Giorgio Pontico

USA, Internet è in biblioteca

Milioni di netizen statunitensi che appartengono a basse fasce di reddito si affidano ai computer pubblici per ottenere la propria dose di banda larga. Studenti e disoccupati per mungere connettività

Roma - Tra una costa e l'altra degli Stati Uniti sono disseminati netizen appartenenti alle fasce sociali più deboli della nazione: 77 milioni di persone il cui reddito non supera di solito i 22mila dollari l'anno, e che accedono alla Rete grazie ai computer presenti nelle biblioteche. A illustrare questa complessa situazione ci pensa uno studio commissionato dalla Bill and Melinda Gates Foundation.

Nel corso della ricerca sono state effettuate 48.176 interviste, condotte per la maggior parte via Web e completate poi con alcuni questionari somministrati telefonicamente. È emerso che il 40 per cento di coloro che nel 2009 si sono recati in biblioteca per accedere a servizi online lo hanno fatto principalmente per cercare siti con offerte di lavoro, la metà invece ha compilato e messo in rete il proprio curriculum vitae. Le fasce più giovani invece hanno utilizzato Internet come uno strumento educativo, sia per compiere ricerche (42 per cento) che svolgere i compiti scolastici (50 per cento).

Secondo alcuni addetti ai lavori i risultati di questa indagine non fanno altro che confermare l'importanza delle connessioni ad alta velocità anche per le famiglie meno agiate: una necessità assoluta per l'economia che si traduce in una pressione enorme per le biblioteche stesse, che si ritrovano a dover soddisfare, a volte con fatica, una domanda sempre crescente di postazioni Internet.
Giorgio Pontico
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