venerdì 4 aprile 2003

Rodotà: una Costituzione per Internet

Il Garante per la privacy non ha dubbi. L'unico modo per presevare le libertà civili e digitali è dare ad Internet una Costituzione. Intanto il suo ufficio inchioda alcuni incalliti spammer italiani: congelati i database

Rodotà: una Costituzione per InternetRoma - Internet continua ad espandersi e diversificarsi ma "questo universo in continua espansione può rimanere senza alcuna regola, affidato soltanto alla spontanea correttezza dei suoi utilizzatori, ad una incerta netiquette?". A chiederselo è il Garante per la privacy Stefano Rodotà in una intervista pubblicata da Tiscali. Secondo Rodotà "solo regole comuni ai diversi stati (europei, ndr.) possono garantire a tutti l'uso libero di Internet".

L'idea di Rodotà, che è anche presidente dei Garanti europei, è che Internet "mette il mondo in rete e meglio di ogni altro strumento incarna la globalizzazione ma non puo' restare senza alcuna regola". "Proprio per mantenere ad Internet la sua natura di spazio libero - ha spiegato Rodotà - è indispensabile fissare alcuni principi costituzionali che, ad esempio, impediscano di considerare Internet come una gigantesca miniera a cielo aperto, dalla quale estrarre dati personali utilizzati anche contro l'interesse delle persone alle quali si riferiscono".

Una Costituzione europea? Secondo Rodotà è ora di lanciare una Convenzione internazionale a partire dall'Unione Europea, "il soggetto che meglio potrebbe lanciare l'idea della Convenzione". "L'Italia - ha continuato Rodotà - durante il suo prossimo semestre di presidenza, potrebbe essere motore di questa iniziativa, sottolineando che il diritto comune di Internet non è un vincolo alla libertà in rete, ma la condizione per la sua espansione".
Sempre Rodotà, ma stavolta intervenendo a Siviglia ad un incontro internazionale dei Garanti, ha spiegato che nell'era della globalizzazione e di Internet è necessario che si dia vita ad un "contratto tra la UE e le aziende multinazionali, soprattutto americane", perché i cittadini europei rischiano di vedersi esportati i dati personali, con la possibilità che si credino database di dati "off-shore" e incontrollabili.

Ma, al di là delle dichiarazioni rilasciate da Rodotà, l'Ufficio del Garante nelle scorse ore ha avuto il suo bel daffare in una delle più importanti operazioni antispam fin qui compiute da questa autorità. Ecco i dettagli.
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