Alfonso Maruccia

Musica digitale, chi scende e chi sale

Ancora stime in negativo per le vendite di contenuti musicali formato CD: decine di milioni di consumatori non comprano pi¨. Qualche speranza arriva dal parziale ritorno di fiamma degli album. Dubbi sui servizi digitali gratuiti

Roma - Le ultime stime della società di analisi NDP Group sullo stato di salute del mercato musicale in mano alle major non lascia adito a dubbi: nel giro due anni (2007-2009) il numero complessivo di persone che investe in acquisti si è ridotto di 24 milioni. Giù anche il P2P, mentre i servizi digitali offrono qualche conferma e molti dubbi sulla validità di certe modalità di fruizione fornite oggidì ai consumatori.

Secondo i dati NDP presentati in occasione del Digital Music Forum, il settore più colpito dall'emorragia di utenza pagante è quello dei CD (meno 33 milioni). Gli acquirenti di musica in formato digitale online sono in crescita, ma non abbastanza da mitigare gli effetti dell'emorragia dei supporti ottici inventati da Philips negli anni '80.

Incassata la fotografia già nota del declino inesorabile del tradizionale modello di business delle grandi sorelle (Sony, UMG, Warner, EMI), la platea del forum sulla musica tenutosi a New York ha avuto modo di registrare anche qualche buona notizia riguardante lo scenario generale: tra il 2007 e il 2009 lo sharing di contenuti musicali a mezzo P2P si è ridotto del 6%, segno del fatto che l'illegalità non ha ancora soppiantato del tutto i vecchi modelli di distribuzione e i servizi online a pagamento cominciano a fare presa su una parte dei condivisori.
E gli album, da sempre formato prediletto di espressione musicale e dell'impresa commerciale, registrano un aumento di richiesta in digitale: NDP concorda con Nielsen sul fatto che i consumatori di musica tendano, sul lungo periodo, a prediligere progetti di più ampio respiro rispetto alle tracce singole messe in vendita in maniera disomogenea rispetto al resto del catalogo di un artista.

I servizi online capaci di portare a un aumento sostanzioso di vendite in digitale (+41%) sono le Internet radio come Pandora, dice NDP, mentre i portali gratuiti che offrono musica in streaming a piacimento dell'utente come Spotify scoraggiano l'acquisto pesando dunque in negativo sul business delle major. Il dato fa il paio con l'intenzione espressa da Warner di abbandonare gli streaming free, e a questo punto l'atteso lancio di Spotify in Nordamerica potrebbe anche subire una battuta d'arresto.

Luci e ombre, insomma, per i servizi musicali in formato digitale, ma c'è chi è ancora pronto a scommettere sulla loro validità e in particolare ad investire 10 milioni di dollari in MOG. Il servizio, basato su sottoscrizioni a pagamento, dice di essere diverso da Spotify e soprattutto di poter convertire il 17% degli utenti che sottoscrivono il periodo di prova gratuito in consumatori paganti.

A margine dell'impero della musica statunitense, Niensen Soundscan ha comunicato anche i dati riguardanti la kermesse nazionalpopolare di San Remo e l'andamento delle canzoni che hanno partecipato alla gara. FIMI parla di un vero e proprio "boom di download" (+164%) rispetto all'anno scorso, con un traino positivo anche sulle vendite dei CD per gli artisti esibitisi durante la manifestazione.

Alfonso Maruccia
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104 Commenti alla Notizia Musica digitale, chi scende e chi sale
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  • Ti chiedo la cortesia di non rispondere più a miei post, io faro altrettanto con i tuoi.
    ruppolo
    33147
  • Un plonk reciproco?

    Peccato, il confronto con te era interessante, e ti consideravo un degno avversario.

    Comunque, va bene: non risponderò più ai tuoi messaggi, nè a quelli di chi risponde direttamente a te, finchè tu farai altrettanto.

    Se cambi idea, non hai che da dirmelo.

    Buona serata! (senza rancore)
    non+autenticato
  • Semplice .!! Abbassare i prezzi e nei CD non mettere solo 3 brani buoni e 7-8 di riempimento ma tutti validi magari una compilation che e' meglio
    ovviamente sempre composta da brani di buona fattura e musicalita'.
    non+autenticato
  • In Italia per essere primi in classifica basta vendere poche migliaia di copie.
    ╚ buffo notare anche che, vedendo la classifica, si capisce dalle cariatidi onnipresenti (tipo vasco o liguabue, il primo che non azzecca più un disco da 1988, l'altro che pubblica sempre lo stesso disco coi titoli cambiati) che nessuno sotto i 35 anni compri più un CD nemmeno pagato.

    Cantanti primi in tutto il mondo da noi non arrivano più su del quidicesimo posto perché c'è la raccolta di MINA!
  • Non ha senso cercare un brano sul P2P, se è possibile trovarlo più facilmente su youtube (e legalmente); di questo tengono conto? quelli che hanno abbandonato il P2P (magari perchè si sono già scaricati tutto quello che a loro interessava), comprano o usano youtube? Io penso che usino youtube...
    non+autenticato
  • su YouTube un pezzo come "Just The 2 of Us" di Grover Washington Jr. e Bill Withers non lo potrai mai sentire.
    è rimosso continuamente dal sito. molta musica non è disponibile per motivi di diffusione, sarebbe complesso stringere accordi per metterla in concessione.

    oggi puntano sulla quantità. cantanti che non arrivano al secondo album, cantanti che pubblicano brani a tonnellate (indipendentemente, sulle mixtape..), per farsi autopromozione - perché le case discografiche non gliene fanno abbastanza.

    se invece di dare soldi a cani e porci per promuovere musica unitile promuovessero la musica di qualità - ci sono archivi con anni e anni di storia musicale, bellissima per altro, che marciscono tra la polvere di uffici e discografici.
    se fossero abbastanza furbi nel gestire i propri artisti, oggi non ci sarebbe la cosiddetta "crisi".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Chewwp
    > su YouTube un pezzo come "Just The 2 of Us" di
    > Grover Washington Jr. e Bill Withers non lo
    > potrai mai
    > sentire.

    Questo?



    ╚ lì dal 2007
    non+autenticato
  • Ehm, come diceva Frank Zappa, questi qui delle major la musica non hanno MAI saputo dove sta di casa Con la lingua fuori

    http://www.maniacworld.com/Zappa-explains-the-decl...
  • come se la Del Monte ne capisse di AnanasOcchiolino
    MeX
    16897
  • Si ma le Ananas non si suonano come le chitarre e a raccoglierle dall'ananasso sarei capace pure io A bocca aperta
  • suonare la chitarra != vendere musica

    raccogliere ananas != vendere ananas

    Vale per qualsiasi business.
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > suonare la chitarra != vendere musica
    >
    > raccogliere ananas != vendere ananas
    >
    > Vale per qualsiasi business.

    Oh, i don't think so Con la lingua fuori

    suonare la chitarra = scrivere/comporre/eseguire musica

    raccogliere ananas = raccogliere i frutti (leggi "vendere") un prodotto che già è valido di per se (tipo gli artisti affermati)
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    Modificato dall' autore il 01 marzo 2010 14.13
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  • - Scritto da: angros
    > Non ha senso cercare un brano sul P2P, se è
    > possibile trovarlo più facilmente su youtube (e
    > legalmente); di questo tengono conto? quelli che
    > hanno abbandonato il P2P (magari perchè si sono
    > già scaricati tutto quello che a loro
    > interessava), comprano o usano youtube? Io penso
    > che usino
    > youtube...

    Bene, saranno contenti quando avranno ammazzato il mercato della musica. Poi ascolteranno il muggito delle mucche in montagna, se vorranno roba nuova.
    ruppolo
    33147
  • > Bene, saranno contenti quando avranno ammazzato
    > il mercato della musica. Poi ascolteranno il
    > muggito delle mucche in montagna, se vorranno
    > roba
    > nuova.

    ╚ la solita "minaccia" delle major, che continuano a ripetere da quando sono state inventate le audiocassette, senza mai attuarla.
    Che lo facciano: che smettano di vendere musica, se credono; la musica è stata prodotta per secoli, prima che esistesse il "mercato della musica", e continuerà ad essere prodotta anche dopo (e senza le major, sarà accessibile ed utilizzabile da tutti)

    Forse ne verrà prodotta di meno, ma sarà subito accessibile a tutti (mentre adesso è accessibile in quantità limitata e solo agli ascoltatori paganti), così ognuno potrà comunque godere di più musica rispetto ad ora.

    Ed anche se ne venisse prodotta pochissima, avremmo comunque i milioni di brani già prodotti (per ascoltare tutta la musica già prodotta fino ad ora non basterebbe tutta la tua vita, quindi perchè ti preoccupi tanto che ne venga prodotta altra?) Inoltre, quando cerchi un brano, ti interessa quel brano lì, non ti interessano eventuali brani nuovi (forse belli, forse scadenti) che forse l'autore potrebbe produrre in futuro (o forse no, anzi sicuramente no, se l'autore è già morto).

    Insomma, il discorso "non verrà più prodotta nuova musica se non comprate quella attuale" non è altro che una leggenda metropolitana, che nessuna persona con un po' di buon senso prenderebbe sul serio.

    La distruzione del mercato della musica eliminerebbe solo le major, e penso che staremmo meglio tutti senza di loro. Quindi, lunga vita a Youtube.
    non+autenticato
  • Quoto completamente Angros, e non condivido assolutamente le lamentele di Ruppolo.

    ed aggiugoche la vera MUSICA dave essere suonata da chi ha talento, e per passione, non certo per far soldi e/o farne fare ad intermediari del menga!
    non+autenticato