Luca Annunziata

Metti un nanotubo nel motore

Il grafene si rivela anche capace di produrre elettricità. Dal calore. Lo hanno scoperto al MIT, e adesso pensano a come introdurre una tecnologia derivata in apparecchi dalle dimensioni ridotte

Roma - Un nanotubo "in fiamme" per generare elettricità: i ricercatori del MIT, guidati dal professor Michael Strano, hanno scovato un nuovo campo di utilizzo per il derivato del carbonio. Dopo circuiti elettronici di ogni tipo, ora il grafene potrebbe fare il suo debutto anche nel campo degli accumulatori d'energia, con un'efficienza e una efficacia capaci (come ormai abitudine per questo materiale) di far impallidire le soluzioni precedenti.

"La densità di energia è alta" conferma Strano, arrivando a ipotizzare una capacità 100 volte superiore a quella delle attuali batterie agli ioni di litio. Inoltre, al contrario delle batterie e dei condensatori, non dovrebbero sussistere i fastidi tipici legati alle correnti parassite e di autoscarica: in questo modo, elenca il ricercatore, "apparecchi per la diagnosi medica, transponder, segnalatori, razzi e satelliti, e ogni altro apparecchio a basso assorbimento" potrebbe incorporare questa nuova fonte di alimentazione. In prospettiva, sensori microscopici e nanomacchine alimentate potrebbero circolare nel sistema circolatorio umano per scopi medici

Alla base del suo funzionamento c'è, come detto, un nanotubo di carbonio: "riempitolo di combustibile", i ricercatori hanno innescato la reazione di combustione a uno dei due capi del cilindro tramite un raggio laser o una scintilla ad alto voltaggio. Il risultato è una "onda termica" che brucia a oltre 2.700C, ovvero una reazione che consuma il combustibile a una velocità di molto superiore a quella normalmente osservata per quella reazione chimica (circa 10mila volte più in fretta). L'effetto collaterale, oltre alla consunzione del carburante, è un'analoga onda che trasporta gli elettroni da un capo all'altro del nanotubo: generando, quindi, la corrente elettrica.
Il bello della scoperta è che i risultati sono andati oltre le previsioni: la corrente risultante è stata maggiore di quella calcolata in fase di pianificazione dell'esperimento, probabilmente a causa di alcune reazioni collaterali non previste che hanno causato il "trascinamento" di portatori aggiuntivi. La descrizione offerta da Strano e il suo team si rifà all'immagine di un'onda oceanica, che al suo passaggio trascina pure detriti raccolti lungo il suo passaggio.

Tra i possibili sviluppi della scoperta: ultracondensatori con correnti di scarica e capacità di accumulazione molto più alte degli attuali. Ma anche, ipotizzano al MIT, utilizzando combustibili differenti e mescolati, oppure differenti sostanze in grado di "rivestire" il nanotubo, l'induzione di scariche oscillanti utili nel campo delle trasmissioni in radiofrequenza, o per la produzione di corrente alternata.

Luca Annunziata
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8 Commenti alla Notizia Metti un nanotubo nel motore
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  • E io ne ipotizzo una da 56 volte superiore... anzi no, 243 volte superiore... chi offre di piu'?

    Sarebbe ora che questi "ricercatori" SMETTESSERO di presentare ipotesi che sembrano confezionate apposta per attirare fondi e si attenessero ai FATTI.

    Qui il METODO SCIENTIFICO http://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_scientifico lo hanno buttato nel cesso, ragazzi che pena.

    Per quelli che non sono abbagliati dai titoloni attiragonzi di PI e che non hanno il cervello all'ammasso da grandifratellisti o isoladeifamosisti leggersi: http://it.wikipedia.org/wiki/Culto_del_cargo
    in italiano: http://corleone.roma1.infn.it/~bellini/web/html/ca...
    non+autenticato
  • La differenza tra il tuo 56 e il suo 100 e' che il suo lo ha calcolato con i dati a sua disposizione. Ovvio che debba ipotizzarlo, perche' non e' detto che quello che e' sulla carta poi funzioni senza intoppi.

    Caro attonito, un po' di umilta'
    non+autenticato
  • - Scritto da: attonito
    > E io ne ipotizzo una da 56 volte superiore...
    > anzi no, 243 volte superiore... chi offre di
    > piu'?
    >
    > Sarebbe ora che questi "ricercatori" SMETTESSERO
    > di presentare ipotesi che sembrano confezionate
    > apposta per attirare fondi e si attenessero ai
    > FATTI.
    Questa ira su cosa cresce? Hai letto il testo integrale della ricerca e i numeri esposti non ti convincono?
    Premesso che anche solo l'abstract presente nel link dell'aticolo è fuori dalla mia comprensione, quindi non mi permetto di giudicare pro o contro, posso credere facilmente che si arrotondino i numeri per attirare attenzione, ma non è che i finanziatori siano una marea di gonzi pronti a gettar via denaro invece che investirlo.
    L'incredibile per me è che questi nanomateriali stiano aprendo così tanti potenziali campi d'applicazione: se anche solo una parte troverà applicazione concreta sarà decisamente un salto paragonabile allo sviluppo dei materiali plastici.
    non+autenticato
  • A sentire tutto quello che dicono sembrano miracolosi... tuttavia consiglio di attendere il lancio sul mercato!
    Troppe tecnologie futuribili hanno promesso rivoluzioni e poi sono finite nel nulla... ad esempio l'aereogel, propagandato come leggero quasi quanto l'aria e robusto quanto l'acciaio, che avrebbe dovuto fare piazza pulita di praticamente tutti i materiali da costruzione classici, che fine ha fatto?
    Oppure quei materiali con memoria che spacciavano come indeformabili, utili addirittura per fare carrozzerie a prova di carrozziere... dove sono?
    Adesso vedremo con i nanotubuli, ho paura che stringi stringi non saranno poi quella rivoluzione tanto straordinaria qui paventata!
  • - Scritto da: Enjoy with Us

    > Oppure quei materiali con memoria che spacciavano
    > come indeformabili, utili addirittura per fare
    > carrozzerie a prova di carrozziere... dove
    > sono?

    http://en.wikipedia.org/wiki/Shape_memory_alloy#Ap...
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  • - Scritto da: gerry
    > - Scritto da: Enjoy with Us
    >
    > > Oppure quei materiali con memoria che
    > spacciavano
    > > come indeformabili, utili addirittura per fare
    > > carrozzerie a prova di carrozziere... dove
    > > sono?
    >
    > http://en.wikipedia.org/wiki/Shape_memory_alloy#Ap


    Appunto sono confinati a settori ultraspecifici, certo non hanno conosciuto quella diffusione di massa prospettata in precedenza!
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > A sentire tutto quello che dicono sembrano
    > miracolosi... tuttavia consiglio di attendere il
    > lancio sul
    > mercato!

    come sempre ci vorranno parecchi anni, ammesso che riescano a tirare fuori qualcosa di applicabile commercialmente.

    > Troppe tecnologie futuribili hanno promesso
    > rivoluzioni e poi sono finite nel nulla... ad
    > esempio l'aereogel, propagandato come leggero
    > quasi quanto l'aria e robusto quanto l'acciaio,
    > che avrebbe dovuto fare piazza pulita di
    > praticamente tutti i materiali da costruzione
    > classici, che fine ha
    > fatto?

    Ma dove l'hai letto che l'aerogel sarebbe robusto come l'acciaio? Secondo me ti confondi con qualche altro materiale

    > Oppure quei materiali con memoria che spacciavano
    > come indeformabili, utili addirittura per fare
    > carrozzerie a prova di carrozziere... dove
    > sono?
    > Adesso vedremo con i nanotubuli, ho paura che
    > stringi stringi non saranno poi quella
    > rivoluzione tanto straordinaria qui
    > paventata!

    Staremo a vedere, in ogni caso siamo agli albori della nanotech.
    Funz
    13021
  • per l'aerogel:
    in edilizia ha ancora costi decisamente troppo elevati rispetto al classico polistirene
    in taverna ho una parete che vorremmo isolare, in polistirolo son circa 10 cm in aerogel 2.7 cm ma l'impresa costruttrice parla di oltre 100euro x mq
    non+autenticato