Mauro Vecchio

UK, ghigliottine sul WiFi pubblico

Annunciati alcuni dettagli sulla proposta governativa di regolamentare gli accessi pubblici senza fili. Università, biblioteche e piccoli caffè saranno responsabili delle attività di condivisione illecita degli utenti

Roma - Un comune cittadino britannico entra in una caffetteria e si collega alla Rete con il suo laptop. Per fare cosa? Aprire la propria casella di posta elettronica? Sorseggiare un caffè bollente mentre si aggiornano Facebook e Twitter? Non solo: le autorità del Regno Unito hanno un assillante dubbio. E se il WiFi pubblico venisse usato per scaricare illegalmente contenuti, in barba al copyright?

In un documento il Department for Business, Innovation and Skills (BIS) si è interrogato sulla possibilità concreta di introdurre - all'interno dell'ormai nota cura Mandelson per gli inguaribili del file sharing selvaggio - una regolamentazione più rigida nei confronti di chi gestisce gli hotspot pubblici nel Regno Unito.

Perché dunque non fare in modo che istituti bibliotecari, università e piccole aziende come quelle impegnate nella veloce ristorazione siano responsabili di ciò che i loro clienti/utenti fanno con l'accesso gratuito in wireless? Le autorità britanniche starebbero così pensando a precise responsabilità a carico di caffetterie, pub e compagnia: che venga legalizzata ufficialmente la possibilità di tagliarli fuori dalla Rete.
Per più di un osservatore, tutto ciò si trasformerebbe in una vera e propria messa al bando del WiFi pubblico. Ma anche in una seria minaccia alla sopravvivenza di tutte quelle piccole imprese che attirano i propri clienti con la possibilità di connettersi e navigare seduti ad un tavolo. Per di più, una piccola caffetteria non sarebbe affatto in grado di conservare i dati di tutti i clienti che transitano tra bevande e muffin al cioccolato.

Il problema, tuttavia, è che queste attività non potrebbero operare come fornitori di servizi pubblici nemmeno se volessero. Perché - stando alle osservazioni del BIS - i piccoli caffè garantiscono una capacità di banda troppo scarsa per scaricare brani musicali o film. Il che porterebbe le autorità britanniche a considerarli come dei singoli dotati di connessione, inviando loro le opportune notifiche di avvenuta violazione. Per poi eventualmente disconnetterli e fornirgli la possibilità di appellarsi.

Infine, per quanto riguarda ad esempio le biblioteche, le autorità del BIS hanno sottolineato come queste non possano venire esentate da una certa responsabilità rispetto alle attività illecite online degli utenti. Perché si potrebbe diffondere un cattivo esempio, dando la possibilità ad organizzazioni fasulle di diventare dei pericolosi centri votati alla messa a disposizione di banda da destinare al file sharing selvaggio.

Mauro Vecchio
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8 Commenti alla Notizia UK, ghigliottine sul WiFi pubblico
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  • ...pagano tutti.

    Se X entra in una caffetteria e scarica materiale pirata, chiudono la connessione alla caffetteria e nessuno potrà più scaricare materiale pirata.
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: Wolf01
    > ...pagano tutti.
    >
    > Se X entra in una caffetteria e scarica materiale
    > pirata, chiudono la connessione alla caffetteria
    > e nessuno potrà più scaricare materiale
    > pirata.

    In Italia problemi del genere li risolviamo alla radice.

    La caffetteria stile anglosassone, un posto gradevole e curato nel quale sedersi e svolgere tranquillamente e in un'atmosfera accogliente alcune attività ricreative quali bere, mangiare, navigare su Internet, leggere un giornale o un libro o perfino studiare, in Italia è una mosca bianca. Da noi impera ancora il baretto mediamente squallido anni '50, un locale scuro, vagamente maleodorante e sporchetto di transito per rapidi bevitori (in piedi) di mediocri caffè e deglutitori (in piedi) di stantii panini o paste della settimana prima, o al massimo area stanziale per rumorosi vecchietti tifosi della squadra di calcio locale.

    Già di partenza in posti così il WiFi sarebbe un nonsense.

    Ma se anche il gestore volesse installarlo, abbiamo il lascito spirituale da Quarto mondo del buon Pisanu. Il quale - non fosse mai che qualche terrorista islamico si fermasse a prendere un cattivo caffè o una pasta scaduta al bar sotto casa a Roccasecca - ha reso il WiFi pubblico infattibile.

    Ma, si dirà, abbiamo le reti WiFi civiche. Sì, fantastiche reti civiche come quella della città dove vivo io: limitate ai residenti e, topograficamente, ad alcune piccole zone o addirittura singole strade del centro storico; P2P impossibile, connessione a tempo, siti "moralmente discutibili" censurati, praticamente ti leggi la posta e fai un paio di googlate (moralmente irreprensibili, sia chiaro) e hai finito.

    Quindi da noi no problem.
    non+autenticato
  • > Da noi impera ancora il baretto
    > mediamente squallido anni '50, un locale scuro,
    > vagamente maleodorante e sporchetto di transito
    > per rapidi bevitori (in piedi) di mediocri caffè
    > e deglutitori (in piedi) di stantii panini o
    > paste della settimana prima, o al massimo area
    > stanziale per rumorosi vecchietti tifosi della
    > squadra di calcio
    > locale.

    Certo che hai dei bei posti dalle tue parti ^^
    Quelli che conosco io si sono ristrutturatiCon la lingua fuori
  • - Scritto da: AranBanjo
    > > Da noi impera ancora il baretto
    > > mediamente squallido anni '50, un locale scuro,
    > > vagamente maleodorante e sporchetto di transito
    > > per rapidi bevitori (in piedi) di mediocri caffè
    > > e deglutitori (in piedi) di stantii panini o
    > > paste della settimana prima, o al massimo area
    > > stanziale per rumorosi vecchietti tifosi della
    > > squadra di calcio
    > > locale.
    >
    > Certo che hai dei bei posti dalle tue parti ^^
    > Quelli che conosco io si sono ristrutturatiCon la lingua fuori

    Ironia ovviamente.....
    Ad ogni modo la reltà non è tanto diversa, i locali normalmente sono rumorosi a meno che non abbiano la doppia sala (quella per fumatori?...no quella per i computer...).
    D'altrone in UK pare si vada verso una legge Pisanu stile anglosassone, per proteggere (parzialmente) i diritti legali di qualcuno si castigano tutti gli altri. Quindi morale della favola: fine alle connessioni nei locali bubblici, a parte qualche locale (raro o inesistente) iper-organizzato allo scopo.
  • ma che ristrutturati difendiamo il bar peso!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Civil Servant
    > - Scritto da: Wolf01
    > > ...pagano tutti.
    > >
    > > Se X entra in una caffetteria e scarica
    > materiale
    > > pirata, chiudono la connessione alla caffetteria
    > > e nessuno potrà più scaricare materiale
    > > pirata.
    >
    > In Italia problemi del genere li risolviamo alla
    > radice.
    >
    >
    > La caffetteria stile anglosassone, un posto
    > gradevole e curato nel quale sedersi e svolgere
    > tranquillamente e in un'atmosfera accogliente
    > alcune attività ricreative quali bere, mangiare,
    > navigare su Internet, leggere un giornale o un
    > libro o perfino studiare, in Italia è una mosca
    > bianca. Da noi impera ancora il baretto
    > mediamente squallido anni '50, un locale scuro,
    > vagamente maleodorante e sporchetto di transito
    > per rapidi bevitori (in piedi) di mediocri caffè
    > e deglutitori (in piedi) di stantii panini o
    > paste della settimana prima, o al massimo area
    > stanziale per rumorosi vecchietti tifosi della
    > squadra di calcio
    > locale.
    >
    > Già di partenza in posti così il WiFi sarebbe un
    > nonsense.
    >
    > Ma se anche il gestore volesse installarlo,
    > abbiamo il lascito spirituale da Quarto mondo del
    > buon Pisanu. Il quale - non fosse mai che qualche
    > terrorista islamico si fermasse a prendere un
    > cattivo caffè o una pasta scaduta al bar sotto
    > casa a Roccasecca - ha reso il WiFi pubblico
    > infattibile.
    >
    > Ma, si dirà, abbiamo le reti WiFi civiche. Sì,
    > fantastiche reti civiche come quella della città
    > dove vivo io: limitate ai residenti e,
    > topograficamente, ad alcune piccole zone o
    > addirittura singole strade del centro storico;
    > P2P impossibile, connessione a tempo, siti
    > "moralmente discutibili" censurati, praticamente
    > ti leggi la posta e fai un paio di googlate
    > (moralmente irreprensibili, sia chiaro) e hai
    > finito.
    >
    > Quindi da noi no problem.

    O non sei andato mai all'estero o gli unici bar che frequenti vendono cibo avariato.

    L'italia è il posto nel mondo dove si mangia meglio: fatti un giro all'estero ed è la cosa che ti salterà maggiormente all'occhio! (parlo per esperienza personale).

    Per quanto riguarda il decreto pisanu concordo invece.
    non+autenticato
  • Noi siamo sempre più avanti, sono anni che abbiamo lo sviluppo sul wifi bloccato da pisanu!
    E sempre prolungato in maniera assolutamente bipartisan.A bocca aperta
    non+autenticato
  • il copyright, nell'era del digitale, è una cosa totalmente inutile, e qui voglio spiegare il motivo di questa affermazione con un esempio.

    Prendiamo un file AVI contenente un film protetto da copyright. Prendiamo poi un qualsiasi editor di file AVI, e creiamo una breve clip con un elegante titolo scorrevole, che dice qualcosa del tipo "questo video è distribuibile liberamente e gratuitamente a scopo pubblicitario". Poi comprimiamo questa clip usando gli stessi parametri di risoluzione e tipo di codece del file AVI protetto da copyright. Facciamo a questo punto un semplice join dei due file, prima la nostra clip e poi il film. Poichè stiamo lavorando con dati DIGITALI e NON ABBIAMO RICOMPRESSO il film, il risultato finale NON HA PERSO QUALITà RISPETTO ALL'ORIGINALE. Ciò che abbiamo appena fatto è ILLEGALE, ma, purtroppo, sui bit non restano impronte digitali. Da questo momento in avanti, quindi, non ci sarà modo di sapere se la clip aggiunta era presente già nel filmato originale oppure no. Mettiamo ora in condivisione il film, e aspettiamo che qualcuno contesti il reato di violazione del copyright alle persone che lo scaricano/condividono: la contestazione verrà respinta, poichè visionando il film, si potrà verificare che è "distribuibile liberamente e gratuitamente". Se anche, per ipotesi, si riuscisse a identificare l'autore del "falso" (in tal caso, lui sì, perseguibile), una volta che il falso è in circolazione, chiunque ne venga in possesso o lo metta in condivisione non potrà essere accusato di alcunchè.
    Saluti
    non+autenticato