Claudio Tamburrino

L'odio corre sul social network

Contenuti a sfondo terrorista, razzista, neonazista et similia scelgono sempre di più come mezzo di diffusione le reti sociali connesse. E la scelta sembra agevolare una maggiore proliferazione

Roma - Terroristi, razzisti, omofobi, neonazisti e altre deprecabili forme di intolleranza stanno sempre più preferendo i social network ai siti tradizionali: guadagnandoci in diffusione. Sembra dunque applicabile al Web l'assioma di Cole che vuole l'intelligenza sulla Terra costante e la popolazione in aumento.

Il sondaggio, condotto dall'influente Simon Wiesenthal Center, ha messo in evidenza la preferenza per gli strumenti social e ha inoltre rilevato che tali contenitori d'odio, che siano appunto siti Web, pagine di social network, forum o servizi di microblogging, nel corso dell'ultimo anno sono aumentati del 20 per cento: raggiungendo quota 11.500. Cifra - secondo il centro - arrotondata per difetto.

La questione della sopravvivenza di tali forme di espressione e del confine che si può raggiungere è ancora molto discussa. E il discorso si fa ancora più complicato parlando di strumenti social. Nella rete dei social network, infatti, queste manifestazioni starebbero proliferando, potendo raggiungere un pubblico maggiore: i giovani su tutti.
La stessa ricerca, peraltro, vuole porsi come uno strumento utile alle forze dell'ordine, fugando il rischio di fare involontariamente da cassa di risonanza. Dato infatti il contenuto particolare che veicola (una lista di siti che può essere difficile da digerire nella sua interezza e anche, per esempio, video dedicati all'addestramento di nuclei armati) ha deciso di divulgarlo solo in parte, mentre il rapporto per intero è stato consegnato, sotto forma di CD, solamente alle forze dell'ordine e alle organizzazioni non profit interessate.

Claudio Tamburrino
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