Claudio Tamburrino

L'open source è diritto costituzionale

La Corte Costituzionale è intervenuta su una legge regionale del Piemonte. Che disponeva la non applicazione del diritto d'autore al software libero. Bocciandola: le licenze, anche open, vanno rispettate

Roma - La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità dell'articolo 1 della legge regionale n. 9 emanata dal Piemonte il 26 marzo 2009: la disposizione, nell'ambito delle "Norme in materia di pluralismo informatico, sull'adozione e la diffusione del software libero e sulla portabilità dei documenti informatici nella pubblica amministrazione", misconosceva le caratteristiche del software libero, pur affermando di volerne garantire la diffusione.

Le disposizioni regionali, secondo quanto si legge nella sentenza, "violano la competenza statale in materia di tutela della concorrenza (art.117 Cost.), nonché in ordine alla disciplina del diritto d'autore".

L'articolo 1, comma 3, della legge bocciata disponeva, infatti, che "alla cessione di software libero non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 171-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633". Non si sarebbero dovute applicare, cioè, le disposizioni della normativa nazionale a protezione del diritto d'autore.
Il legislatore era quindi incappato nell'errore di confondere il software libero con un'assenza di diritti da parte dell'autore, arrivando a ritenere che un ridefinizione delle regole del gioco della proprietà intellettuale come quella effettuata dalle licenze open corrispondesse ad un'assenza di regole, o meglio che lo scopo della diffusione delle idee fosse servita a dovere da una totale deroga al diritto d'autore.

Non riconosceva, in pratica, il valore del fattore virale (share-alike) delle licenze di software libero, caratteristica che gli permette di rimanere tale anche nelle sue successive modifiche imponendo l'obbligo di ri-diffusione sotto la medesima licenza, e le altre disposizioni stabilite a sua tutela.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
  • AttualitàIl GPL è libero, non selvaggioNumerose società coinvolte per violazione di copyright: al centro della questione il programma BusyBox e 20 prodotti che non avrebbero rilasciato il codice sotto la necessaria licenza GPL
  • AttualitàMicrosoft inciampa nella GPLUn blogger avrebbe trovato un tool rilasciato sotto licenza chiusa contenere codice aperto. Redmond lo ha rimosso in attesa di un'indagine più approfondita
  • Diritto & InternetFrancia: rispettate il Free SoftwareLa Corte d'appello francese condanna un'azienda per violazione delle clausole della licenza GPL. Ad avviare il contenzioso non è stato il titolare del diritto d'autore ma coloro che hanno acquistato il software che viola il diritto d'autore
235 Commenti alla Notizia L'open source è diritto costituzionale
Ordina
  • "...arrivando a ritenere che un ridefinizionearrivando a ritenere che UN ridefinizione...", certo.....
    non+autenticato
  • -in L'OPEN SOURCE E' DIRITTO COSTITUZIONALE-
    non+autenticato
  • Mi pare che la sentenza sia un po' più complessa di così, e soprattutto che dica alcune cosette non proprio secondarie su cui l'articolo tace completamente.

    Il comunicato stampa dell'Associazione per il Software Libero mi pare un commento più approfondito e corretto:

    http://www.softwarelibero.it/Corte_Costituzionale_...
    non+autenticato
  • In ogni caso la legge era scritta male, ed è giusta la bocciatura di quei due articoli. Infatti quella della regione Umbria, scritta bene, è passata.
    non+autenticato
  • http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Ma_anche_no

    Al contrario, il comunicato di Assoli è generico e non centra per niente il punto. Molto più preciso il commento di P.I. - stavolta.

    L'articolo di P.I. spiega tanto quanto Assoli, ed è molto più preciso su un punto molto importante ovvero il 3zo comma dell'articolo 1 - mentre Assoli lo liquida così:

    "Il ricorso muoveva altri rilievi, alcuni dei quali sono stati giustamente accolti dalla Corte Costituzionale che ha annullato il 3° comma dell'articolo 1 e l'articolo 3, migliorando così il testo della Legge."

    Quindi stavolta complimenti a P.I. Sorride


    Cordiali saluti
  • Si tratta di mettere sulla bilancia il peso della notizia.
    La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità di due norme piuttosto secondarie, ed ha affermato un principio che mai finora era stato enunciato con tanta chiarezza e da fonte così autorevole: che è perfettamente lecito per una Pubblica Amministrazione preferire il software libero rispetto al software proprietario perchè questo - per i motivi espressi nella sentenza e chiaramente esposti nel comunicato di Assoli - non viola i principi di libera concorrenza e di neutralità tecnologica.
    La prima notizia è di poca importanza, mentre la seconda è *estremamente* importante. PI ha commentato solo la prima, Assoli ha commentato principalmente la seconda.

    Io ritengo che fornisca una informazione più corretta il comunicato stampa di Assoli.
    non+autenticato
  • Al contrario, mi pare proprio che quella che tu giudichi di "secondaria importanza" sia di gran lunga la cosa più importante, perché impedisce di fatto di violare licenze come la GPL. Se una licenza open source non sottostà alla disciplina del diritto di autore, chiunque può violarla.

    In mia opinione, in questo senso l'articolista di P.I. è stato molto acuto ad individuare correttamente quale era la cosa _veramente_ rilevante.

    Comunque basterebbe leggersi la sentenza: http://tinyurl.com/yay6q2p per capire le reali motivazioni, ovvero:

    1) il software "libero" è soggetto al diritto di autore come qualsiasi altro software, e la legge Regionale del Piemonte non può cambiare questo status non tanto perché le motivazioni per farlo siano infondate, ma perché questa materia è soggetta al legislatore nazionale e quindi non può essere modificata da quello regionale.

    Come fatto osservare da molti, questo punto è fondamentale e non affatto secondario, perché avrebbe consentito alla Regione Piemonte di violare le clausole di licenza dei software liberi. Se ti leggi la sentenza, essa ribadisce esplicitamente che le restrizioni imposte alla redistribuzione dei programmi sono vincolanti legalmente e la Regione non può abrogarle, perché usurperebbe materia oggetto esclusivo di legislazione nazionale (legge sul diritto di autore) - § 3 della sentenza.


    2) L'articolo 3 "Diritto allo sviluppo portabile" non significava una bella cippa, quindi essendo troppo generico è stato giustamente cassato - ma non ha una grande importanza.


    3) Infine al § 6 la Corte, risponde all'accusa per cui privilegiare un software libero anziché uno proprietario costituirebbe una indicazione di acquisto lesiva della concorrenza; si noti che norme che eventualmente regolino il mercato o la concorrenza non sono illegittime di per sé, ma sono ad esclusivo appannaggio del legislatore nazionale.

    La Corte dunque ribadisce che "[...] la nozione di codice a sorgente aperto costituirebbe, in realtà, una sottocategoria del software proprietario, in quanto si limiterebbe a prevedere la disponibilità del codice sorgente, senza gli altri diritti e libertà che caratterizzano il software libero. In ogni caso la suddetta normativa non imporrebbe alle amministrazioni locali l’acquisto di software esclusivamente a codice sorgente aperto, limitandosi soltanto ad indicarlo come da privilegiare per i propri servizi. Comunque, non sarebbe dato comprendere come la scelta di un ente rispetto ad una caratteristica, e non ad un prodotto, effettuata in base ad una valutazione tecnico-economica di convenienza ed opportunità, possa essere considerata invasiva della norma sulla tutela della concorrenza.
    [...]
    Infine, si deve ancora ribadire che i concetti di software libero e di software con codice ispezionabile non sono nozioni concernenti una determinata tecnologia, marca o prodotto, bensì esprimono una caratteristica giuridica. In sostanza, ciò che distingue il software libero da quello proprietario è il differente contenuto dell’accordo negoziale (licenza), posto a fondamento della disciplina dei diritti di utilizzazione del programma; e la scelta circa l’adozione dell’uno o dell’altro modulo negoziale appartiene alla volontà dell’utente.

    Ne deriva che la lesione della concorrenza, paventata dalla difesa dello Stato in relazione alla normativa de qua, non è configurabile."

    Quindi come vedi, la Corte non ha affatto sentenziato, come affermi tu ed ha fatto Assoli, che (quoto parole tue) "è perfettamente lecito per una Pubblica Amministrazione preferire il software libero rispetto al software proprietario perchè questo [...] non viola i principi di libera concorrenza e di neutralità tecnologica".

    Si è limitata ad affermare che la legge di per sé non lede la libera concorrenza dato che parla soltanto di "effettuare [...] una valutazione comparativa di tipo tecnico economico".

    Non si esprime affatto sulla neutralità tecnologica, al contrario sottolinea i passaggi in cui si fa riferimento al preferire formati proprietari.

    Questo tanto per chiarire una sfumatura - una sfumatura che è tutto, in questo caso: nel paragrafo 6 della sentenza non si dice che è lecito usare il software libero, ma che la accusa di violazione della concorrenza è infondata.

    Pertanto mi pare molto più interessante, francamente, il § 3, dato che ribadisce che non si può impunemente violare una licenza open source - e questo invece, lo afferma chiaramente.

    Se poi vogliamo essere onesti, entrambe le fonti - P.I. ed Assoli - sono parzialmente incomplete, ma P.I. per lo meno in quello che riporta è preciso e non attribuisce alla Corte quello che non ha detto, come fa Assoli...


    Cordiali saluti
  • Si cita spesso Photoshop contro GIMP, come esempio di programma proprietario rispetto all'equivalente free.

    In effetti, guardate una delle ultime funzioni di Photoshop:


    Sembra stregoneria, è incredibile!

    Su GIMP, intanto...

    http://www.logarithmic.net/pfh/resynthesizer

    Il plugin per la stessa funzione esiste da 2-3 anni
    non+autenticato
  • plug in del genere per photshop esistono da quando esiste photoshop
    to divertiti:
    http://www.adobe.com/cfusion/marketplace/index.cfm...
    e questi sono pure gratis
    http://thepluginsite.com/resources/freeps.htm
    Gimp è per al max semi-professionisti, photoshop è per i veri grafici/designer/fotografi
    Chiudo qua che di cazz4t3 a riguardo su questo forum ne ho già sentite troppe
    non+autenticato
  • - Scritto da: Steve Robinson Hakkabee

    > Chiudo qua che di cazz4t3 a riguardo su questo
    > forum ne ho già sentite
    > troppe

    cazzate tipo "linux non è buono perchè non ci girà photoshop?"A bocca aperta
    non+autenticato
  • Sarebbe interessante sapere quanti di voi che difendono il GPL
    scrivano codice GPL e ci facciamo magari sopra qualche euro.

    Tra l'altro e' ridicolo che si tiri in ballo la clausola che obbliga
    all'offrire in download versioni modificate in caso si customizzi uno script GPL altrui :

    il problema e' appunto che avendo il codice a disposizioni si faccia un "rewrite" da zero e lo si rivenda come software commerciale, e questo cari miei non lo vieta nessuno.

    per questo e' semplicemente folle dare in giro i propri sorgenti, a meno che si lavori per la gloria e si sia anche pronti a vedere qualcuno piu' furbo di noi rubarci il codice, taroccarlo per bene, e farci su soldi con il nostro lavoro e senza manco un grazie !

    nessuna major e' fallita a causa della concorrenza sleale GPL, ma molti programmatori freelance hanno cambiato mestiere, perche' sono proprio loro i primi a esserne colpiti, non certo le major demonizzate dalla propaganda OSS come microsoft, oracle, ibm, etc, che anzi sono ben felici di adottare il GPL in alcuni casi !

    smettiamola con l'equazione GPL==comunismo, perche' in realta' ha fatto solo un favore ai ricchi.
    non+autenticato
  • > il problema e' appunto che avendo il codice a
    > disposizioni si faccia un "rewrite" da zero e lo
    > si rivenda come software commerciale, e questo
    > cari miei non lo vieta
    > nessuno.

    Certo che no, ma per fare un rewrite da zero ti ci vogliono giorni, magari mesi, e poi ottieni un programma che fa le stesse cose di quello originale, gratuito... Mi spieghi chi te lo compra?

    >
    > per questo e' semplicemente folle dare in giro i
    > propri sorgenti, a meno che si lavori per la
    > gloria e si sia anche pronti a vedere qualcuno
    > piu' furbo di noi rubarci il codice, taroccarlo
    > per bene, e farci su soldi con il nostro lavoro e
    > senza manco un grazie
    > !

    Farci su soldi? E in che modo?

    >
    > nessuna major e' fallita a causa della
    > concorrenza sleale GPL

    Encarta è stata cancellata, Irix è stato cancellato...

    >, ma molti programmatori
    > freelance hanno cambiato mestiere, perche' sono
    > proprio loro i primi a esserne colpiti

    Cosa sviluppavano? Perchè se sviluppavano programmi per i quali esisteva già una alternativa gratuita, stavano facendo un lavoro inutile, ed è un bene che abbiano cambiato mestiere


    , non certo
    > le major demonizzate dalla propaganda OSS come
    > microsoft, oracle, ibm, etc, che anzi sono ben
    > felici di adottare il GPL in alcuni casi
    > !

    Infatti l'obbiettivo è proprio di farglielo adottare.

    >
    > smettiamola con l'equazione GPL==comunismo,
    > perche' in realta' ha fatto solo un favore ai
    > ricchi.

    Mai sostenuta una equazione del genere, te lo sei sognato.
    non+autenticato
  • > scrivano codice GPL e ci facciamo magari sopra
    > qualche
    > euro.

    euro euro euro... c'è una (triste) categoria di persone che riducono tutto solo ai soldi. Non capiscono che è solo allocazione del tempo libero: c'è chi guarda tette di plastica in tivù e chi scrive codice openSorride
    non+autenticato
  • c'é anche chi non paga l'affitto e ha il frigo pieno e non si preoccupa dei soldi
    MeX
    16896
  • - Scritto da: MeX
    > c'é anche chi non paga l'affitto e ha il frigo
    > pieno e non si preoccupa dei
    > soldi

    E si permette di fare il filosofo.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: MeX
    > > c'é anche chi non paga l'affitto e ha il frigo
    > > pieno e non si preoccupa dei
    > > soldi
    >
    > E si permette di fare il filosofo.

    E ti regala qualcosa (un bel programma free, che a lui è costato tempo e lavoro, eppure te lo regala); c'è invece chi ha il frigo pieno, le tasche piene, e allora si compra i gadget costosi, e ti sfotte perchè dice che tu non puoi permetterteli.

    Non so tu, ma tra questi due, io preferisco il primo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pepitus
    > Sarebbe interessante sapere quanti di voi che
    > difendono il GPL
    >
    > scrivano codice GPL e ci facciamo magari sopra
    > qualche
    > euro.
    >

    ...non vorrei tirarmela ma...

    > Tra l'altro e' ridicolo che si tiri in ballo la
    > clausola che
    > obbliga
    > all'offrire in download versioni modificate in
    > caso si customizzi uno script GPL altrui :
    >

    ...ne sanno qualcosa D-Link e altre se non sbaglio...chi viola la GPL paga!
    Poi comunque devi inviare le modifiche all'autore e non pubblicarle tu.

    >
    > il problema e' appunto che avendo il codice a
    > disposizioni si faccia un "rewrite" da zero e lo
    > si rivenda come software commerciale, e questo
    > cari miei non lo vieta
    > nessuno.
    >

    Quanta gente conosci che reinventa l'acqua calda? Al limite la reinventa per rivenderla ai pistola...la realtà serie (IBM) usano, modificano e pubblicano GPL avendo buoni ricavi. Riscrivere da 0 penso che ormai sia una pratica che tutti riconoscono fallimentare.

    > per questo e' semplicemente folle dare in giro i
    > propri sorgenti, a meno che si lavori per la
    > gloria e si sia anche pronti a vedere qualcuno
    > piu' furbo di noi rubarci il codice, taroccarlo
    > per bene, e farci su soldi con il nostro lavoro e
    > senza manco un grazie
    > !

    Ti difende la GPL. Se qualcuno tarocca il tuo codice e non te lo dice...paga...le sentenze ci sono!

    > nessuna major e' fallita a causa della
    > concorrenza sleale GPL, ma molti programmatori
    > freelance hanno cambiato mestiere, perche' sono
    > proprio loro i primi a esserne colpiti, non certo
    > le major demonizzate dalla propaganda OSS come
    > microsoft, oracle, ibm, etc, che anzi sono ben
    > felici di adottare il GPL in alcuni casi
    > !
    >
    IBM=opensourcefiendly da sempre e ci guadagna
    M$=anti open e non mi sembra che vada na bellezza

    > smettiamola con l'equazione GPL==comunismo,
    > perche' in realta' ha fatto solo un favore ai
    > ricchi.

    proprietario = comunismo = corruzione
    non+autenticato
  • > Poi comunque devi inviare le modifiche all'autore
    > e non pubblicarle
    > tu.

    Su questo dissento, la GPL è chiara:

    Articolo 5:
    You may convey a work based on the Program, or the modifications to produce it from the Program, in the form of source code under the terms of section 4, provided that you also meet all of these conditions:

    a) The work must carry prominent notices stating that you modified it, and giving a relevant date.
    b) The work must carry prominent notices stating that it is released under this License and any conditions added under section 7. This requirement modifies the requirement in section 4 to “keep intact all notices”.
    c) You must license the entire work, as a whole, under this License to anyone who comes into possession of a copy. This License will therefore apply, along with any applicable section 7 additional terms, to the whole of the work, and all its parts, regardless of how they are packaged. This License gives no permission to license the work in any other way, but it does not invalidate such permission if you have separately received it.
    d) If the work has interactive user interfaces, each must display Appropriate Legal Notices; however, if the Program has interactive interfaces that do not display Appropriate Legal Notices, your work need not make them do so.


    http://www.gnu.org/licenses/gpl.html

    Se la licenza ti imponesse di inviare le modifiche all'autore, non si parlerebbe piu' di software libero, perchè contrasterebbe con le 4 libertà fondamentali del software:

    Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo (libertà 0).

    Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità (libertà 1). L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.

    Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo (libertà 2).

    Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (libertà 3).

    http://www.mondoinformatico.info/le-4-liberta_post...
    non+autenticato
  • IBM vive con l'hardware e usa l'open source per avere sistemi appetibili al pubblico, IBM paga assieme a Novel il grosso del lavoro svolto su linux. IBM e NOVEL hanno la possibilità facendo altro fortemente remunerato di stipendiare migliaia di persone per fare Open Source. Una piccola azienda che lavora 100 ore per fare un software può decidere di rilasciarlo Open se qualcuno le paga le 100 ore, ma se come spesso avviene di ore gliene pagano solo 20 o 30, quello stesso software dovrà venderlo almeno 3 o 4 volte per essersi pagata lo sviluppo. ma se dopo lo fa uscire open a 0€ chi lo ha pagato non è contento. Se una azienda paga per lo sviluppo di un software sulle sue indicazioni migliaia di euro difficilmente avrà piacere: A) di vederlo venuto ad altri; B) di vederlo free per la rete.

    Se la Bosh sviluppasse un innovativo componente motore per la FIAT, dietro suo intero pagamento e poi lo rilasciasse di pubblico dominio o lo rivendesse ad altri la FIAT come minimo farebbe causa alla Bosh. e per il software è lo stesso.

    Se pago lo sviluppo di un software particolare e molto costoso allora quello deve stare chiuso a me, se pago piccole cifre allora mi sta bene che il produttore ne faccia cosa vuole; me se non il costo da me sostenuto non paga le ore di sviluppo, il programmatore come vive? Se poi ha una azienda come ci campa? Come paga gli stipendi? Solo con l'assistenza e le personalizzazioni diventa dura perchè devi avere giri mostruosi.

    in ogni caso tra un software e un progetto cambia poco la sostanza. Chi mette sudore da un lavoro e quel lavoro di gli da da vivere non vorrà open...

    abilire il denaro risolvere molte problemi, si potesse abolire la politica se ne risolverebbero altri ma probabilmente si tornerebbe al medio evo. Ad oggi il potere e il denaro han mosso l'uomo e il mondo il resto è utopia
    non+autenticato
  • > Una
    > piccola azienda che lavora 100 ore per fare un
    > software può decidere di rilasciarlo Open se
    > qualcuno le paga le 100 ore, ma se come spesso
    > avviene di ore gliene pagano solo 20 o 30, quello
    > stesso software dovrà venderlo almeno 3 o 4 volte
    > per essersi pagata lo sviluppo. ma se dopo lo fa
    > uscire open a 0€ chi lo ha pagato non è contento.

    Ipotizziamo tre persone, chiamiamole Alberto, Bob e Carlo (A,B,C)

    - Alberto ha una casa, con regolare atto di proprietà. Bob compra la casa per centomila euro, e A. gli cede l'atto di proprietà. Carlo prende un momento l'atto di proprietà da B. , ne fa una fotocopia, poi lo rimette a posto. Poi C. entra nella casa, esibendo l'atto di proprietà fotocopiato, e dicendo che è sua (anche se in realtà non l'ha pagata).
    Questo è, grossomodo, paragonabile a quello che accade con la pirateria, sei d'accordo?

    -Alberto ha una casa, con regolare atto di proprietà. Bob compra la casa, ma Alberto non gli cede l'atto di proprietà, gli cede una fotocopia dell'atto di proprietà; poi Carlo arriva da A., vuole comprare la casa (non sapendo che A. l'ha già venduta a B.), ed A. fa un'altra fotocopia dell'atto di proprietà, si fa pagare una seconda volta (la prima volta si fa pagare da B., la seconda volta si fa pagare da C.).
    Quando B. e C. cercano di entrare nella casa nuova, si accorgono di avere entrambi l'atto di proprietà fotocopiato, vanno a lamentarsi da A., che replica "La casa è mia, non vostra, perchè l'atto di proprietà originale è mio".
    Questo è quello che accade con la vendita di un bene digitale.

    Ora, chi si comporta in modo scorretto? C., quando pirata, o A., quando vende due volte?
    non+autenticato
  • non la vedo proprio una metafora azzeccata!!!

    diciamo che non hai usato l'esempio migliore!!!

    quello che dici tu comporterebbe il fatto che tu magari vorresti la proprietà esclusiva di un album di MJ, in modo tale che sia solo tuo e il Resto del Mondo cosa dovrebbe fare?

    oppure vorresti Office solo per te?

    non mi pare che sia un esempio calzante

    ciao

    igor
    non+autenticato
  • nessuna offesa, ti ripeto che ho avuto modo e maniera di ascoltare impianti di un certo livello e le differenze apportate da un cavo si riconoscono, non dico che siano migliori o peggiori ma ci sono differenze, alcune volte anche sostanziali

    ciao

    igor
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | Successiva
(pagina 1/4 - 18 discussioni)