Giorgio Pontico

USA, prova generale per Falcon 9

Dovrebbe essere la risposta privata ai problemi della NASA. Gli ultimi test non hanno segnalato anomalie e ci si prepara al lancio vero e proprio. Manca ancora però un erede per lo Shuttle

Roma - Non aveva il marchio NASA il vettore che ieri ha compiuto il test di accensione dei motori presso la base di Cape Canaveral in Florida: sulla struttura del Falcon 9 campeggiava la scritta SpaceX, conosciuta anche come Space Exploration Technologies Corporation, azienda privata già da qualche anno impegnata in test su vettori orbitali e che potrebbe approfittare del momento di stallo monetario in cui è attualmente invischiata l'agenzia spaziale USA.

I motori alimentati a cherosene e ossigeno liquido hanno ruggito per soli 3,5 secondi prima di restituire il silenzio agli spettatori, cosa che non accadrà la prossima volta che verranno attivati. Il lancio vero e proprio è previsto infatti per il 12 aprile e la riuscita di quest'ultimo test non può che rassicurare i responsabili del programma, che due settimane fa avevano assistito al fallimento di una prova analoga a causa di una valvola erroneamente configurata.

Visto il periodo non proprio stellare della NASA, che si è vista costretta a interrompere lo sviluppo del progetto Constellation, l'azienda guidata da Elon Musk sembra avere tutte le intenzioni per ben figurare davanti agli osservatori di Washington, fonte di sostentamento primaria per l'ente spaziale statunitense che già aveva destinato parte dei fondi a compagnie private come SpaceX per trovare un successore dello Shuttle nel più breve tempo possibile.
Il 2010 sarà infatti l'anno in cui la flotta degli Shuttle dovrebbe essere messa a terra in via definitiva, nonostante le proteste di alcuni membri del Senato che lamentano il rischio di una perdita di prestigio a livello internazionale in un momento storico in cui Cina e India, per citare solo due nomi, stanno sviluppando dei propri programmi spaziali facendo così dell'orbita terrestre un luogo decisamente più affollato di quanto non fosse durante la Guerra Fredda.

Fino ad oggi SpaceX si è accaparrata quasi 2 miliardi di dollari di sponsorizzazione forniti dal governo statunitense per proseguire lo sviluppo e battezzare con il primo volo il razzo Falcon 9, progettato appositamente per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Con i soldi di Washington dovrebbe essere possibile portare a termine almeno 15 missioni, di cui tre test e 12 riforminenti alla ISS.

Al di fuori degli Stati Uniti, SpaceX si comporta più o meno come la Virgin Galactic del miliardario britannico Richard Branson: vende biglietti per milioni di dollari a turisti spaziali provenienti da tutto il mondo. La stessa attività che negli ultimi anni aveva sostentato l'agenzia spaziale russa, che adesso si prepara ad accogliere nelle proprie Soyouz gli astronauti a stelle e striscie, incassando 51 milioni di dollari per ogni lancio. Una prospettiva che non piace troppo ai nostalgici dell'Apollo ma che appare inevitabile: ci vorranno almeno altri tre anni per adibire Falcon 9 al trasporto di astronauti.

Giorgio Pontico
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2 Commenti alla Notizia USA, prova generale per Falcon 9
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  • Per meglio leggere l'articolo, bisogna conoscere la strategia con la quale i collaboratori di Obama hanno riposizionato la NASA: ricerca e soluzioni avanzate per l'esplorazione a distanza.
    Il "furgone del latte e del pane" della stazione spaziale ISS non occorre che sia della Nasa: la ISS è in orbita bassa terrestre, ossia perfettamente raggiungibile con tecnologie ormai alla portata degli "spazio-corrieri".
    Mi aspetto quasi che fra un decennio ci siano rifornitori con il logo "UPS" o "FedEx" Sorride
    Gli USA si sono dissanguati per vent'anni in progetti abortiti per realizzare un sostituto dello Shuttle, sempre più spaventati dal rischio di un fallimento mortale che desse la scusa per chiudere la NASA. Ora certi senatori si preoccupano dei tagli ai lavoratori del proprio stato e sventolano la bandiera. In realtà Cina e India hanno da recuperare trent'anni di astronautica e non è che facciano "paura": semplicemente stanno imparando a fare cose che altri conoscono da tempo. Anche noi italiani potremmo tecnicamente mandare astronauti in orbita, solo che non possiamo sostenerne il costo: leggetevi degli esperimenti in corso con Castore e Polluce e vedrete la navetta italiana "low cost".
    Avrebbe dovuto pensarci l'Unione Europea, ma ci sono troppi intoppi per finanziare un passo del genere, oltre alla quota di affitto della ISS.

    Obama ha chiesto alla Nasa di smettere di guardare in basso e sviluppare la ricerca più avanzata, mentre le forze armate USA stanno per collaudare in queste settimane il veicolo automatico recuperabile già noto come x37b (una mini-navetta), che occorre per fare senza chiasso quelle missioni riservate che a volte erano parte delle missioni shuttle.
    Lo Space Shuttle ha fatto del suo meglio per trent'anni, ora è giusto che si riposi nei musei. Sorride
    non+autenticato
  • Condivido la tesi! E poi è importante ricordare che gli USA sono andati sulla luna 40 anni fa(a dispetto di tutti i complottisti rintronati!), mentre Cina e India la luna la vedono solo dai telescopi. A questo punto, dopo la crisi, gli USA devono puntare su Marte: http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/05/stor...
    non+autenticato