Giorgio Pontico

USA: datori lavoro cercasi

Dal Senato una proposta congiunta per l'istituzione di una nuova categoria di visti che favorisca l'ingresso nel paese di imprenditori stranieri. L'obiettivo? Creare occupazione

Roma - Creare posti di lavoro e rilanciare l'economia statunitense con un'iniezione di idee e spirito imprenditoriale: a questo punta la proposta bipartisan dei senatori John Kerry, democratico ex candidato alla Casa Bianca, e Richard Lugar, repubblicano, di introdurre una nuova tipologia di visti di entrata negli States per gli immigranti che decidono di investire nella creazione di startup.

Oltre ad essere cittadini stranieri con l'intenzione di stabilirsi in maniera permanente negli Stati Uniti, sarà necessario avere almeno 250mila dollari per dare il via alla propria azienda. Parte di questa somma dovrebbe provenire da investitori locali ma starà all'imprenditore straniero guadagnarsi la permanenza illimitata creando in due anni almeno cinque nuovi posti di lavoro (familiari esclusi) e racimolare un milione di dollari in investimenti o profitto.

Soprattutto per quanto riguarda i grandi colossi dell'IT non è infrequente imbattersi in ingegneri informatici indiani o giovani studenti del MIT coreani. Lo stesso Sergey Brin, co-fondatore di Google, è nato a Mosca nel 1973 per poi trasferirsi negli USA con la famiglia.
L'iniziativa, che è stata denominata Startup Visa Act of 2010, avrebbe già ricevuto diversi consensi da parte di chi vi intravede un possibile trampolino per il rilancio dell'economia e come un freno al crescente tasso di disoccupazione che attanaglia gli States.

Giorgio Pontico
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