Giorgio Pontico

Lettonia, hack per vendetta

Un attivista locale ha rubato i dati degli stipendi. Li sta rivelando ai media locali per chiedere giustizia in tempi di recessione

Roma - Un hacker lettone che si fa chiamare Neo, ma che la stampa internazionale ha già ribattezzato Robin Hood, è riuscito a introdursi nei sistemi informatici di una delle più grandi banche del paese per "svelare l'identità di chi in Lettonia sta lucrando sulla recessione".

Neo sostiene di far parte di un gruppo chiamato L'esercito del quarto risveglio del popolo che in tre mesi avrebbe raccolto dati di più di mille aziende lettoni. Questa mole di informazioni starebbe passando ai media locali attraverso un account Twitter.

Secondo gli specialisti della polizia non si sarebbe trattato di un cyberattacco ma soltanto di misure di sicurezza non adeguate che sono state adeguatamente sfruttate: "Una sola cosa è chiara - ha spiegato Ieva Reksna, della polizia lettone - siamo all'inizio di una lunga indagine".
Un presentatore della televisione di stato locale, Ilze Nagla, ha dichiarato alla BBC che l'operato di Neo è stato percepito positivamente e che l'hacker viene considerato un Robin Hood dei tempi moderni. "Da una parte ha certamente commesso un crimine sottraendo dati sensibili - ha concluso Nagla - ma allo stesso tempo l'opinione pubblica può sperare in un sistema più trasparente adesso che sono state svelate così tante informazioni".

Giorgio Pontico
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