Claudio Tamburrino

Google, l'antitrust italiana rilancia

L'indagine dell'autoritÓ garante si estende a Google Ireland e si concentra sui contratti AdSense

Roma - L'antitrust italiana ha estenso l'istruttoria avviata nell'agosto del 2009 nei confronti di Google per possibile abuso di posizione dominante: inizialmente riguardava solo Google Italia, poi ha coinvolto Google Inc, ora è arrivata a coprire Google Ireland Limited.

Sotto indagine la gestione delle entrate pubblicitarie e in particolare le condizioni contrattuali imposte ai siti Web con il servizio AdSense, con cui Google funge da intermediario per la raccolta pubblicitaria online.

In sostanza, specifica in un comunicato l'antitrust, il contratto standard di AdSense (stipulato proprio con Google Ireland Limited) stabilisce che gli utenti del programma "ricevono come corrispettivo somme determinate da Google di volta in volta a sua assoluta discrezione; Google non assume alcun obbligo di comunicare come tale quota sia calcolata" e, si legge ancora, può "modificare in qualsiasi momento la struttura di determinazione dei prezzi e/o dei pagamenti a sua esclusiva discrezione".
Se l'antitrust ha potuto verificare la posizione di Google sul mercato dell'intermediazione nella compravendita di spazi pubblicitari (detiene una quota pari quasi al 60 per cento), deve ora stabilire se Mountain View abusi di tale posizione.

Le nuove osservazioni sul contratto AdSense e il coinvolgimento di Google Ireland non sembrano ora poter far ben sperare Big G: "Nei contratti conclusi dagli editori per l'affiliazione al programma AdSense la percentuale di revenue-sharing ad essi spettante è definita senza che Google fornisca alle controparti elementi utili a verificare la determinazione dei corrispettivi effettivamente percepiti".

Claudio Tamburrino
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42 Commenti alla Notizia Google, l'antitrust italiana rilancia
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  • Come utente google indicizzo qualche tempo fa delle news che si potevano leggere in fianco c'era la scritta (in abbonamento) con la possibilita di rimuoverle bene ho chiesto che mi venissero rimosse.
    Poi la pagina delle news e' personalizzabile, a me di gossip e sport non mi interessano quindi non trovero mai lo sport "sulla mia pagina" questo servizio lo trovo ottimo, in quanto mi permette di leggere da tutti gli editori quando trattano un argomento di mio interesse e di escluderli quando non trattano cose che mi interessano. Giustamente gli editori devono avere la possibilita di sapere quanto, _ma agli utenti la possibilita di scartarli, o includerli_ se google non avesse indicizzato questa pagina non sarei venuto su PI, non avrei visto la pubblicita e PI non ci avrebbe guadagnato.
    su internet guadagna chi da servizi veri, non chi e' servo di questo o quello spot o minimizza i fatti scomodi. che google sia una corporation e come tale va visto, fanno business, ma che gli altri se non hanno voglia di farsi trovare (o finta di farsi trovare) che stiano fuori dalla porta e ci restino. poi google non e' obbligato ad indicizzare tutti, a quel punto potrebbe chiedere di farsi pagare, e questo sarebbe a danno degli utenti
    non+autenticato
  • Adsense è il modo ideale per fare pubblicità in Internet dove la raccolta pubblicitaria aumenta di anno in anno mentre quella sulla stampa, sulle TV e sugli altri media diminuisce o rimane stabile.

    Penso che si voglia colpire Internet dal versante economico e che questa indagine antitrust sia pilotata da chi non ama Internet. Gli interessi dei consumatori non sono tra i primi posti nell'operato dell'antitrust e quindi dubito della sua buona fede quando in tutta Europa c'è AdSense e nessuna autorità antitrust si è mossa.
  • - Scritto da: Sandro kensan
    > Adsense è il modo ideale per fare pubblicità in
    > Internet dove la raccolta pubblicitaria aumenta
    > di anno in anno mentre quella sulla stampa, sulle
    > TV e sugli altri media diminuisce o rimane
    > stabile.
    >
    > Penso che si voglia colpire Internet dal versante
    > economico e che questa indagine antitrust sia
    > pilotata da chi non ama Internet. Gli interessi
    > dei consumatori non sono tra i primi posti
    > nell'operato dell'antitrust e quindi dubito della
    > sua buona fede quando in tutta Europa c'è AdSense
    > e nessuna autorità antitrust si è
    > mossa.

    no penso che si voglia colpire google visto che google ha una posizione nettamente PREDOMINANTE rispetto a yahoo msn etc etc

    p.s
    aspetto il botto di guuggll
    non+autenticato
  • aspetta e speraA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sandro kensan
    > Adsense è il modo ideale per fare pubblicità in
    > Internet dove la raccolta pubblicitaria aumenta
    > di anno in anno mentre quella sulla stampa, sulle
    > TV e sugli altri media diminuisce o rimane
    > stabile.

    Casomai Adwords.
    Leggiti bene l'articolo, si parla di corrispettivi percepiti dalla pubblicità, non della pubblicazione della stessa.
    Sono due cose diverse.
    Se tu offri uno spazio sul tuo sito al sistema AdSense, non sei tu a fare pubblicità, ma il canale AdWords a cui hai permesso il flusso di pubblicità.
    Chiarito questo, AdWords non è il futuro, e nemmeno Adsense, anzi, direi che siamo alla frutta, anzi no: anche quella è finita da un pezzo.
    non+autenticato
  • ma come siamo messi in Italia eh?
    prima berlusconi contro google
    adesso l'anti trust?
    in america si faranno..anzi gia' si fanno delle belle risate sul italia che voi non vi immaginate nemmeno...che se continua cosi'....google ci banna e in italia bye bye google e youtube...e qui finiamo come in Iraq anzi pure peggio.
    cosa gliene frega alla antitrust di google...questa e' solo invidia....chissa perche' queste bagianata le facciamo solo noi e mai i tedeschi,gli inglesi,i francesi,i giapponesi...cosa siamo piu' inteliggenti noi??non credo proprio
    non+autenticato
  • Si si, Google banna l'Italia e non abbiamo più Youtube, questo è proprio un grave rischio! Meglio non correrlo e permettere a Google di agire sempre a sua discrezione, senza fissare condizioni chiare nei contratti e abusare della sua posizione dominante. In effetti Google in Italia ha un mercato non secondario ed è impensabile che accetti di rinunciarvi. Tony, i danni dell'Iraq derivano da decenni di dittatura, non dal non avere Youtube o Google. I danni alla tua ortografia invece non so da dove derivino, tra i tuoi numerosi marchiani ti segnalo solo "bagianata" invece di baggianata.
    non+autenticato
  • - Scritto da: me stesso
    > I danni alla
    > tua ortografia invece non so da dove derivino,
    > tra i tuoi numerosi marchiani ti segnalo solo
    > "bagianata" invece di
    > baggianata.

    Policy di PI:
    "evitare come da netiquette di puntualizzare eventuali errori di sintassi o battitura in un post"
  • - Scritto da: albertobs88
    > - Scritto da: me stesso
    > > I danni alla
    > > tua ortografia invece non so da dove derivino,
    > > tra i tuoi numerosi marchiani ti segnalo solo
    > > "bagianata" invece di
    > > baggianata.
    >
    > Policy di PI:
    > "evitare come da netiquette di puntualizzare
    > eventuali errori di sintassi o battitura in un
    > post"
    Meglio se cambiano policy, perché siamo in Italia e si richiede al minimo che un italiano conosca e sappia scrivere nella sua lingua.
    non+autenticato
  • Peccato che spesso questo venga usato per non rispondere alla discussioni...
    Sgabbio
    26177
  • Una posizione dominante crea giustificati motivi di intervento da parte delle autorità non "perchè sei il leader del mercato", ma se in qualche modo impedisci alla concorrenza di svilupparsi. Infatti si parla di ABUSO di posizione dominante, non di posizione dominante e basta.

    Google non impedisce a nessuno di farle concorrenza, tant'è che è nata dopo yahoo, e gli ha tolto le quote di mercato.

    Chiunque può fare concorrenza a Google, non ha il monopolio sulla gestione della banda, non ha trattamenti di favore da parte degli ISP, non condiziona la distribuzione vendendo un prodotto e imponendo ai distributori di non venderne altri, nè impone ai propri fornitori e clienti l'esclusiva sulla pubblicità.

    La gente è LIBERA di fare le proprie ricerche con Google, Yahoo, Bing e altri ancora. Non si ha nessun vantaggio nel fare le ricerche con Google, se non il fatto di avere a che fare con un algoritmo probabilmente migliore. E l'intelligenza dei Ph.D che lo hanno realizzato non è sanzionabile...

    Non si può punire un alunno perchè è il più bravo della classe, semmai lo si può punire se è il figlio della maestra, o se può avere le domande dei compiti in classe in anticipo.

    Ora, se Google non conteggia la pubblicità in maniera trasparente - ed eventualmente lo dovrebbe stabilire un giudice - è giusto punirla.
    Ma non ci si può incazzare se Google ti dice "se non vuoi stare su google news ti tolgo anche dal motore di ricerca". Il motore di ricerca è loro, e ci fanno quel che vogliono loro. Sarà il mercato a decidere.

    Troppo comodo che gli editori pretendano la botte piena e la moglie ubriaca, vorrebbero pure loro una sorta di equo compenso come i discografici, o cose simili. Già se ne parla. Nossignore.

    In ogni momento storico alcune industrie sono state spazzate via da altre più evolute, con conseguenti licenziamenti e cambiamenti strutturali del sistema economico. Ad esempio, oggi c'è meno bisogno di cavalli che nell'800, gli allevatori non saranno contenti, ma mica possono pretendere l'equo compenso dai produttori di automobili.

    Il mondo si evolve e cambia. Mi spiace ma l'editoria, la discografia e tante altre industrie copyright-based sono destinate a cambiare. Oppure a scomparire.
    non+autenticato
  • Premessa seria: se i termini del contratto sono questi, in effetti c'è qualcosa che non va con Google e l'abuso di posizione dominante potrebbe effettivamente configurarsi.
    [ironic mode on]
    Solo l'antitrust italiana con la sua storia fortemente avversa ad ogni tipo di monopolio poteva ergersi a censore e difensore della libera concorrenza.
    L'assenza di contenziosi tra Italia e/o grandi aziende italiane e Google rende la posizione dell'antitrust italiana al di sopra di ogni sospetto.
    [ironic mode off]
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