Claudio Tamburrino

Italia, il portale unico del web statale

Esordio il 22 marzo per vivifacile.gov.it. Che vuole raccogliere tutti i servizi della PA in un posto solo e gestire tutti gli utenti con una sola procedura di identificazione

Roma - Il Ministro Brunetta ha presentato il nuovo passo lungo la strada dell'ammodernamento della Pubblica Amministrazione digitale: si chiama Vivifacile e aspira a diventare il Portale unico per accedere ai servizi disponibili online.

All'indirizzo www.vivifacile.gov.it sarà infatti predisposta una piattaforma unica, divisa in aree specifiche ("cittadini", "professionisti" e "imprese") e per tematiche differenti (scuola, salute, previdenza, mobilità, fisco) con l'obiettivo di renderlo "il nucleo intorno al quale far gravitare tutto ciò che può essere gestito a distanza, senza la necessità di far materialmente spostare i cittadini-clienti".

Si tratta, naturalmente, ancora di un progetto in fieri, con la maggior parte delle opzioni da implementare solamente nel medio periodo. Tuttavia, il suo esordio il 22 marzo permetterà di avere già a disposizione una serie di servizi e di informazioni relativi ai servizi scolastici. "Abbiamo iniziato con la scuola perché già oggi circa 500 istituti sono in rete con il ministero dell'Istruzione e sono, quindi, in grado di erogare tali servizi" ha spiegato Brunetta, riferendosi agli istituti che hanno avviato la sperimentazione Scuolamia, il pacchetto di servizi realizzato da HP per la scuola e che mette a disposizione pagelle online, comunicazione di assenze e giustificazioni e altri servizi.
Seguiranno, secondo le intenzioni del Ministro della PA e dell'Innovazione, i servizi che fanno capo ad ACI e Motorizzazione (come il rinnovo della patente) e INPS (come la posizione contributiva). Poi, per il prossimo autunno si dovrebbe garantire l'accesso digitale alle prestazioni sanitarie e fiscali, nonché quelle relative al processo telematico: servizi INPS (posizione contributiva e dati pensione), dichiarazione dei redditi, modelli. Infine i servizi relativi alla giustizia (concorsi, esami, assunzioni, bandi di gara, decreti e circolari).

Oltre a costituire uno strumento di comunicazione integrato tra cittadini e PA, inoltre, dovrebbe essere utile anche come raccordo tra le stesse amministrazioni che avranno così il modo di coordinarsi. Con tre vantaggi immediatamente intuibili: coerenza interministeriale, strumenti con password unica e servizi senza code.

La registrazione sarà possibile sia online, sia attraverso per via telefonica (utilizzando Linea Amica), sia presso gli uffici preposti (al momento, per esempio, le segreterie scolastiche).

L'homepage sarà inoltre personalizzabile dal cittadino e le informazioni da ricevere potranno essere ottenute via email, telefono cellulare (firmato un protocollo d'intesa con Telecom Italia, Vodafon, Wind e H3G) o fisso.

Un nodo intricato è la mancanza di interoperabilità dei sistemi informativi degli enti: nodo che dovrebbe essere sciolto sia dalle linee guida per le PA e sia dall'implementazione dell'SPC (sistema pubblico di connettività). Dovrebbe inoltre essere l'occasione per sbrogliare la situazione dell'email certificata.

La sperimentazione durerà per circa 8 mesi con costi previsti ridotti per la PA e le aziende sponsor. Successivamente si vedrà: la previsione di spesa è tra i 10 e i 20 milioni di euro, una cifra che potrebbe essere sostenibile per intero da parte della PA. Tuttavia al momento la gratuità dei servizi non è garantita.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
29 Commenti alla Notizia Italia, il portale unico del web statale
Ordina
  • Un sito che fa perdere tempo. Ti fa iscrivere a nessun servizio. Quando vai nell'unico servizio che sembra esserci sulla scuola ti chiede di reiscriverti, e il modulo di iscrizione non funziona, per cui è impossibile iscriverti. Esci dal sito con la sensazione che chi segue queste cose non ha le idee molto chiare su come ci si relazioni in rete.
    non+autenticato
  • " Qualunque cosa fai sempre pietre in faccia prenderai ". Consolati Brunetta, Tutti gli innovatori ci sono passati e nessuno è profeta in patria.
    non+autenticato
  • Devo quotarti.
    Tutti a lamentarsi che siamo all'età della pietra lato informatizzazione, e quando qualcuno fa una cosa giusta ( almeno nelle intenzioni ) piovono accuse da ogni dove.
    Se il sistema farà schifo allora si protesterà, intanto calma e valutiamo per bene.
  • - Scritto da: Valeren
    > Devo quotarti.
    > Tutti a lamentarsi che siamo all'età della pietra
    > lato informatizzazione, e quando qualcuno fa una
    > cosa giusta ( almeno nelle intenzioni ) piovono
    > accuse da ogni
    > dove.
    > Se il sistema farà schifo allora si protesterà,
    > intanto calma e valutiamo per
    > bene.

    Non "è giusta" è proprio sbagliat il principio integrare in un unico portale servizi diversi con interfacce diverse unzioni eterogenee oltre che sostanzialmente impossibile e stupidamente complesso e inutile e non giova nee facilita la vita ai cittadini.
    non+autenticato
  • Definire "vivi facile" la vita difficile dell'innovazione tecnologica è l'ennesimo paradosso italiano.

    Nonostante la stazza la pubblica amministrazione di Brunetta è sempre più invadente.

    Lo stato si limiti a gestire i servizi base. Solo allora le cose inizieranno ad andare meglio.
    non+autenticato
  • Se ci fossero veramente tutti i servizi non basterebbe chiamare il sito gov.it, invece di celebrarsi con un difficile vivifacile.gov.it?
  • O usare italia.gov.it che già c'è?? (o meglio che già c'era?)
    non+autenticato
  • Si potrebbe anche fare governo.italia.gov.it.

    Ma visto che governo=gov e italia=it, meglio facile e corto no?
  • Mi viene da chiedermi: qual'è la libera concorrenza garantita da queste decisioni avventate ed improvvise?

    Un "front-man" come Brunetta, fustigatore dei cattivi costumi, che appartiene ad un Governo che si professa e pubblicizza come "liberale", è la SECONDA VOLTA che impone uno standard senza gare di nessun tipo (da quel che si desume).

    Ricordiamo che è successo per la PEC, la posta certificata: scelgono un operatore "a caso" (chi ci crede?), regalano caselle a tutto spiano legando milioni di utenti all'operatore scelto, e gli altri si attaccano al tram.

    Ora creano un portalone pieno di servizi, progettati chissà da quanto tempo, e le altre aziende (come la mia) che magari stavano sviluppando conoscenze e software proprio per poter realizzare quel tipo di servizi si trovano sbeffeggiati da una decisione del genere, fatta conoscere pomposamente a mezzo stampa a giochi fatti.

    Inviterei la redazione ad occuparsi di questa assurda mania dei vari governi italiani (ricordiamo anche cosa fece Rutelli con Italia.it, o D'Alema con la legge sui domini italiani!!!) di gestire i servizi pubblici internet al di fuori di ogni appalto, o almeno di verificare carte alla mano se sta davvero succedendo quello che dico, oppure se non conosco la situazione. Poiché in Italia il mercato informatico è già "drogato" dalle società eredi del monopolio Olivetti, non vorrei che la situazione peggiorasse ulteriormente e proprio per mano di membri del "Governo della Libertà"...

    ...a meno che non si debba interpretare come "Libertà del Governo".
  • - Scritto da: Bool
    > Mi viene da chiedermi: qual'è la libera
    > concorrenza garantita da queste decisioni
    > avventate ed
    > improvvise?
    >
    libera concorrenza dove ?

    > Un "front-man" come Brunetta, fustigatore dei
    > cattivi costumi, che appartiene ad un Governo che
    > si professa e pubblicizza come "liberale", è la
    > SECONDA VOLTA che impone uno standard senza gare
    > di nessun tipo (da quel che si
    > desume).
    >
    che standard ? vista l'eterogeneità delle sorgenti dati e degli enti preposti a fornire quei servizi credo che la standardizzazione non andrà oltre una certa coerenza ed uniformità grafica dell'interfaccia utente.
    >
    > Ora creano un portalone pieno di servizi,
    > progettati chissà da quanto tempo, e le altre
    > aziende (come la mia) che magari stavano
    > sviluppando conoscenze e software proprio per
    > poter realizzare quel tipo di servizi si trovano
    > sbeffeggiati da una decisione del genere, fatta
    > conoscere pomposamente a mezzo stampa a giochi
    > fatti.

    mah credo abbiano bandito gare, il problema credo sia che per lavori di un certo importo la legge comunitaria e il recepimento italiano pongano rigidi vincoli sul fatturato. In parole povere se il lavoro vale 100 l'azienda deve aver un fatturato >= 100.
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 12 discussioni)