla prudenza, non essendo del tutto certo - prima di analizzare gli atti delle sentenze - del crucifige generale che ormai in rete la fa da padrone su magistratura e politica. La solita storia, insomma, della magistratura incapace di legiferare su Internet poiché ignorante delle sue dinamiche. ╚ proprio così? Non lo sapremo fin quando non leggeremo le carte, facciamocene una ragione. Ma qualche ragionamento possiamo provare a farlo. Innanzitutto, chiediamoci la cosa che ci interessa di più: per cosa è stata condannata Google? Perché avrebbe dovuto controllare preventivamente il video prima di renderlo disponibile? Se fosse così, il crucifige sarebbe in qualche modo giustificato.

Secondo Stefano Quintarelli - che ribadisce però la sua prudenza e implora di "dare sentenze" solo dopo aver letto gli atti - la responsabilità addebitata a Google potrebbe essere riferita alla circostanza che le condizioni d'uso del servizio non specificassero il richiamo alle regole della privacy, non trasferendone, quindi, l'obbligo di rispetto agli utenti. Si tratterebbe dunque di "Un problema essenzialmente formale".
Ma c'è un altro aspetto che - se fosse confermato tal quale - sembrerebbe suggerire alla Rete di dormire sonni tranquilli. Ossia, per quanto dichiarato dall'avvocato Giuliano Pisapia, il legale che ha difeso Google in giudizio, parrebbe non essere passato "il principio che pretendeva l'obbligo giuridico di un controllo preventivo di cosa viene immesso in rete". Morale della favola: di cosa ci staremmo preoccupando? A Google & Co. - in tal caso - basterebbe in futuro mettere un disclaimer da qualche parte nelle condizioni di servizio e il gioco sarebbe fatto. Nessun precedente, insomma. A nessuno sarebbe chiesto - cosa assurda e improponibile - un controllo preventivo di cosa è immesso in Rete.

Problema risolto? Tanto rumore per nulla? L'avvocato Pisapia, il legale che ha difeso Google, ha chiarito a Punto Informatico che le cose non stanno affatto così. La non sussistenza dell'"obbligo giuridico di un controllo preventivo di cosa viene immesso in rete, infatti, riguarda - ha precisato il legale - il solo capo a) dell'imputazione, ossia quello che si riferisce alla parte penale relativo alla diffamazione". Tipologia di reato per la quale Google è stata assolta.

Riguardo al capo b), invece, quello relativo alla privacy, tipologia di reato per la quale Google è stata condannata, "non è affatto possibile escludere - Pisapia si augura non sia così, ma non lo si saprà precisa prima dei novanta giorni necessari alla deposizione degli atti - che a Google si contesti la non applicabilità della direttiva sull'e-commerce (o l'applicabilità in forme diverse)".

In soldoni: se il capo a) sembra allontanare gli spettri del controllo preventivo dei contenuti, il capo b) potrebbe farlo rientrare in gioco in tutta la sua drammatica potenzialità. Parola del legale di Google che dichiara esplicitamente a Punto Informatico di essere "molto preoccupato per il destino della Rete" qualora ciò malauguratamente avvenisse.

Preoccupazione alla quale si aggiunge, tra l'altro, quella di mettere in ridicolo l'intera internet italiana agli occhi della comunità internazionale. E non ne abbiamo davvero bisogno.

Massimo Mattone
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34 Commenti alla Notizia Intermediari o controllori?
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  • Come ogni cittadino che si rispetti e viene a conoscenza di un reato, non vedo perchè Google non debba informare l'autorità giudiziaria dei reati di cui viene a conoscenza.
    Anche se credo che Vividown abbia sbagliato tutto.
    L'impianto accusatorio non andava impostato così, a mio sommesso avviso, ma andava presentata querela per favoreggiamento perchè era stato postato un video che mostrava l'esistenza di un reato e non ne hanno tempestivamente informato l'autorità giudiziaria.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Massimo Sconvolto
    > Come ogni cittadino che si rispetti e viene a
    > conoscenza di un reato, non vedo perchè Google
    > non debba informare l'autorità giudiziaria dei
    > reati di cui viene a conoscenza.

    A meno che tu non sia un pubblico ufficiale e i reati non siano estremamente gravi (tipo attentato all'unità del Paese o cose del genere), non sei tenuto a informare l'autorità giudiziaria di reati di cui vieni a conoscenza. Sempre che ospitare GB di dati sui propri server sia "venire a conoscenza".

    > Anche se credo che Vividown abbia sbagliato tutto.
    > L'impianto accusatorio non andava impostato così,
    > a mio sommesso avviso, ma andava presentata
    > querela per favoreggiamento perchè era stato
    > postato un video che mostrava l'esistenza di un
    > reato e non ne hanno tempestivamente informato
    > l'autorità giudiziaria.

    vedi sopra
    pippuz
    1259
  • Certo! Se tu vedi qualcuno che viene pestato per strada tiri dritto.
    Chiamare la polizia neanche ti sfiora, non è affar tuo.
    Google ha visto una persona che veniva picchiata e non ha mosso un dito.
    Gli strumenti per controllare quello che viene messo in rete ci sono (mai sentito parlare di deep packet inspection?)
    Preferisco la censura è l'impossibilità di perpetrare reati con il beneplacito di chi offre i servizi piuttosto che l'anarchia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Massimo Sconvolto
    > Certo! Se tu vedi qualcuno che viene pestato per
    > strada tiri dritto.
    > Chiamare la polizia neanche ti sfiora, non è
    > affar tuo.

    non fare il polemico inutilmente, in più con persone che non conosci. Google (o chiunque altro, eccetto le categorie già citate e i casi già citati) non hanno alcun obbligo giuridico. Questo non significa che si abbia il dovere morale di fare una simile denuncia. Questo, se ci si accorge del reato.

    > Google ha visto una persona che veniva picchiata
    > e non ha mosso un dito.

    il web è pieno di nefandezze e tu non hai mosso un dito. la tua capacità e possibilità tecnica di visionare quello che esiste in rete è pressappoco quella di Google, perché non l'hai segnalato tu?

    > Gli strumenti per controllare quello che viene
    > messo in rete ci sono (mai sentito parlare di
    > deep packet inspection?)

    non controlli se una persona ne sta picchiando un'altra ne molto altro. già che tu abbia citato tale strumento in questa occasione dimostra la tua ignoranza.

    > Preferisco la censura è l'impossibilità di
    > perpetrare reati con il beneplacito di chi offre
    > i servizi piuttosto che l'anarchia.

    "Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza." (cit.)

    Non valida in assoluto, ma come risposta va benissimo.
    pippuz
    1259
  • - Scritto da: pippuz

    > il web è pieno di nefandezze e tu non hai mosso
    > un dito. la tua capacità e possibilità tecnica di
    > visionare quello che esiste in rete è pressappoco
    > quella di Google, perché non l'hai segnalato
    > tu?

    Non passo le mie ore su youtube.
    Lavoro e quel poco di tempo che riesco a ritagliarmi la sera e la notte preferisco usarlo per creare contenuti liberi da Copyright.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Massimo Sconvolto
    [..]
    > Google ha visto una persona che veniva picchiata
    > e non ha mosso un
    > dito.

    certo, il sig. Google sa esattamente che cosa c'è in tutti i suoi server LOL

    > Gli strumenti per controllare quello che viene
    > messo in rete ci sono (mai sentito parlare di
    > deep packet
    > inspection?)

    AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAH

    e tu ne hai mai sentito parlare e sai cos'è?A bocca aperta

    > Preferisco la censura è l'impossibilità di
    > perpetrare reati con il beneplacito di chi offre
    > i servizi piuttosto che
    > l'anarchia.

    anche se fosse, in questo caso è impossibile

    e comunque quando hanno messo il video su youtube (o googlevideo, non ricordo) il reato era già stato perpetrato, così invece tutti ne sono venuti a conoscenza
  • contenuto non disponibile
  • si ma prima bisogna dimostrare che google ne fosse davvero a conoscenza cosa improbabile visto il numero di video caricati al secondo e visto che il video era italiano (quindi le visite abbastanza insignificanti rispetto ai numeri di video internazionali)
    non+autenticato
  • il dramma è che se si verifica quello che dice l'avvocato di google non è un fatto di essere a conoscenza o no, è che google youtube ecc... rischiano di dover controllare una a una le cose che vengono caricate dagli utenti (e fanno prima a lasciarlo un paese capace di far valere un principio scellerato come questo).
    non+autenticato
  • - Scritto da: moltoRol
    > il dramma è che se si verifica quello che dice
    > l'avvocato di google non è un fatto di essere a
    > conoscenza o no, è che google youtube ecc...
    > rischiano di dover controllare una a una le cose
    > che vengono caricate dagli utenti (e fanno prima
    > a lasciarlo un paese capace di far valere un
    > principio scellerato come
    > questo).

    Che lo lascino!
    non+autenticato
  • Francamente viene da chiedersi se Quintarelli abbia idea di cosa sia la rete.
    La sua biografia sembrerebbe lasciare pochi dubbi al riguardo, ma le sue parole ne lasciano invece parecchi.
    Presumibilmente gli hanno fatto Molto Male gli anni trascorsi a occuparsi e occupare ruoli di rappresentanza, in cui, sembra (e sembra a torto ) di poter mediare su tutto, col potere politico.
    Ora, non solo non e' possibile mediare su alcuni principi, e questo con buona pace delle motivazioni della sentenza, ma, oltre a non essere possibile e' anche dannoso, convincere il potere politico o giudiziario, che esiste sempre una possibile mediazione o una possibile merce di scambio, (magari qualche favore o concessione alla categoria isp & co.) e' proprio il modo per fare si che la pericolosa china che si e' imboccata diventi più ripida.
    In questo senso la responsabilità di Quintarelli "esperto di rete " e' ancora maggiore.
    Ah Quintare' o rinsavisci o dacce un taijo!
    non+autenticato
  • ANSA:
    'Siamo negativamente colpiti' dalla 'decisione di condanna di alcuni dirigenti della Google Inc.', dice l'ambasciatore Usa a Roma, Thorne.

    Ci siamo, è diventato un caso diplomatico.
    Anche gli USA si dissociano dall'Italia!!!

    Ma come, non eravamo i migliori amici degli USA?
    Chissà, magari Mediaset ora deve fare un passo indietroOcchiolino
    non+autenticato
  • > Ma come, non eravamo i migliori amici degli USA?

    Solo se il presidente non è abbronzato...
    non+autenticato
  • - Scritto da: kherz

    > Ma come, non eravamo i migliori amici degli USA?

    e di israeleA bocca aperta
  • Ciao Klez.
    Dal punto di vista del legale, non sono molto d'accordo con teSorride
    La magistratura con le sue sentenze "crea" la giurisprudenza.
    Sulla giurisprudenza, ne è piena la storia, si basano le succcessive sentenze che, spesso, sono accolte dai politici come "dispositivi di legge" et similia.

    In questo senso il senso dell'articolo è semplicemente perfetto e lo quoto appieno: occorre fare estrema attenzione, imho, a che NON si crei un PRECEDENTE pericolissimo!!!

    I nostri politici, e lo sappiamo benissimo, non aspettano altro che l'avallo della magistratura per tradurre in "legge" ciò che è solo un "orientamento legale".

    Col risultato, e io sono d'accordo con l'avvocato di Google che ha detto di essere preoccupato del futuro della rete e di noi utenti, che si partoriscono sentenze di condanna incivili come queste che ci stanno mettendo alla berlina del mondo intero

    come l'articolo del time di cui state parlando sopra, anche se lì sempre a darle a Berlusconi, sembra che sia il loro unico obiettivoOcchiolino
    non+autenticato
  • il mio era solo un cavillo tecnico. 'legiferare' vuol dire 'emanare leggi', non 'creare giurisprudenza che poi venga tradotta in legge dal legislatore'. tutto qui.
    che poi si crei un precedente pericoloso è fuor di dubbio
  • sarebbe il caso di correggere l'articolo.
    se la magistratura legiferasse e il legislatore giudicasse saremmo messi veramente male A bocca aperta
  • - Scritto da: klez
    > sarebbe il caso di correggere l'articolo.
    > se la magistratura legiferasse e il legislatore
    > giudicasse saremmo messi veramente male
    > A bocca aperta

    Beh, di gente che non si fa i ***** propri, lo stato italiano é giß pieno a tutti i livelli. A bocca aperta . Per contro purtroppo c'e anche chi si fa i propri e solo quelli, facendo credere di... ehm... lavorare!
    Parlo del governo. Tengo a specificarlo, perché quello che ho scritto sopra si puˇ applicare pi˙ o meno a chiunque in Italia! A bocca aperta
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