Alfonso Maruccia

Il porno in rete, la rete del porno

ICANN è pronta a riconsiderare l'introduzione di un dominio di primo livello pensato esclusivamente per ospitare contenuti per adulti. Mentre i domini di grande richiamo ma con suffissi tradizionali finiscono all'asta

Roma - Domini .xxx avanti tutta. Forse: la Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN) dice di essere pronta a riconsiderare il rifiuto dei discussi domini di primo livello a tripla x (in circolazione, almeno come idea, da quasi 10 anni) nel corso di un meeting che si terrà questa settimana in Kenya. All'origine del ripensamento, una disputa con ICM Registry che per primo ha proposto formalmente l'idea a ICANN.

Storia travagliata, quella dei TLD .xxx: inizialmente proposti da ICANN nel 2001, approvati nel 2005 per l'uso esclusivo (e volontario) da parte dell'industria dei contenuti per adulti e infine ricacciata nel dimenticatoio dopo la veemente protesta degli attivisti anti-porno statunitensi. ICM ha impugnato il rifiuto di ICANN davanti all'International Center for Dispute Resolution che un paio di settimane fa ha sconfessato la decisione dell'organizzazione dei TLD.

Il parere dell'ICDR non è vincolante, nondimeno ICANN dimostra di avere a cuore le (ghiotte) possibilità di business che i domini .xxx fornirebbero agli operatori abilitati accettando di riconsiderare la loro posizione nei prossimi giorni. Ovviamente, qualora questa volta l'idea venisse finalmente concretizzata, è altamente probabile che si assisterà all'ennesima levata di scudi di organizzazioni come CP80.org che vorrebbero confinare la pornografia in un ghetto con steccati molto più alti di quelli forniti da un URL a tripla x.
Eppure il porno, domini a tripla x o no poco importa, continua a tirare più di un carro di buoi quando si tratta di business e denaro da investire nell'acquisto degli indirizzi di rete più noti e riconoscibili. Il dominio sex.com, per esempio, è in procinto di cambiare di nuovo proprietà dopo essere costato 14 milioni di dollari qualche anno fa. Escom LLC, che ha sin qui detenuto i diritti del dominio, è finita gambe all'aria nella crisi finanziaria originatasi negli USA, ragion per cui sex.com andrà di nuovo all'asta il 18 marzo, a New York. Prezzo minimo per partecipare: assegno da 1 milione di dollari.

Alfonso Maruccia
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24 Commenti alla Notizia Il porno in rete, la rete del porno
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  • Mi ero stufato di imbattermi in siti non porno! Ora potrò finalmente tarare il browser per scremare tutto quello che non sia a tripla X!

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    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco_Holy87
    > Internet is for porn!
    > http://www.youtube.com/watch?v=JpdCJKPHzh8

    Ti do' una spiacevole notizia: non è divertente.
    non+autenticato
  • Invece a me ha fatto ridere moltoA bocca aperta
  • Secondo me, non ha senso questo "ghetto" per questo materiale, per tanto cosi si dovrebbero fare domini anche per altre categorieA bocca aperta
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Sgabbio
    > Secondo me, non ha senso questo "ghetto" per
    > questo materiale, per tanto cosi si dovrebbero
    > fare domini anche per altre categorie
    >A bocca aperta


    diventa più semplice il parental control, blocchi .xxx ed è fatto.
    non+autenticato
  • Sempre se diventa obbligatorio usare quella cosa per il pornoA bocca aperta
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Sgabbio
    > Sempre se diventa obbligatorio usare quella cosa
    > per il porno
    >A bocca aperta

    Diciamo che un sito a carattere strettamente erotico o porno possa avere l'obbligo di registrarsi sotto questa estensione, ma un blog o un sito di contenuti generici che parlano in un loro articolo di sesso in maniera esplicita linkando magari qualche immagine come si fa a controllarli?
    Non penso sia attuabile una politica di parental control automatico.
    E' piu' lecito pensare che il genitore stia a fianco del figlio soprattutto se in un'età dove alcune cose possano sembrare quello che non sono.
    Saluti
  • Molto più semplice... Magari ci fosse l'obbligoA bocca aperta
    Il genitore deve essere sempre vicino in ogni caso, ma una mano in più fa sempre comodo.
  • Giusto. Se io a 11 anni avessi visto un film porno... oddio oggi sarei un drogato, uno spacciatore, un violento, uno sturpatore di animali, un serial killerss, uno pisiccopatico.
    Oddio no gli uomini e le donnue nude, orrore, giammai!
    non+autenticato
  • Perchè, hai per caso studiato psicologia infantile?
  • Fossero solo donne e uomini nudi! Ho visto cose che voi umani ...

    Cose che anche dopo averle viste stento a crederci. Voglio dire, ci sono limiti anatomicamente invalicabili ... ma come diavolo ci riescono!
    Manco la circo ci riescono.
    A bocca storta
    non+autenticato
  • Un conto sono le donne nude, un altro la serie infinita di perversioni disponibili gratuitamete 24/7 che forse un bambino farebbe bene a non vedere se non un poco più in là con gli anni.
    Non ho niente contro il porno e la rappresentazione delle perversioni, ma io vorrei che mio figlio non li vedesse...
    non+autenticato
  • Dai, finché si scherza si scherza, ma qua hai ragione da vendere. Del resto non vedo niente di male a erigere recinti virtuali. Pure nelle videoteche c'è sempre stata "la stanza" vietata ai minori. Poi qua non si tratta di fare censura, ma dare uno strumento in più in mano ai genitori (che sono responsabili dei figli e hanno diritto, almeno fino alla maggiore età, di impartire l'educazione che ritengono più opportuna).
    non+autenticato
  • E hanno anche il dovere di proteggerli, come mi sentirò in dovere di proteggere mio figlio se ne avrò uno.

    Non per moralismo, ma perché credo sinceramente che un bambino non sia in grado di sopportare serenamente la vista di certe cose.

    E se poi a 9 anni si abituano a vedere ragazze soffocate con tu-sai-cosa fino al vomito, di cosa avranno bisogno a 18?
    non+autenticato