Alfonso Maruccia

USA: Internet, la rete di tutti

L'agenzia statunitense per la governance della Rete preannuncia un importante cambiamento nella formulazione delle sue regole. Nell'era della navigazione ubiqua, anche le Internet Policy si aggiornano alla versione 3.0

Roma - L'approccio eminentemente unilaterale alla gestione politica della rete delle reti da parte degli Stati Uniti è finito. Lo annuncia Lawrence E. Strickling, viceministro del Commercio per le comunicazioni e l'informazione che disegna per NTIA (l'agenzia ministeriale che consiglia il presidente USA in materia di Rete e telecomunicazioni) un metro maggiormente "interventista" rispetto alle regole applicate a Internet e, contemporaneamente, un peso collegiale delle opinioni del resto del mondo.

In tutte queste lunghe decadi di crescita esponenziale della Rete, delle sue dinamiche tecnologiche, economiche e sociali, NTIA e il governo USA hanno volutamente scelto di non intromettersi nelle suddette dinamiche per far sì che Internet uscisse dai laboratori delle università e si trasformasse nel rivoluzionario mezzo di comunicazione che è ora sotto gli occhi di tutti.

Era il giusto approccio da tenere, dice Strickling, per far crescere Internet e "inviare il giusto messaggio al resto del mondo". Ora, però, "mentre noi come NTIA ci accostiamo a un ampio spettro di problemi di regolamentazione di Internet, osserviamo che ora ci troviamo nella terza generazione della creazione di politiche per Internet".
Internet è passata dall'essere un network commerciale a un network sociale, e nel 2010 questo comporta che NTIA prenda in considerazione "più seriamente" il problema delle regole delle telecomunicazioni su protocollo TCP/IP. Gli esempi di tale necessità, continua il viceministro, abbondano e vanno dai rischi che si corrono nelle transazioni economiche con carte di credito alle infrazioni del copyright denunciate dai provider di contenuti, dalle problematiche concernenti la neutralità della rete alle volontà interventiste dei governi stranieri nei meccanismi nevralgici di funzionamento della Rete. La privacy, dicono gli ufficiali di NTIA, va ridisegnata in funzione di un web dove le "EULA" e le "privacy policy" non bastano più a rappresentare i rischi reali che si corrono online, e rafforzata di fronte al crescente interesse della raccolta di dati sensibili a fini commerciali.

Per rispondere a queste e a molte altre esigenze, NTIA e il governo prevedono che per una "Internet Policy 3.0" realmente efficace ci sia bisogno di un maggior intervento di regolamentazione concertata, una capacità di incidere sul rame vivo e la fibra delle connessioni in cui dovranno necessariamente trovare posto le discussioni tra i vari governi del mondo, le agenzie statali interessate e le più importanti istituzioni di rete.

Per governare tematiche complesse e sfuggenti come la privacy, la protezione dei netizen più giovani, la sicurezza delle infrastrutture, la protezione del copyright e la governance generale di Internet gli USA sono disposti ad abdicare al loro tradizionale ruolo di "lord" indiscusso della rete delle reti, anche se la riduzione di sovranità prevede comunque che a esprimere la parola finale su come debbano andare le cose online siano sempre e comunque gli States.

Alfonso Maruccia
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13 Commenti alla Notizia USA: Internet, la rete di tutti
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  • ..l'informazione e' solo di Berlusconi
    non+autenticato
  • eh gia' perche' in francia e UK sono messi molto meglio eh ?

    e non parliamo in america dove tre quarti dell'editoria e' in mano a 4-5 gruppi multinazionali che di fatto impongono la loro politica e lasciano agli altri le briciole : blogs, radio locali, giornaletti, funzine, che leggono o ascoltano in quattro gatti.

    se anche muori berlusca ti arriva debenedetti, sai che miglioramento, hai mai letto una copia dell'Espresso o di Repubblica ?
  • - Scritto da: Padovan
    > eh gia' perche' in francia e UK sono messi molto
    > meglio eh
    > ?
    >
    > e non parliamo in america dove tre quarti
    > dell'editoria e' in mano a 4-5 gruppi
    > multinazionali che di fatto impongono la loro
    > politica e lasciano agli altri le briciole :
    > blogs, radio locali, giornaletti, funzine, che
    > leggono o ascoltano in quattro
    > gatti.

    Quindi, i blog sono l'unica informazione indipendente che resta, l'unica difesa rimasta contro questi gruppi editoriali: perchè allora tu, negli altri post, attaccavi tanto i blog?
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > - Scritto da: Padovan
    > > eh gia' perche' in francia e UK sono messi molto
    > > meglio eh
    > > ?
    > >
    > > e non parliamo in america dove tre quarti
    > > dell'editoria e' in mano a 4-5 gruppi
    > > multinazionali che di fatto impongono la loro
    > > politica e lasciano agli altri le briciole :
    > > blogs, radio locali, giornaletti, funzine, che
    > > leggono o ascoltano in quattro
    > > gatti.
    >
    > Quindi, i blog sono l'unica informazione
    > indipendente che resta, l'unica difesa rimasta
    > contro questi gruppi editoriali: perchè allora
    > tu, negli altri post, attaccavi tanto i
    > blog?

    Perchè sono un troll
    non+autenticato
  • Dicono esattamente quello che dico io, con l'aggiunta dell'idea di geolocalizzare internet su base nazionale che poi sarebbe la cosa piu'
    ovvia che andava fatta da subito visto che ogni paese ha regole diverse.
  • - Scritto da: Padovan
    > Dicono esattamente quello che dico io, con
    > l'aggiunta dell'idea di geolocalizzare internet
    > su base nazionale che poi sarebbe la cosa
    > piu'
    > ovvia che andava fatta da subito visto che ogni
    > paese ha regole
    > diverse.

    Dicono quello che dici "Tu".... ma "tu" chi? Quale dei tuoi nickname? Pepito il breve, Padovan, altri non registrati?
    non+autenticato
  • pepito e' morto.

    se altri usano quel nome non sono io.
  • - Scritto da: Padovan
    > pepito e' morto.
    >
    > se altri usano quel nome non sono io.

    Trollare fa male alla salute, ecco la prova!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Reality show
    > - Scritto da: Padovan
    > > pepito e' morto.
    > >
    > > se altri usano quel nome non sono io.
    >
    > Trollare fa male alla salute, ecco la prova!

    Comunque se sei contro tutto quel che dici potresti
    presentarti col tuo nome non cambiare nick.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Padovan
    > Dicono esattamente quello che dico io, con
    > l'aggiunta dell'idea di geolocalizzare internet
    > su base nazionale che poi sarebbe la cosa
    > piu'
    > ovvia che andava fatta da subito visto che ogni
    > paese ha regole
    > diverse.

    No, non ha senso la geolocalizzazione, perchè stravolgerebbe la natura stessa di Internet (comunicazione globale); ed inoltre, non è attuabile tecnicamente: come puoi impedirmi di accedere ad un sito estero? O ad un proxy estero?

    Tu consideri Internet come se fosse una piattaforma centralizzata (tipo Sky), con un gestore centrale; non funziona così.
    non+autenticato
  • ma infatti la globalizzazione e' alla radice dei nostri mali.

    senza contare che i siti piu' visti e usati in italia sono tutti di aziende straniere, cosa avremmo mai da perderci ? subito dopo aprirebbero dei cloni italiani che pagherebbero pure qui le tasse anziche' fare trucchi finanziari in stile google.

    chi difende l'internet cosi' com'e' ora di fatto difende il concetto di "governo mondiale", mondiale si' ma con capitale Washington ovviamente, chi ha da intendere intenda...
  • forse ti è sfuggita la frase di angros: "non è attuabile tecnicamente"
    sai cosa vuol dire?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Padovan
    > ma infatti la globalizzazione e' alla radice dei
    > nostri
    > mali.

    Adesso sei diventato un no-global?

    > senza contare che i siti piu' visti e usati in
    > italia sono tutti di aziende straniere, cosa
    > avremmo mai da perderci ? subito dopo aprirebbero
    > dei cloni italiani che pagherebbero pure qui le
    > tasse anziche' fare trucchi finanziari in stile
    > google.

    E i cloni italiani sarebbero aggiornati solo saltuariamente, rimanendo molto indietro; oltre al fatto che i siti per chi ha interessi di nicchia non verrebbero clonati.

    E Internet non serve tanto per trovare argomenti di interesse generale, quanto per trovare argomenti specifici, che interessano poche persone.

    Quindi, avremmo parecchio da perderci, e cercheremmo subito un sistema per aggirare il "web nazionale"

    Se tu realizzassi un ISP con accesso solo ai siti italiani non se lo filerebbe nessuno.

    > chi difende l'internet cosi' com'e' ora di fatto
    > difende il concetto di "governo mondiale",

    No; difende il concetto di "cultura mondiale", è diverso.

    > mondiale si' ma con capitale Washington
    > ovviamente, chi ha da intendere
    > intenda...

    No: anche se tutti gli Stati Uniti si disconnettessero, la rete continuerebbe a funzionare, proprio grazie alla sua struttura decentralizzata e distribuita. Credo che tu non abbia chiaro questo modello, e continui a ragionare seguendo il modello editoriale e televisivo.
    non+autenticato