Claudio Tamburrino

Cina, Microsoft resta al suo posto

Da Pechino le linee guida per contenere la discussione sulla partenza di Google. Mentre i server DNS oltre la Grande Muraglia causano grattacapi anche altrove. Da Redmond infine arriva la risposta ufficiale a Mountain View

Roma - Microsoft resta in Cina e dichiara che continuerà a rispettare le leggi locali: "Lavoriamo in Cina da più di 20 anni e intendiamo continuare a fare a affari qui".

Le critiche all'indirizzo di Redmond erano giunte dal co-fondatore di Google Sergey Brin, che aveva accusato BigM di avallare iniziative contro i diritti umani e libertà di espressione, dicendosi poi dispiaciuto per Microsoft che sperava "non avrebbe messo i profitti davanti a tutto. In generale, le società dovrebbero fare attenzione a come e dove vengono utilizzati i loro prodotti".

Il discorso di Brin, che ha paragonato la situazione attuale cinese al totalitarismo nell'Unione Sovietica vissuto nella sua infanzia, è stato seguito anche dalla divulgazione di una direttiva di Pechino ai media con le disposizioni su come trattare la sfida di Google alla censura governativa: usare come fonti esclusivamente i siti ufficiali dell'informazione statale, non cambiare i titoli, non proporre forum, non condurre investigazioni e approfondimenti, dibattiti possibili solo previa autorizzazione, vigilare sui commenti.
Il risultato è, per esempio, che il People Daily, organo del partito comunista, nell'editoriale dedicato all'argomento attacca veementemente l'azienda americana che "non è Dio" e neanche "una verginella quanto si parla di valori", che "collabora con l'intelligence statunitense" e che "immagazzina per ispezionarli tutti i risultati delle sue ricerche".

Con la stessa logica, poi, non esiste nei media mainstream cinesi la lettera con cui un gruppo che voleva farsi portavoce dei wanmin (gli utenti Internet cinesi) intendeva rivendicare un ruolo nella trattativa tra Google ed il governo. Sull'argomento è tornato tra l'altro Matteo Miavaldi che, rispondendo ai commenti degli utenti di Punto Informatico, ha sottolineato come la situazione abbia dei confini molto sfumati: "Se Google davvero sta lottando per il popolo cinese, qual è stato il grado di coinvolgimento degli utenti cinesi in questa campagna di libertà? Qual è stato l'appoggio che un gigante come BigG ha dato alle comunità clandestine di dissidenti, gente che rischia davvero la vita propria e della propria famiglia per far trapelare informazioni nella rete cinese?"

La questione - nonostante la netta presa di posizione di Google, della diplomazia statunitense e del Governo Cinese - sembra peraltro in continua evoluzione. Ed il tentativo fallito da parte di Mountain View di incitare le altre aziende del settore a seguire il suo esempio non aiuta a prospettare una conclusione immediata della vicenda.

L'appello di BigG è rimasto infatti quasi del tutto inascoltato, a parte qualche eccezione: GoDaddy, il più grande Internet domain registrar, avrebbe affermato l'intenzione di ritirarsi dalla Cina a causa delle continue ingerenze governative relative alla gestione della privacy dei suoi utenti (e per alcuni osservatori anche perché i domini.cn erano un business molto poco redditizio), andando comunque ad arricchire le fila delle aziende ICT che si oppongono in un modo o nell'altro alla grande muraglia digitale cinese, come appunto Google: ma anche Facebook e Twitter, che non sono mai entrate in Cina.

Gli osservatori hanno peraltro temuto che gli screzi fra l'azienda statunitense e il governo orientale avessero già conseguenze dirette su tutto Internet: mercoledì al registro DNS cileno si sono accorti che uno dei maggiori DNS root server, l'I Root Server svedese, dirottava i visitatori che cercavano di accedere ai domini .com YouTube, Twitter e Facebook, verso server in Cina, e che gli utenti si trovavano di fronte agli omologhi cinesi delle piattaforme se non a semplici messaggi di errore: erano entrati di fatto all'interno della Grande Muraglia cinese e dei filtri in essa adottati.

I responsabili cileni hanno dunque inviato una email di servizio agli altri operatori del settore per cercare di capire cosa stesse succedendo. E alcune ipotesi hanno temuto essere un tentativo da parte di Pechino di dirottare il traffico anche fuori ai suoi confini, mentre le parti in causa (dal governo cinese ai gestori del server protagonista, passando per Google) declinano ogni responsabilità e affermano di non sapere a cosa sia dovuto quello che potrebbe essere solo un semplice incidente.

Incidente che dimostra, tuttavia, come un'impostazione dei server DNS possa avere conseguenze anche fuori dallo stato dov'è stata imposta. E come alcune policy di censura in alcuni stati possano causare problemi all'Internet di tutto il mondo.

Claudio Tamburrino
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39 Commenti alla Notizia Cina, Microsoft resta al suo posto
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  • e beh certo parlano male del governo attuale perche quelli di sinistra invece...bassolino il monnezzaro, prodi con l euro visco...e ki se li scorda fantapoliticanti che hanno rovinato l italia. Poi mi fa morire un operaio che vota a sinistra e arricchisce solo le banche e gente come tronchetti provera...
    non+autenticato
  • Guardate, sembrerà che possa dire qualcosa di ovvio, molto ovvio, ma è la cosa che più mi preme chiedere in questo contesto, e voglio chiederlo nonostante possa sembrare una domanda ovvia del tipo "Eh i soliti etcetc"..

    Ma voi credete di essere liberi?
    non+autenticato
  • NO, ma siamo più liberi dei cinesi sicuramente

    almeno qui da noi puoi arrabbattarti per arrivare a gestire qualche ingranaggio ( vedi Berlusconi che in fondo non era certo figlio di un nobile borbonico ), in Cina semplicemente se non sei figlio di questo o quello non arriverai mai da nessuna parte
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > NO, ma siamo più liberi dei cinesi sicuramente

    sicuramente?

    > almeno qui da noi puoi arrabbattarti per arrivare
    > a gestire qualche ingranaggio ( vedi Berlusconi
    > che in fondo non era certo figlio di un nobile
    > borbonico ), in Cina semplicemente se non sei
    > figlio di questo o quello non arriverai mai da
    > nessuna parte

    certo, in cina ti fucilano se rubi una mela
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco Allara

    > Ma voi credete di essere liberi?

    Tanta gente che difende la Cina non ha capito la differenza tra nostra libertà e quella loro. Ti faccio un esempio: se giri sul web italiano trovi migliaia di messaggi che parlano male del governo. Credi che i cinesi possano scrivere liberamente sui forum o i blog del loro governo?
    Io tutta questa gente la manderei in Cina...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Zac
    > - Scritto da: Francesco Allara
    >
    > > Ma voi credete di essere liberi?
    >
    > Tanta gente che difende la Cina non ha capito la
    > differenza tra nostra libertà e quella loro. Ti
    > faccio un esempio: se giri sul web italiano trovi
    > migliaia di messaggi che parlano male del
    > governo. Credi che i cinesi possano scrivere
    > liberamente sui forum o i blog del loro
    > governo?

    hai ragione... noi siamo molto più avanti: meglio condizionare e controllare le menti, meglio lasciare che la gente si sfoghi (con inutili messaggi sul web, con qualche piccolo sciopero, con qualche piccola manifestazione, urlando parolacce allo stadio ecc.), meglio dargli un contentino ogni tanto (la partita di pallone in tv, qualche reality, un boccone ai pasti e un cenone a pasqua e natale), meglio farli sentire appagati dalla soddisfazione di desideri e bisogni indotti (e intanto spendono al "nostro" centro commerciale quei quettro soldi che "noi" gli abbiamo dato per lavorare nelle "nostre" imprese)...

    pensa che invece in cina pensano di risolvere tutto con la sola repressione...

    > Io tutta questa gente la manderei in Cina...

    io invece ti lascerei a marcire qui a vita
    non+autenticato
  • Intanto le elezioni hanno dimostrato che c'è sempre meno gente di sinistra...strano!
    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • Ma la Cina si rende conto che tutto il mondo sta cambiando?
    Il comunismo a parte a Cuba o in Korea del Nord o altri paesi che non li conosce nessuno sta sparendo da tutto il mondo. Specialmente le nuove generazioni hanno abbandonato questa ideologia.
    Il comunismo è controllo. La Cina diventerà un grande paese solo quando ci sarà una vera democrazia.
    non+autenticato
  • Il processo è inevitabile.

    Ci saranno più o meno processi,
    più o meno vite umane sacrificate,
    ma è impossibile pensare che nell'era internet la censura possa durare a lungo.
    non+autenticato
  • Non conoscete i cinesi. Sono totalmente indottrinati, per loro 2+2=5...
    non+autenticato
  • Tutti ? Guarda ci sono quelli che accettano le idiozie cinesi, ma ci sono anche quelli che hanno ben capito che vogliono limitere i contatti con l'estero appunto per evitare delle "rivolte".
    Sgabbio
    26178
  • Probabilmente non tutti sono totalmente indottrinati, anche perché non sono andato ad intervistare ogni cinese sulla faccia della terra per chiedere cosa pensano del loro governo. Tuttavia ho conosciuto cinesi che nonostante avessero mille motivi per odiare il regime e la rivoluzione "culturale" la giustificavano e tendevano a vederne i lati positivi.
    non+autenticato
  • Dicono cosi per evitare ritorsioni.
    Sgabbio
    26178
  • Lo dicevano a me... in privato, non in piazza. Dubito che mi temanoCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • quasi tutto viene censurato é solo che non ce ne rendiamo conto più di tanto
  • Comunismo in Cina?

    Hahahahahahaha

    Vallo a dire a tutte le aziende occidentali che operano li, compresa Microsoft e quella multinazionale USA di cui Bush è azionista.

    Praticamente, la crema del capitalismo mondiale attualmente sta investendo li; anche perché i Paesi capitalisti ormai sembrano repubbliche dell'ex URSS (vedi l'Italia).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alvaro Vitali
    > Comunismo in Cina?
    >
    > Hahahahahahaha
    >
    > Vallo a dire a tutte le aziende occidentali che
    > operano li, compresa Microsoft e quella
    > multinazionale USA di cui Bush è
    > azionista.
    >
    > Praticamente, la crema del capitalismo mondiale
    > attualmente sta investendo li; anche perché i
    > Paesi capitalisti ormai sembrano repubbliche
    > dell'ex URSS (vedi
    > l'Italia).

    Infatti la Cina è una repubblica Nazional Socialista, il comunismo oggi è solo di facciata.
  • Il tempo è un gran signore, a volte, ancora le barriere tra i popoli sono quelle invisibili del business speculativo, non conosco i termini veri della questione e se Google ci marci oppure no, so solo che le mafie non hanno colore ne partito ne altro , navigando per città nazione stato o continente si trova una lingua diversa ma lo scopo è uguale ... trasmutare il vile piombo in oro.GOD-GOLD-DOG GGD, noi possiamo cambiare la realtà? Ci vorrebbero secoli.Possiamo solo indignarci ,la comunità del Web è Libera? Apparentemente si ,ci lasciano sfogare come catarsi così non affrontiamo nulla nella realtà loggata
    non+autenticato
  • Mi sembra che si stia cercando di delegare a delle semplici aziende, seppur grandi ed importanti, un ruolo che dovrebbe essere quello dei governi.
    Non vedo perchè se gli Stati Uniti, cosi' come tutti gli altri paesi, accettano di buon grado di intrattenere rapporti ad ogni livello con la Cina, le aziende non dovrebbero fare altrettanto.
    Tra l'altro, trovo questa situazione molto preoccupante. Si sta dando troppo credito e troppo potere and un'entità, Google, che non è nulla piu' di un'azienda fortemente a scopo di lucro. Se se ne va dalla Cina non è certo per ragioni ideologico-umanitarie. Evidentemente hanno fatto i loro conti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mr_caos
    > Non vedo perchè se gli Stati Uniti, cosi' come
    > tutti gli altri paesi, accettano di buon grado di
    > intrattenere rapporti ad ogni livello con la
    > Cina, le aziende non dovrebbero fare
    > altrettanto.

    I governi intrattengono buoni rapporti con la Cina proprio per stendere il tappeto rosso alle proprie aziende.
  • I governi non possono perché non hanno i soldi per opporsi alla Cina.
    Specialmente se ti chiami USA e la Cina ha comprato il 60% del tuo debito pubblico.
  • Quindi gli Stati Uniti avrebbero tutto l'interesse di rifilare una fregatura ai cinesiOcchiolino
    La Cina ha comprato il debito, come dire che la Cina è forte perchè ha comprato la spazzatura.
    Secondo me, se ci fosse meno egoismo, gli stati occidentali potrebbero dare una bella lezione alla Cina ma.....forse ora è troppo tardiTriste

    Ciao.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mr_caos
    > Mi sembra che si stia cercando di delegare a
    > delle semplici aziende, seppur grandi ed
    > importanti, un ruolo che dovrebbe essere quello
    > dei
    > governi.

    dici bene: dovrebbe

    > Non vedo perchè se gli Stati Uniti, cosi' come
    > tutti gli altri paesi, accettano di buon grado di
    > intrattenere rapporti ad ogni livello con la
    > Cina, le aziende non dovrebbero fare
    > altrettanto.

    guarda che funziona al contrario: i governi non contano nulla, mettono in pratica ciò che le multinazionali decidono

    > Tra l'altro, trovo questa situazione molto
    > preoccupante. Si sta dando troppo credito e
    > troppo potere and un'entità, Google, che non è
    > nulla piu' di un'azienda fortemente a scopo di
    > lucro.

    Googel, Microsoft, Facebook ecc. ecc. hanno alle spalle tanti bei "soggetti" che le "guidano"... dalla CIA all'NSA, dall'FBI a certe lobby...

    > Se se ne va dalla Cina non è certo per
    > ragioni ideologico-umanitarie. Evidentemente
    > hanno fatto i loro
    > conti.

    infatti non è proprio vero che se ne siano andati...
    non+autenticato
  • Il posto giusto, insieme all'Italia, dove leccare il culo al potere.
    ruppolo
    33147
  • tu perdi ogni volta una buona occasione per tacere
    non+autenticato
  • Non ha tutti i torti.
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: ruppolo
    > Il posto giusto, insieme all'Italia, dove leccare
    > il culo al
    > potere.

    e' questione di soldi. tanti. mostruosamente tanti. Non e' solo questione di Microsoft o di Italia, qualsiasi societa' sul pianeta vuole fare business in Cina. E' l'unico mercato al mondo che non ha MAI smesso di crescere negli ultimi decenni. La Rolls-Royce, Cartier e tutti i prodotti di super lusso vendono come non mai.

    Non gliene si puo' fare una colpa se il il fine ultimo e' il profitto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco

    > Non gliene si puo' fare una colpa se il il fine
    > ultimo e' il
    > profitto.

    io dico di sì
  • - Scritto da: soulista
    > - Scritto da: Francesco
    >
    > > Non gliene si puo' fare una colpa se il il fine
    > > ultimo e' il
    > > profitto.
    >
    > io dico di sì

    ok, in parte si, sono d'accordo, ma allora filiera delle responsabilita' e' molto molto lunga, e arriva fino a tutti noi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco
    > - Scritto da: soulista
    > > - Scritto da: Francesco
    > >
    > > > Non gliene si puo' fare una colpa se il il
    > fine
    > > > ultimo e' il
    > > > profitto.
    > >
    > > io dico di sì
    >
    > ok, in parte si, sono d'accordo, ma allora
    > filiera delle responsabilita' e' molto molto
    > lunga, e arriva fino a tutti
    > noi.

    infatti.. quanti di noi anche inconsapevolmente compra prodotti fabbricati in cina?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Cryon
    > infatti.. quanti di noi anche inconsapevolmente
    > compra prodotti fabbricati in
    > cina?

    Fatti un'altra domanda: quanti produttori non creano prodotti o usano componenti creati in cina?
  • - Scritto da: ruppolo
    > Il posto giusto, insieme all'Italia, dove leccare
    > il culo al
    > potere.

    Sono anch'io d'accordo che la scelta di Microsoft di rimanere in Cina sia lesiva della sua immagine, ma è pur da ricordare cosa la Microsoft sia: un'azienda. Google ha convinto tanti di essere un'azienda dal volto umano, ma è veramente così?

    Io resto scettico. Apprezzo come Google abbia portato l'attenzione sulla questione cinese, ma non mi faccio convincere così facilmente.

    E poi non dovrebbero essere i Governi a regolare i rapporti con la Cina? Se il nostro e quello statunitense intrattiengono rapporti ancora cordiali col Governo della Cina, non vedo perché debbano essere delle aziende a voler cambiare il mondo. Il mondo della Cina poi, dove aziende come Google di potere ce ne hanno poi poco.

    Ad ogni modo, stiamo a vedere. E speriamo che non sia tutta una strategia di marketing.
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    Modificato dall' autore il 26 marzo 2010 17.02
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  • ma come ruppolo? tempo fa, di fronte ad una apple prona alla censura cinese, avevi ben altro atteggiamento...
  • Guarda che la Cina e qualche altra regione la intorno, sono le uniche zone del mondo in cui esiste veramente l'elettronica. Vorrei vedere Apple chiudere i rapporti con la Cina...
    non+autenticato