Mauro Vecchio

UK, la pattuglia dei cybercafé

Iniziativa promossa da Scotland Yard: i vari gestori di Internet café potranno controllare gli hard disk dopo la navigazione dei loro clienti. E, nel caso, informare la polizia. Ma non si parli di spionaggio

Roma - Un particolare poster ha fatto la sua comparsa all'interno di alcuni Internet café della città di Londra. "Il proprietario di questo locale collabora con il servizio di polizia metropolitana, per prevenire l'accesso in Rete a materiale offensivo o illecito". Č stata avviata una robusta campagna da parte di Scotland Yard, benedetta dagli stessi auspici del governo britannico all'interno di una strategia mirata a combattere il terrorismo.

Un poster, ma anche un avviso sul desktop: "Tutti i clienti accettino di non accedere o scaricare alcun contenuto inappropriato durante la navigazione. Né trasmettere o archiviare documenti come email e allegati di natura pornografica, violenta o estremista". Una sorta di campagna di sensibilizzazione secondo Scotland Yard, mirata a far capire ai vari gestori di Internet café che la polizia di Londra è disposta ad ascoltare eventuali timori e sospetti.

Ma non si parli di incoraggiamento allo spionaggio. "Non si tratta di chiedere ai gestori di spiare i loro clienti - ha spiegato un portavoce della polizia metropolitana rimasto anonimo - ma di spingere alla consapevolezza. Non stiamo chiedendo loro di passarci i dati raccolti". Un'adesione volontaria dunque, una collaborazione non obbligatoria nella lotta a certi contenuti circolanti in Rete.
Ma, stando a quanto riportato dallo stesso portavoce anonimo, la richiesta del corpo di polizia londinese è stata precisa: i gestori che aderiranno dovranno controllare gli hard drive dei propri computer dopo la navigazione degli utenti. Sempre in modo assolutamente volontario. Anche se l'avviso di Scotland Yard ha poi continuato: "La violazione delle precedenti disposizioni comporterà il blocco immediato dell'accesso alla navigazione e, in alcuni casi, la polizia verrà informata".

Particolarmente critico, Simon Davies, direttore del gruppo britannico Privacy International. La paura di Davies consiste nella possibilità che ad esempio i musulmani vengano denunciati più frequentemente, dati gli stessi timori del governo in materia di terrorismo via posta elettronica. "Non ci aspetteremmo che le nostre telefonate dalle cabine pubbliche vengano controllate - ha continuato Davies - e questo vale anche per le nostre email".

Mauro Vecchio
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13 Commenti alla Notizia UK, la pattuglia dei cybercafé
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  • Così come 40 anni fa ci si poteva anche stare ad uscir da casa e lasciare la porta aperta, o al massimo chiusa per non far entrare vento/pioggia/polvere, ma senza chiuderla a chiave, mentre adesso fare lo stesso sarebbe follia pura, allo stesso modo qualche anno fa ci si poteva sentire "tranquilli" ad accedere ai propri dati personali da un pc di un netcafé, ma oggi controllare la posta elettronica, o inserire il login di qualunque servizio, sia il forum di punto informatico o il pannello di controllo del proprio servizio di hosting (per non parlare del sito di home banking), sarebbe molto sciocco. Che poi ci sia ANCHE scotland yard che controlla è ininfluente, è come dire "non ti gettare da quel ponte perché sul fondo ci sono dei cocci di vetro".
    Come al solito poi, ce lo vedo il terrorista che usa un netcafé per mandare mail in chiaro all'indirizzo del suo contatto segreto, comunicando l'obiettivo del prossimo attentato...
  • "Tutti i clienti accettino di non accedere o scaricare alcun contenuto inappropriato durante la navigazione. Né trasmettere o archiviare documenti come email e allegati di natura pornografica, violenta o estremista"

    La pornografia, se non coinvolge minori, è legale.
    Come si può minacciare di chiamare in causa la polizia per impedirmi di procurarmi con un computer non mio, il cui utilizzo io pago personalmente, del materiale che, se me lo procuro col computer di casa mia, è perfettamente legale?
    non+autenticato
  • boh e chi lo sa?
    mi sa che il prossimo passo per il governo britannico sarà quello di vietare anche la normale pornografia, d'altronde con quella violenta e con i feticismi l'hanno già fatto.
    non+autenticato
  • Non possono: le aziende che producono occhiali si opporrebbero, visto che la pornografia procura loro molti clienti (si sa che si diventa ciechi:)
    non+autenticato
  • Continua con grande successo l'Operazione Simpatia delle majors, tesa ad alienarsi pardon assicurarsi i cuori e le menti dei loro clienti paganti. Questa volta contro i malvagi pedoterropornosatanisti!

    Prossima missione: i gestori dei cafè dovranno passare gattoni sotto i tavoli e annusare le patte dei clienti, non sia mai che compiano atti impuri durante la navigazione...
    Funz
    12979
  • Non so come funziona il controllo dei documenti in UK, ma non credo che tutti i gestori controllino al millimetro le tracce di un possibile documento falso - L'unica volta sono stato in un luogo di accesso pubblico in UK, anzi, non me li hanno nemmeno chiesti, i documenti.

    Cosa cambia controllare l'hard disk e chiamare la polizia quando il tizio ha dato documenti falsi e se l'è già svignata?
    non+autenticato
  • Esattamente come per le altre disposizioni, non serve a nulla se non a dar fastidio a chi fa utilizzi leciti.

    Poi mi innervosisce l'idea che io sia all'estero, lontano ma solo per alcuni giorni / settimane quindi senza internet.
    Mi collego da un internet cafe e la mia ragazza mi manda una foto seminuda per provocarmi.
    Rido, cancello la mail ma dopo passa il guardone del negozio per sincerarsi che non abbia scaricato i piani dell'ultimo attentato e trova la foto.
    Che ovviamente non girerà alla polizia ma nessuno gli vieta di rimetterla in rete.
    Ovvio: in primis non avrebbe dovuto mandarmi la foto, ma credo che casi come quello ipotizzato siano tutto fuorchè remoti.
  • e chi ti dice che l'amministratore di un cyber café non lo faccia giį? come il tecnico del negozietto sotto casa che formatta i PC pieni di Wirus?
    MeX
    16897
  • Vero, c'è da dire però che ora hanno l'approvazione delle forze dell'ordine. Mentre prima, magari, alcuni lasciavano perdere per paura di andare incontro a denunce.
    non+autenticato
  • si quello si...

    Peró io in un cyber caffé il massimo che facccio é stamparmi il checkin dell'aereo
    MeX
    16897
  • Chiaro...

    Mi piacerebbe sapere poi come faranno a capire se del materiale, in uno dei tanti dialetti arabi (o cinese, indiano, malese ecc), sia da imputarsi a qualche gruppo terroristico o peggio se lo stralcio del documento/comunicazione/pagina nella cache è criptato. E se impostano la navigazione in modalità pornmode ?

    Mah !
    non+autenticato
  • > E se impostano la navigazione in modalità pornmode
    > ?
    >
    Quello viene dedotto dalla webcam SOTTO la scrivania...Imbarazzato
    non+autenticato
  • ah-ah-ah... perche' in Inghilterra i documenti di identita' non ci sono (si, lo so.. sembra incredibile ma credimi che e' cosi'...)