Alfonso Maruccia

Bill Gates investe sul futuro del nucleare

Il founder di Microsoft si imbarca nella difficile avventura dello sviluppo di reattori nucleari sostenibili per l'ambiente. Gates ci mette i soldi, tanti soldi, di tasca propria

Roma - La pensione dell'ex-uomo più ricco del mondo è tutto fuorché giardinetti e partite a carte al bar. Oltre a gestire il suo impegno da filantropo con la Bill & Melinda Gates Foundation, William H. Gates III ha recentemente espresso interesse per le fonti energetiche avanzate e si sarebbe convinto, secondo voci non confermate, a investire parecchio denaro (soprattutto di tasca propria) per la realizzazione di un reattore nucleare compatto capace di funzionare per un secolo con una sola "carica" di carburante.

Le indiscrezioni provengono da un portavoce del colosso giapponese Toshiba, che oltre all'elettronica di consumo si occupa anche di tecnologia per impianti nucleari. E Toshiba sarebbe appunto in contatto con Gates attraverso TerraPower, società di proprietà del magnate che tra le sue fila conta ricercatori che hanno già lavorato con il Lawrence Livermore Laboratory, il MIT e altri prestigiosi istituti di ricerca statunitensi.

Al di là della pur facile ironia sui piani di conquista del mondo messi in atto dall'uomo che ha modellato l'Information Technology degli ultimi 20 anni, quello su cui Gates ha deciso di investire è tecnologia avanzata ai massimi livelli: l'obiettivo principale di TerraPower (e della nuova, ancora ipotetica partnership con Toshiba) è realizzare un design di tipo traveling-wave reactor (TWR), un reattore che, al contrario di quanto succede negli impianti a fissione tradizionali, è in grado di funzionare prevalentemente con l'isotopo 238 dell'uranio (o uranio impoverito) e altri prodotti di scarto della fissione per un periodo di tempo superiore.
Una volta dato il là alla reazione nucleare con una piccola quantità di uranio arricchito, un reattore TWR è in grado di sfruttare più efficacemente l'intero processo della fissione e andare a pieno regime per 50 o 100 anni.

Lampanti i vantaggi: un periodo di funzionamento così lungo implica un minor impatto ambientale del materiale radioattivo altrimenti da dare costantemente in pasto al reattore, una drastica riduzione del problema dello smaltimento degli scarti della fissione e un risparmio senza precedenti per il mantenimento e la gestione delle infrastrutture.

La classe di reattori a cui lavora TerraPower è di quelli su scala ridotta, o perlomeno è così che vengono classificati dalla International Atomic Energy Agency (IAEA) i reattori con una capacità energetica inferiore ai 300 Megawatt. L'azienda di proprietà di Gates non è certamente la prima impegnata nel raggiungimento di un simile obiettivo, ma di certo il supporto del secondo uomo più ricco del mondo potrà dare un contributo non secondario al successo dell'impresa.

Alfonso Maruccia
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