Mauro Vecchio

Facebook, nuovo giro di privacy

Annunciata una serie di modifiche alle policy in materia di dati personali. Ci sarÓ un'opzione per la localizzazione e soprattutto una lista di siti terzi pre-approvati, che potranno ottenere in automatico le informazioni degli utenti

Roma - Si tratterebbe di un nuovo fondamentale passo nella gestione aperta e trasparente dell'immenso ecosistema social di Facebook. Una mossa per coinvolgere milioni di netizen nelle sostanziali modifiche che verranno presto apportate al social network in blu. A loro il compito di esprimere la propria opinione su una serie di nuove revisioni delle policy in materia di privacy della creatura di Mark Zuckerberg.

Revisioni annunciate di recente dal deputy counsel di Facebook Michael Richter, che in un post sul blog ufficiale del sito ha anche parlato di una serie di modifiche che verranno apportate allo Statement of Rights and Responsibilities. "Non tutti i prodotti che stiamo analizzando sono stati ultimati, alcuni non sono nemmeno stati sviluppati - ha spiegato Richter - Tuttavia, abbiamo identificato delle opportunità interessanti".

Cosa hanno dunque in cantiere i responsabili di Facebook? Abbondanza di dettagli non ce n'è stata, ma il post ha comunque fatto luce su alcune modifiche precise. In primis sulla condivisione dei luoghi reali che l'utente potrebbe visitare ogni giorno. Facebook sembra aver abbandonato la precedente idea riguardante l'inclusione di una particolare location all'interno di un comune post. Per abbracciare quella di un luogo in riferimento ad una particolare pagina del sito in blu, come ad esempio quella di un ristorante locale.
La parte tuttavia più interessante del post di Michael Richter ha riguardato la prossima gestione delle applicazioni e dei siti web terzi. "Nella nostra proposta - si legge nel post - abbiamo illustrato la possibilità di lavorare con siti web partner, che noi provvediamo a pre-approvare per offrire agli utenti un'esperienza maggiormente personalizzata". Come sottolineato da qualcuno, Facebook darebbe agli inserzionisti la possibilità di cucire pubblicità su misura, modellata sugli interessi degli stessi utenti in stile Facebook Connect.

In pratica, i dati personali degli iscritti al sito in blu verranno automaticamente indirizzati verso applicazioni terze pre-approvate. A meno che gli stessi utenti non vadano a disattivare la particolare opzione in maniera manuale. Pare quindi che queste nuove opzioni verranno installate di default su ogni profilo attivo su Facebook.

Per TechCrunch, la nuova mossa del social network darà ai siti terzi la possibilità di identificare anche quegli utenti che non hanno mai accettato di accedere a Facebook Connect. In questo modo, le applicazioni terze potranno visualizzare i dati personali degli iscritti e dei loro amici. Con la probabilità molto alta che questi stessi dati personali vengano condivisi con chiunque.

A questo proposito, l'intervento di Richter ha anche spiegato meglio il perché dell'opzione di condivisione impostata di default su everyone. "Le persone hanno ancora il controllo delle proprie informazioni sul sito - si legge - ma l'impostazione con tutti ha l'obiettivo di permettere alla gente di condividere il più possibile i propri contenuti. Per supportare questa distribuzione, noi permettiamo agli altri di visualizzare e ridistribuire i contenuti a chiunque".

Mauro Vecchio
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12 Commenti alla Notizia Facebook, nuovo giro di privacy
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  • Si, proprio disinformazione , si tratta di questo. Molti utenti si registrano a questo social network senza sapere a cosa vanno incontro, non leggono nulla e si registrano come fosse una comune chat, nel senso che spesso si registrano per via di quache email di invito da parte di amici, seconda ipotesi lo fanno perchè tutti sono registrati, una moda. La privacy di ognuno di noi credo debba essere sacrosanta, mi stupisco di quell' utente che afferma di dettagliare anche quello che combina durante la giornata (incredibile!) Mi stupisce il fatto che molte persona per via di questo social network ( strumento utilizzato dai comuni utenti perchè senza di quello il pc per loro sarebbe un oggetto superfluo ) abbiamo perso il posto di lavoro, abbiano divorziato e magari stanno ancora li e molti faranno la stessa fine, tutto questo per cattiva informazione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sasser
    > Si, proprio disinformazione , si tratta di
    > questo. Molti utenti si registrano a questo
    > social network senza sapere a cosa vanno
    > incontro,
    > [CUT]
    > e magari stanno ancora li e
    > molti faranno la stessa fine, tutto questo per
    > cattiva
    > informazione.

    Quoto il commento in toto.

    La cattiva informazione è l'anticamera delle disgrazie.
  • - Scritto da: sentinel
    > - Scritto da: Sasser
    > > Si, proprio disinformazione , si tratta di
    > > questo. Molti utenti si registrano a questo
    > > social network senza sapere a cosa vanno
    > > incontro,
    > > [CUT]
    > > e magari stanno ancora li e
    > > molti faranno la stessa fine, tutto questo per
    > > cattiva
    > > informazione.
    >
    > Quoto il commento in toto.
    >
    > La cattiva informazione è l'anticamera delle
    > disgrazie.
    E è una disgrazia essa stessa!
    non+autenticato
  • Il paragone è lo stesso: è assurdo entrare volontariamente in una sauna e poi lamentarsi che si suda, visto che la sauna serve proprio a quello.

    Analogamente, Facebook serve a divulgare i propri dati personali, e a nient'altro: se non ti va bene, non è il servizio che fa per te, e non hai nessun motivo di usarlo; se lo usi, vuol dire che eri implicitamente d'accordo a divulgare i fatti tuoi (anzi, l'hai richiesto esplicitamente, perchè è quello il motivo per cui ci si crea un account su facebook), e non puoi poi lamentarti se lo fanno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > Il paragone è lo stesso: è assurdo entrare
    > volontariamente in una sauna e poi lamentarsi che
    > si suda, visto che la sauna serve proprio a
    > quello.

    Oh si, mi sa che hai fatto la scoperta sociologica del
    millennio, infatti è come dire che è assurdo che gli italiani
    si lamentino sempre di come stanno se poi votano sempre gli
    stessi dinosauri.
  • Non è la stessa cosa: se tu non voti un certo politico, ma gli altri sì, tu te lo devi sorbire comunque.

    Per facebook non è così: se non vuoi andarci, non ci vai, nessuno ti costringe, e non ci perdi nulla.
    non+autenticato
  • Credo che il prunto della questione non sia il fatto di rendere o meno pubblici dei dati, ma il fatto di non avere il controllo su come e a chi tali dati vengono comunicati.

    Chi si iscrive a Facebook lo fa per condividere informazioni con i propri conoscenti, o comunque con persone che ha deciso di accettare come "amico". Il problema è quando Facebook permette ad entità esterne a quelle selezionate dall'utente, l'accesso alle sue informazioni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giuseppe Guarnieri
    > Credo che il prunto della questione non sia il
    > fatto di rendere o meno pubblici dei dati, ma il
    > fatto di non avere il controllo su come e a chi
    > tali dati vengono
    > comunicati.

    Ma tale controllo è impossibile: anche se tu dai i tuoi dati a me, come fai a sapere che io non li darà ad altri? Come puoi impedirmelo?

    Se guardi, è lo stesso problema della pirateria: come puoi dare un file a qualcuno impedendo che lo dia ad altri? La risposta è semplice: non puoi. Quindi, stai attento a cosa metti in giro, non c'è modo di richiamarlo indietro.
    non+autenticato
  • Gira e rigira, gli utenti di FB e la loro privacy vengono sempre raggirati, L'unico modo per mettere al sicuro la propria privacy su FB è non metterci e scriverci niente che non si vuole che finisca sotto gli occhi del tuo capo, i tuoi clienti, tua nonna, il tuo peggior nemico... o non registrarsi affatto.
    non+autenticato
  • In fondo, l'unico computer sicuro è spento e scollegato.
    Stesso ragionamento per la privacy su FB.
  • - Scritto da: Unknown
    > Gira e rigira, gli utenti di FB e la loro privacy
    > vengono sempre raggirati, L'unico modo per
    > mettere al sicuro la propria privacy su FB è non
    > metterci e scriverci niente che non si vuole che
    > finisca sotto gli occhi del tuo capo, i tuoi
    > clienti, tua nonna, il tuo peggior nemico... o
    > non registrarsi
    > affatto.

    Io sono registrato su facebook, e non capisco tutto questo parlar di privacy... Io sono iscritto proprio perchè voglio divulgare certe informazioni, scrivo quello che faccio, dove sono giornalmente quando sono in trasferta, informo la gente sulle feste e sulle sagre a cui partecipo, ecc ecc.
    Mi fa anche piacere che sia possibile (navigando scomodamente all'indietro) cosa ho fatto il tal giorno alla tal ora, ed in ogni modo ogni volta che scrivo sono consapevole che potrà essere letto da chiunque, quindi sto sempre ben attento a cosa scrivo.

    Ovvio che se lo si usa per sputtanare qualcuno o parlar male del proprio lavoro è come entrare in una piazza piena di gente ed urlarlo a tutti, poi magari si becca qualcuno che conosce qualcuno che e' un parente del capo e per passaparola gli arriva Sorride

    E' uno strumento di condivisione, in fondo!
    Si sa benissimo a cosa si va incontro quando lo si usa, se non vuoi che qualcosa venga visto da altri, non lo scrivi.
    Se invece devi condividere dei "segreti" con qualcuno.. di sicuro non usi facebook!!! A bocca aperta
    non+autenticato
  • Oooh finalmente qualcuno che scrive qualcosa di
    intelligente riguardo a Fessbook!

    Mettere i propri dati su Fessbook equivale a
    stendere i propri panni sporchi in pubblica piazza,
    col conseguente sparlare degli utonti che
    metteranno il naso per i propri affari su quei
    panni...

    Occhiolino