Alfonso Maruccia

Spagna, frattura sul P2P

Nel paese iberico i giudici ordinano sequestri e censure di siti BitTorrent, mentre gli economisti avvertono: combattere lo sharing non è solo inutile ma anche sbagliato. Gli utenti e gli artisti ci rimettono, le grandi etichette no

Roma - In Spagna regna la confusione sulla questione pirateria digitale: taluni tribunali riaffermano il diritto al download senza scopo di lucro mentre le etichette indie chiamano alla sbarra il governo per supposta negligenza nei confronti di quella che ritengono una pirateria dilagante. In attesa di una nuova normativa in grado di fare chiarezza in materia, la confusione continua, allorché i giudici decretano la chiusura di siti di P2P e gli economisti avvertono: smettetela con questa assurda e controproducente guerra al file sharing.

Sono 16 i siti web che i giudici hanno deciso di chiudere, dopo essersi mossi su impulso di una denuncia fatta dagli studios hollywoodiani (Tristar, Universal, Disney e altri). Stando a quanto sostiene l'industria dei contenuti, dietro i suddetti siti web ci sarebbe una sola persona, vale a dire quel Rafael Mellado già denunciato negli scorsi anni per il suo coinvolgimento con Todotorrente (di cui era amministratore) e la registrazione illegale di pellicole nel buio della sala cinematografica.

Gli studios ritengono sia evidente che i 16 siti venissero utilizzati per "attività criminali", e la corte ha dato loro ragione ordinando il sequestro non solo dei domini ma anche degli account bancari ed e-mail di Mellado. Il quale, neanche a dirlo, si dichiara innocente ed estraneo ai fatti.
La situazione si fa ingarbugliata quando si apprende che nella faccenda sarebbe coinvolta anche Hostingpac.net, servizio di hosting che sostiene di aver bloccato l'accesso ai siti incriminati dopo aver ricevuto l'accusa non solo di ospitare ma anche di gestire i portali web.

Ma non è solo la giustizia a dover fare i conti con la complessità della rete e le volontà dell'industria dei contenuti, visto che anche gli accademici si interessano della questione file sharing e pirateria attraverso un rapporto pubblicato dal centro di ricerca FEDEA.

La summa della ricerca, opera di due professori di economia, è che spingere il piede sull'acceleratore della guerra alla condivisione fa solo male agli utenti e agli artisti meno noti mentre favorisce i grandi gruppi e gli autori già affermati. Le attuali proposte di riforma legislativa avanzate dal governo spagnolo? Per Pablo Vazquez e Michele Boldrin sarebbero inutili e inefficaci nel contrastare la pirateria, che si potrebbe arginare solo con la riforma del copyright e la riduzione della sua durata e non puntando a stiracchiarlo per prolungarne l'estensione.

Alfonso Maruccia
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10 Commenti alla Notizia Spagna, frattura sul P2P
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  • Questi hanno basato il loro impero rubacchiando qua e là una marea di idee per i loro cartoon e ora rompono le palle a chiunque e vogliono estendere il copyright all'infinito per approfittarne...

    --
    Saluti, Kap
  • Loro hanno esteso il copyright per non perdere l'esclusività commerciale delle primissime apparizioni del sorcio michele.

    Tra l'altro la disney è nota di prendere storie non sue è rimaneggiarle malamente....
    Sgabbio
    26178
  • Mi pare doveroso citare, per chi non li avesse ancora visti, [["The Disney Trap"]http://www.youtube.com/watch?v=MqySp7Nq5j0] e [["The Disney Trap 2"]http://www.youtube.com/watch?v=e4E0sUU9Sm4] (Monica Mazzitelli - iQuindici - Wu Ming)

    (...spero di non aver incasinato i link, vediamo cosa ne esce... Angioletto )
    non+autenticato
  • ...ettepareva... beh almeno sono cliccabili... pardon! Angioletto
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sgabbio
    > Loro hanno esteso il copyright per non perdere
    > l'esclusività commerciale delle primissime
    > apparizioni del sorcio michele.

    Che sta per scadere nuovamente a breve, spingeranno per portarlo a 200 anni ?
    krane
    22544
  • magari lo spingeranno per altri 20 anni.
    Sgabbio
    26178
  • "Più stringete la vostra mano, più sistemi sfuggono al vostro controllo."

    O come scriveva un economista al riguardo della lotta alla droga:
    "Tutto quello che ha fatto la repressione della polizia è stato di eliminare i trafficanti meno capaci, lasciando la loro fetta di mercato a quelli più intelligenti e abili"; più o meno come succede quando si usano male gli antibiotici, si fanno evolvere ceppi resistenti.
  • Belle metafore.
    Quoto
    Wolf01
    3342
  • Quoto.
    Tutto giusto e tutto chiaro a chi ha occhi aperti e mente sgombra. Ma non è il loro caso...
    E per sbragare in OT seguendo il tuo intervento, ecco un commento trovato in rete:
    - Il proibizionismo non è altro che la tassa sul consumo di sostanze illegali che governi collusi o conniventi con le narcomafie pongono sulla pelle di milioni di consumatori/trici, in favore del narcotraffico gestito da mafia, 'ndrangheta e camorra a cui è di fatto affidato il monopolio dell'importazione, produzione e distribuzione delle sostanze illecite. Ogni pianta, ogni grammo di erba autoprodotta sono denaro sottratto ai signori del vapore, difendere le ragioni del proibizionismo significa difendere gli affari dei mafiosi.-

    Se volete potete sostituire mafia 'ndrangheta e camorra con altri termini e vedrete che torniamo immediatamente In Topic Indiavolato
    non+autenticato
  • Una cosa di cui pochi si rendono conto è che la tecnologia moderna renderà l'auto-produzione di sostanza chimiche estremamente accessibile anche a chi ha poche abilità pratiche e/o pochi soldi. E non parlo di laboratori clandestini che producono sostanza per centinaia o migliaia di persone, ma di gadget in grado di produrre sostanze per una o due persone.
    Non solo, all'inizio questi gadget dovranno essere custom-built per la sostanza specifica. Ma micro e nano tecnologie renderanno possibile anche costruire macchinari programmabili per produrre quasi qualsiasi sostanza chimica desiderata partendo dalle sostanza base.
    Si collega la porta USB dello scatolotto al PC, si avvia il programma di controllo e si collegano i serbatoi con le sostanza di partenza richieste.
    Ad un'altra estremità esce la sostanza finale desiderata.

    La produzione, in massa, di un simile congegno (utile anche per molte altri usi) sarebbe la fine del traffico di droga a livello internazionale e la distruzione di ogni speranza di controllo dei proibizionisti.
    Abolire una tecnologia del genere sarebbe tecnicamente impossibile e solleverebbe enormi resistenze. Abbastanza forti da spazzare via chi lo proponesse. Dopo tutto il Proibizionismo può esistere perché impatta direttamente sulle vite di una minuscola minoranza di persone (anche se poi il prezzo lo pagano tutti, indirettamente e indistintamente).