massimo mantellini

Contrappunti/ Il filo diretto con la verità

di M. Mantellini - Messe da parte tutte le derive positiviste, Internet ogni tanto dimostra la sua vocazione: ovvero quello di strumento di comunicazione immediato e diretto, tra cittadini e tra cittadini e istituzioni

Roma - Nella giornata di ieri il Presidente del Repubblica Giorgio Napolitano ha utilizzato il sito web del Quirinale per rispondere a due cittadini che gli avevano scritto a proposito della spinosa questione del decreto interpretativo sulle liste elettorali. Si tratta di una scelta comunicativa nuova e di grande spessore.

Il Presidente avrebbe potuto certamente comportarsi diversamente, utilizzando i canali usuali a sua disposizione, affidando i suoi pensieri ad un usuale comunicato stampa poi ripreso dalle agenzie, dai telegiornali e dai quotidiani del giorno successivo. Invece ha deciso di pubblicare una replica sul suo sito web citando due delle centinaia di mail ricevute e dando risposta ai dubbi che quelle missive contenevano.

Far discendere la comunicazione da Internet verso gli altri media è una scelta di grande discontinuità per molte ragioni. La prima è che un simile comportamento accentua il legame personale fra chi scrive e chi riceve. La risposta di Napolitano è, prima di ogni altra cosa, un messaggio diretto ad Alessandro Magni, preoccupato che il Presidente possa firmare il decreto, e a M. Cristina Varenna, cittadina lombarda che chiede invece di poter votare per chi la possa rappresentare.
La comunicazione personale è importante perché intanto è possibile. Una scelta del genere spezza quel diaframma di comodo che molti imputano alla comunicazione elettronica secondo il quale la grande quantità dei messaggi che aziende, politici, star della TV ecc ricevono esclude in sé la possibilità che a tali richieste possa essere data risposta autentica. Troppa comunicazione, uguale nessuna comunicazione, insomma, in un sillogismo furbetto che esenterebbe molti dei soggetti coinvolti dal preoccuparsi di dar segno di sé.

Anche nel momento in cui, come in questo caso, due mail fra le tante vengono utilizzata come esempio capace di comprendere i punti di vista di molti, il metamessaggio contenuto nella risposta del Presidente è che parlarsi è possibile, che ad una azione può seguire una reazione, anche se dalla parte del filo c'è il Presidente della Repubblica.

Ovviamente esiste una interpretazione meno entusiasmante di eventi simili. Quella secondo la quale il fulcro del problema con le nuove tecnologie di comunicazione sia quello di saperle dominare, piuttosto che utilizzarle con semplicità ed immediatezza. Traduzione: quello di Napolitano è un messaggio esattamente identico a quelli cui eravamo abituati (vale a dire un messaggio verticale che scenda dai piani alti a quelli bassi) ma declinato e pesato per i nuovi strumenti oggi disponibili.

Il secondo aspetto importante di una scelta del genere è che il Quirinale, per lo meno nei confronti dei tanti cittadini che utilizzano la Rete per informarsi, salta il filtro interpretativo dei media. Non li esautora ovviamente dalla possibilità di "utilizzare" le parole del Presidente come meglio credono, ma traccia una linea netta fra informazione ed opinione. Sembra un aspetto poco rilevante ma non lo è: significa ridimensionare una centralità dei mediatori dell'informazione che molto spesso ha in questo Paese declinazioni opache e discutibili. Quello che ha detto il Presidente è raggiungibile all'indirizzo web tal dei tali, chiunque può controllare, il resto è interpretazione.

Disintermediare le notizie non è cosa da poco perché molto del potere dei media oggi deriva dalla loro capacità di farsi interpreti di un punto di vista. È sufficiente andare in una edicola ed acquistare quotidiani differenti per trovarvi raccontati universi lontanissimi, pur riferiti alla medesima notizia. Gli avvenimenti nascono sui media già fortemente intossicati dal desiderio di interpretazione che è oggi uno dei pochi valori economici residui della stampa. Il lettore esiste ormai sono nella sua accezione di "tifoso" al quale, tutto sommato, non interessa troppo sapere se il centravanti ha segnato con la mano, a patto che la partita sia stata vinta.

Dentro questa discutibile etica informativa ai cittadini che desidererebbero sottrarsi da tale scempio, restano solo due possibilità: moltiplicare le fonti partigiane opposte per tentare una complessa ricostruzione dello scenario, oppure affidarsi in prima ipotesi ai soggetti che accettano di parlare con loro direttamente, fuori dalle dinamiche della informazione mainstream. Ma anche in questo caso va osservato che, per esempio in ambito di comunicazione politica, le scelte di entrambi gli schieramenti continuano ad essere spesso scelte convenzionali. È possibile seguire su Internet, visto che ormai è tecnologicamente banale, i comizi dei principali candidati, ma resta difficile se non impossibile ottenere attenzioni individuali, risposte personali a quesiti personali, come invece la Rete consentirebbe.

Molti politici in eccitazione da prossime elezioni sbarcano su Twitter o su Facebook, ma nella grande maggioranza dei casi lasciano dietro la tastiera uno stagista oppure, nel migliore dei casi, appaltano a una società di esperti il servizio. Nei casi di maggiore onesta dietro ai messaggi politici verso la Rete c'è un impersonale Noi, negli altri c'è un Io fittizio e un po' ridicolo e comunque incapace di qualsiasi feedback autentico. Eppure non sarebbe difficile consigliare a Bersani o a Berlusconi di dedicare un'ora al giorno a rispondere personalmente agli stimoli provenienti dalla Rete, piuttosto che accrocchiare inutili social network o ridicoli profili sulle piattaforme sociali.

Per questa ragione la scelta del Presidente della Repubblica va accolta con l'entusiasmo un po' ingenuo che riserviamo alle belle novità. Perché racconta di una Rete nella quale, a dispetto dei santi, il tono e il punto di vista della singola persona vale assai di più di qualsiasi misurato e professionale comunicato stampa. Una misura ed una professionalità delle quali ormai non sappiamo più che farcene.

Massimo Mantellini
Manteblog

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50 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Il filo diretto con la verità
Ordina
  • il messaggio che il Presidente della Repubblica ha scritto sul suo sito, sul sito del Quirinale per spiegare quello che è successo “…il problema da risolvere era da qualche giorno quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici - e perché le altre volte non c’era la piena partecipazione perché qualcuno veniva escluso? Anzi in queste stesse elezioni qualcuno viene escluso, ma dato che sono partiti piccoli, lui se ne infischia - non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana, il candidato Presidente e la lista del maggior partito politico di governo per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente”, qui il problema è che la Regione era grande, Lazio o Lombardia e che il candidato della lista erano del maggior partito politico di governo? E se fossero stati una Regione di media grandezza e un partito di media dimensione e se fossero stati una regione piccola e un partito piccolo, hanno meno diritto quelli piccoli rispetto a quelli grandi? C’è un limite oltre il quale si può tranquillamente violare la legge, vantando di avere i muscoli più forti e di gridare più forte?
    Perché questo è quello che ci viene raccontato, guardate che questa spiegazione, mi dicono in Veneto “Xè peso el tacon del bùso” peggio la toppa del buco, perché qui ci stanno facendo capire che il problema era che il partito è grosso e fa paura!
    non+autenticato
  • Spiacente ma non sono d'accordo col tuo eccitamento nel vedere un vecchio di 80 anni rispondere a una email.

    Non dimentichiamoci mai che siamo in Italia !

    Se qualcosa si muove e' di solito per loschi motivi.
    Visti i precedenti questa di Napolitano e' ovviamente un messaggio in codice che va interpretato, o peggio ancora lo sgangherato tentativo
    di qualche sottosegretario di ottimizzare le PR del Quirinale in periodo elettorale per fare notizia.

    Web e cittadini saranno una sinergia solo nel momento in cui a una email si avra' la certezza di avere almeno uno straccio di risposta da parte dei politici interessati e non da qualche stagista raccomandata messa li' a 500 euro al mese a fare il lavoro sporco.
  • se il tuo concetto di raccomandazione sono 500 euro al mese, stiamo freschi...
    non+autenticato
  • Non ti insulta più nessuno e non ti fila piu' nessuno...è inutile insistere. Ti hanno pesato.
    non+autenticato
  • Perchè sulle liste della lombardia non vedo il Partito dei Klingon?
    IO VOGLIO VOTARLI!! Anticipo le eventuali osservazioni modello i Klingon non esistono.. e chi se ne frega, se il banana decide che i klingon esistono voi annuite scodinzolando e li votate. Però ripensandoci fra una Klingon e una gnocca con le tette di plastica preferisco la seconda... mi raccomando servitù, votate PDL !!!
    non+autenticato
  • > IO VOGLIO VOTARLI!! Anticipo le eventuali
    > osservazioni modello i Klingon non esistono.. e
    > chi se ne frega, se il banana decide che i
    > klingon esistono voi annuite scodinzolando e li
    > votate. Però ripensandoci fra una Klingon e una
    > gnocca con le tette di plastica preferisco la
    > seconda... mi raccomando servitù, votate PDL
    > !!!
    Se lei le ha di plastica, questi di plastica hanno il contenuto del cranio...
    non+autenticato
  • - Scritto da: vota lista klingon
    > Perchè sulle liste della lombardia non vedo il
    > Partito dei
    > Klingon?

    avete presentato le liste ? o almeno il ricorso per l'ammissione con annessa perizia che dimostra che la consegna fuori tempo massimo era dovuta ad una oscillazione quantica causata dal duomo di milano ?

    > IO VOGLIO VOTARLI!!

    nessuno ti vieta di scrivere "partito klingon" sulla scheda.

    > Anticipo le eventuali
    > osservazioni modello i Klingon non esistono.. e
    > chi se ne frega, se il banana decide che i
    > klingon esistono voi annuite scodinzolando e li
    > votate. Però ripensandoci fra una Klingon e una
    > gnocca con le tette di plastica preferisco la
    > seconda... mi raccomando servitù, votate PDL
    > !!!

    che la nobiltà vota altro...
    peccato che la nobiltà sia sempre in minoranza...
  • > che la nobiltà vota altro...

    Noi nobili non votiamo... preferiamo dare ordini ai politici di turno.   E ci mancherebbe che dovessi perdere il mio tempo in discussioni da bar sport politico (comunisti vs. bananas)
    non+autenticato
  • dittatura

    L'Italia ufficialmente non e' piu' una democrazia ma una dittatura. Alla mail di Cristina avrei rispondo con una domanda: cosa ti spinge a voler votare un partito che non e' nemmeno capace di inscriversi alle elezioni? cosa ti fa pensare che quel partito sappia organizzare ed amministrare bene qualcosa di piu' complicato di una semplice iscrizione?

    E come se la Ferrari spende milioni per preparare una macchina di F1 e poi si dimenticasse di iscriversi al campionato, ma che fiducia dareste voi alla squadra?

    Tutti gli altri discorsi sono ridicoli se non si analizza l'attuale contesto dittoriale italiano
    non+autenticato
  • Grazie per le tue lamentele! Con esse dimostri che siamo in un paese libero.
    non+autenticato
  • io vivo in un paese libero.. lo stesso non si puo' dire per te: quando lo capirai? quando ti infileranno una cctv anche li dietro dove non prendi il sole?
    non+autenticato
  • non sei italiano? spiegati, non capisco.
    non+autenticato
  • Internet non è ancora censurata del tutto!
    Comunque dopo l'ennesima furbata, che questo paese sia ancora democratico, lascia molti dubbi in proposito.
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Sgabbio
    > Internet non è ancora censurata del tutto!
    > Comunque dopo l'ennesima furbata, che questo
    > paese sia ancora democratico, lascia molti dubbi
    > in
    > proposito.

    La cosa ridicola è che chi dice che il paese non è democratico vorrebbe che ci fosse una lista in meno tra cui scegliere.
    Il che è "leggermente" assurdo.
    non+autenticato
  • se ti togliessi il prosciutto dagli occhi, ti accorgeresti che in qualunque contesto chi sbaglia paga: non paghi le tasse entro la scadenza, paghi multa piu' interessi; non presenti la domanda per un concorso pubblico in tempo, non sei ammesso al concorso stesso, sei tagliato fuori, puoi provare a rifarti col TAR, ma NON POTRAI MAI FARTI UNA LEGGE CHE TI RIAMMETTE!!

    Non ti stai accorgendo che per qualunque cosa che va male a Berlusconi e i suoi compari, loro fanno la legge apposta per raddrizzare le cose
    non+autenticato
  • - Scritto da: mavala
    > se ti togliessi il prosciutto dagli occhi, ti
    > accorgeresti che in qualunque contesto chi
    > sbaglia paga: non paghi le tasse entro la
    > scadenza, paghi multa piu' interessi; non
    > presenti la domanda per un concorso pubblico in
    > tempo, non sei ammesso al concorso stesso, sei
    > tagliato fuori, puoi provare a rifarti col TAR,
    > ma NON POTRAI MAI FARTI UNA LEGGE CHE TI
    > RIAMMETTE!!
    >
    > Non ti stai accorgendo che per qualunque cosa che
    > va male a Berlusconi e i suoi compari, loro fanno
    > la legge apposta per raddrizzare le
    > cose

    Siccome non c'è nulla di illegale in una situazione simile (la democrazia consente alla maggioranza del parlamento di decidere di modificare delle leggi) lo scandalo è che ci si lamenti di questa cosa.

    Se al governo ci fosse stato un altra coalizione probabilmente non avrebbero fatto un decreto del genere, ma in democrazia *la maggioranza* del parlamento decide se approvare o no una legge, non certo una piazza di persone con i cartelli in mano.

    Avresti preferito che una lista sostenuta da molti elettori non fosse stata presente tra quelle da votare? Se si, mi pare proprio che tu abbia un senso della democrazia abbastanza distorto.
    non+autenticato
  • Esiste una legge specifica che VIETA DI EMETTERE DECRETI IN MATERIA ELETTORALE IN PERIODO DI ELEZIONI, altrimenti la maggioranza, vedendo che le elezioni vanno male le potrebbe annullarle con un decreto.

    Per questo in democrazia le regole vanno rispettate perche' diventano sostanza.

    In effetti tuute le leggi di questo governo vengono fatte per coprire le magagne della stessa maggioranza o per evitare la galera ai capi.

    SE ARRIVI TARDI STAI FUORI, non puoi chiamare la mamma
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pascquale
    > Esiste una legge specifica che VIETA DI EMETTERE
    > DECRETI IN MATERIA ELETTORALE IN PERIODO DI
    > ELEZIONI,

    Interessante, quali sono gli estremi (numero e data) della legge di
    cui parli?
    Comunque se è una legge ordinaria la possono cambiare (giustamente).

    > altrimenti la maggioranza, vedendo che
    > le elezioni vanno male le potrebbe annullarle con
    > un
    > decreto.

    Vedendo che vanno male??? Alla faccia della veggenza! Sai già prima del voto chi vincerà!
    Ma ti rendi conto dell'assurdità della cosa almeno?

    > Per questo in democrazia le regole vanno
    > rispettate perche' diventano
    > sostanza.

    In democrazia decide le regole chi *attualmente* ha la maggioranza, altrimenti ci baseremmo su supposizioni da maghi e stregoni che nulla hanno a che vedere con la sanità mentale.

    > In effetti tuute le leggi di questo governo
    > vengono fatte per coprire le magagne della stessa
    > maggioranza o per evitare la galera ai
    > capi.

    Se ti piace emettere sentenze studia e diventa giudice.
    Nel frattempo vai in bar a dire queste ca...te.

    > SE ARRIVI TARDI STAI FUORI, non puoi chiamare la
    > mamma

    E chi lo decide? Un manipolo di persone che democraticamente non hanno la maggioranza?
    non+autenticato
  • Lo decide quello stesso individuo che diceva, con la maggioranza del parlamento, che 4 persone in Italia non debbono rispondere alla legge (uno dei 4 era lui) e la Corte Costituzionale ha risposto che era una cazzata ed ha bocciato la legge.

    Ripassa Educazione Civica.

    Anzi, studiati la Costituzione: diventera' obbligatorio conoscerla anche per gli extracomunitari che vogliono il permesso di soggiorno; noi della maggioranza, invece, possiamo farne a meno.
    non+autenticato
  • telex, cablogrammi, fax, telefono, magari anche il cellulare.
    tutto questo, a prescindere da internet internet internet internet

    esiste.

    E' inutile prescindere dal rapporto uno-a-molti quando si fanno questi ragionamenti.

    Una visione del presidente della Repubblica come se fosse un padre di famiglia mi sta bene, ma buttare nel cesso la professionalità dietro un'immagine mulinobianca mi pare peggio che ingenuo, mi pare colpevolmente illusorio; colpevole perché dà ai lettori la tua visione di quello che secondo te sarebbe il Presidente.

    Se il presidente deve diventare il segretario del governo, allora non ci siamo, non mi piace, non mi va.
    Se è uno che stringe mani in giro e mostra la sua faccia, mi interessa poco.

    A me interessa la sua figura di bilanciamento dei poteri, nel triangolo governo (e opposizione inutile) , presidente, CSM.

    Quante ore lavora il presidente? Supponiamo 10. Se perde il 10% del suo tempo a rispondere , anzi a LEGGERE, le e-mail, senza alcuna intermediazione professionale (che detto così sembra chissà che, ma qualsiasi aziendina con 10 dipendenti sa che significa: la segreteria - stop) allora non lavora più. Non ci si "nasconde" dietro i fatti: sono fatti.

    Se il Presidente della Repubblica diventa come Beppe Grillo voglio vedere com'è che risponde a quel numero commenti di ogni tipo ... sarà ben meglio, come certo fa lo staff di Grillo, che qualche persona fidata (che dato che lo fa per lavoro si chiama "professionista") lo faccia per lui, scremando le sciocchezze e le ripetizioni, sintetizzando e portandogli quello che gli serve davvero: questo è la mediazione.

    Chiunque di noi abbia sperimentato in qualsiasi campo la sovrabbondanza portata dall'elettronica sa che queste non sono sciocchezze o "nascondersi": chi vuol cogliere l'esempio lo faccia: per anni comprare musica è stato costoso: una intermediazione fidata ti rendeva più facile non buttare via denaro. L'accesso massificato a TUTTA la musica disponibile (al di là di considerazioni sulla legalità) ha reso disponibili quantità di materiali impossibili da fruire coscientemente ma soprattutto godere con attenzione. Un intermediario con del gusto per me è tornato indispensabile: il mio amico che sa tutto di musica è il mio nuovo intermediario: appena farà un altro figlio addio all'intermediazione, perché io non lo pago mica.

    L'accesso diretto alla fonte lo abbiamo capito e mi piace e mi interessa.

    Ma i mezzi per contattare direttamente le persone ci sono da molto prima di internet: internet è solo un altro mezzo. Appena diventa possibile per una massa contattare un singolo, quel canale si chiude, di solito, oppure appare inevitabilmente l'intermediazione, perché è un fatto: io NON POSSO rispondere a tutti contemporaneamente, anche se sono l'imperatore dell'universo della Giustizia.

    Questo però potrebbe spingerci verso suddivisioni regionali o di zona che dialogano maggiormente con la popolazione: così il rapporto si fa più accettabile e magari mostra l'inadeguatezza dei politici di comuni, regioni, provincie. Questo però alla lunga richiede di uscire dall'anonimato, di impegnarsi in prima persona alle sfide "se sai fare meglio, vieni qui tu".

    La scelta di Napolitano è stata ottima, ma sarebbe stata identica se fosse esistito "il giornale del Governo", se l'avesse detto con un video su youtube o mandandolo al telegiornale. Comunque qualcuno avrà selezionato le lettere di Alessandro Magni (ma chi ci dice che esiste davvero?) e M. Cristina Varenna ... probabilmente uno/a stagista, che di certo non mancano negli uffici statali.

    Internet aiuta, ma dobbiamo essere un popolo più serio, civile, onesto.

    E soprattutto non pensiamo che internet sia diverso, nel rapporto con le istituzioni, di quanto non siano stati i mezzi precedenti.

    L'indirizzo per mandare una lettera al Presidente c'è da quando esiste la Repubblica: non credo sia stato un francobollo a impedire una comunicazione diretta: se il presidente o lo staff considerano utile rispondere pubblicamente, lo possono fare come minimo dal 1946.

    Quanto detto vale ovviamente per ogni ministro, funzionario, consulente e addetto a qualsiasi cosa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ned Flanders
    > telex, cablogrammi, fax, telefono, magari anche
    > il
    > cellulare.
    > tutto questo, a prescindere da internet internet
    > internet
    > internet
    >
    > esiste.
    >
    > E' inutile prescindere dal rapporto uno-a-molti
    > quando si fanno questi
    > ragionamenti.
    >
    > Una visione del presidente della Repubblica come
    > se fosse un padre di famiglia mi sta bene, ma
    > buttare nel cesso la professionalità dietro
    > un'immagine mulinobianca mi pare peggio che
    > ingenuo, mi pare colpevolmente illusorio;
    > colpevole perché dà ai lettori la tua visione di
    > quello che secondo te sarebbe il
    > Presidente.
    >
    > Se il presidente deve diventare il segretario del
    > governo, allora non ci siamo, non mi piace, non
    > mi
    > va.
    > Se è uno che stringe mani in giro e mostra la sua
    > faccia, mi interessa
    > poco.
    >
    > A me interessa la sua figura di bilanciamento dei
    > poteri, nel triangolo governo (e opposizione
    > inutile) , presidente,
    > CSM.
    >
    > Quante ore lavora il presidente? Supponiamo 10.
    > Se perde il 10% del suo tempo a rispondere , anzi
    > a LEGGERE, le e-mail, senza alcuna
    > intermediazione professionale (che detto così
    > sembra chissà che, ma qualsiasi aziendina con 10
    > dipendenti sa che significa: la segreteria -
    > stop) allora non lavora più. Non ci si "nasconde"
    > dietro i fatti: sono
    > fatti.
    >
    > Se il Presidente della Repubblica diventa come
    > Beppe Grillo voglio vedere com'è che risponde a
    > quel numero commenti di ogni tipo ... sarà ben
    > meglio, come certo fa lo staff di Grillo, che
    > qualche persona fidata (che dato che lo fa per
    > lavoro si chiama "professionista") lo faccia per
    > lui, scremando le sciocchezze e le ripetizioni,
    > sintetizzando e portandogli quello che gli serve
    > davvero: questo è la mediazione.
    >
    >
    > Chiunque di noi abbia sperimentato in qualsiasi
    > campo la sovrabbondanza portata dall'elettronica
    > sa che queste non sono sciocchezze o
    > "nascondersi": chi vuol cogliere l'esempio lo
    > faccia: per anni comprare musica è stato costoso:
    > una intermediazione fidata ti rendeva più facile
    > non buttare via denaro. L'accesso massificato a
    > TUTTA la musica disponibile (al di là di
    > considerazioni sulla legalità) ha reso
    > disponibili quantità di materiali impossibili da
    > fruire coscientemente ma soprattutto godere con
    > attenzione. Un intermediario con del gusto per me
    > è tornato indispensabile: il mio amico che sa
    > tutto di musica è il mio nuovo intermediario:
    > appena farà un altro figlio addio
    > all'intermediazione, perché io non lo pago
    > mica.
    >
    > L'accesso diretto alla fonte lo abbiamo capito e
    > mi piace e mi
    > interessa.
    >
    > Ma i mezzi per contattare direttamente le persone
    > ci sono da molto prima di internet: internet è
    > solo un altro mezzo. Appena diventa possibile per
    > una massa contattare un singolo, quel canale si
    > chiude, di solito, oppure appare inevitabilmente
    > l'intermediazione, perché è un fatto: io NON
    > POSSO rispondere a tutti contemporaneamente,
    > anche se sono l'imperatore dell'universo della
    > Giustizia.
    >
    > Questo però potrebbe spingerci verso suddivisioni
    > regionali o di zona che dialogano maggiormente
    > con la popolazione: così il rapporto si fa più
    > accettabile e magari mostra l'inadeguatezza dei
    > politici di comuni, regioni, provincie. Questo
    > però alla lunga richiede di uscire
    > dall'anonimato, di impegnarsi in prima persona
    > alle sfide "se sai fare meglio, vieni qui
    > tu".
    >
    > La scelta di Napolitano è stata ottima, ma
    > sarebbe stata identica se fosse esistito "il
    > giornale del Governo", se l'avesse detto con un
    > video su youtube o mandandolo al telegiornale.
    > Comunque qualcuno avrà selezionato le lettere di
    > Alessandro Magni (ma chi ci dice che esiste
    > davvero?) e M. Cristina Varenna ... probabilmente
    > uno/a stagista, che di certo non mancano negli
    > uffici
    > statali.
    >
    > Internet aiuta, ma dobbiamo essere un popolo più
    > serio, civile,
    > onesto.
    >
    > E soprattutto non pensiamo che internet sia
    > diverso, nel rapporto con le istituzioni, di
    > quanto non siano stati i mezzi precedenti.
    >
    >
    > L'indirizzo per mandare una lettera al Presidente
    > c'è da quando esiste la Repubblica: non credo sia
    > stato un francobollo a impedire una comunicazione
    > diretta: se il presidente o lo staff considerano
    > utile rispondere pubblicamente, lo possono fare
    > come minimo dal
    > 1946.
    >
    > Quanto detto vale ovviamente per ogni ministro,
    > funzionario, consulente e addetto a qualsiasi
    > cosa.
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