Claudio Tamburrino

Google-Cina, stallo alla orientale

Impasse nelle trattative. Nonostante l'ottimismo di Schmidt, che ha annunciato una soluzione a breve, indiscrezioni preannunciano la fine di Google.cn

Roma - Google ha dichiarato di essere ancora in trattativa con la Cina per risolvere la situazione scatenata da un cyberattacco subito da alcuni account Gmail e imputati da Mountain View a Pechino. Nonostante questo, gli osservatori vedono addensarsi nubi ad oriente. E scommettono sulla chiusura della versione locale di Google.

Nei giorni scorsi, il CEO di BigG Eric Schmidt era tornato sulla vicenda e aveva promesso che "presto succederà qualcosa": un ottimismo che non sembra ora confermato da ulteriori dichiarazioni né dalle scommettonoindiscrezioni che danno l'uscita di Mountain View dalla Cina al 99,9 per cento.
Null'altro si è lasciato sfuggire Schmidt, per cui la situazione resta ingarbugliata.

Dal momento dello scontro, Google ha cancellato il lancio di Android e alcuni eventi in Cina. Hillary Clinton è intervenuta sulla vicenda facendola diventare una questione diplomatica, inviando anche un ambasciatore statunitense per aiutare nella trattativa tra le parti.
Nonostante le smentite del viceministro dell'industria e dell'information technology Miao Wei, che negava l'esistenza di un negoziato, l'unica cosa certa, al momento, sembra proprio essere che Cina e Google si sono sedute a un tavolo per cercare una soluzione tra le posizioni più intransigenti di Pechino e la fermezza di Mountain View nel non voler sottostare alle richieste di censura.

Ma voci che vengono definite "vicino alle parti" prevedono al 99,9 per cento la chiusura di Google.cn e l'uscita di BigG dalla Cina: colpa, apparentemente, dell'impasse che blocca i negoziati tra le parti.

Li Yizhong, ministro cinese dell'Industria e dell'IT, ha infatti ribadito la posizione di Pechino secondo cui si tratta di "rispettare le leggi cinesi" per non essere "irresponsabili e ostili". E sembrerebbe inoltre che a subire le pressioni sarebbero stati anche i partner cinesi di Mountain View, a cui le autorità avrebbero riferito che devono rispettare le leggi locali anche se Google non intende farlo: su quelle aziende si appoggia Google per operare efficacemente in Cina.

Google continua a dichiarare, pur affermando di non sapere quando inizierà a smettere di censurare le sue ricerche in Cina, di non voler più censurare i contenuti. E le indiscrezioni parlano ora di Mountain View pronta a predisporre con calma il ritiro, facendo di tutto per evitare rappresaglie nei confronti dei suoi dipendenti e dei suoi partner. E magari facendo il possibile per lasciare altre attività nel Paese. Come, per esempio, Android.

Claudio Tamburrino
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