Claudio Tamburrino

L'equo compenso torna in Parlamento

Interrogazione parlamentare sul decreto che estende il raggio dei dispositivi su cui bisogna pagare il compenso per copia privata. Mentre si attende il parere della Commissione Europea sul ricorso di Altroconsumo

Roma - Di nuovo in Parlamento il dibattito sul Decreto firmato dal Ministro Bondi che estende l'equo compenso ai dispositivi di archiviazione di ogni tipo, comprese pennette e telefonini. In attesa del parere della Commissione Europea.

L'interrogazione parlamentare è stata presentata da Giovanna Melandri, in particolare è stato chiesto cos'è stato previsto di fare "per evitare che il costo dell'equo compenso ricada, in ultimo, sugli utilizzatori finali di prodotti tecnologici".

La risposta del Governo è stata affidata al sottosegretario Francesco Maria Giro e non sembra aver specificatamente affrontato l'ordine della questione, su chi ricadranno i costi, ma si è tornati su alcuni elementi.
"Il predetto compenso non è da considerare come una tassa incamerata dallo Stato - ha sottolineato Giro riprendendo un precedente intervento del Ministro Bondi - ma un compenso che va a soggetti privati con il quale s'intende riconoscere quanto dovuto ai creatori delle opere dell'ingegno per il mancato acquisto dei supporti originali contenenti brani musicali, film e opere delle arti visive". La questione semantica è d'altronde un punto di particolare importanza per definirne la natura tributaria, che la farebbe ricadere nella riserva di legge secondo cui non può essere adottata via decreto e che porrebbe dei problemi, come sottoposto da Altroconsumo alla Commissione Europea, circa la disciplina degli aiuti di stato.

Il Governo ha poi voluto specificare che non si tratta della "determinazione del compenso" ma esclusivamente della sua "rideterminazione", dal momento oggi viene già corrisposto, e mancavano solamente - nonostante il disposto normativo - i corrisposti diritti in relazione ai prodotti delle nuove tecnologie che ora "pure hanno una idoneità a riprodurre opere intellettuali".

Un altro punto è quello del rapporto tra equo compenso e pirateria. "Oltre a garantire un giusto equilibrio tra i diritti e gli interessi delle varie categorie di produttori e degli utenti del settore - ha argomentato Giro - rappresenta un valido strumento di tutela delle opere letterarie, artistiche e scientifiche", facendo esplicitamente un parallelo tra equo compenso per copia privata e lotta alla pirateria.

Il ragionamento, tuttavia, legittimerebbe - spiega il responsabile Relazioni Istituzionali per Altroconsumo Marco Pierani - il copiare materiale protetto da copyright senza averne il diritto (che resta invece penalmente sanzionabile): mentre "ha l'esclusiva funzione di compensare i titolari del danno subito per le copie private legittime".

Claudio Tamburrino
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44 Commenti alla Notizia L'equo compenso torna in Parlamento
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  • Mi spiace per i rivenditori italiani, ma a questo punto comprerò tutti i supporti all'estero come faccio già ora per CD e DVD.
    non+autenticato
  • MAI VISTO UN SERVIZIO PIU' FALSO E PREMEDITATO DI QUESTO. SI CAPISCE IMMEDIATAMENTE CHE LE INTERVISTE SONO STATE PREVENTIVAMENTE PREPARATE. STRANO CHE DI TUTTI GLI INTERVISTATI NESSUNO UTILIZZI IL TELEFONINO O I CD E DVD PER GLI SCOPI DI CUI IN ITALIA SIAMO ORMAI AL PRIMO POSTO IN EUROPA E TRA I PRIMI AL MONDO: O QUELLI DI ALTROCONSUMO SONO FORTUNATI O CHISSA'.....
    non+autenticato
  • ...sarà interessante vedere, in futuro,
    se persone accusate di pirateria audiovisiva,
    avendo questi scaricato da internet un film o una canzone
    (anche più di uno)
    potranno evitare una condanna forti dell' aver pagato
    l'equocompenso
  • bhe in effetti è una interessante ipotesi nonchè l'apoteosi del paradosso.
    materiale per i nostri principi del foro... sempre lo stesso ovviamente ..
  • Questa cosa è completamente ingiusta. Sui supporti non si possono mettere solo opere di cui qualcuno detiene i diritti.
    Sui miei supporti io metto le mie foto, i miei video, i miei documenti: non vedo perchè io debba corrispondere a qualcuno un "equo" compenso sull'utilizo CHE NON FACCIO di quel supporto. Ma scherziamo?

    Così io mi ritrovo a elargire una somma sulla memory card della mia macchina digitale, poi un'altro compenso per il mio hdd dove riverso le foto.. ed infine sul CD/DVD che utilizzo per l'archiviazione: 3 compensi diversi che vanno ad un titolare che nulla ha a che vedere con i dati che io ho memorizzato sui 3 supporti! MA DI CHE!!! SIAMO AL DELIRIO!
    Vogliono vedere se iniziamo a comperare pure i supporti all'estero.. sono sulla buona strada.

    Oltretutto mi sembra che la copia privata, di opere legittimamente possedute, fino a non molto tempo fa fosse un diritto dell'acquirente: sarà mai possibile che le lobby possano dettar legge così??
    Non mi garantisci il diritto di farmi un backup del tuo cesso di cd originale? Ok, allora quando diventa illeggibile te lo spedisco e me ne invii uno nuovo, così va bene discografico dei miei stivali? Basta trovarsi d'accordo (ove l'accordo non preveda che CHI PAGA lo debba sempre prendere dove non batte il sole).

    Che tristezza.. qui si rasenta sempre di più la barzelletta per fare il favore agli amici degli amici degli amici degli amici.....Triste
    non+autenticato
  • La tassa sui supporti CD/DVD esiste da anni.

    La novità è che l'hanno estesa su tutti gli apparecchi e/o accessori che possono contenere/riprodurre musica.
    non+autenticato
  • Con che faccia di tolla si permettono di affermare che l'equo compenso "ha l'esclusiva funzione di compensare i titolari del danno subito per le copie private legittime" !!!

    Se come dice il termine le copie sono LEGITTIME, significa che io ho gia' aquisito il DIRITTO alla copia privata al momento dell'aquisto della licenza di tale contenuto: ergo NON SUSSISTE ALCUN DANNO.
    I danni sono infatti cagionati da illeciti compiuti con dolo o colpa, non certo dal legittimo esercizio di un diritto !!!
    non+autenticato
  • con faccia? ma non ti sei accorto che si fanno le leggi ad hoc.
    Figuriamo se non hanno la faccia di farti pagare cose che hai già pagato
    non+autenticato
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