Claudio Tamburrino

Una nuvola di App per Google

Il marketplace di Google chiede il 20 per cento dei profitti agli sviluppatori. E punta a scalzare Office dagli uffici

Roma - Durante l'evento trasmesso via YouTube "Google Campfire One", i dirigenti di Mountain View hanno svelato l'Apps Marketplace per le applicazioni destinate ai PC e atteso dal mese di febbraio.

L'idea è quella di allargare il concetto su cui si basa Android Marketplace dagli apparecchi mobili ai computer, abbracciando nello specifico le esigenze delle aziende che necessitano programmi di gestione e amministrazione e suite per ufficio. Viene così lanciata la sfida a Office di Microsoft e alle altre soluzioni business, offrendo strumenti Web-based più economici.

Con Google Apps Marketplace sarà offerta una vetrina a tutte quelle applicazioni integrabili con le attuali Google App, con Gmail e con gli altri servizi cloud, destinate a rispondere alle esigenze delle aziende.
Vic Gondotra, dirigente Google, nell'occasione ha raccontato che saranno adottate condizioni d'uso molto semplici. E "semplice" sarà anche la parola d'ordine per quanto riguarda lo sviluppo: innanzitutto Google metterà a disposizione degli sviluppatori il suo Studio tool, e inoltre l'integrazione sarà basata su un manifesto XML relativamente semplice.

Una volta installate, queste applicazioni di terze parti funzionano come applicazioni native di Google. Previa approvazione degli amministratori dei sistemi aziendali, possono interagire con i servizi Calendar, la posta, i documenti e i contatti. Un esempio è la possibilità di vedere i vari programmi integrarsi con GTalk o Gmail, così come al momento avviene con i video automaticamente incastonati nelle email inviate. Ma numerose possibilità sembrano aprirsi anche per la gestione aziendale dei social media e per la compatibilità e lo scambio di dati tra diversi servizi: proprio la connessione con le attuali applicazioni web-based di Google permetterà alle applicazioni di guadagnare valore.
Grazie all'integrazione con OpenID, inoltre, gli utenti di Google Apps potranno accedere alle altre applicazioni mediante una sola autenticazione.

L'avvio del marketplace risulterà probabilmente utile a Google per sfruttare indirettamente le maggiori competenze che alcuni programmatori possono avere in uno specifico settore: per completare l'offerta per le aziende e rispondere a tutte le possibili richieste.

Il modello economico adottato è quello del revenue sharing: ogni sviluppatore deve contribuire con una quota di iscrizione di 100 dollari e riconoscere a Google il 20 per cento dei profitti (il prezzo però può essere scelto autonomamente). Attualmente sono già oltre 50 le aziende che vi partecipano, tra cui Concur, Jobvite, eFax, Intuit e Zoho, finora un concorrente di Google.

Claudio Tamburrino
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2 Commenti alla Notizia Una nuvola di App per Google
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  • Un buon 20% dei profitti mi par un pelin esagerato...
    Opinione personale cmq!
  • - Scritto da: fox82i
    > Un buon 20% dei profitti mi par un pelin
    > esagerato...
    > Opinione personale cmq!

    Sia Google che Apple chiedono il 30% sulle applicazioni iPhone.
    Amazon ha recentemente abbassato al 30% la percentuale sui libri per Kindle. Prima era, mi pare, intorno al 70%.

    Se consideri che elimini tutti gli intermediari (ti rimane solo Google), non hai costi di confezionamento, di stoccaggio, di spedizione e di logistica, ma anche solo di infrastruttura informatica per permettere il download, significa che, a parità di venduto e di prezzo al pubblico, i produttori di software guadagnano almeno il doppio di prima, forse anche il quadruplo, in alcune circostanze.

    Bye.
    Shu
    1232