Claudio Tamburrino

Cassazione, un limite al tecnocontrollo

No al licenziamento di una donna colta a navigare per motivi personali dal PC aziendale. La sorveglianza sul posto di lavoro non può passare da spionaggio software di cui il dipendente è ignaro

Roma - La Cassazione, sezione Lavoro, ha giudicato illegittimo il licenziamento di una donna colta dal datore di lavoro ad accedere ad Internet per motivi personali. Chiarendo che "la vigilanza sul lavoro non va esasperata dall'uso di tecnologie" e che va (secondo quanto stabilito anche nello Statuto dei Lavoratori) mantenuta in una dimensione "umana".

Con la sentenza 4375 la Suprema Corte ha rigettato il ricorso di Recordati, ditta farmaceutica che nel 2002 in due occasioni aveva licenziato una dipendente con la motivazione di "avere usato Internet per ragioni non di servizio in contrasto con il regolamento aziendale". La Cassazione ha così disposto il reintegro di Caterina L. sul posto di lavoro.

Già il tribunale di Milano a cui era inizialmente demandata la questione aveva dichiarato illegittimo il licenziamento, considerandolo sproporzionato rispetto agli addebiti contestati alla lavoratrice. Il giudice aveva inoltre ritenuto inutilizzabili i dati prodotti attraverso il software di controllo e aveva tenuto conto solo dei tabulati rilevabili direttamente dal computer della donna, da cui era emerso che i collegamenti sul web erano stati di pochi minuti e che spesso erano avvenuti durante la pausa pranzo. Anche la Corte d'appello aveva condiviso la tesi dei giudici di primo grado, costringendo l'azienda a ricorrere in Cassazione.
Punto di particolare rilevanza è proprio il ragionamento fatto dalla Corte circa l'utilizzo di misure di controllo dettagliate sulla navigazione del dipendete. Pur sottolineando che la navigazione deve avvenire "senza farne troppo abuso", infatti, la Cassazione ha rilevato che il software di controllo informatico centralizzato installato senza un preventivo accordo costituisce una "violazione della riservatezza e dell'autonomia del lavoratore".

Per quanto, infatti, alcuni misure siano concesse, il Garante della Privacy e la giurisprudenza si sono più volte espressi per cercare di stabilire i limiti entro cui i datori di lavoro possono muoversi. Nel caso specifico, l'azienda aveva utilizzato un programma di controllo informatico centralizzato installato, appunto, senza essere previsto da alcun accordo sindacale (né da una commissione interna né autorizzato dall'Ispettorato del lavoro), venendo meno alla "garanzia procedurale a vari livelli" necessaria a legittimare controlli elettronici sui PC dei dipendenti per sapere se accedono a siti Internet per ragioni personali.

Claudio Tamburrino
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30 Commenti alla Notizia Cassazione, un limite al tecnocontrollo
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  • la Signora in questione per quanto riguarda gli affari. Conosco aziende che permettono lo scarico di film xxx a dipendenti considerati "valuable" per il "business" aziendale perciò chiudono non 1 ma 2 ed anche 3 o 4 occhi pur di tenersi la persona in questione ("non vorrete mica tirar su casini su chi porta soldi all'azienda anche se viola la politica aziendale dell'uso di Internet, no?!"). Invece se uno sta sulle scatole per un qualsivoglia motivo e l'azienda se ne vuole liberare ecco che un click sul sito dei programmi TV durante pausa pranzo: "UHHHHH! HA NAVIGATO SU UN SITO NON PERMESSO! DAGLI DAGLI!"
    Ah imprendito' ittaglianiiiii m'annate a pijan in ter....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Axel
    > la Signora in questione per quanto riguarda gli
    > affari. Conosco aziende che permettono lo scarico
    > di film xxx a dipendenti considerati "valuable"
    > per il "business" aziendale perciò chiudono non 1
    > ma 2 ed anche 3 o 4 occhi pur di tenersi la
    > persona in questione ("non vorrete mica tirar su
    > casini su chi porta soldi all'azienda anche se
    > viola la politica aziendale dell'uso di Internet,
    > no?!"). Invece se uno sta sulle scatole per un
    > qualsivoglia motivo e l'azienda se ne vuole
    > liberare ecco che un click sul sito dei programmi
    > TV durante pausa pranzo: "UHHHHH! HA NAVIGATO SU
    > UN SITO NON PERMESSO! DAGLI
    > DAGLI!"
    > Ah imprendito' ittaglianiiiii m'annate a pijan in
    > ter....

    funziona così...
    comunque nulla di sconvolgente
    non più sconvolgente di quanti, assunti a tempo determinato

    -"solo per un anno, è la politica aziendale, poi passiamo al tempo indeterminato"

    dopo 3 anni di palle si trovano su una strada, non perchè non servano... ma perchè l' azienda guidata da dei gerontocrati, vedendo la crisi
    divenire realtà,
    preferisce mantenere degli inutili commerciali per liberarsi di tutti i precari!
  • Non vuoi che il dipendente perda tempo su internet?
    Consenti l'accesso solo ai pochi siti di interesse aziendale e stop, fine del problema!
    Cavolo non licenziano in tronco manco chi fa timbrare il cartellino di servizio al collega e devono licenziare uno che fa un giro su interenet? Queste sono solo scuse, sa tanto di mobbing!
  • > Cavolo non licenziano in tronco manco chi fa
    > timbrare il cartellino di servizio al collega e
    > devono licenziare uno che fa un giro su
    > interenet? Queste sono solo scuse, sa tanto di
    > mobbing!
    non+autenticato
  • Mi fa ridere un capo che va su internet per organizzare la sua vacanza in Spagna e poi licenzia il dipendente perchè va a vedere il meteo del week-end.
    Chi è senza peccato....
    Ciao da Poldo
    non+autenticato
  • - Scritto da: Poldo Sbaffini
    > Mi fa ridere un capo che va su internet per
    > organizzare la sua vacanza in Spagna e poi
    > licenzia il dipendente perchè va a vedere il
    > meteo del
    > week-end.
    > Chi è senza peccato....
    > Ciao da Poldo

    Capo o no le regole devono essere chiare.
    Intanto è logico consentire l'invio di qualche mail ad uso personale, come è consentito ricevere o telefonare a casa, purchè non si abusi di queste concessioni.
    Detto questo è logico che anche il sindacato dovrà essere informato (se vi sono sindacati interni).
    Questo per evitare gli si abusi da ambo le parti.
    Se poi il datore di lavoro fa i "tranelli" è ovvio che una volta scoperto poi pagherà lui le conseguenze.
    E' un pò come un ladro che potrebbe farla franca, ma rischia anche di essere "pizzicato".
  • > Capo o no le regole devono essere chiare.
    > Intanto è logico consentire l'invio di qualche
    > mail ad uso personale, come è consentito ricevere
    > o telefonare a casa, purchè non si abusi di
    > queste
    > concessioni.

    infatti, è una questione di "uso corretto"

    > Detto questo è logico che anche il sindacato
    > dovrà essere informato (se vi sono sindacati
    > interni).
    > Questo per evitare gli si abusi da ambo le parti.

    la cosa migliore è un sistema che blocchi l'accesso automaticamente a diverse classi di siti non attinenti al lavoro. Come i centralini quando impediscono le chiamate ai cellulari.

    > Se poi il datore di lavoro fa i "tranelli" è
    > ovvio che una volta scoperto poi pagherà lui le
    > conseguenze.
    >
    se proprio vuol fare il cattivo può, legittimamente, limitare i siti visionabili a quelli contenuti in una white list.
  • be aldila della sanita mentale, che e' questione di opinioni, l'utilizzo di facebook come di qualsiasi distrazione sul lavoro, che sia la pausa sigaretta, il caffe, o le due chiacchiere se non se ne abusa sono non solo permesse ma utili anche per la qualita' del lavoro stesso, un lavoratore meno stressato lavora meglio. Certo non se ne deve abusare, ma la soluzione non e' certo vietare in toto l'una o l'altra cosa....
    Per quanto riguarda il controllo in questione, mi pare giustissima la sentenza, non perche' il datore non sia in diritto di controllare, ma perche' deve avvisare che lo sta facendo, troppo facilmente ptrebbe venire in possesso altrimenti di dati riservati del lavoratore. Una volta avvisato che il tuo traffico viene monitorato se ne abusi e il datore viene a conoscenza dei cazzi tuoi, li vabe' ti attacchi!
    non+autenticato
  • Giusto che il lavoratore sia avvisato dei controlli, sacrosanto il discorso sulle pause, rimane il fatto che il pc aziendale non è quello personale del lavoratore, quindi non ne può disporre a suo piacimento. Vero che non vi è aumento dei costi per l'azienda ad usarlo nelle pause, come la mettiamo con rallentamento di internet e problemi di sicurezza causati da un uso non consapevole? Se vado su un sito "pericoloso" o installo un sw non autorizzato (ad es. un player per video) e infetto il pc con un virus, chi paga la riparazione? Non parliamo solo di grosse aziende con all'interno personale specializzato che gestisce l'infrastruttura informatica, ma anche di quelle piccole che si appoggiano all'esterno per questi servizi, quindi pagano. Per causare problemi basta solo andare a leggere la propria webmail e "distrattamente" aprire un allegato...
    non+autenticato
  • > come la mettiamo con rallentamento di
    > internet e problemi di sicurezza causati da un
    > uso non consapevole? Se vado su un sito
    > "pericoloso" o installo un sw non autorizzato (ad
    > es. un player per video) e infetto il pc con un
    > virus, chi paga la riparazione? Non parliamo solo
    > di grosse aziende con all'interno personale
    > specializzato che gestisce l'infrastruttura
    > informatica, ma anche di quelle piccole che si
    > appoggiano all'esterno per questi servizi, quindi
    > pagano.

    se entra 1 virus è colpa di chi ha progettato il sistema, non ci si può basare solo sui controlli in frontiera.
    inoltre può entrare per altri canali "leciti".
    non+autenticato
  • Io direi che sarebbe meglio bloccare sul posto di lavoro
    l'uso di Fessbook... Chissà quanto si risparmierebbe
    in Italia (e non parlo solo di soldi, ma anche di...
    sanità mentale Occhiolino ).
  • Poi ti ritrovi nelle condizioni come le mie: la proprietà ordina il blocco del sito di fb attraverso il proxy tasparente.. però .. però.. a loro deve restare aperto perché loro fb lo vogliono on lineSorride
  • Anche da me la "classe dirigente" ha bloccato fessbook alla plebaglia. Per loro è tutto aperto e libero da blocchi.
    non+autenticato
  • > Per loro è tutto aperto
    > e libero da
    > blocchi.

    i blocchi sono fatti per essere scavalcati o aggirati, per facebook non ne vale la pena però è sempre vero che un computer non è infallibile e in + non pensa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: IgaRyu
    > Poi ti ritrovi nelle condizioni come le mie: la
    > proprietà ordina il blocco del sito di fb
    > attraverso il proxy tasparente.. però .. però.. a
    > loro deve restare aperto perché loro fb lo
    > vogliono on line
    >Sorride

    esatto......
    come anche skype, youtube, i giornali e un sacco di
    altri siti...ad esempio lastminute
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